venerdì 30 dicembre 2011

Capodanno a Salvador

Capodanno a Salvador de Bahia


Capodanno a Salvador è una delle date più amate in cui migliaia di turisti provenienti da altri stati del Brasile e dall'estero si riuniscono per aspettare la fine dell'anno e l'entrata del nuovo con la speranza che quest'ultimo porti alla realizzazione di progetti e desideri.

La città vive con molta partecipazione questo evento, molti sono i cantieri per organizzare palchi e strutture adatte ad ospitare le molte feste private e pubbliche che si organizzano in città.
Partecipare a queste feste non è tanto economico ma un altro modo divertente scelto dai Baiani è quello di si ritrovarsi in casa per poi uscire e andare in spiaggia dove inizia lo spettacolo per il quale molte persone di tutto il mondo raggiungono la capitale seropolitana.

A mezzanotte, inizia lo show dei fuochi di artificio. Durante quasi un'ora, si bruciano tonnellate di fantasmagorici fuochi in uno spettacolo dalla bellezza indescrivibile. 
È una festa di straordinaria bellezza e ogni anno che passa aumenta il numero di turisti da tutto il mondo per osservare questo spettacolo. 
Nulla è comparabile al Capodanno a Salvador de Bahia. 
La gente è vestita di bianco e si riunisce sulla spiaggia, in una delle più grandi manifestazioni di pace per ciò che è dato sapere. 
Una delle tradizioni dell'evento è la cerimonia d'offerta a Iemanjá, la dea del mare, secondo la cultura africana molto presente nel paese, durante la quale i fedeli fanno offerte di fiori al mare richiedendo le grazie più attese. 
Ogni anno i fedeli scelgono di dare in dono al mare o delle rose rosse o dei fiori bianchi di palma, chiedendo la protezione della regina del mare per l'anno che sta per entrare. 
Il mare è pieno di barche colme di collane di fiori, di profumi. Iemanjá è una dea vanitosa.

martedì 27 dicembre 2011

Porto Velho

Porto Velho (Rondônia)


Porto Velho è capitale e anche la città più grande e popolosa dello stato di Rondônia, 
Fondata a cominciare dal 1907 con la costruzione della ferrovia di "Ferro Madeira-Mamoré" divenne città dello stato dell'Amazzonia nel 1914 con il nome di Porto Velho e trasformata in capitale dello stato di Rondônia nel 1943.
Attualmente la città vive una epoca di grande sviluppo e  espansione economica e demografica che la collocano tra le città che più stanno crescendo in Brasile.
Il clima dominante è il tropicale umido con giornate molto calde ma altrettanto umide.




lunedì 26 dicembre 2011

Boa Vista

Boa Vista (Roraima)


Boa Vista è la capitale del Roraima dove vive un terzo della popolazione dello stato e si trova sul lato occidentale del Rio Branco, a 220 km dal confine con il Venezuela.
Ha la prticolarità di essere l'unica capitale brasiliana situata al di sopra dell'equatore e la temperatura nella città è generalmente calda in tutto l'anno.
Le precipitazioni abbondanti favoriscono la crescita di una vegetazione molto varia e densa che fa parte della foresta pluviale.
Progettata dall'architetto Darci Aleixo Deregusson, con uno stile simile a quello di Parigi, Boa Vista venne costruita sotto le istruzioni del Capitano Ene Garcez, il primo governatore di Roraima.
La città nacque il 9 luglio 1890 con il nome Boa Vista do Rio Branco grazie al governatore dello stato di Amazonas Augusto Villeroy e possiede diverse piazze e parchi, il più grande l'Ananua Park si trova nella regione nord.
Il complesso Ayrton Senna è l'area turistica maggiormente visitata, e comprende Velia Coutinho, Praça das Águas (una grande piazza con fontane), Millennium portal e Praça das Artes (la piazza maggiore del complesso). Altro punto di forte impatto turistico e il forte São Joaquim, fondato nel 1775, che si trova a circa 32 km dalla capitale.




domenica 25 dicembre 2011

Teresina

Teresina (Piauí)


Teresina è la capitale dello stato brasiliano del Piauí e si trova nella regione Nordeste e conta circa 800.000 abitanti. 
Secondo l'Ipea è la terza miglior città della regione nord orientale per qualità di vita dopo Natal (RN) e Palmas (TO), a 366 km dall'oceano è l'unica capitale degli stati nordestini tanto lontano dal mare.
Fu fondata il 16 agosto 1852 con il nome di Vila Nova di Poty prendendo il nome dall'omonimo fiume che l'attraversa, nome che fu in seguito modificato in Teresina, per rendere omaggio a Maria Teresa Cristina di Borbone-Due Sicilie, principessa napoletana, figlia di re Francesco I delle Due Sicilie, moglie dell’imperatore Pietro II, nata a Napoli il 14 marzo 1822.
Teresina, conosciuta come la Mesopotamia del Nordest, è bagnata dai fiumi il Poty e il Parnaíba e gode di un clima tropicale semiumido che caratterizza due stagione: quella delle piogge (estate e autunno) e quella secca (inverno e primavera).
Le maggiori risorse della capitale del Piauí sono l'industria tessile e il turismo; molti visitatori infatti sono attratti dalla città dei due fiumi per la possibilità di passeggiate in barca e attività sportive praticabili all'interno della città.


sabato 24 dicembre 2011

Dilma Roussef: bilancio di 12 mesi di governo...

Tra scandali nei ministeri, accuse di corruzione, economia in frenata e tante promesse mancate si conclude tra le ombre il primo anno di mandato della prima donna presidente del Brasile.


