martedì 30 dicembre 2008

Calcinha Preta

CALCINHA PRETA

Calcinha Preta è uno dei gruppi più famosi di Forrò elettrico del Brasile. Originari di Aracaju (Sergipe) dal 1990 ad oggi hanno composto 19 dischi che raramente hanno tradito le aspettative dei fans.

Spesso trattano il tema dell'amore e sono assoluti protagonisti in festivals de forrò dentro e fuori dal Brasile.

- Sito ufficiale
- Informaçoes sobre Calcinha Preta


Alcune Canzoni

- Amor da Minha Vida
- Como Vou Deixar Você

- Voce não vale nada

Amor da minha vida

Amor da Minha Vida

A tutti sarà capitato di incontrare l'anima gemella, alle volte può non andare perfettamente ma sicuramente al momento giusto sempre arriva la persona giusta...



Composição: Indisponível

Amor da minha vida
Não da pra te esquecer eu não consigo
Amor da minha vida
Eu fico esperando a sua volta
Amor, essa saudade que você deixou
Vive torturando quem ficou
E nem o tempo me ajudou a te esquecer
Toda noite eu viajo
E os meus sonhos a te procurar
No meu peito bate um coração
Pedindo pra você voltar
Pra você voltar, pra você voltar
Amor da minha vida
Não da pra te esquecer eu não consigo
Amor da minha vida
Eu fico esperando a sua volta

Como vou deixar Você

Como Vou Deixar Você




Composição: Lyon / Carlos Freitas

Eu briguei.
Estava fora de mim.
Tanto que te expulsei.
Mas como vou deixar você?
Se eu te amo,
Amo, amo, amo.

Por onde você anda nessa hora?
Eu juro que pago pra saber,
Meu Deus eu mandei o meu amor embora,
Amor, amor,amor, amor
Meu amor, eu amo você.

lunedì 29 dicembre 2008

Brasile, dove essere "differenti" non fa molta differenza


Brasile, dove essere "differenti" non fa molta differenza

"Max tu scrivi tanto bene degli italiani all'estero ma non parli mai di quelli con difficolta' psico-motorie, quelli che in Italia vengono definiti disabili". Lo confesso, l'osservazione del mio lettore italiano e' vera. Ma non perche' non voglia scrivere sull'argomento. Al contrario. La ragione vera a ha che vedere con il modo di vivere che si ha in Brasile.

Le persone che vengono a vivere qui lasciano tutto alle spalle. Tutti i problemi, fisici e psicologici. Qui le persone sembrano cominciare una nuova vita. Qui tutti sono uguali. Questo e' veramente il paese in cui si ricomicia una vita nuova, da zero. E qui i disabili, i "differenti" non lo sono poi tanto. Al contrario. E cio' perche' le persone non sembrano poi tanto impressionate dai "difetti" fisici o psicologici. E la storia che vi racconto oggi sembra provare cio'.

Sono nel quartiere turistico della Barra a Salvador de Bahia. Per il mio lavoro di analisi della comunita' italiana di Bahia con la ong APK incontro italiani di tutti i tipi.

Ma quello che incontro in questa calda notte estiva di Salvador e' sicuramente una persona speciale. Un simpatico siciliano di Catania che ha un famoso ristorante - pizzeria di nome "Luna Rossa". Mario, come lo conoscono tutti, e' una di quelle persone con la sua simpatia ti cattura subito. Gioviale persona di 52 anni, e' proprietario del ristorante con alcuni soci. In piu' svolge attivita' di consulenza per alcune ditte importanti. Ha avuto una vita "movimentata" in cui si e' sposato e separato e adesso ha una nuova compagna. Guida, ha tre figlie, conosce bene la citta' di Salvador dove ha lavorato tanti anni come executive di una impresa. Il suo ristorante e' molto avviato, ha una clientela fissa, il che non e' facile per una citta' turistica come Salvador. Mario ha viaggiato molto in Brasile e torna in Italia spesso, ma come turista perche' la sua vita vera e' qui a Bahia ora.

La conversazione scivola via amabile e simpatica. E nel finale Mario mi racconta dell'incidente. Un incidente terribile sul lavoro. L'esplosione gli tiro' via le braccia. Rimasero solo alcuni lembi delle braccia che usa per chiamare col cellulare. Ma anche per guidare. Mario mi dice: "Vedi caro Max la vita a Bahia mi piace molto e per questo non tornerei piu' in Italia. Ma c'e' anche un'altra cosa. Una persona come me qui a Salvador fa una vita perfettamente normale. In Italia non sarebbe cosi'. Mi guarderebbero sembre con quell'aria di pietismo che mi fa piu' male e rabbia dei miei "problemi" fisici. In Italia la mentalita e' questa: sarei considerato come uno che va bene solo per il circolo della briscola, che non esce di casa, che si vergogna di cio' che e'. Qui no, qui ho avuto molte donne, una carriera discreta, una famiglia, insomma tutto cio' che "gli altri" hanno senza sentire quella aria di finta compassione e senza sentire quel "poverino" che vedo negli occhi della gente quando vado in Italia".

E bisogna ammetterlo. In Italia una persona con difficolta' psico-motorie, un disabile come si dice, e' visto come un diverso. E forse lui stesso si sente tale, si sente colpevole di cio' che ha. Ma in realta' lui non ha niente. E' la societa' che gli affibbia il "titolo" di disabile. Qui in Brasile Mario e' il proprietario del ristorante, e' l'italiano, non e' il disabile. Lui non e' colpevole ne' si sente tale.

Forse sara' perche' questo paese non ha la cultura europea. Una cultura magnifica e a volte terribile. Che condanna senza processo il "diverso". In Brasile, invece, ci sono mille razze, lingue religioni, in pratica sono tutti diversi. Per questo nessuno e' diverso. E questo Mario lo sa.

Mentre esco dal ristorante entra una coppietta. La ragazza sorride a Mario che con un largo sorriso da marpione italiano sorride ai due. E si' mi sa proprio che Mario ci sa fare, che si diverte sul serio nella vita.



Max Bono News ITALIA PRESS
Questo articolo è profondamente emblematico di ciò che è il Brasile, un paese ricco di contraddizioni ma assolutamente molto evoluto sotto alcuni punti di vista e che a livello di umanità e capacità di sorridere alla vita non è certo secondo a nessuno!

domenica 28 dicembre 2008

Musa do Brasileirão 2008


Musa do Brasileirão 2008
Ecco i video ufficiali della finale del concorso Musa do Brasileirão 2008 per capire un poco come bellezza e futebol siano un mix indissolubile....















































A Fila Andou

A Fila Andou

Questa canzone è molto significativa....a chi non è capitato di amare una persona, fare di tutto e accorgersi si essere solo a combattere per questo amore??
Finchè la passione e le forze ci sorreggono andiamo avanti ma quando ci accorgiamo che non vale più la pena la cosa migliore è voltare pagina e ricominciare per recuperare sorriso e serenità.
Spesso ci si accorge delle cose belle quando le si perdono....

Te desejo tudo de bom, muita paz, tranquilidade e se Deus quiser a felicidade que vc esperimentou um dia....mas nao tenho a certeza que vc poderà alcançar se nao mudar alguma coisa na sua vida! A vida precisa ser vivida e nao deixar que o medo ou a pena para outra pessoa acabe com os sonhos da gente...
Abra os olhos e que Deus te ajude!



Composição: Alexandre Peixe

Nananá! Nananananá!
Nananá! Nananananá!
Nananá! Nananá!
Nananananá!...(2x)

Cansei de esperar
Na janela de casa
Enchi do seu jogo
Agora vou me virar
Não quero mais lágrimas
Na minha vida...

Cansei desse papo
De te amar sozinho
O meu coração
Tá pedindo carinho
Já virei a página
Da nossa relação...

Já deletei você
Da minha vida
Sem nenhum rancor
Na despedida
O que passou, passou
Já se esqueceu
Não volta mais...

Tirei o seu perfume
Da memória
Botei um ponto final
Na nossa história
Eu já chorei
Eu já sofri
Mas te esqueci
Preciso ser feliz...

