Brasile sempre meno "Cattolico"

La percentuale dei cattolici diminuita del 12,2% in 10 anni.
Secondo i risultati della ricerca fatta dell' Istituto brasiliano di statistica (Ibge) il numero dei cattolici in Brasile, che da sempre detiene il maggior numero di praticanti al mondodi questa religione, è in calo da ben 10 anni: dal 2000 al 2010, è stato registrato un calo del 12,2%, passando dal 73,6% al 64,6% della popolazione. 

Il censimento effettuato nel nel 2010 rivela che il numero dei Cattolici è in continua diminuzione in quanto nel 1991 erano addirittura  l'83% della popolazione.

Sicuramente un calo di credenti preoccupante in un paese da sempre punto di riferimento per il Vaticano.

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Sensações

Sensações (Paula Fernandes)




Sensações
Paula Fernandes

Eu me perdi, perdi você
Perdi a voz, o seu querer
Agora sou somente um,
Longe de nós, um ser comum
Agora eu sou um vento só a escuridão
Eu virei pó, fotografia, sou lembrança do passado
Agora sou a prova viva de que nada nessa vida
É pra sempre até que prove o contrário
Estar assim, sentir assim
Um turbilhão de sensações dentro de mim
Eu amanheço eu estremeço eu enlouqueço
Eu te cavalgo embaixo do cair
Da chuva eu reconheço
Que Estar assim, sentir assim
Um turbilhão de sensações dentro de mim
Eu me aqueço, eu endureço, eu me derreto,
Eu evaporo e caio em forma de chuva, eu reconheço
Eu me transformo 

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C'era un volta una antica Salvador

Salvador de Bahia

Il nostro presente altro non è che evoluzione ( o involuzione) di ciò che era in passato ed è per questo che ritengo utile e interessante dare una occhiata a come erano alcuni posti decine di anni fa, un tuffo nel passato che serve in certo modo a preservare il nostro futuro.


Abaetè

Faro di Barra

Campo Grande

Largo di Campo Grande

Cidade Baixa - Ladeira da Montanha

Elevador (ascensore) Lacerda

Faro di Itapoan

Chiesa del Bomfim

Itapoan

Chiesa e Largo di Itapoan

Nossa Senhora da Conceiçao

Nossa Senhora da Piedade

Palazzo Rio Branco

Pelourinho

Chiesa di Pituba

Porto di Barra

Piazza Castro Alves

Rua Chile - Piazza Castro Alves

Piazza Sé

Piazza della Piedade

Rio Vermelho

Terreiro de Jesus
Linea del Tram per il Faro di Barra

Antico Porto di Barra

Caisas das Amarras

Campo Grande

Edificio Sulacap - Piazza Castro Alves

Ascensore Lacerda

Ascensore della Conceição, futuro Lacerda

Stazione nella Calçada

Forte di Santo Antonio

Chiesa di Nostro Signore di Bomfim

Comercio di Salvador

Vista della Baia (1882)