Nelle intenzioni doveva essere il governo del fare: meno politico rispetto a quello di Lula e più tecnico. Chiusa l´era del presidente-operaio, un anno fa si apriva la fase del post-lulismo e il mandato, per la prima volta nella storia del Brasile, veniva conferito ad una donna. E invece è stato il governo della propaganda, ostaggio degli scandali e dei partiti di governo.
Il primo gennaio 2011, Dilma Rousseff, la mulher di Lula come veniva chiamata in campagna elettorale (mulher significa donna, ma anche moglie), saliva al Palacio do Planalto con una storia personale totalmente diversa da quella del suo predecessore: di famiglia borghese, negli anni ´70 aveva fatto parte dei gruppi di guerriglia che lottavano contro il regime miltare, poi si era laureata in economia e nel governo Lula si era guadagnata la fama di lady di ferro.
Eppure il suo governo si è dimostrato finora debole, continuamente al centro di scandali di corruzione e irregolarità che ne hanno minato l´azione e costretto a galleggiare in una perenne condizione di emergenza. Dall´inizio dell´anno ben sei ministri hanno dovuto rassegnare le dimissioni dopo le denunce riportate dalla stampa; il settimo ha lasciato per divergenze con i colleghi e adesso un ottavo è al centro di nuove accuse di irregolarità.
Eppure Dilma ha sfruttato la situazione a suo vantaggio e ha annunciato “tolleranza zero contro la corruzione”.
Non importa che quei ministri li abbia scelti lei appena un anno fa, nel paese è passata l´immagine di una presidente in grado di fare la faxina, ovvero la pulizia nei dicasteri: i sondaggi di questa settimana le attribuiscono infatti il 72% di popolarità, un indice di gradimento superiore perfino a quello di Lula al termine del suo primo anno di governo. Ma al di lá dei numeri dei sondaggi, a preoccupare maggiormente sono quelli relativi all´economia.
Il Pil nel 2011 crescerà solamente del 3%, contro le previsioni iniziali ben più rosee. Solo in minima parte la contrazione è dovuta alla crisi internazionale, “l´80% del rallentamento del Brasile è fabbricato in casa, solo il 20% è dovuto alla crisi europea”, ha spiegato pochi giorni fa Octavio de Barros, direttore degli studi economici del Banco Bradesco.
Anche in campo sociale la politica di Dilma si è rivelata più che altro una campagna fatta di slogan e di annunci di programmi che dovranno essere realizzati per “sradicare la miseria dal paese”.
E mentre miliardi di euro se ne vanno per la costruzione degli stadi per i Mondiali di calcio del 2014 (tra ritardi e costi gonfiati), scuole e ospedali pubblici continuano a versare in una situazione drammatica in tutto il paese.
Sul fronte dei diritti civili, Dilma ha il merito di aver creato in questi mesi la Commissione della Verità, un organo che dovrà indagare e fare luce sui crimini commessi dalla dittatura militare tra gli anni ´60 e gli anni ´80.
Molte più perplessità invece sorgono in campo ambientale dove la maggioranza di governo sostiene in Parlamento la riforma del Codice forestale, che se non verrà modificato spianerà nuovamente la strada alle ruspe e agli incendi selvaggi.
Spedendo in archivio il 2011, le previsioni economiche per l´anno prossimo rimangono incerte e mentre i mercati si attendono una crescita del 3,5%, Dilma dispensa ottimismo e annuncia che il Pil salirà del 4,5%-5%.
E´ quello che servirebbe per rilanciare le opere pubbliche, la costruzione di infrastrutture e riprendere con vigore i programmi sociali che negli ultimi dieci anni hanno aiutato milioni di brasiliani ad uscire dalla povertà e che adesso sembrano essere stati un po´ accantonati.
L´impressione che si ha al termine del primo anno di mandato, è che il governo Rousseff non sia in realtà ancora cominciato. Nel 2012 scopriremo se inizierà finalmente l´era Dilma o se Lula dovrà prepararsi per scendere in campo nuovamente nel 2014.

(Andrea Torrente – corrispondente da San Paolo)

 Fonte:http://www.articolotre.com/2011/12/brasile-il-bilancio-negativo-del-primo-anno-di-governo-dilma/53617

venerdì 23 dicembre 2011

Rio Branco

Rio Branco (Acre)




Rio Branco la capitale dell'Acre e con una popolazione di circa 300.000 abitanti è la città più grande dello stato.
A Rio Branco l'economia si regge sul fiorente commercio della gomma, del legname e delle piante medicinali.
La città ebbe origine alla fine 1882 quando Neutel Maia giunse con la sua famiglia e altri lavoratori nella regione per estrarre il caucciù dagli alberi della foresta.
Maia aprì un nuovo seringal sul lato sinistro del Rio Acre con il nome Seringal Empresa.
Rio Branco occupa una posizione strategica trovandosi a circa 2 ore in linea d'aria da Manaus e vicino ai centri eco-turistici di Cuzco, Pucalpa e Puerto Maldonado.
La città dispone di un aeroporto internazionale che la collega facilmente con il resto del Brasile.
Il clima è di tipo equatoriale e tropicale, non c'è stagione secca e le abbondanti precipitazioni mensili  (con valori di almeno 60 mm) aiutano la proliferazione della
 vasta foresta tropicale dell'Amazzonia che si estendo intorno alla città.