A fila andou
Eu te falei
Não deu valor
Como eu te amei
Agora chora
Já me perdeu
Boa sorte
Vá embora
A fila andou
Eu te falei
Não deu valor
Como eu te amei
Agora chora
Você já me perdeu
Tô fora!...(2x)

venerdì 26 dicembre 2008

Linha de Passe



Questo film racconta la dura realtà di una famiglia atipica, ma non troppo per la realtà brasiliana, che deve affrontare le difficoltà del qutidiano, è un filme che ho apprezzato molto da cui emerge un'immagine del Brasile molto diversa dall'immaginario collettivo.

Linha de passe è sicuramente uno dei titoli di punta del concorso ufficiale di Cannes 61. Il film, che segna il ritorno in coppia di Walter Salles e Daniela Thomas (che hanno firmato assieme Terra straniera e Midnight), è stato accolto in modo decisamente caloroso dalla stampa, e stasera vedremo invece come il pubblico lo accoglierà. Linha de passe si presenta come un omaggio al neorealismo, almeno nel modo di girare dei due registi. Il cinema infatti, come succedeva con Rossellini o De Sica, ritorna a scendere nelle strade per documentare in prima persona, per narrare una storia ma con un occhio attuale e verosimile. Per Salles quindi, dopo aver narrato le avventure del giovane Che ne I diari della motocicletta (in concorso a Cannes nel 2004) e dopo la trasferta americana con il remake Dark Water, un ritorno alle atmosfere del suo cinema alla Central do Brasil.

Regia: Walter Salles, Daniela Thomas
Sceneggiatura: George Moura, Daniela Thomas, Bráulio Mantovani
Attori: Sandra Corveloni, João Baldasserini, José Geraldo Rodrigues, Kaique de Jesus Santos, Vinicius de Oliveira
Fotografia: Mauro Pinheiro Jr.
Montaggio: Livía Serpa, Gustavo Giani
Musiche: Gustavo Santaolalla
Produzione: Double Helix Entertainment, Media Rights Capital, Pathe Pictures International, Videofilmes
Paese: Brasile 2008
Genere: Drammatico
Durata: 108 Min

Trama:San Paolo del Brasile. Una città con 20 milioni di abitanti, 200 chilometri di ingorghi e 300.000 pony express in moto. Quattro fratelli (non figli dello stesso padre) cercano di affrontare la vita assieme alla loro non più giovanissima madre nuovamente incinta. Reginaldo, un bambino, cerca con ostinazione di incontrare suo padre. Dario sogna di diventare un calciatore avendo le qualità ma ha ormai 18 anni e i club vogliono coltivare atleti più giovani. Dinho ha cercato rifugio in un gruppo religioso che frequenta con assiduità dopo il lavoro a una pompa di benzina. Dénis, già padre di un bambino, lavora come pony ma si lascia attrarre dalla malavita. Walter Salles torna a lavorare a fianco di Daniela Thomas e ritrova il proprio slancio di denuncia che sembra quasi documentaristica per quanto è capace di scavare a fondo nella realtà. Salles ha sempre avuto un'attenzione particolare per i diseredati (chi segue il suo cinema ben ricorda i suoi esordi e il successo internazionale di Central do Brasil). Quello che ci propone oggi è uno sguardo di partecipazione sofferente nei confronti del mondo dei giovani apparentemente privo di speranza ma di fatto carico di un desiderio di denuncia che diviene esso stesso stimolo affinché qualcosa cambi. Coadiuvato da giovani attori alla prima esperienza cinematografica (e forse proprio per questo assolutamente credibili) Salles ci conduce attraverso una megalopoli dai volti molteplici che riconducono però sempre a una sofferenza del vivere della quale gli 'ultimi' sperimentano quotidianamente le ferite. Il regista con il suo cinema è lì a ricordarci quanto le personalità in formazione possano essere travolte da un mondo che non ha alcun interesse, se non quello dello sfruttamento (sportivo o malavitoso poco importa) nei loro confronti. È un grido di allarme quello che proviene da questo film. Un grido che non vale, purtroppo, solo per il Brasile.


Trailer in portoghese



- Official web (English)
- Paramount site (Portugues)
- Informaçoes sobre Linha de Passe

giovedì 25 dicembre 2008

Brasile: curiosità economiche

Il Brasile è 3° come crescita di milionari al mondo
Nel 2007 , secondo uno studio divulgato da CapGemini e Merrill Linch, il Brasile ha avuto una crescita del 19,1 % della quantità di persone con un patrimonio liquido sopra 1 milione US$ in confronto all’anno precedente. Il numero di milionari nel paese è cosi passato da 120.000 a 143.000.
Secondo tale studio al primo posto si colloca l’India con una crescita del 22,7%, la Cina è al secondo posto con una crescita del 20,3%. La Russia invece (ultimo dei rappresentanti del BRIC,formato appunto da Brasile,Russia,India,Cina) si colloca al 10° posto con un aumento del 14,4%.
A livello mondiale la crescita del numero dei milionari nel 2007 rispetto al 2006 è stato del 6%.

La classe media cresce in Brasile
Il Brasile sta riducendo il livello di disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, raggiungendo nel 2007 la maggior percentuale nella sua storia della popolazione di Classe C (la classe media in Brasile, secondo una classificazione in 5 classi da A-E).
La ricerca portata a termine dalla FGV mostra come la percentuale di povertà nel paese si sia ridotta dal 19,6% nel 2006 al 18% nel 2007 con 1,5 milioni di persone che sono uscite dalla linea di povertà raggiungendo appunto la classe media.
La nuova classe C raggiunge la percentuale del 47,06 % della popolazione nel 2007.
La classe media è quella fascia che va da 1064 Reais a 4591 Reais come reddito familiare.
Nonostante la crisi in atto a livello mondiale il Brasile continua a crescere.

La bilancia del turismo brasiliana è negativa nei primi 8 mesi del 2008
Secondo i dati del Banco Central (BC) nei primi 8 mesi del 2008 sono stati già spesi 7,85 miliardi US$ dai turisti brasiliani all’estero. Tale somma rappresenta un incremento del 57,5% rispetto al 2007 e record storico dalla seri della BC dal 1947.
Tuttavia anche la spesa del turismo in ingresso in Brasile ha segnato un record con 3,86 miliardi US$ nei primi 8 mesi con un aumento del 18,46% rispetto al 2007. Tale dato è significativo in quanto mostra come il turismo in ingresso in Brasile stia crescendo ben sopra la media mondiale del 7%.
Nonostante questo la bilancia commerciale del turismo brasiliana è negativa, ma in realtà tale dato è molto positivo in quanto dimostra l’accresciuto potere di reddito della popolazione brasiliana che ora viaggia e spende all’estero molto di più di quanto i turisti in ingresso in Brasile possano fare.

Investimenti stranieri diretti in brasile record nei primi 8 mesi 2008
Nei primi 8 mesi dell’anno già sono entrati in Brasile 24,575 miliardi US$ di investimenti diretti esteri (IED).La crisi finanziaria mondiale in atto non sembra per ora avere colpito il Brasile.

Tasso di disoccupazione diminuisce ancora in Brasile
Ad Agosto 2008 il tasso di disoccupazioni in Brasile è sceso a 7,6% secondo l’Istituto brasiliano di geografia e statistica. L’indice migliora sia rispetto a Luglio 2008 (8,1%) sia soprattutto in relazione ad agosto 2007 quando il tasso di disoccupazione era al 9,5%.

mercoledì 24 dicembre 2008

Amico Segreto

AMICO SEGRETO
Cari amici per confermare la teoria che non si finisce mai di imparare quest'anno in occasione delle feste natalizie ho scoperto che in Brasile è molto diffusa l'usanza di fare un regalo all'amico segreto (São Paulo), occulto (Rio de Janeiro) o invisibile (Santa Catarina).

Sinceramente non so se in Italia esiste questa tradizione ma brevemente vi spiegherò di cosa si tratta.
Al di là dei consueti regali a famigliari ed amici i Brasiliani sono soliti fare un regalo all'amico segreto e cioè un amico in un gruppo di persone (colleghi di lavoro, amici e famigliari) che viene tirato a sorte qualche giorno prima di Natale.