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Leônidas da Silva

Leônidas da Silva, (il Diamante Nero)
Leônidas nacque  a Rio de Janeiro il 6 settembre del 1913 e morì a  Cotia il 24 gennaio del 2004. Fu uno dei più grandi calciatori della prima metà del secolo XX. Quattro volte campione con il Botafogo e cinque con il São Paulo fu l'inventore del Gol di Bicicletta.
Leônidas da Silva fu capocanniere con sette marcature nel mondiale del 1938 vinto dall'Italia e fu anche nominato miglior giocatore della manifestazione. 
Al suo ritorno in patria era senza dubbio l'uomo più famoso tanto che fu il primo sportivo a fare da testimonial ad un prodotto commerciale; la Lacta lo scelse per pubblicizzare le sue tavolette di cioccolata chiamate "Diamante Nero" e da quel giorno il volto di Leônidas venne conosciuto anche oltre i confini del Brasile tanto da passare alla storia come il Diamante Nero. 
Parlano del campione degli anni Trenta personaggi famosi che ricordano le sue giocatee le sue imprese. 
Luís Inácio Lula da Silva (Ex Presidente del Brasil). "Leônidas da Silva, quando inventò la bicicleta, probabilmente non sapeva che stava creando una giocata immortale." 
Washington Olivetto.(Publicitário). “Fu il primo Silva di successo nel calcio brasiliano”. 
José Augusto Bastos Neto. (Ex-presidente del São Paulo). "Il Brasile ha avuto tre divinità nel calcio: Fried nell’epoca del dilettantismo, Leônidas nell’epoca del romanticismo e Pelé nel professionismo ma soltanto i primi due si completarono in quanto ebbero il privilegio di giocare nel São Paulo." 
Nélson Rodrigues. (Scrittore, drammaturgo e giornalista). "Un giocatore rigorosamente brasiliano, brasiliano dalla testa ai piedi. Aveva fantasia, capacità di improvvisare, la scaltrezza, la sensualità del nostro tipico fuoriclasse.” 
Mário Filho.( Scrittore e giornalista). "Leônidas non spiegava nulla. Quando la gente stava preparando gli occhi per vedere meglio, la magia già era stata fatta”. “Leônidas da Silva era un mago del calcio. Piantava alberi di banana in campo. Inventò la bicicletta. Non faceva soltanto il gol, e quelli che faceva avevano qualcosa in più di una semplice palla na rete”. 
Armando Nogueira.(Scrittore e giornalista). "La palla era la luna piena splendente di Leônidas da Silva."
Eduardo Galeano.(Scrittore e giornalista). "Aveva le dimensioni, la velocità e la malizia di una zanzara. I gol di Leônidas erano così belli che anche il portiere battuto si rialzava per fargli i complimenti”. 
Alfredo Foni.(Portiere della nazionale italiana campione nel 1938). "E’ stato come un regalo del cielo sapere che Leônidas non avrebbe giocato. Vero artista, giocoliere del pallone, era un giocatore che sorprendeva tutti”. 
Bauer.(Centrocampista della nazionale brasiliana nel 1950). “Il calcio brasiliano deve essere separato in due epoche: quella di Leônidas e quella di Pelé. Anzi, pendo che fu con lui che il Re ha imparato quell’arte di fingere che era in fuorigioco, legandosi la scarpa e, all’improvviso, prendere il pallone, fare gol e lasciare l’avversario totalmente rintontito”. 
Poy.(Ex-portiere del São Paulo). “Tra lui e Pelé esiste una differenza: i media elettronici. Quando arrivai dall’Argentina, senza nemmeno capire perfettamente la lingua, fui adottato da lui. Dentro il campo si trasformava in un guerriero. Non voleva perdere nemmeno negli allenamenti. Feola aveva addirittura il problema a schierare i difensori. Negli ultimi anni di carriera, con il ginocchio sinistro compromesso, si mise a giocare soltanto con la gamba destra. E’incredibile ciò che riusciva a fare…”. 
Ruy Campos.(Ex-compagno nel São Paulo). “Leônidas è stato una specie di equazione di tutti i centravanti che l’hanno preceduto. Non ho mai visto un giocatore tanto appassionato per la vittoria”. 
Teixeirinha.(Ex-compagno nel São Paulo). “Ha sempre cercato di aiutare i più giovani e fu la più grande stella della sua epoca”. 
Yeso Amalfi.(Ex-compagno di squadra). “Non ho mai visto Leônidas fare un tiro oltre la traversa. Inquadrava la porta da qualunque posizione dell’areas di rigore. In campo parlava solo di calcio. E fuori era educato e colto”. 
Luizinho.(Ex-giocatore del São Paulo e della nzionale brasiliana, compagno di Leônidas). “Era un piacere gocare con lui. Dentro il campo, era uno spettacolo. Solidario con i compagni, coraggioso e interessato”.


Fonte: A bola - Il mito brasiliano del Futebol

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11 expressões usadas pelas mulheres... e seus reais significados.