mercoledì 21 dicembre 2011

Brasile, la nuova terra promessa


Con la crisi finanziaria boom di arrivi dall’Europa e dagli Stati Uniti


Una fila così lunga non s’era mai vista prima. Allo sportello visti dell’ambasciata del Brasile di Lisbona i funzionari non hanno più un attimo di tregua e le richieste di emigrazione formano adesso piccole montagnette di carta da dover essere smaltite. Quando, non si sa. «Siamo al collasso», racconta un dipendente locale che aderisce all’“Operaçao Despertar” che si batte per i diritti dei contrattisti locali. «Noi siamo sempre gli stessi ma le richieste di visti si sono moltiplicate. Il flusso sta diventando ingestibile». Se prima infatti erano i brasiliani a doversi mettere in coda nella speranza di trovare un lavoro in Portogallo, l’antica madrepatria, adesso sono proprio i portoghesi, tra gli stranieri più numerosi a giocarsi come ultima carta quella dell’emigrazione nella loro ex colonia. Di fronte alla drammatica crisi economica che sta strozzando Europa e Stati Uniti, il Brasile appare davvero adesso come la terra promessa. Grazie a una crescita economica senza precedenti, col pil che è salito del 7,5 per cento nel 2010, il paese verde-oro si è trasformato in una calamita straordinaria. Secondo i dati dei ministeri della giustizia e del lavoro solo nell’ultimo anno il flusso di immigrati in entrata è aumentato del 52 per cento. In pole position ci sono gli statunitensi, seguono i portoghesi, i boliviani e gli argentini, facilitati in questo caso anche dalla vicinanza geografica. In totale un milione e mezzo di immigrati legali, circa lo 0,8 dell’intera popolazione brasiliana, cui si aggiungono i clandestini che secondo le autorità doganali superano le 600mila unità. La città più gettonata rimane Rio de Janeiro, seguita dalla capitale finanziaria San Paolo. Non mancano ovviamente gli italiani. Sono circa 340 le imprese del nostro paese presenti in Brasile, con una crescita netta del 10 per cento registrata nell’ultimo anno secondo i dati forniti dalla Camera di commercio italiana di San Paolo. Per l’onorevole Fabio Porta, eletto in Brasile nelle fila del Partito democratico, «se nei prossimi anni saranno almeno 7mila gli universitari brasiliani a specializzarsi in Italia, dieci volte tanti saranno gli ingegneri, architetti e informatici italiani che sbarcheranno in Brasile. Un flusso da seguire con attenzione, anche perché potrebbe essere foriero di reciproche opportunità di successo». Tra gli indotti più d’appeal per i nuovi emigrati in arrivo dall’Italia ci sono Fiat e Tim Brasile, che con i loro fatturati record chiamano a sé tanti italiani esperti del settore. Germano Colombo è un giovane manager italiano di una multinazionale. Insieme a sua moglie Francesca Merico e al loro piccolo Leo sono arrivati da poco a San Paolo dopo aver vissuto in Inghilterra e in Svizzera. «Professionalmente – spiega Colombo a Europa – non smetto di imparare ogni giorno, confrontandomi con una realtà di mercato esplosiva, qualcosa che in Europa oggi è sconosciuto. Siamo felicissimi di vivere in un paese meraviglioso e pieno di stimoli». Ci sono anche gli artisti. Antonio Barrese è un architetto tra i più famosi di Milano, suo l’Albero di luce esposto nel 2009 al Castello Sforzesco. Da giugno si è trasferito a San Paolo per proporre nuovi progetti artistici inascoltati a casa nostra. «Quello che vorrei è che la mia installazioneFlowing River Rio Amazonas, una serie di boe luminose che viaggerano sul Rio delle Amazzoni, diventasse almeno per qualche anno il simbolo del Brasile così come la Tour Eiffel è il simbolo della Francia». Tra i nuovi immigrati non mancano francesi, inglesi, tedeschi. Souraya Sbeih è una ingegnere parigina di 25 anni, in Brasile dal gennaio 2011 con il gruppo Alstom. «Il mio trasferimento ha suscitato un’ondata di invidia tra i miei amici», racconta sorridendo. Eric Scott invece a Rio ci è arrivato dritto dritto da Manhattan. 54 anni, consulente aziendale, ripete soddisfatto che ha la fortuna di «vivere dove tutto il resto del mondo sogna di andare solo in vacanza». In Brasile insomma sembra esserci posto davvero per tutti, purché si abbia il desiderio di ricostruirsi una vita. Come Valery Pereux, un panettiere francese che in uno degli stati più poveri del Brasile, il Maranhão, nella capitale São Luis ha trasformato in panetteria un antichissimo palazzo coloniale in rovina. E come nel XIX secolo – quando il Brasile insieme all’Argentina e agli Stati Uniti era davvero esclusivamente meta di emigrazione, soprattutto per noi italiani – nelle più importanti metropoli del paese si stanno ricostituendo i quartieri divisi per etnie. A San Paolo per esempio gli italiani ricchi e gli statunitensi hanno scelto il centralissimo Itaim Bibi per vivere e lavorare, a due passi dal quartiere finanziario della “City”, mentre il quartiere fatiscente di Bom Retiro, vicino al vecchio centro, è diventato un piccolo ghetto scelto dai nuovi emigrati dalla Grecia, uno dei paesi europei più duramente colpiti dalla crisi. «Il Brasile è un paese grande e giovane», racconta con la voce piena di speranza Christos Andreas Kristelis che in Grecia ha fatto fallimento qualche mese fa, «ho molto da esplorare qui. Incrocio le dita». Chiunque insomma almeno in Brasile sembra avere ancora il diritto a un sogno, «sia esso uno stipendio competitivo, un lavoro gratificante o una possibilità di carriera», spiega la società di consulenza del lavoro Hays, che cerca manager in tutto il mondo da ricollocare qui. Perché oggi, nell’eldorado Brasile la 24 ore ha preso il posto della valigia di cartone. 

(Maria Zuppello)

fonte:http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/131583/brasile_la_nuova_terra_promessa

lunedì 19 dicembre 2011

São Luis

São Luis (Maranhão)


São Luís, capitale del Maranhão, è un antica città coloniale di circa 1.200.000 abitanti  che si sviluppa su un'isola molto frastagliata, inserita in una vasta laguna e separata dalla terraferma da un sottile braccio di mare, superato da un ponte. Il ciclo delle maree che possono arrivare fino a 6 metri condizionano commercialmente e turisticamente la vita della città.

São Luís fu fondata nel 1612 dai francesi Daniel de La Touche e Francois de Rasilly con il nome di Saint Luis, e prende il nome da Luigi XIII, all'epoca reggente di Francia.
Nel 1615 i portoghesi conquistano la città e dopo una breve parentesi di occupazione olandese, São Luís torna saldamente in mano alla corona portoghese.
Nel XVII secolo inizia lo sviluppo urbano, realizzato dall'architetto Francisco Frias de Mesquita.
La capitale del Maranhão vive principalmente di turismo: stranieri e Brasiliani, provenienti dal Sud del paese sono una delle principali fonti di reddito dell'economia locole
Il centro storico di São Luís è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità  ed è bene protetto dall'UNESCO, la popolazione, come quella di altre città del Nord-Est brasiliano (soprattutto Bahia), è orgogliosa del forte retaggio africano e la musica più ascoltata e ballata dai giovani è il reggae.







domenica 18 dicembre 2011

Muore Joasinho Trinta il creatore del carnevale moderno

Joasinho Trinta introdusse carri allegorici nelle sfilate




Ieri il Carnevale di Rio ha perso uno dei suoi figli più amati, un vero rivoluzionario: colui che introdusse i carri allegorici nelle sfilate.
E' morto a São Luis (Maranhão), citta' dov'era nato 78 anni fa, Joasinho Trinta, artista plastico, scenografo e ballerino, l'uomo che ha trasformato il carnevale carioca nel maggiore spettacolo del mondo che, per tre giorni all'anno, annulla ogni differenza di eta', censo, razza.
Con l'introduzione delle idee di Joasinho il Carnavale non fu piu' lo stesso, persero spazio i passisti che si muovevano in modo libero,senza schemi preordinati, e cominciò l'era delle sfilate che vedono le ali delle varie scuole sfilare in blocchi seguendo coreografie provate per mesi e che vengono giudicate dalla giuria responsabile per l'assegnazione del titolo di campione del Carnevale.
Joasinho Trinta dal 1951 ad oggi fu il simbolo di cinque scuole e utilizzò il Carnevale per promuovere l'uso del preservativo, introdusse il concetto del merchandising legato al samba ed ebbe il coraggio di sfidare perfino la Chiesa quando nel 1989, alla guida della scuola Beija Flor voleva far sfilare un carro con l'immagine di un Cristo mendicante.
L'iniziativa venne censurata, il Redentore fu coperto con un telo di plastica nera con la scritta ''anche se e' proibito, salvaci'', ma il samba di Beija Flor fu quello piu' emozionante, e viene ricordato ancora oggi anche se la vittoria ando' ad Imperatriz Leopoldinense.