All'interno del gruppo tutti partecipano, quindi ciascuno farà un regalo ad una persona assegnatali dalla sorte e ne riceverà uno da un'altra nello stesso modo.
Si procede scrivendo il nome di tutti i partecipanti e ciascuno prenderà un biglietto e dovrà mantenere segreto il nome del suo amico estratto fino al giorno stabilito per la consegna dei regali.
A quel punto una prima persona decisa in quel momento aprirà la consegna dei regali facendo una dichiarazione di propositi o ringraziamenti per l'anno appena trascorso e inizierà a dare indizi sulla persona estratta destinataria del suo regalo:il suo amico segreto.
Dopo sarà la volta dell'amico segreto procedere con le stesse modalità fino a che tutti avranno ricevuto un regalo.

Personalmente la trovo una cosa simpatica che può essereanche molto difficile perchè ti trovi a scegliere alle volte regali per persone che realmente conosci poco ma risulta molto divertente e un ottimo modo per riunirsi, socializzare e passare qualche ora in compagnia.
Se qualcuno sapeva che questa usanza è praticata anche in Italia mi scuso per la mia ignoranza in materia, l'intento era di condividere con chi non ne fosse a conoscenza questa consuetudine che ritengo molto simpatica e divertente.

Buon Natale a tutti e che Babbo Natale vi porti um pacco pieno di consigli per realizzare tutti i vostri desideri.

Amigos que Papai Noel possa nos trazer saude, felicidade e muitas realizaçoes.Que Deus os abençoes porque vcs são minha força e minha riqueza!
Obrigado para fazer parte da minha vida!

martedì 23 dicembre 2008

San Paolo capitale di buone maniere



Brasile: San Paolo capitale di buone maniere

La Capitale Paulista sale al quarto posto nella classifica mondiale di Reader's Digest delle città con il miglior livello di cortesia e buone maniere. Secondo la ricerca condotta dalla prestigiosa pubblicazione Reader's Digest, San Paolo del Brasile si contraddistingue ancora una volta come una delle città al mondo con il più alto livello di cortesia tra i suoi abitanti. La metropoli, già 5° nella scorsa edizione della classifica, è al primo posto in assoluto nell'America Latina e quest'anno addirittura 4° a livello mondiale, preceduta soltanto da New York, Zurigo e Toronto. La ricerca condotta da Reader's Digest ha misurato il grado di cortesia della popolazione in 36 città del mondo. In ciascuna città i reporter delle redazioni locali, in anonimato, hanno condotto tre tipi di test, per venti volte ciascuno. La ricerca valutava tre situazioni tipo: la cortesia dimostrata nell'aiutare a raccogliere un qualche oggetto caduto a terra, l'abitudine a ringraziare in situazioni di quotidianità come nel caso di piccoli acquisti e l'abitudine a prodigarsi in piccoli gesti di cortesia quali aprire la porta all'entrata di un edificio. Questo risultato dimostra quanto San Paolo sia una città accogliente, in fondo qui convivono abitanti di oltre settanta nazionalità diverse, con abitudini spesso altrettanto differenti, afferma Caio Luiz Carvalho, Presidente dell'Ufficio per la promozione di turismo ed eventi a San Paolo SPTuris. Tutti i principali studi a livello mondiale su questo argomento indicano chiaramente che un popolo cortese e ospitale è uno degli elementi che più influenza il successo di una destinazione turistica, conclude

Calciatori brasiliani



CALCIO, BRASILE: 1176 GIOCATORI NEL 2008 ANDATI ALL'ESTERO

Esodo record di calciatori rasiliani nel 2008: da gennaio sono 1.176 quelli che hanno firmato per squadre di altri paesi, come reso noto oggi ldala Confederazione Brasiliana di Calcio. Questa cifra rappresenta più del doppio del numero di calciatori brasiliani che hanno lasciato il paese nel 2007, appena 530, mentre erano 13 volte di più rispetto a quanto registrato 30 anni fa, quando se ne erano andati all'estero solo 87 giocatori. Il Portogallo è il paese che ha messo sotto contratto il maggior numero di giocatori brasiliani, ben 209, seguito dalla Germania con 58 e dall'Italia con 53. In totale sono 762 i giocatori brasiliani che si sono trasferiti in Europa quest'anno, contro i 105 in America del Sud e i 69 in America del Nord e Centrale, ben 222 si sono recati inoltre in Asia, 15 in Africa e 3 in Oceania.

domenica 21 dicembre 2008

Sondaggio sul Brasile in Italia


Sondaggio sul Brasile in Italia

20.12.08 - Oltre cinquecento turisti italiani hanno partecipato a un sondaggio di Embratur, finalizzato a delineare la percezione del Brasile nel nostro Paese. Più della metà degli intervistati ha evocato le immagini di spiagge incontaminate, gli scorci delle città storiche e la cultura vivace di un popolo di talento.





Questa notizia non può che farmi piacere perchè vuol dire che qualcosa sta cambiando nella percezione che hanno alcuni italiani di questo colosso chiamato Brasile.


Il Brasile è storia, ma soprattutto natura, cultura e grande potenziale umano.


In grandi città così come nei paesi più piccoli non manca la bellezza della natura, le spiagge del sud e del nord est sono spesso spettacolari e incontaminate anche se sinceramente parlando di mare preferisco il nostro vecchio mediterraneo.

Un'altra ricchezza del Brasile è rappresentata dal suo popolo, è chiaro che non possiamo generalizzare e che le mele marce ci sono ovunque, la criminalità in questo paese è abbastanza elevata ma non superiore a quella del vecchio continente; quello che stupisce è la capacità del Brasiliano di adattarsi alle più varie situazione e, molto spesso, la cosa che colpisce è il sorriso che li accompagna durante la giornata.





Se avrete la possibilità vi consiglio di fare un viaggio in questo paese per conoscerlo, imparare ad apprezzarlo ed amarlo.

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Obrigado pela collaboraçao!

sabato 20 dicembre 2008

Inviare sms gratis

MANDARE SMS GRATIS IN BRASILE A CELLULARI BRASILIANI

Vi segnalo un servizio utile per inviare attraverso internet SMS a cellulari brasiliani.Dovrete però conoscere quale è l'operatore telefonico del destinatario e soprattutto non dimenticarvi di scegliere lo stato e il prefisso della città da dove state mandando il vostro messaggio perchè la spedizione vada a buon fine!Naturalmente i siti sono in portoghese ma di facilissima comprensione.
Cercate la parola Torpedo SMS, il numero massimo di caratteri consentiti varia a seconda dell'operatore.


Occorre inserire lo stato e una volta dato l'ok si aprirà una pagina al fondo della quale trovere l'opzione"Envie Torpedos gratuitamente para qualquer celular Claro."

Oi permette di inviare un messaggio fion a 151 caratteri direttamente e senza scelta del codice dello stato da parte del mittente.

Occorre inserire lo stato da cui si sta digitando, si aprirà un finestra in cui dovrete cliccare sull'opzione Envie Torpedo Web gratuitos. I clienti Vivo possono mandare 5 Torpedo Sms al giorno dopo essersi registrati ed aver effettuato l'accesso al servizio, mentre i non clienti ne possono mandare 3 dopo aver fornito il loro indirizzo e-mail in cui verrà inviata la password (senha) di accesso.
E' sufficiente digitare direttamente il messaggio con destinatario un cellulare Nextel. Sono consentiti 120 caratteri.

Servizio attivo per un nuovo operatore telefonico che opera in una ristretta area del nord del paese.Il messaggio può contenere al massimo 140 caratteri!

Tim Brasil attualmente è l'unica compagnia che non offre gratuitamente questo servizio, a pagamento permette di inviare messaggi di 160 caratteri a qualsiasi cellulare. Esiste l'opzione TIM MEGA TORPEDO che permette di inviare messaggi con più di 160 caratteri ma solo verso cellulari compatibili con tale opzione.