11 expressões usadas pelas mulheres... e seus reais significados.

1 - "Certo": Esta é a palavra que as mulheres usam para encerrar uma discussão quando elas estão certas e você precisa se calar. 
2 - "5 minutos": Se ela está se arrumando significa meia hora. "5 minutos" só são cinco minutos se esse for o prazo que ela te deu para ver o futebol antes de ajudar nas tarefas domésticas. 
3 - "Nada": Esta é a calmaria antes da tempestade. Significa que ALGO está acontecendo e que você deve ficar atento. Discussões que começam em "Nada" normalmente terminam em "Certo".. 
4 - "Você que sabe": É um desafio, não uma permissão. Ela está te desafiando, e nessa hora você tem que saber o que ela quer... e não diga que também não sabe! 
5 - Suspiro ALTO: Não é realmente uma palavra, é uma declaração não-verbal que freqüentemente confunde os homens. Um suspiro alto significa que ela pensa que você é um idiota e que ela está imaginando porque ela está perdendo tempo parada ali discutindo com você sobre "Nada".. 
6 - "Tudo bem": Uma das mais perigosas expressões ditas por uma mulher. "Tudo bem" significa que ela quer pensar muito bem antes de decidir como e quando você vai pagar por sua mancada. 
7 - "Obrigada": Uma mulher está agradecendo, não questione, nem desmaie. Apenas diga "por nada". (Uma colocação pessoal: é verdade, a menos que ela diga "MUITO obrigada" - isso é PURO SARCASMO e ela não está agradecendo por coisa nenhuma. Nesse caso, NÃO diga "por nada". Isso apenas provocará o "Esquece"). 
8 - "Esquece": É uma mulher dizendo "FODA-SE !!" 
9 - "Deixa pra lá, EU resolvo": Outra expressão perigosa, significando que uma mulher disse várias vezes para um homem fazer algo, mas agora está fazendo ela mesma. Isso resultará no homem perguntando "o que aconteceu?". Para a resposta da mulher, consulte o item 3. 
10 - "Precisamos conversar!": Fodeu!!!, você está a 30 segundos de levar um pé na bunda. 
11 - "Sabe, eu estive pensando...": Esta expressão até parece inofensiva, mas usualmente precede os Quatro Cavaleiros do Apocalipse.. ..

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Storia della Festa de São João

Giugno tra sacro e profano: mese di Festa e Danza

Esistono due spiegazioni per definire il termine usato in Brasile di Festa junina.

La prima sostiene che il termine nacque per definire le Feste che si svolgono nel mese di giugno, la seconda collega il tutto ai paesi dell'Europa cattolica che in questo mese commemorano il giorno di San Giovanni.
Inizialmente la Festa era chiamata Joanina e fu introdotta in Brasile dai Portoghese durante l'epoca coloniale.

In quelperiodo grande era l'influenza di elementi culturali portoghesi, cinesi, spagnoli e francesi. Dalla Francia arrivò la Danza Ritmata, caratteristica tipica delle danze dell'alta società, che in Brasile influenzò molto la tipica quadriglia. 

La tradizione dei fuochi d'artificio arrivò dalla Cina mentre dalla Penisola Iberica (Spagna e Portogallo) arrivò una danza tipica che contribuì a trasformare le danze locali. L'insieme di questi elementi mescolandosi alle tradizioni locali (indigene, afro brasiliane e degli emigranti europei) creò diverse manifestazioni e feste in tutto il paese che si caratterizzarono per le differenze regionali.

Festa Junina nel Nordeste.

E' principalmente in questa macroregione che si celebra a ritmo di festa il mese di giugno in cui è il momento di ricordare il tre santi cattolici: San Giovanni, San Pietro e Santo Antonio.