sabato 17 dicembre 2011

Storia del Santos Futebol Clube

Storia del Santos Futebol Clube



Il Santos F.C. fu fondato il 14 aprile 1912 per iniziativa di tre sportivi della città Raymundo Marques, Argemiro de Souza Júnior e Mário Ferraz de Campos che convocarono una Assemblea per promuovere la fondazione di una squadra di calcio nella Rua do Rosário, attuale Avenida João Pessoa, nella sede del Clube Concórdia. 

Rua do Rosário

Durante la riunione furono scelti tre nomi Brasil Atlético, Euterpe e Concórdia ma Edmundo Jorge Araújo suggerì di battezzare la squadra con il nome della città, ossia Santos Foot-Ball Clube, nome che venne approvato all'unanimità.
I colori sociali scelti furono azzurro e bianco a strisce verticali divise da una linea color oro, colore del Concórdia. 
Solo un anno dopo il Santos assunse i colori attuali bianco e nero. La prima dirigenza era composta da Sizino Patusca (presidente), George Cox (vice-presidente), José G. Martins (1° segretario), Raul Dantas (2° segretario), Leonel Silva (1° tesoriere) e Dario Frota (2° tesoriere). 
I direttori erano Augusto Bulle, João Carlos de Mello, Henrique Cross, Raymundo Marques, Cícero F. da Silva e Jomas de C. Pacheco. 

La prima maglietta del club.

I colori della prima maglietta , bianco, azzurro e oro utilizzata durante il primo anno di vita ebbero durata breve in quanto risultava cara e difficile la produzione della stessa e dopo solo un anno nella terza riunione dellla dirigenza Paulo Pelúcio suggerì di cambiare i colori in bianco e nero dicendo che il bianco rappresenta la pace e il nero la noblità. L'idea fu approvata e il Presidente Raymundo Marques, presentò i modelli di bandiera del club che divenne bianca con una fascia diagonale nera e le iniziali del Club con lettere color bianco.

Le prime partite.

Gli storici del club danno due versioni del primo gioco: la prima secondo il Consigliere Guilherme Gomez Guarche vede il Santos esordire il 23 giugno 1912 contro il Thereza Team; la seconda a detta Francisco Mendes Fernandes (storico ufficiale del club) allegando che questa partita fu un allenamento, vede il Santos esordire ufficialmente contro il Santos Athletic Club. 
Nella partita contro il Thereza Team i bianconeri vinsero con il risultato di 2 a 1 con gol di Anacleto Ferramenta e Geraule Ribeiro, schierando la seguente formazione: Fauvel, Simon e Ari, Bandeira, Ambrósio e Oscar, Bulle, Geraule, Esteves, Fontes e Anacleto. 
Nella partita considerata ufficiale il giorno 15 settembre 1912 l'avversario fui il Santos Athletic Club,meglio conosciuto come Clube dos Ingleses,che oggi è uno dei club più conosciuti della città ma che non ha più il dipartimento calcistico. Il Santos Futebol Clube vinse per 3 a 0. 
Il primo gol ufficiale della storia del Club fu segnato da Arnaldo Silveira e il primo titolo arrivò già nel 1913, anno in cui fu giocato per la prima volta il Campionato Santista di Futebol a cui parteciparono Santos, América, Escolástica Rosa e Atlético. 
I bianconeri si laurearono campioni vincendo sei partite su sei segnando 35 gol e subendone solo uno. Il titolo fu vinto nuovamente nel 1915 ma in questo caso con il nome di União FC.

Esordio nel Campionato Paulista.

All'inizio del 1913 il Santos fu invitato dalla Lega Paulista per partecipare al campionato statale di quell'anno. La dirigenza accettò e questa fu la prima competizione ufficiale a cui partecipò il club santista.
L'esordio avvenne il 1° giugno contro il Germânia e il risultato non fu molto incoraggiante perchè il Santos perse per 8 a 1 schierando questa formazione: Durval Damasceno, Sebastião Arantes e Sydnei Simonsen, Geraule Ribeiro, Ambrósio Silva e José Pereira da Silva, Adolfo Millon, Nilo Arruda, Anacleto Ferramenta, Harold Cross e Arnaldo Silveira. 
Trentadue anni dopo, nel 1935 la squadra riuscì a vincere il primo titolo statale mentre per il secondo furono necessari altri venti anni di attesa, nel 1955 quando comincia quella che è ricordata come l'era Pelé che arrivò nel club portato da Waldemar de Brito nel 1956. 

Il Santos di Pelé fu conosciuto in tutto il mondo emozionando il pubblico e dando spettacolo in ogni terreno di gioco, una squadra formidabile formata da moltissimi fuoriclasse che portò nella bacheca del club numerosi titoli nazionali e internazionali quali la Coppa Intercontinentale (2 volte) e la Coppa Libertadores (2 volte), senza dimenticare la Coppa Brasile (oggi equiparata al campionato brasiliano) che vide i Santisti vincitori per 5 volte.

L'attacco di quella squadra contava su nomi formidabili quali: Dorval, Mengávio, Coutinho, Pelé e Pepe. 


I 10 maggiori goleador del Santos

- Pelé (1956 - 1974) 1091 gol; 
- Pepe (1954 -1969) 405 gol; 
- Coutinho (1958 - 1970) 370 gol; 
- Toninho Guerreiro (1963 - 1969) 283 gol; 
- Feitiço (1927 - 1936) 216 gol; 
- Dorval (1956 - 1967) 198 gol; 
- Edu (1966 - 1976) 183 gol; 
- Araken Patusca (1923 - 1929) 177 gol; 
- Pagão (1955 - 1963) 159 gol; 
- Tite (1951 - 1963) 151 gol.

Jorge Amado

JORGE AMADO


Jorge Amado, grande scrittore brasiliano scomparso di recente, era nato il 10 Agosto 1912 in una fattoria nell'interno di Itabuna nello stato di Bahia, in Brasile. Figlio di un grande proprietario terriero produttore di cacao (un cosiddetto "fazendeiro"), fu testimone fin da bambino delle lotte violente che venivano scatenate per il possesso della terra. Si tratta di ricordi indelebili, più volte riutilizzati nella stesura delle sue opere.