Si può aggirare questo problema utilizzando l'opzione in SMS Google attraverso un servizio che in Brasile è chiamato "Google Agenda"

I clienti Brasil Telecom possono inviare 5 Torpedo Sms al giorno dopo essersi registrati ed aver effettuato l'accesso al servizio, mentre i non clienti ne possono mandare 3 dopo aver fornito il loro indirizzo e-mail in cui verrà inviata la password (senha) di accesso. Il servizio è limitato ad alcuni Stati del paese.

venerdì 19 dicembre 2008

Coxinha




Le Coxinhas de Galinha sono dei salatini tipici brasiliani con un impasto morbido e ripieni di pollo, molto usati come antipasto saranno apprezzati anche da chi non ama molto il pollo come me.
Richiedono un poco di lavorazione e un po' di tempo per essere preparate ma sicuramente soddisferanno il palato dei vostri ospiti.

Possono essere mangiati in qualunque momento, tiepide ma anche fredde, ma non abusate perchè sono sempre un piatto fritto in abbondante olio.


Ingredienti

- 4 cosce di pollo
- 1 cipolla
- 2 cucchiai di panna
- 100 g. di farina,
- 100 g. di pangrattato,
- 1 limone
- 2 spicchi d'aglio,
- 4-5 foglie di alloro,
- il tuorlo di un uovo,
- 2 pomodori maturi,
- 1 bicchiere di olio d'oliva,
- 1 ciuffo di prezzemolo
- 1 cucchiaino di timo (o maggiorana), sale, pepe.



Preparazione

Tagliate a pezzetti i pomodori e tritate l'aglio e la cipolla, salate, pepate e unite anche l'alloro sbriciolato, mettete tutto in una terrina e mescolate bene. Aggiungete le cosce di pollo, rimestate ancora e coprite.

Dopo un'ora levate il pollo, pulitelo e immergetelo in acqua bollente salata per cinque minuti. A parte fate un impasto con la farina, il tuorlo d'uovo e la panna, e fatelo addensare in un tegamino a fuoco basso, rimestando con un mestolo di legno perché non si attacchi. Quando sarà sufficientemente denso, spegnete, passate le cosce prima in questo composto e poi nel pangrattato, quindi friggetele in olio bollente.
Servite subito, guarnendo il vassoio di portata con prezzemolo tritato e spicchi di limone.

giovedì 18 dicembre 2008

Informazioni Varie

Ho ricevuto qualche giornao fa una e-mail di un nuovo amico che mi chiedeva varie informazioni riguardo al costo della vita nel nordest del Brasile, alcuni chiarimenti sul permesso di soggiorno e informazioni generali sulle possibilità di trovare impiego in qull'area del paese (nel caso specifico a Natal)

Ho risposto ma ritengo che possa essere utile pubblicare anche qui la risposta perchè potrebbe essere d'aiuto a qualcuno e fornire in ogni caso qualche ulteriore spunto di riflessione prima di intraprendere un viaggio o una nuova esperienza in Brasile.


- Visto di soggiorno.
Potete rimanere come clandestini dopo i 180 giorni, legalmente non ci sono ripercussioni, sono solo pecuniarie.
Il costo è di 8,28 Reais per ogni giorno che voi restate in più.
Per regolarizzarvi essendo entrambi italiani dovreste riuscire a trovare un contratto di lavoro specializzato, tornare in italia e ritirare al consolato "l'invito" dell'impresa che vi assume per rientrare in brasile con il visto di lavoro.

- Salario Minimo.

Quanto al salario se tu percepirai 800 euro al mese , a Natal vivrai molto ma molto bene (tieni conto che equivale a circa 2400 rs, io ne spendo di affitto a Rio, città più cara del Brasile, a copacabana quartiere tra i più cari, 1500rs). Potrai spendere, se sono onesti per una bella casa in un quartiere tranquillo 600/800 rs e per mangiare com 500 rs al mese a Natal mangiate in abbondanza, sempre che non vi imbroglino nei mercatini, ma nei supermercati dove i prezzi sono esposti non c'è quel rischio.
La pasta italiana costa più che in Italia, l'altra di semola costa poco ma si disfa...però non si vive di sola pasta.

Il salario minimo brasiliano è di 415 reais al mese (meno di 150€) e nel nordest ci sono moltissime famiglie che vivono dignitosamente senza alcun lusso con due salari minimi ... quindi fai tu i conti , ma è sempre molto soggettivo. Se mi parlassi di San Paolo , Rio o il sud del Brasil ti raddoppierei tutte le cifre.

- CPF

Appena arrivi chiedi a qualcuno di indicarvi il ministerio da fazenda più vicino per farvi il CPF (equivalente al nostro codice fiscale) lì vi servirà per qualunque cosa a partire dalla registrazione della scheda del cellulare.
Attenzione perchè potrebbero cercare di raggirarvi anche in questo....
Fare un CPF costa 5,5 reais e non 50/100 e a volte vi chiedono anche 600 reais.
Ritirate il provvisorio il giorno stesso e se volete il tesserino dovete chiedere la "seconda via" e pagare un bollettino alla posta.
Lo riceverete in trenta giorni all'indirizzo da voi indicato.

- Consiglio.

Partite con un certificato di familia, perchè in molti documenti richiedono il nome della madre che nei nostri documenti non compare da nessuna parte.

- Lavoro

Lavoro ce n'è poco e nel nordest ancora meno....però facendo il giro magari esce qualcosa.
La lingua può essere un problema perchè in generale i brasiliani , soprattutto nel nordest non parlano bene le lingue straniere, credo vi capiranno di più parlando italiano...ma con buona volontà lo imparerete rapidamente, cercate solo di "dimenticare" l'italiano almeno all'inizio.

Comunque il fastidio dei documenti è comune...anch'io non ho ancora il visto e quindi sto viaggiando su e giù ma con pazienza, e nel nordest ce ne vuole molta si ottengono le cose.

Io sono stato a Salvador, quindi qualcosa potrebbe essere differente sul costo della vita, ma non credo molto perchè tutto il nord est è abbastanza simile, anzi Salvador è più cara di molte altre località.

mercoledì 17 dicembre 2008

Manaus




Manaus è la capitale dell'Amazonas stato conosciuto per la famosa e omonima foresta.
Personalmente non conosco la città ma ne ho sentito parlare molto bene sia da chi ci vive sia da chi la conosce solo come turista.
La città presenta una florida natura e una vita culturale molto attiva e viva, punto di riferimento per chi desidera fare un viaggio nella foresta.
Famose sono le Feste di Giugno che fanno di Manaus uno dei centri più vivi del Nordest brasiliano e nel mese di ottobre c'è la Festa de Boi Manaus , tre giorni di musica senza interruzione che animano la città e attirano molti turisti.

- Informazioni su Manaus
- Informaçoes sobre Manaus













martedì 16 dicembre 2008

Lettera a un amica



Lettera a un amica

di Clarice Lispector

quanto costa rinunciare a se stessi ?

Questa lettera scritta da Clarice Lispector nel 1947 a una cara amica è rimasta inedita fino a quando il famoso scrittore brasiliano Caio Fernando Abreu l’ha avuta dalle mani della destinataria e l’ha pubblicata nella sua rubrica sul supplemento letterario di un quotidiano di San Paolo, il 25 luglio 1994.


Berna, 2 gennaio 1947
Cara,
Non pensare che una persona abbia tanta forza da condurre una specie di vita e continuare a essere la stessa. Perfino tagliare i propri difetti può essere pericoloso, non si sa mai quale sia il difetto che sorregge il nostro edificio intero. Non so come spiegarti la mia anima. Ma quello que vorrei dire è che le persone sono molte preziose, e che solo fino a un certo punto possono rinunciare a se stesse e consegnarsi agli altri e alle circostanze. Dopo che una persona ha perduto il rispetto verso se stessa e verso le proprie necessità — rimane una specie di straccio. Avrei tanto voluto essere vicina a te e chiacchierare e raccontare esperienze mie e di altri. Avresti visto che ci sono certi momenti in cui il primo dovere da compiere è in relazione a se stessi. Da parte mia, non avrei voluto raccontarti come sono oggi, perché mi pareva inutile. Volevo semplicemente raccontarti il mio nuovo carattere, un mese prima di tornare in Brasile, in modo che lo sapessi. Ma spero, sulla nave o sull’aereo che ci porterà di ritorno, di trasformarmi istantaneamente nell’antica che ero, e forse non sarebbe necessario raccontarlo. Cara, quasi quattro anni mi hanno trasformata molto. Dal momento in cui mi sono rassegnata, ho perso tutta la vivacità e ogni interesse per le cose. Hai mai visto come un toro castrato si trasforma in un bue? Lo stesso si può dire di me… e mi pesa il duro confronto… Per adattarmi a ciò che era inadattabile, per vincere le mie ripulse, ho dovuto tagliare le mie catene — ho tagliato in me la forma che avrebbe fatto male agli altri e a me. E con questo ho tagliato anche la mia forza. Spero che tu non mi veda mai così rassegnata, perché è quasi ripugnante. Spero, sulla nave che mi porterà di ritorno, al solo pensiero di vederti e di riprendere un po’ la mia vita — che non era meravigliosa ma era una vita — di trasformarmi interamente.