Dal momento che il nordest soffre problemi di siccità, i nordestini approfittano delle festività e ringraziare per le piogge che cadono nel periodo in questa regione e servono per garantire buoni raccolti. 
Oltre a distrarre il popolo le feste sono anche un importante momento economico in quanto arrivano turisti da ogni perta del Brasile e dall'estero per vivere l'atmosfera del Nordest in festa.


Cibo tipico.

Il mese di giugno è epoca della raccolta del grano, la maggior parte di dolci, torte e salatini, collegati a questa festa, sono preparati con questo alimento. Pamonha, cural, grano cotto, canjica, cuzcuz, popcorn, Torta di grano sono soltanto alcuni esempi. 

Oltre alle ricette con il grano troviamo in tavola in questo periodo: riso dolce, torta di arachidi, torta di pinoli, bombocado, broa de fubá, cocada, pé-de-moleque, quentão, vin brulé, patata dolce e molto altro ancora... 


Tradizioni.
Il mese di giugno è caratterizzato dai falò che sono il centro intorno al quale le persone danzano la famosa quadriglia. 
Palloni sospesi in aria completano lo scenario, anche se oggi sono sempre più rari in quanto proibiti per legge per evitare incendi che erano comuni in queste occasioni.
Nel Nordest è facile incontrare "Gruppi di Festa" che camminano e cantano per le strade della città, passando di casa in casa dove gli abitanti lasciano grandi quantità di cibo e bevande che sono assaporate dalle persone del gruppo.
Già nella regione Sudest sono tipiche delle kermesse, feste organizzate da chiese, comuni o imprese che installano stand di degustazione di alimenti tipici e di giochi utili all'intrattenimento dei visitatori.

Non manca chiaramente in queste occasioni la danza della quadriglia, tipica dell'epoca.
Dal momento che Santo Antonio è considerato il santo del "matrimonio" è facile incontrare donne nubili che chiedono al Santo "un marito". 

Il giorno 13 di giugno nelle Chiese Cattoliche si distribuisce il "pane di Santo Antonio", pane benedetto che, secondo tradizione, deve essere collocato all'interno dell'abitazione per far in mondo che non manchi mai alimento alla famiglia. La tradizione inoltre dice che le donne che vogliono sposarsi devono mangiare questo pane speciale.

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Energia sostenibile: firmato accordo bilaterale Brasile-Italia

Rio+20: accordo bilaterale Italia-Brasile per la promozione di energie sostenibili
Corrado Clini

Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, durante la Conferenza Onu Rio+20 sullo sviluppo sostenibile in corso a Rio de Janeiro, ha firmato con il Brasile un accordo bilaterale per promuovere nei Paesi in via di sviluppo la diffusione dell'energia sostenibile.
L'intesa, che giunge dopo 5 anni di intensa collaborazione italo-brasiliana nella co-presidenza della "GlobalBioEnergy Partnership", è stata firmata da Clini e dal collega brasiliano, Edison Lobão, e prevede iniziative congiunte per valorizzare le competenze delle imprese italiane e brasiliane nel settore delle fonti innovative di energia. 
Le imprese italiane potranno affiancare quelle brasiliane che investono in Paesi del "sud del pianeta" per incentivare lo sviluppo sostenibile, come per esempio in Mozambico, in Etiopia o nei Paesi dell'Africa Occidentale dove è sensibile la presenza di iniziative imprenditoriali del Brasile, ma anche in altre aree del mondo. 
"Le imprese italiane e brasiliane del settore dell'energia sostenibile - spiega Clini - sono tra le più avanzate al mondo nella ricerca e nello sviluppo di nuove tecnologie a basso impatto ambientale e possono offrire ai Paesi in via di sviluppo strumenti per ridurre la dipendenza da fonti energetiche inquinanti e costose e per aiutare la crescita economica e sociale, cioe' l'uscita dalla povertà, uno dei temi centrali della Conferenza che si sta chiudendo a Rio de Janeiro". (AGI) . 
fonte:http://www.agi.it/research-e-sviluppo/notizie/201206221811-eco-rt10235-rio_20_accordo_italia_brasile_promozione_energie_sostenibili

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Rio +20: la grande sfida

Rio +20: la sfida si ripropone.