Attratto dalla letteratura fin dall'adolescenza , si propone subito come giovane ribelle, sia dal punto di vista letterario che politico, scelta fra l'altro alla quale il grande "cantore di Bahia" non ha mai deflesso, anche quando i pericoli erano assai minacciosi (ad esempio, negli anni della dittatura nazista, che, se avesse vinto, rischiava di contagiare anche le civiltà sudamericane).

Inoltre, è utile sottolineare che il Brasile della gioventù di Amado era un Paese assai arretrato e ancorato a tradizioni che gettavano le loro radici addirittura nel sistema schiavistico, peraltro a quel tempo recentemente smantellato. Un Paese, quindi, che guardava con sospetto e timore a qualsiasi forma di "sovversione". Infine, la forte crisi economica e la conseguente apertura delle frontiere, che determinò un fortissimo flusso migratorio di tutte le razze (italiani compresi), non faceva che minare il senso di sicurezza dei cittadini, desiderosi vieppiù di garanzie e stabilità.

In questo mondo attraversato da profonde trasformazioni Jorge Amado esordisce non ancora ventenne con il suo primo romanzo "Il paese del Carnevale", storia di un giovane che non riesce a trovare la sua strada in una società che rifiuta di affrontare i problemi per ignorarli o mascherarli con trucchi di vario genere, fra cui appunto il mitico Carnevale. A proposito di questo primo romanzo, l'Enciclopedia della Letteratura Garzanti così scrive: "qui già si delinea la sua fisionomia di narratore realista, inclina ad una sorta di populismo romantico, legato alla gente e ai problemi della terra bahiana".

Seguirono subito dopo due romanzi di impegno sociale "Cacao" e "Sudore": il primo sul drammatico problema degli "affittati" (in pratica schiavi utilizzati nelle piantagioni di cacao), il secondo sulla condizione non meno drammatica del sottoproletariato urbano. Ma il grande esordio che lo pone davvero all'attenzione di tutti, anche al di fuori del mondo delle lettere, avviene nel 1935 con il romanzo "Jubiabá", dal nome del protagonista, il grande stregone negro di Bahia. Romanzo provocatorio quant'altri mai per la mentalità brasiliana, a causa dell'intensa narrazione che vede protagonisti cultura e personaggi negri (in un paese la cui cultura ufficiale aveva fino ad allora negato il valore della cultura negra in quanto tale), nonché una storia d'amore di un uomo nero con una donna bianca (argomento assolutamente tabù). Infine, sullo sfondo sono tratteggiate le vicende di un grande sciopero, visto come il superamento delle differenze razziali nella lotta di classe. Insomma, un gran calderone che infrangeva in un una sola grande narrazione tutte le fragili, ma al tempo stesso radicate resistenze della cultura brasiliana

A quel punto il cammino di Jorge Amado è tracciato, la sua scelta ideale di vita troverà nelle opere successive una serie di precise conferme mentre le sue scelte politiche, come l'adesione al Partito Comunista, provocheranno più volte il suo arresto e l'esilio. Finita la seconda guerra mondiale, infatti, costretto ad allontanarsi dal Brasile con l'ascesa alla presidenza di Enrico Gaspar Dutra, Jorge Amado vive prima a Parigi e poi, vincitore del premio Stalin, passa tre anni nell'Unione Sovietica. Nel 1952 pubblica in tre volumi "I sotterranei della libertà", la storia delle lotte del partito comunista in Brasile. Pubblica in seguito altre opere minori sul suo soggiorno nei paesi dell'Unione Sovietica.

Poco dopo, però, ecco un'altra grande svolta, avvenuta precisamente nel 1956. Questa è la data della sua uscita dal Partito Comunista Brasiliano per dissensi sugli sviluppi del comunismo in Unione Sovietica.

Nel 1958, ritornato in Brasile, pubblica con sorpresa di tutti "Gabriella, garofano e cannella". Un ritorno al passato, alla sua terra d'origine e alle lotte dei "fazendeiros" per il possesso delle terre; nel romanzo, tra una sparatoria e una cavalcata la bella Gabriela ama e rivendica il diritto di amare. Questo diritto di amare al femminile, questo superamento del binomio sesso-peccato può sembrare banale, al giorno d'oggi, ma a quel tempo, nel 1958, ottenne un effetto provocatorio forse superiore a quello dello stesso "Jubiabá" vent'anni prima. Una riprova? Amado non poté rimettere piede a Ilhéus per molto tempo a causa delle minacce ricevute per aver offeso l'onore e la rispettabilità delle donne del posto.

Molti anni più tardi, quando compirà ottant'anni, il "paese del carnevale" gli renderà omaggio con una grandiosa festa, un gigantesco carnevale nel vecchio quartiere bahiano del Pelourinho, tante volte descritto dal "bahiano più bahiano di Bahia". Verso la fine della sua vita, il bilancio del vecchio e indomito scrittore non potè che essere improntato all'orgoglio e alla soddisfazione. I suoi libri, pubblicati in 52 paesi e tradotti in 48 lingue e dialetti, hanno venduto milioni di copie, contribuendo a risvegliare le coscienze ma anche a distendere e a divertire (soprattutto grazie alla sua "seconda fase", quella "spensierata" di "Gabriella garofano e cannella"). Il leggendario cantore di Bahia è scomparso il 6 agosto 2001.
fonte:zam.it



Le opere

Romanzi di Jorge Amado (le date si riferiscono alla pubblicazione in portoghese)


Il paese del Carnevale, 1931
Cacao, 1933
Sudore, 1934
Jubiabá, 1935
Mar Morto, 1936
Capitani della spiaggia, 1936
Terre del finimondo, 1943
I padroni della terra. San Jorge de los Ilheus, 1944
Messe di sangue, 1946
I sotterranei della libertà (3 volumi), 1954
Gabriella, garofano e cannella, 1958
I guardiani della notte, 1964
Dona Flor e i suoi due mariti, 1966
La bottega dei miracoli, 1969
Teresa Batista, stanca di guerra, 1972
Vita e miracoli di Tieta de Agreste, 1977
Alte uniformi e camicie da notte, 1979
Tocaia grande, 1984
La sparizione della santa/Santa Barbara dei fulmini, 1988
Navigazione di cabotaggio, 1992
I Turchi alla scoperta dell'America, 1992
El compadre de Ogún, 1995
Il miracolo degli uccelli, 1997