Un’amica, un giorno, mi ha fatto coraggio, così diceva, e mi ha domandato: “Eri molto diversa, no? Lei mi trovava ardente e vibrante, e quando mi ha incontrata si è detta: o questa calma eccessiva è un atteggiamento o lei è cambiata tanto da apparire quasi irriconoscibile. Un’altra persona ha detto che io mi muovo con la lassitudine di una donna di cinquant’anni. Tutto questo tu non lo vedrai né avvertirai, così voglia Dio.

Non ci sarebbe bisogno di dirlo, allora. Ma non ho potuto far a meno di volerti mostrare ciò che può accadere a una persona che è scesa a patti con tutti, e che si è dimenticata che il nucleo vitale di una persona va rispettato. Ascolta: rispetta anche ciò che c’è di cattivo in te — per amor di Dio, non volere fare di te una persona perfetta — non copiare nessuna persona ideale, copia te stessa — è questo l’unico modo di vivere.

Giuro su Dio che, se è vero che esiste un cielo, una persona che si sia sacrificata per vigliaccheria — sarà punita e andrà all’inferno. Sempre che una vita tiepida non venga punita proprio per questa tiepidezza. Prendi per te quello che ti appartiene, e quello che ti appartiene è tutto ciò che la tua vita esige. Sembra una vita amorale. Ma ciò che è veramente immorale è avere rinunciato a se stessi. Spero in Dio che tu mi creda. Mi piacerebbe perfino che, a mia insaputa, tu mi vedessi e assistessi alla mia vita. Io sarei una lezione per me stessa. Vedere cosa può succedere quando si patteggia con la comodità d’anima.


traduzione di Adelina Aletti - riprodotta qui per gentile concessione di Julio Monteiro Martins, direttore della rivista on-line Sagarana

Clarice Lispector

CLARICE LISPECTOR

In questo saggio, nutrito dalle idee e dalle definizioni che hanno avuto, tra i vari studiosi, Hélène Cixous e Marly de Oliveira, Guadalupe Ángeles ci racconta che Clarice Lispector è stata, tra le altre cose, l'autrice di "Libri come urla che gridano tutto quello che tacciamo, e di cui nel nostro silenzio diventiamo complici". Per rispondere alla domanda che dà il titolo al saggio, Ángeles fa ricorso alla migliore fonte di risposta che si può concepire: l'opera di Clarice, cominciando dal romanzo L'ora della stella, passando per Acqua viva, Silenzio, Felicità clandestina, e soffermandosi in modo particolare su La passione secondo G.H. Si avverte la sensazione di essere di fronte ad un'autrice inaccessibile, alla quale dobbiamo ritornare molte volte per ottenere una comprensione più completa di questa "persona sensibile, angosciata dal fatto di non saper perché vive, e che ha creato un'opera proprio su questo non-sapere...".

Intitolare un articolo con una domanda è una lama a doppio taglio: da una parte si vuole svegliare la curiosità del lettore, e se ci si riesce poi si dovrà soddisfarla. Dall'altra parte uno deve cercare prima di trovare la risposta per se stesso, perché chi l'ha scritta l'ha fatto probabilmente perché non ha una risposta soddisfacente. Camminiamo così sul filo di questo rasoio affilato. Clarice Lispector è una scrittrice stupefacente; lo ripeto oggi con lo stesso sguardo meravigliato della giovane che ero quando per la prima volta ho affrontato uno dei suoi testi, forse il più conosciuto nel nostro paese: La passione secondo G.H.. Confesso che sono stata attratta da questo titolo quando l'ho trovato in un negozio di libri usati, perché le iniziali del mio nome sono G.A.H., e credevo di poter trovare nelle pagine di quel libro qualcosa che potesse aiutarmi a definire, per farlo diventare mio, il concetto di passione, giacché come ho detto ero molto giovane ed ero ancora in attesa delle grandi passioni della mia vita. Non sapevo, allora, che il libro che avrei dovuto leggere sarebbe stato un altro suo libro, L'apprendistato o il libro dei piaceri, poiché in questo Clarice Lispector proponeva una nuova conoscenza, un sondaggio profondo nei cuori dei due personaggi. Personaggi che cercano di amarsi al di là di loro stessi, ma dal di dentro del seme più profondo del loro amore compaiono queste frasi della protagonista del romanzo, Lori:

"Placami l'anima, fa' che io senta la Tua mano stretta alla mia, fa' che io senta che la morte non esiste perché in realtà siamo già nell'eternità, fa' che io senta che amare è non morire, che il dono di se stessi non significa la morte, fa' che io senta un'allegria modesta e quotidiana, fa' che non Ti chieda troppo, perché la risposta sarebbe misteriosa quanto la domanda, fa' che ricordi che non c'è spiegazione nemmeno al perché un figlio vuole il bacio della madre, eppure lo vuole, eppure il bacio è perfetto, fa' che io riceva il mondo senza timore, poiché per questo mondo incomprensibile sono stata creata, e anch'io incomprensibile, e ciò vuol dire che c'è un legame tra questo mistero del mondo e il nostro, ma questo legame non ci sarà chiaro finché cercheremo di capirlo, benedicimi affinché viva con allegria il pane che mangio, il sonno che dormo, fa' che io abbia carità per me stessa poiché altrimenti non potrei sentire che Dio mi ha amato, fa' che io perda il pudore di desiderare che nell'ora della mia morte vi sia una mano umana amata a stringere la mia, amen."

Sentiamo ora la voce di Ulisse, il protagonista maschile:

"Avrei già potuto averti col mio corpo e la mia anima. Aspetterò, anni se necessario, che anche tu abbia un corpo-anima per amare. Siamo ancora giovani, possiamo perdere un po' di tempo senza perdere tutta la vita. Ma guarda tutti quelli che ti stanno intorno e renditi conto di che cosa facciamo di noi e questa che consideriamo una nostra vittoria d'ogni giorno. Non amiamo, al di sopra di tutte le cose. Non accettiamo ciò che non si capisce perché non vogliamo passare per ingenui. Accumuliamo cose e sicurezze perché non riusciamo ad averci reciprocamente. Non abbiamo allegria che non sia stata già catalogata. Costruiamo cattedrali e ne rimaniamo al di fuori perché le cattedrali che noi stessi costruiamo, temiamo che siano trappole. Non ci consegniamo a noi stessi poiché questo sarebbe l'inizio di una vita vasta, e noi la temiamo. Evitiamo di cadere in ginocchio davanti al primo di noi che per amore dica: hai paura. Organizziamo associazioni e club sorridenti dove servono con o senza soda. Cerchiamo di salvarci ma senza usare la parola salvezza per non vergognarci di essere innocenti. Non usiamo la parola amore per non doverne riconoscere il suo intreccio d'odio, d'amore, di gelosia e di tante altre contraddizioni. Teniamo segreta la nostra morte per rendere possibile la nostra vita. Molti di noi fanno dell'arte perché non sanno com'è l'altra cosa. Dissimuliamo con falso amore la nostra indifferenza, sapendo bene che la nostra indifferenza è angoscia dissimulata. Dissimuliamo con la paura piccola la grande paura più grande e perciò non parliamo mai di ciò che realmente importa. Parlare di quello che realmente importa è considerato una gaffe. Non adoriamo perché c'è in noi la meschinità sensata da ricordarci il tempo dei falsi dèi. Non siamo puri e ingenui per non ridere di noi stessi e perché alla fine del giorno possiamo dire "perlomeno non sono stato sciocco" e così non sentirci perplessi prima di spegnere la luce. Sorridiamo in pubblico per delle cose per cui, da soli, non avremmo sorriso. Chiamiamo debolezza il nostro candore. Ci temiamo l'un con l'altro, soprattutto. E tutto questo, lo consideriamo la nostra vittoria d'ogni giorno. Ma io ne sono fuggito, Lori, ne sono fuggito con la ferocia con cui si fugge dalla peste, Lori, e aspetterò fino a quando anche tu non sarai più pronta."