Con la Risoluzione RES/64/236 del 23 dicembre 2009, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha stabilito di organizzare in questi giorni (dal 20 al 22 di giugno) la conferenza sullo sviluppo sostenibile (UNCSD), denominata anche Rio+20, dal momento che si svolge 20 anni dopo il Vertice della Terra di Rio del gennaio 1992 (UNCED)

Sempre secondo quanto previsto dalla Risoluzione 64/236, la Conferenza ha l’obiettivo generale di rinnovare l’impegno politico per lo sviluppo sostenibile analizzando e verificando l'evoluzione degli impegni internazionali assunti negli ultimi due decenni. 

La conferenza è una sfida importante con l'obiettivo, attraverso uno sforzo congiunto da parte dei governi e della intera società civile, di realizzare interessi comuni e tutelare gli equilibri del pianeta, verso un nuovo assetto per lo sviluppo sostenibile globale e per l’umanità.
Le polemiche , già dopo il primo giorno di riunione non sono mancate dentro e fuori con il l'abbandono della sala di alcuni invitati al momento del discorso dei rappresentanti di Israele e con le proteste degli ambientalisti verdi al di fuori della struttura.

La Presidente Dilma Roussef nel suo intervento ha assunto la responsabilità dicendo che il futuro delle nuove generazioni dipende dai governi attuali e dalle politiche responsabili che dovranno essere attuate.

Discorso totalmente condivisibile che deve essere tradotto in pratica con azioni e fatti concreti per evitare che l'attuale conferenza non vada ad aggiungersi a molte altre in cui alle buone intenzioni sono stati fatti seguire pochi fatti concreti.
- Sito Ufficiale

Fiat ritorna protagonista: aumentano le vendite a giugno

Fiat: in forte aumento vendite Brasile primi 15 giorni giugno.