Altre pubblicazioni


Racconti:

La doppia morte di Quincas l'acquaiolo, 1958
I vecchi marinai, 1961 (Pubblicato anche come Le controverse avventure del Comandante Vasco Moscoso Aragão, Capitano di lungo corso)
Libri per bambini:
Gatto Tigrato e Miss Rondinella, 1976
La palla innamorata, 1984



Autobiografie:

L' ABC di Castro Alves, 1941
Il cammino della speranza, 1942




venerdì 16 dicembre 2011

Brasile: 407 mila famiglie in stato di estrema povertà

Brasile, Pil in crescita nel 2012 ma le famiglie in miseria sono più di 400000



Nonostante la crisi economica globale, Il Brasile cresce, ripete il governo. 
La presidentessa Dilma Rousseff si è mostrata molto ottimista in un incontro con i giornalisti sulla tenuta del Paese. E ha annunciato una crescita del Pil nel 2012 del 5%. 
Contemporaneamente però, sempre oggi, il governo ha reso noti i primi dati sul censimento della povertà: 407mila famiglie brasiliane sono in stato di estrema indigenza. 
Il dato è emerso dalla ricerca condotta all'interno del programma Sem Miseria dell'esecutivo. 
Il piano prevede di individuare e localizzare i reali poveri, anzi poverissimi, a cui destinare risorse mirate. 
Il governo vuole arrivare a quota 800mila entro il 2013. 
Intanto, dice la presidentessa, l'economia vola. L'aumento del 5% del Pil, ha spiegato l'erede di Lula, non è una scommessa ma è frutto di un'elaborazione del ministero dell'Economia. 
Il Brasile gode di «una grande capacità di manovra» sul piano monetario, ha sottolineato ancora Dilma Rousseff, e in più può contare su un notevole volume di riserve internazionali. 
Aiuterà la crescita la lotta alla corruzione che la presidentessa si è posta come linea guida del suo mandato. 
Il 2012 segnerà quindi secondo il governo una netta ripresa per il Paese, che in chiusura di 2011 registra un segno meno per molti capitoli economici. 
La Banca centrale ha sforbiciato per tre volte di seguito il tasso di sconto - che rimane comunque all'11 per cento - e non si esclude che possa operare un quarto taglio. 
Il governo ha varato misure di incentivo all'export, alleggerito il peso fiscale sui beni destinati al consumo interno e reso un pò più elastico l'accesso al credito. «Sotto controllo», ha sottolineato la Rousseff, sarebbe anche l'inflazione. 
Dalle stime ufficiali dovrebbe rimanere nel 2012 entro la soglia del 5 per cento.
(Emanuela Fontana)


martedì 13 dicembre 2011

Escondidinho di Carne Secca




L'escondidinho è un tipico piatto invernale molto comune nello stato di Bahia, molto saporito ma, per mia esperienza, un poco difficile da digerire, per questo vi consiglio di mangiarlo a pranzo. 
Provarlo ne vale la pena e gli ingredienti base sono la mandioca, la carne secca e il formaggio. 
E' simile ad un nostro sformato di patate ma chiaramente con ingredienti tipici della regione baiana.

Ingredienti per 6 persone 
- 1 kg de mandioca bollita 
- 1 una confezione di panna da cucina 
- 2 cucchiai di margarina 
- 1/2 kg de carne secca desalata e cotta 
- 1 cipolla media tagliata fine 
- 4 teste di aglio pestato 
- 2 pomodori senza pelle tagliati a cubetti 
- Sale e pepe a gusto 
- Parmigiano 

Preparazione  
- 1 Fate un purè con la mandioca in una padella (è come farè un purè di patate) 
- 2 Quando caldo e pronto aggiungete la panna liquida e mettete da parte 
- 3.Fate un soffritto con olio, aglio e sale, aggiungete la carne secca sfilacciata e fate friggere un poco, aggiungete in seguito i pomodori tagliati solo per dare sapore. 
- 4 Aggiungete sale se necessario. 
- 5 In una teglia di vetro unta con olio collocate uno strato di purè di mandioca, la carne secca e terminate con l'ultimo strato coprendo con il resto di purè. 
- 6 Aggiungete parmigiano grattugiato (eventualmente potete anche aggiungere qualche fetta di formaggio di vostro gusto) per dare maggiore sapore e mettete in forno per pochi minuti, giusto il tempo di far scaldare tutti gli ingredienti e far sciogliere il formaggio e il vostro escondidinho sarà pronto per essere servito.

domenica 11 dicembre 2011

Gli abitanti del Pará rifiutano la separazione

Gli elettori del Pará dicono no a Carajás e Tapajós


Il Presidente del Tribunale Superiore Elettorale (TSE), Ricardo Lewandowski, e del Tribunale Regionale Elettorale del Pará (TRE-PA), Ricardo Nunes, hanno annunciato ufficialmente oggi, 11 di dicembre,in una intervista collettiva a Belém  che gli elettori del Pará hanno risposto negativamente alla domanda del referendum che proponeva la divisione dell'omonimo stato in tre stati federali.


Il tasso di rifiuto per la creazione del Carajás è stato del 67,35% dei voti contati (88,85% su un totale di 4,8 milioni), nel caso del Tapajós la percentuale di voti contrari è del 66,8% secondo i dati divulgati dalla Giustizia Elettorale.

Finora sono stati scrutinati 4,37 milioni di voti pari al 90% dei voti totali ma dopo le 20h00 era già possibile confermare matematicamente la decisione degli elettori che hanno votato per discutere sulla proposta di divisione dello stato.

venerdì 9 dicembre 2011

Brasile nuova terra della speranza

Il Brasile è il nuovo destino de emigrazione.