Questo è Clarice Lispector, un nuovo modo di vedere il mondo. È soprattutto il non aver timore delle parole, quelle parole che esprimono l'ira e i più nascosti segreti che abitano dentro i suoi personaggi che sono sempre esseri per niente irreali: al contrario Clarice suole disegnare con tratti chiari e contundenti quelli che camminano per le strade e in un gesto ci rivelano la loro vita senza accorgersene. Si può leggere in L'ora della stella, la cronaca dei lavori di uno scrittore che pretende lanciare un violento grido alla vita, attraverso la contemplazione della disperazione contenuta nello sguardo di una ragazza umile che ha visto passare per strada; questo è Clarice, la paura è assente. Voglio che sia chiaro: non esiste paura. In questo stesso romanzo, riferendosi al suo personaggio lei dice: "Potrei risolverlo nel modo più facile, ammazzando la bambina-ragazza, ma voglio il peggio: la vita". È chiaro che Clarice si è mascherata dietro questo scrittore che, con grande sforzo e a volte contro se stesso, scrive il libro che abbiamo in mano e non sa' bene come farlo nella maniera di Josefina Vicens in Il libro vuoto, scrive un libro sull'incapacità di scriverlo. Si delinea attraverso questo dubbio indefinito che raccoglie in sé un dubbio sulla validità stessa dell'esistenza; tratta quindi con materiali pericolosi quest'autore che non ha nome ma è di sesso maschile, e deve esserlo per sfuggire alla tentazione del pianto nel suo tentativo di scrivere questa storia semplice ma profonda, fatta di piccoli eventi che rispecchiano la miseria del vivere senza sapere di viverla, oppure la semplice miseria del vivere, e dirlo dando voce alla giovane Macabea, che non sa quasi nulla di se stessa fino alla fine, quando non è più possibile (e forse non lo è mai stato) vivere una vita diversa.
Clarice si è data il compito di lasciare al mondo libri come questo, riflessivi, intenti a spargere sale sulla ferita, libri come gridi che urlano le cose che mai diciamo, e con il nostro silenzio ne diventiamo complici; si sa già, nessuno è colpevole della miseria e tutti lo siamo; riconoscere quel poco di umano che il mondo ha permesso di essere a Macabea, descrivere in che modo lei soltanto sfiora la condizione umana, ma è profondamente libera nella sua ignoranza di se stessa, questo è ciò che determina che Clarice rappresenti l'assenza totale di paura. Non sarebbe proprio questa sua assenza di paura che l'ha portata a scrivere fino alla propria morte, come si legge nel libro Un soffio di vita ?, opera postuma curata da Olga Borelli dopo la sua morte. Fu l'opera ritrovata sulla sua scrivania e che le é sopravvissuta, con quella vita intensa che ha saputo imprimere in tutti i suoi libri. Questa, creata ai confini della vita, è il suo testamento esplicito, è la conferma che solo un autore coraggioso è in grado di accettare e di analizzare (con la lentezza propria di chi studia un caso unico) la sua incapacità di ricevere la morte. C'è di più, ma molto di più di Clarice: c'è questo personaggio che, di fronte a un rinoceronte allo zoo, sa di essere la figura ideale per incarnare l'odio che la abita, poiché, stanca di dare amore ha deciso di odiare, e come quell'odio alla fine non riesce ad affermarsi nel mondo soave di una donna che ama. Lei guarda il rinoceronte e sa che può uccidere, che è in grado di odiare come qualsiasi altro: questo la redime, questo va molto oltre le lacrime.
Leggiamo queste frasi, queste benedette frasi che ci trasmettono l'assenza di paura (in L'ora della stella):

Chi non si è mai chiesto: Sono un mostro o è proprio questo essere una persona? [...] che fare oltre a meditare per cadere in quel vuoto pieno che si raggiunge solo con la meditazione. Meditare non deve per forza raggiungere dei risultati: la meditazione può essere vista come fine a se stessa. Medito senza parole e su niente. Ciò che mi confonde la vita è scrivere [...] voglio accettare la mia libertà senza pensare quello in cui tanti credono: che esistere è una cosa da matti, un caso di demenza. Perché così sembra. Esistere non è logico [...] i fatti sono sonori, però tra i fatti c'è un sussurro. È questo sussurro ciò che mi impressiona [...] che la vita sia così: si preme un bottone e la vita si accende. Solo che lei non sapeva quale era il bottone che doveva premere [...].

Dal racconto Un'amicizia sincera: "solo molto più tardi avrebbe capito che stare era anche dare". E questo frammento diafano, intitolato Silenzio:

Si può pensare in fretta al giorno che è passato. O agli amici che ci sono stati e che si sono persi per sempre. Ma è inutile sottrarvisi. Il silenzio c'è. Anche la sofferenza peggiore, quella dell'amicizia perduta, è solo una fuga. Perché se all'inizio sembra che il silenzio aspetti una risposta - come si muore dalla voglia, Ulisse, di essere chiamati e di rispondere - ben presto si scopre che da te lui non esige nulla, forse solo il tuo silenzio: ma quelli della massoneria lo sanno. Quante ore ho perduto nell'oscurità pensando che il silenzio ti giudica - come ho aspettato invano di essere giudicata dal Dio. Spuntano le giustificazioni, tragiche, giustificazioni inventate, scuse umili fino all'indegnità. È così soave per l'essere umano mostrare infine la propria indegnità ed essere perdonato con la giustificazione di essere un essere umano umiliato dalla nascita.
Fino a che si scopre, Ulisse - neppure la tua indegnità vuole. Lui è il silenzio.

Ho menzionato l'aneddoto di La passione secondo G.H. perché esso è semplice ma allo stesso tempo abissale nel suo contenuto: una donna, attraverso una riflessione che occupa quasi tutte le pagine del libro, si trova di fronte a un insetto, uno scarafaggio; taglia il suo corpo a metà mentre chiude una porta di un armadio, vede uscire la sostanza bianchiccia dal suo corpo e sa che essa è l'essenza della vita, della vita animale che fino ad allora rifiutava di ammettere che esistesse; ora deve provarla...E se ho menzionato solo questo aspetto del romanzo è perché l'inquietudine fisica (questo piegarsi involontario) che produce il fatto, riproduce esattamente l'esperienza di leggere Clarice Lispector. E qua riporto dal romanzo questo momento culminante:

Santa Maria, Madre di Dio, offro la mia vita in cambio che non sia vero quel momento di ieri. Lo scarafaggio con la materia bianca mi guardava. Non so se mi vedeva. Non so cosa vede uno scarafaggio. Ma lui ed io ci guardavamo e non so nemmeno cosa una donna vede. Tuttavia se i suoi occhi non mi vedevano la sua esistenza "mi esisteva" - nel mondo primario nel quale ero entrata, gli esseri esistono negli altri come un modo di vedersi. E in questo mondo che io stavo conoscendo, ci sono molti modi che significano vedere: uno guarda l'altro senza vedere, uno posa per l'altro, uno mangia l'altro, uno sta solo in un deserto e l'altro è anche lui lì: anche tutto questo significa vedere. Lo scarafaggio non mi guardava con gli occhi bensì con il corpo... ciò che io vedevo era la vita che mi guardava. Come chiamare altrimenti quella orribile e cruda materia prima e plasma secco che era lì, mentre io indietreggiavo fino dentro me stessa in una nausea secca, e cadevo per secoli e secoli dentro il fango - era fango e non era nemmeno fango già secco ma uno umido e ancora vivo, era un fango dove si muovevano con lentezza insopportabile le radici della mia identità.