Da molti è stato già soprannominato “il nuovo bengodi“. 
In un mondo che finanziariamente sembra andarsene in pezzi, il Brasile - grazie al suo Pil record di +7,5% nel 2010 e ad una crescita esponenziale - si è trasformato negli ultimi mesi in una calamita straordinaria che attrae un nuovo, fortissimo flusso di immigrazione, aumentato nell’ultimo anno addirittura del 52%. 
In pole position tra questi nuovi migranti, tuttavia, la parte del leone non la fanno, come in Italia, africani e asiatici bensì giovani provenienti dalla vecchia Europa e dagli Stati Uniti, due ex aree ricche del mondo alla ricerca oramai, soprattuto tra le nuove generazioni, di salari e possibilità di crescita oramai “introvabili” in patria. In testa alle graduatorie dei neoimmigrati in Brasile, in testa ci sono gli statunitensi seguiti a ruota dai portoghesi (328 mila). 
Poi, a ruota arrivano i boliviani (50 mila) e gli argentini (42 mila), anch’essi attratti dall’eldorado brasiliano e alla ricerca di una vita migliore. 
 Non mancano ovviamente gli italiani.
Tante le imprese del nostro paese presenti in Brasile, con unacrescita netta del 10% registrata nell’ultimo anno secondo i dati forniti dalla Camera di commercio italiana di San Paolo. 
In totale quasi un milione e mezzo di immigrati legali, circa lo 0,8 dell’intera popolazione brasiliana, cui si aggiungono i clandestini che secondo le autorità doganali superano le 600mila unità. 
 Tra gli italiani alla ricerca di una svolta in Brasile c’è anche Luca, il cognome preferisce non rivelarlo, che sino allo scorso 14 febbraio aveva un’avviata attività in Libia, dove forniva a grandi aziende manodopera specializzata proveniente da paesi “a basso costo” come, ad esempio, il Pakistan. “Ora, con il crollo del regime di Gheddafi”, spiega lui, appena arrivato a San Paolo, “sto cercando di aprire un’attività qui perché, diciamocelo chiaramente, oggi come oggi in Europa non c’è liquidità né prospettive sostenibili“. 


Paolo Manzo, giornalista free-lance, vive a San Paolo, in Brasile, con la moglie. Parla 6 lingue, laurea alla Bocconi, master all’ICE e scrive, tra gli altri, per CartaCapital, Le Monde Magazine, The News, La Stampa e Il Secolo XIX. Per Baldini e Castoldi ha scritto Lula il presidente dei poveri

http://blog.panorama.it/mondo/2011/12/09/pronto-brasile-e-boom-di-immigrati-da-europa-e-stati-uniti-in-crisi

giovedì 8 dicembre 2011

Salvador - Quartiere Rio Vermelho

Salvador - Rio Vermelho



Coloro che sono nati e cresciuti nel Rio Vermelho sono molto orgogliosi del loro quartiere, tanto per la stagione estiva, che attrae le persone più ricche della città, quanto per le costruzioni edilizie.
Altre attrattive della Spiaggia del Rio Vermelho erano la qualità del pesce e i servizi offerti dai nativi.



Il Rio Vermelho era un quartiere tranquillo dove regnava l'ordine ma ciò che lo rendeva particolare era la Festa di Santana, con l'apprezzato Bando Anunciador, un piccolo gruppo di carnevale che si esibisce in piena estate.



Normalmente la festa si celebrava una settimana prima della festa della Santa Patrona, circa quindici giorni prima di carnevale.
Il Bando partiva e tornava a Largo di Santana, andando fino a Largo da Paciência tra musica e danze.



Nella spiaggia del Rio Vermelho tutti gli anni si svolge la tradizonale Festa di Iemanjá, il 02 febbraio, quando le "filhas e mães de santo", babalorixás, pescatori, turisti e curiosi cantano in omaggio a Iemanjá, una manifestazione pubblica del Candomblé.
Le offerte, i regali e le richieste alla Regina del Mare sono depositate nella Casa di Iemanjá e conservate in contenitori che nel tardo pomeriggio accompagnano il regalo principale (offerto dalla comunità dei pescatori locali) che viene lanciato in mare da una processione di centinaia di barche.



La Spiaggia è piena di pietre e possiede tre piccole insenature per fare il bagno: Spiaggia di Santana, Spiaggia della Paciência e la Spiaggia della Mariquita.
La Spiaggia di Santana, con la sua acqua calma è utilizzata come porto per piccole imbarcazioni di pescatori.
E' da qui che partono le barche cariche di offerte il giorno 02 di febbraio.



Nel Largo di Santana, si trova la centenaria Chiesa di Santana e la Casa di Iemanjá. Vicino alla spiaggia, a lato della Chiesa di Santana, si trovano gli stand della più famose "Baianas de Acarajé" della città; è il luogo preferito di bohemiens e giornalisti.
E' presente un'amplia scelta di bar e ristoranti dove le persone si divertono fino all'alba al ritmo di musica e buon cibo.



La Spiaggia della Paciência, è una piccola insenatura, con molte pietre nella sabbia e, con la marea alta, onde consistenti.



Nel Largo della Mariquita, che significa piccola popolazioni di uomini bianchi (mairy-qui), si trova la foce del fiume Lucaia, utilizzato come porto dai pescatori.
L'attuale Praça Colombo era il luogo dove i Francesi contrabbandavano il pau-brasil.



Nel 1557, fu stabilita la militarizzazione della Costa Oceânica e la Aldeia del Rio Vermelho divenne riserva militare e fornì uomini per grandi battaglie; inoltre servì da riparo per la popolazione e il vescovo durante l'invasione olandese del 1624.



Oggi il Rio Vermelho si trova praticamente nel centro della città e si è trasformato in un quartiere boemio con una alta concentrazione di bar, ristoranti e hotel di lusso.
L'area commerciale, nonostante sia piccola offre molta varietà di servizi e prodotti quali piccole botteghe, supermercati, boutique, banche, scuole e sedi di facoltà universitarie.

mercoledì 7 dicembre 2011

Festival Bahia Sound System

Festival Bahia Sound System porta il reggae all'interno dello stato.


La seconda edizione del Festival Bahia Sound System, che si svolgerà nei giorni 10 e 18 dicembre , porterà nelle città di Ilhéus e Itacaré gruppi musicali che mescolano il ritmo brasiliano e baiano con il tradizionale reggae giamaicano.
Il giorno 10 nello Spazio Vagão, a Ilhéus si esibiranno i gruppi DubStereo, O Quadro e Buguinha Dub mentre ad Itacaré il 18, si esibiranno nella spiaggia di Tiririca i musicisti Lurdez da Luz, B.Negão, e Ambulante Original con la direzione di Dudoo Caribe.
Il festival Bahia Sound System,che inizierà  nelle due città a partire dalle 16h00 sarà totalmente gratuito.