Devo riportare qua una frase che Clarice Lispector dichiarò in un'intervista su questo libro: "Il libro è scappato al mio controllo quando io, per esempio, ho capito che la donna, G.H., avrebbe dovuto mangiare le interiora dello scarafaggio. Rabbrividii di paura." La scrittrice francese Helène Cixous, sedotta dall'opera di Clarice, ha scritto in Il riso della medusa, Saggi sulla scrittura, a proposito dell'opera di questa donna straordinaria, le frasi che riporto di seguito, nelle quali si scopre che ha saputo leggerla come una donna che legge le righe scritte da una donna, senza che questo sia interpretato come una cosa anomala; al contrario è solo una personalità di una donna soave e riflessiva, eroica nel momento di vivere la vita di tutti i giorni, e chiara e contundente nel momento di scrivere: "Le cose belle arrivano solo di sorpresa. Per darci piacere." "Che imponga i suoi bisogni come un valore senza lasciarsi intimidire da questo ricatto culturale... Un luogo di lucidità dove nessuno confonda un simulacro di esistenza con la vita... La vita che è qua, esattamente, e non mi sbaglio. Dopo, la morte." E queste parole che definiscono il suo mondo raffinato e terribile, terribile perché guarda sempre negli occhi la morte, esprimono la voce profonda della stessa Clarice, che in Silenzio dice: "È fino a me stessa dove vado. E da me esco per vedere. Vedere cosa? Vedere ciò che esiste."
Marly de Oliveira dice, riferendosi a Clarice: "E così, una persona sensibile, angosciata per il fatto di non sapere perché vive, crea un'opera su questo non sapere..."
Che ci dice lei del suo epitaffio? (ripreso dal libro La passione secondo G.H.): "Dare la mano a qualcuno è stato sempre ciò che ho sperato con gioia".
Quale sono i suoi libri? I romanzi Vicino al cuore selvaggio, La mela nel buio, La passione secondo G.H., Un apprendistato o il libro dei piaceri, Acqua viva, La vita intima di Laura, e le collane di racconti La legione straniera, Silenzio, Legami familiari, Felicità clandestina, La via crucis del corpo, La donna che ha ammazzato il pesce. Ne restano da citare altri; ma il problema è che molti dei libri citati e anche di quelli non citati, non sono stati ancora tradotti in Spagnolo.
Chi è Clarice Lispector? Lei stessa risponde: "Sono nata in Ucraina. I miei genitori sono andati in un villaggio che non compare in nessuna mappa, chiamato Tchetchelnik, per farmi nascere, e poi si sono trasferiti in Brasile, quando io avevo due mesi. Allora, chiamarmi straniera è una sciocchezza. Sono più brasiliana che russa, evidentemente... Quando avevo quattordici, quindici anni ho scritto un racconto e l'ho portato a una rivista che si chiamava Leggiamo, e sono rimasta lì in piedi. Io ero ciò che continuo ad essere oggi, una timida impertinente. Sono timida, ma mi butto. Gli ho dato il racconto perché lui lo leggesse e gli ho detto: "È per lei, perché lo pubblichi". Lo lesse, mi guardò e disse: "Hai copiato questo da qualcuno? Lo hai tradotto da qualcuno?" Risposi di no e lui lo pubblicò... (ripreso da Dichiarazioni autobiografiche e letterarie). Un'altra volta ha detto: "Sono nata per amare gli altri, sono nata per scrivere e per crescere i miei figli. Amare gli altri è così vasto che include il perdonare me stessa, con ciò che avanza. Amare gli altri è l'unica salvezza individuale che io conosca: nessuno è perduto se dà amore e a volte riceve in cambio amore."
Ha studiato Giurisprudenza e si è sposata nel 1943 con Maury Valente, diplomatico, con il quale ha vissuto fuori dal Brasile, tra il 1944 e 1960, a Napoli, Berna e negli Stati Uniti; ha avuto due figli, si è separata dal marito nel 1959: ha tradotto in Portoghese Oscar Wilde, Edgar Allan Poe, Jack London, Bella Chagall, Agatha Christie, John Farris, Anne Rice; sono state traduzioni fatte per sopravvivere. Ha scritto anche per diversi periodici, giacché per tutta la sua vita ha mantenuto il contatto stretto con la stampa che era iniziato nel 1941. È stato molto difficile pubblicare i suoi libri nel suo paese, perché scriveva (dicevano) cose strane. È morta di cancro nel 1977 a cinquantadue anni.
Clarice Lispector è stata riconosciuta come una scrittrice straordinaria nel suo paese e anche all'estero. La sua scrittura, come si può vedere dagli esempi riportati, è piena e trasparente, è chiarezza e turbamento e, oltre a quello che si può dire con le parole, la sua scrittura respira, vive la sua propria intensa vita.
Per dare una risposta alla domanda iniziale forse sarebbe valido dire: Clarice non è la paura, è la passione, la vita nuda.

(Articolo tratto da La Jornada Semanal, supplemento del giornale La Jornada, Messico, dicembre 2001; tradotto dallo Spagnolo da Julio Monteiro Martins, i brani tratti dal libro Un apprendistato o libro dei piaceri sono stati tradotti da Rita Desti.)


- Informazioni su Clarice Lispector
- Informçoes sobre Clarice Lispector

- Sito Ufficiale di Clarice Lispector

Opere tradotte e pubblicate in italiano


- La vita che non si ferma – Archinto – 2008
- Come sono nate le stelle. Storie e leggende brasiliane - Donzelli – 2005
- La scoperta del mondo. 1967-1973

- La Tartaruga – 2001
- Le storie di Ovidio – Mondadori – 1998
- Acqua viva - Sellerio Editore Palermo – 1997
- Le storie di Ulisse – Mondadori – 1996
- Dove siete stati di notte? – Giunti Editore – 1994
- Un apprendistato o il libro dei piaceri – Feltrinelli – 1992
- La passione secondo G. H. – Feltrinelli – 1991
- L' ora della stella – Feltrinelli - 1989
- La mela nel buio – Feltrinelli – 1988
-La passione del corpo – Feltrinelli – 1987
- Vicino al cuore selvaggio – Adelphi – 1987 (e successive)
- Il segreto – Adelphi – 1987
- Il segreto – La Tartaruga
- Legami familiari – Feltrinelli – 1986 (e successive)
- Il mistero del coniglio che sapeva pensare – Mondadori – 1986



Alcuni testi...

- Lettera a un'amica (italiano)

domenica 14 dicembre 2008

Chiclete com Banana



Mischiare Miami con Copacabana e gomma da masticare con banana. Era il verso più famoso di una canzone che miscelava samba con forrò resa popolare da Jackson do Pandeiro, figura leggendaria della musica popolare brasiliana. Da quella canzone ha preso il nome il gruppo baiano Chiclete com Banana.

Sono un gruppo baiano esponenti della musica axé e del samba reggae che è molto amato nel nordest e un po' meno in altri stati brasiliani, sono venuti già in Italia e personalmente mi piace molto come riescono a coinvolgere il pubblico e trascinare i fans nelle grandi manifestazioni durante le loro esibizioni.




Alcune Canzoni

Voa Voa

Voa Voa

Questa concerto risale al carnevale di Salvador di due anni fa .... giusto per darvi una idea di cosa sia il carnevale in questa città e la folla immensa che vi partecipa.

Quanto alla canzone in questione la dedico a tutte le persone e gli amici appassionati e innamorati!