lunedì 5 dicembre 2011

Storia dello Sport Club Corinthians Paulista

Sport Club Corinthians Paulista


L'idea di fondare un club nel Bom Retiro era l'argomento preferito degli impiegati delle ferrovie São Paulo Railway e dei residenti del quartiere, senza nessuna eccezione.
L'idea nacque quando Joaquim Ambrosio, Carlos Silva, Rafael Perrone, Antonio Pereira e Anselmo Correia si trovarono insieme il 31 agosto 1910 ad assistere nel campo di calcio Velodromo all'esordio in terra paulista della squadra inglese Corinthian Team.
Gli Inglesi batterono 2-0 l'Associação Atlética das Palmeiras (che non ha nessun legame con il Palmeiras Palestra Itália).
Al termine della partita il desiderio di fondare una squadra di calcio nel Bom Retiro aumentò notevolmente tanto che un gruppo persone di umile condizione, i tinteggiatori Joaquim Ambrogio, Antonio Pereira e Cesar Nunes, il calzolaio Rafael Perrone, l'autista Anselmo Correia, l'operaio Alexandre Magnuni, il cuoco Salvador Lapomo, il bracciante João da Silva e il sarto Antônio Nunes decisero di realizzare questo sogno.
Alle 20h30 del 1° settembre, alla luce della lampada a gas, all'altezza del numero 34, che ha illuminava la Avenida dos Imigrantes (attualmente José Paulino), nel Bom Retiro tredici persone sancirono la fondazione dello Sport Corinthians Paulista Sport, editando primo statuto del club.
Perchè il sogno si avverasse mancava solo un finanziatore e fu allora che entrò in scena Miguel Bataglia, un sarto molto conosciuto che abbracciò il progetto e venne ufficialmente nominato primo presidente.
Il club già era una realtà ma ancora mancava il nome.
Varie furono le proposte tra cui Santos Dumont, Carlos Gomes e anche Guarani, ma nessuno di questi nomi accese l'entusiasmo; fu allora che Joaquim Ambrosio propose di rendere omaggio alla famosa squadra inglese che fece partite amichevoli in Brasile: il Corinthian Football Club.
Il club destinato ad essere tra i più amati in Brasile già aveva un nome, tifosi e stampa chiamavano la squadra di Corinthian's Team tanto che la "s" fu aggiunta al nome e il club iniziò ad essere comunente definito Corinthians.

Prima dirigenza e sede.
La prima dirigenza fu costituita come segue: Miguel Bataglia (presidente); Salvador Lapomo e Alexandre Magnuni (vice-presidenti); Antônio Alves Nunes (segretario); João da Silva (cassiere) e Carlos Silva (direttore generale). 
La sede dove si confermò la fondazione del Corinthians, fu la residenza del Sig. Miguel Bataglia, ma l'origine, la culla dove il club fu pensato, sognato e realizzato fu il negozio del barbiere Salvador Battaglia, fratello di Miguel, che era situato nella rua Júlio Conceição, al'angolo con la rua dos Italianos.
Le prime riunioni si svolsero proprio in questo negozio ma le piccole dimensioni del locale suggerirono lo spostamento nella pasticceria di Antônio Desidério, sita nella rua dos Imigrantes 34, all'angolo con la rua Cônego Martins.

La prima partita. 
Il debutto avvenne dieci giorni dopo la sua fondazione, il 10 settembre 1910.
L'avversario era l' União da Lapa, una squadra rispettata di São Paulo.
Giocare fuori casa per sperare di non subire una goleada non faceva parte dello spirito corinthiano e i fatti lo dimostrarono perchè con una partita "tutta grinta" gli ultimi arrivati riuscirono a mantenere le proporzioni della sconfitta in un onorevole 1-0.
La prima storica formazione che scese in campo fu la seguente Valente, Perrone e Atílio; Lepre, Alfredo e Police; João da Silva, Jorge Campbell, Luiz Fabi, César Nunes e Joaquim Ambrósio.

La rivincita non tardò ad arrivare: bastarono quattro giorni per avere ragione della Estrela Polar con il punteggio di 2-0.
L'onore del primo gol spettò all'attaccante Luiz Fabi, che per la prodezza entrò di diritto nella storia del club.
La prima vittoria fu ottenuta con la seguente formazione: Valente, Perrone e Atílio; Lepre, Alfredo e Police; João da Silva, Jorge Campbell, Luís Fabi, César Nunes e Joaquim Ambrósio.
Seguirono due anni di invincibilità e con i buoni risultati e l'aumento del numero dei tifosi il Corinthians ebbe la possibilità di ottenere un posto nel Campionato Paulista (1913) a patto che superasse un turno preliminare.
Detto e fatto due partite e due vittorie: 1-0 contro il Minas Gerais, il 23 marzo 1913, 4-0 contro il São Paulo do Bexiga, sette giorni dopo e passaporto timbrato per disputare il Paulistão di quell'anno.
Nella prima partita di campionato i bianconeri persero contro il Germânia per 3-1.
Joaquim Rodrigues marcò l'unico gol corinthiano scrivendo il suo nome nella storia come l'autore della prima rete in gare ufficiali.
Al termine del campionato il Corinthians si classificherà al quarto posto.
Nel 1914 iniziò l'egemonia corinthiana: nel secondo Campionato Paulista la squadra non diede scampo agli avversari e si affermò con dieci vittorie in dieci partite, 39 gol fatti e Neco (12 gol) capocannoniere del campionato.
Inizia così la storia dello Sport Club Corinthians Paulista, un club che in oltre 100 anni di storia ha conquistato titoli, vissuto momenti tristi (retrocedendo in serie B) e conquistato il cuore di milioni di tifosi.

domenica 4 dicembre 2011

Corinthians Campione Brasiliano 2011

Il Corinthians vince il suo quinto titolo


Grazie al pareggio (0-0) a San Paolo contro il Palmeiras, il Corinthians ha vinto il suo quinto titolo di campione del Brasile.
La partita è stata segnata dalla commozione per la morte, oggi, di Socrates, per anni simbolo del Corinthians.
Prima dell'inizio dell'incontro, c'è stato un minuto di silenzio in memoria dell'ex capitano della 'Selecão', mentre il pubblico 'corinthiano' ha alzato il braccio con il pugno chiuso, e lo stesso hanno fatto i giocatori in campo.
Il gesto era quello fatto dal 'Dottore', che gli attribuiva un preciso significato politico.

Quello di oggi è il quinto campionato nazionale conquistato dalla squadra di San Paolo.
Il Corinthians aveva già vinto lo scudetto nel 1990, 1998, 1999, 2005.
Il titolo è arrivato grazie allo 0-0 ottenuto contro il Palmeiras.
In classifica la squadra di San Paolo chiude con 71 punti in 38 partite, due in più del Vasco da Gama che ha pareggiato 1-1 con il Flamengo nel derby di Rio.

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