Paaa, eô
Pararararará, eô
Pararararará, eô
Pararararará (2X)

Amor, que saudade de você
Vem me ensina a perceber
Os segredos desse amor

Pequena, quero tanto te dizer
Que eu não vivo sem você um segundo
É você que faz virar meu mundo

Bota fogo na minha vida
Prá aquecer meu coração
Já não temos mais saída
Não me diga não

Prá ficar tudo perfeito
Vem viver essa paixão
Uma andorinha só
Não faz verão
Voa Voa

Voa voa
Vem direto pro meus braços
Quero ter os seus amassos
Vem voando prá me ver

Voa voa
Vem voando pro seu ninho
Pois ninguém vive sozinho
Eu não vivo sem você

Paaa...

sabato 13 dicembre 2008

Efêmero


Efêmero

Se pudéssemos ter consciência do quanto nossa vida é efêmera, talvez pensássemos duas vezes antes de jogar fora as oportunidades que temos de ser e de fazer os outros felizes.
Muitas flores são colhidas cedo demais.
Algumas, mesmo ainda em botão.
Há sementes que nunca brotam e há aquelas flores que vivem a vida inteira até que, pétala por pétala, tranqüilas, vividas, se entregam ao vento.
Mas a gente não sabe adivinhar...
A gente não sabe por quanto tempo estará enfeitando esse Éden e tampouco aquelas flores que foram plantadas ao nosso redor.
E descuidamos...
Cuidamos pouco...
De nós, dos outros...
Nos entristecemos por coisas pequenas e perdemos minutos e horas preciosos.
Perdemos dias, às vezes anos.
Nos calamos quando deveríamos falar; falamos demais quando deveríamos ficar em silêncio.
Não damos o abraço que tanto nossa alma pede porque algo em nós impede essa aproximação.
Não damos um beijo carinhoso "porque não estamos acostumados com isso" e não dizemos que gostamos porque achamos que o outro sabe automaticamente o que sentimos.
E passa a noite e chega o dia, o sol nasce e adormece e continuamos os mesmos, fechados em nós.
Reclamamos do que não temos, ou achamos que não temos suficiente.
Cobramos dos outros...da vida...
De nós mesmos!
Nos consumimos.
Costumamos comparar nossas vidas com as daqueles que possuem mais que a gente.
E se experimentássemos comparar com aqueles que possuem menos?
Isso faria uma grande diferença!
E o tempo passa...Passamos pela vida, não vivemos.
Sobrevivemos, porque não sabemos fazer outra coisa.
Até que, inesperadamente, acordamos e olhamos pra trás.
E então nos perguntamos: e agora?!
Agora, hoje, ainda é tempo de reconstruir alguma coisa, de dar o abraço amigo, de dizer uma palavra carinhosa, de agradecer pelo que temos.
Nunca se é velho demais ou jovem demais para amar, dizer uma palavra gentil ou fazer um gesto carinhoso.
Não olhe para trás. O que passou, passou.
O que perdemos, perdemos.
Olhe para frente!
Ainda é tempo de apreciar as flores que estão inteiras ao nosso redor.
Ainda é tempo de voltar-se para Deus e agradecer pela vida, que mesmo efêmera, ainda está em nós.
Pense!...
Se você está lendo esta mensagem é porque ainda tem tempo!!!
Não o perca mais!...


(Letícia Thompson)

Meu Nome Não é Johnny

Meu Nome Não é Johnny

Questo film brasiliano è ambientato a Rio de Janeiro e racconta una storia vera di vizio, disperazione, illegalità a cui il sistema rieducativo, se ben utlizzato, aiuta a porre rimedio. Avrete una immagine di Rio de Janeiro un po' diversa da quella a cui siete abituati ma la capitale carioca è una città dai mille volti che si impara a conoscere e apprezzare giorno dopo giorno.

Sito Ufficiale del Film

Titolo originale: Meu Nome Não é Johnny
Nazione: Brasile
Anno: 2008
Genere: Drammatico
Durata: 128'
Regia: Mauro Lima

Cast: Selton Mello, Cléo Pires, Júlia Lemmertz, Cássia Kiss, Eva Todor, André de Biase, Ângelo Paes Leme, Rafaela Mandelli
Produzione: Atitude Produções e Empreendimentos
Data di uscita: Roma 2008

Trama:
Campione di incassi di questa stagione, interpretato dalla giovane star Selton Mello, il film è il ritratto di un ragazzo della ricca borghesia carioca che si trasforma in gangster senza un vero perché. Tratto da una storia vera, denuncia la fragilità di un modello di vita che non conosce valori certi.


- Informaçoes sobre o film Meu Nome Não é Johnny


Trailer in portoghese


venerdì 12 dicembre 2008

Ronaldo: fenomeno o mercenario?


Oggi la presentazione ufficiale di Ronaldo alla stampa come nuovo giocatore del Corinthians è stato un degli argomenti che tutti i giornali hanno trattatato e stanno trattando e quindi in questo spazio ho deciso di aggiungere la mia alle tante opinioni che ho sentito.

Premetto dicendo che, essendo saopaolino e juventino può darsi che la mia opinione sia condizionata dalle mia passioni calcistiche ma ritengo che da una analisi seria e abbastanza obiettiva delle "scelte" di vita di Ronaldo che oggi sia più un mercenario e che il Fenomeno si sia perso nel momento del primo grave infortunio che ebbe in Italia.
Tutti conosciamo il percorso di Ronaldo in Europa, i soui comportamenti dentro e fuori dal campo ma forse non tutti sapete che in questi mesi Ronaldo ha usufruito delle strutture del Flamengo per fare la fisioterapia e cercare di non aumentare eccessivamente di peso, cosa quest'ultima non riuscita molto bene.
Non passava giorno che Ronaldo non dichiarasse il suo amore per la sua squadra del cuore, la sua volontà di chiudere nel Flamengo, tanto più che lui era padrone del suo destino non essendo più sotto contratto con nessun club .... ebbene dopo tanto dichiarato amore il presunto"Fenomeno" cosa fa??
Saluta tutti, approda nella capitale paulista e firma per il neopromosso Corinthians a suo dire perchè qui ci sono progetti di crescita del tutto assenti nel Flamengo la sua squadra del cuore. Inutile dire come a Rio si sentano presi in giro e aspettino vedere Ronaldo calcare il prato del maracanà.
A questo punto io avrei qualche domanda per il signor Ronaldo:
1) Perchè dichiarare sempre il suo amore per il Flamengo e poi, a 32 anni, essendo padrone del proprio destino andare a giocare nel Corinthians?
2) Sarà che il progetto non era un progetto tecnico ma bensì commerciale basato sulla sua persona?
Sarebbe molto divertente se qualcuno vicino a tale "Fenomeno" sapesse rispondere...
Per la cronaca oggi Ronaldo è stato presentato, secondo me ha almeno 10 kg di troppo e non 4/5 come dichiarato dal medico del Corinthians, e tra le dichairazioni emerge anche che il figlio è molto felice perchè da sempre un appassionato del Corinthians (chiaro perchè il figlio che vive in Europa da genitori carioca e flamenguista a suo dire, si appassiona per il Corinthians una delle squadre più indebitate del Brasile), che lui è orgoglioso della maglia e dei tfosi e bla bla bla.....
E' stato accolto da 6000 tifosi, paganti, nello stadio per la più grande presentazione di un giocatore mai vista in Brasile, è stato omaggiato di una maglietta nera del Corinthians, oltre la bianca numero 9 che già indossava.
Il popolo corinthiano è felice, io , da saopaulino anche perchè se il Corinthians si basa su Ronaldo , si possono dormire sonni tranquilli.
Veniamo a qualche cifra in RS. Ronaldo percepirà un ingaggio di 130.000 rs all'anno...ben poco direte voi (circa 50.000 €), in effetti non è molto per un giocatore ma , udite bene l' 80% tutti gli introiti commerciali del club legati alla persona di Ronaldo finiranno nelle tasche del giocatore, solo per avere una idea ci sono già tre sponsor sulla maglietta e uno sui pantaloncini.Oltre a questo l'introito delle maglie vendute andrà al "Fenomeno" secondo le fonti giornalistiche.
Per la cronaca in solo due giorni la maglai di Ronaldo è quella del giocatore corinthiano più venduta nella storia.
Si calcola più o meno un introito mensile per Ronaldo di 1 milione di Reais (ca 350.000 €). L'esordio è previsto il 17 gennaio contro il Boca Juniors in amichevole...slo il tempo dirà se è stato o meno un buon affare per il Corinthians.
Quanto a me concludo con una domanda per voi: Ronaldo Fenomeno o Mercenario?

giovedì 11 dicembre 2008

Raça Negra

Racà Negra è un gruppo formato 25 anni fa a São Paulo ed è conosciuto anche fuori dal Brasile come uno dei maggiori rappresentanti del Pagode romantico e della Samba.

Personalmente amo molto questo gruppo per i toni romantici, il ritmo, i testi e l'ottima musica che li hanno resi famosi.

- Informaçoes sobre Raça Negra

Alcune canzoni di Raça Negra

- Preciso ter alguém

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