I primi 15 giorni di giugno mostrano una forte ripresa delle vendite di automobili sul mercato brasiliano dopo l'introduzione di diverse misure di stimolo da parte del governo di Brasilia e un solido aumento dei risultati di Fiat. 
Il Lingotto, secondo quanto emerge dai dati della Fenabrave, ha visto nella prima metà del mese in corso un aumento delle vendite di auto e veicoli commerciali dalle 31.199 dei primi 15 giorni di maggio e dalle 34.139 dei primi 15 giorni di giugno 2011 a 38.239 per un quota in miglioramento dal 21,7% al 21,77% ma in calo rispetto al 24,08% di un anno fa. 
Ad aumentare sono in particolare le vendite di auto passeggeri, in miglioramento da 24.257 di un mese fa e 27.385 di un anno fa a 31.844 unità con una quota in salita dal 21,34% a 22,56% (25,02% in primi 15 giorni 2011). 
Fiat conquista la seconda posizione del segmento dietro alla Volkswagen e davanti alla General Motors salita al primo posto nella prima meta' di maggio. 
Nel settore dei veicoli commerciali Fiat mantiene la leadership con 6.395 unita' vendute e una quota del 18,53%, a fronte delle 6.754 unita' e del 20,89% dell'analogo periodo del 2011 e delle 6.492 e del 20,65% di un mese fa. 
A livello di singoli modelli continua il testa a testa nel segmento auto tra Vw Gol e Fiat Uno mentre il Fiat Strada non molla il primo posto nei veicoli commerciali. 
Nel complesso grazie a 175.659 auto e veicoli commerciali leggeri commercializzati, il mercato brasiliano ha registrato nella prima parte di giugno una crescita a doppia cifra delle vendite con un +19,24% rispetto al corrispondente periodo di maggio e un +23,91% rispetto ai primi 15 giorni di giugno 2011. 
Nel segmento auto la crescita e' del +24,14% m/m (+29,1% a/a) a 141.154 unita' e nei veicoli commerciali e' pari al +2,68% m/m e al +6,4% a/a a 34.505. 
Il miglioramento della domanda in Brasile, dopo alcuni mesi di rallentamento dovuti ai timori per lo stato di salute dell'economia, era stato preannunciato pochi giorni fa da Josef Fidelis Senn, vice presidente risorse umane e sviluppo business di Volkswagen, che aveva parlato di una "ripresa molta buona" delle vendite nelle prime due settimane di giugno e di una sorta di mini-boom delle vendite dopo il 21 maggio quando il governo ha deciso di ridurre o eliminare per tre mesi la cosiddetta imposta di consumo Ipi. 
Inoltre alcune case automobilistiche hanno ridotto i prezzi di listino fino al 10%, ha proseguito Senn per spiegare il rimbalzo del mercato, ricordando come l'attuale ripresa sia successiva a diversi "mesi di calo". 
A fine maggio il governo brasiliano ha varato una serie di misure volte appositamente a stimolare le vendite di auto e quindi fornire una spinta alla produzione produzione industriale e alla crescita economica del Paese sudamericano. 
Le misure sono il frutto di uno sforzo congiunto da parte dell'esecutivo di Brasilia, dell'industria automobilistica e delle banche. 
Per contrastare il rallentamento delle vendite di auto, il ministro delle Finanze Guido Mantega ha annunciato tagli all'Iva per un massimo di sette punti percentuali per determinati classi di veicoli, così come una riduzione delle restrizioni governative e dei pagamenti legati al finanziamento degli acquisti, al punto che le banche potranno beneficiare di una riduzione dei requisiti sulle riserve obbligatorie. Le case automobilistiche si sono impegnate a ridurre i prezzi di listino per la maggior parte delle auto passeggeri del 2,5%, per le auto di lusso dell'1,5% e per camion e autobus dell'1%. 
L'esecutivo ha inoltre tagliato la tassa sulle transazioni finanziarie, conosciuta come IOF, su tutti i prestiti erogati nell'ambito del credito al consumo dal 2,5% all'1,5%. 
L'intero pacchetto di misure rimarrà in vigore fino al 31 agosto prossimo per un costo stimato in circa 1,2 mld brl (600 mln usd) in termini di minori introiti fiscali. 
(Rosario Murgida) 
Fonte:http://borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=1003521&lang=it

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Dendê ou Açaí: Il Brasile sceglie il suo futuro.

Dendê o Acaí: il Brasile al bivio dello sviluppo


Una bacca dà carburante, l’altra cibo: sono i simboli delle scelte per il futuro «Dopo il pepe, il cacao, la canna da zucchero e la gomma, questa è l’ennesima monocoltura capitalista che noi contadini dobbiamo subire» 

 Questa storia la racconteremo parlando di due bacche: una rosso cupo; l’altra viola, quasi nera. 
Una, il frutto del dendé, è coltivata industrialmente e il suo olio brucia come il gasolio. L’altra, la bacca dell’açai, cresce spontaneamente ed è un alimento tradizionale. 
Al bivio tra sviluppo sostenibile e collasso ambientale, questi due frutti rappresentano il simbolo di contraddizioni e opportunità che dovremo imparare a gestire. In lontananza, laggiù, si vede il margine della foresta. 
Da lì fino alla strada asfaltata che porta al paese di Igarapé-Mirí, nel nord del Brasile, ecco infinite e ordinate file di piante, alte mezzo metro; tra i filari il terreno è ) nudo, senza un filo d’erba. 
Sono piante di dendezeiro , la palma dendé, una pianta che nel Seicento ha fatto la traversata dall’Africa a qui a bordo delle navi negriere. 
È una coltura industriale: l’olio spremuto dalle bacche del dendé viene usato dall’industria alimentare. 
Ma oggi, in un mondo affamato di energia, si è scoperto che lo stesso olio diventa un ottimo e convenientissimo carburante. 
Edilson è un agricoltore, e come altre 280 famiglie della zona ha deciso di puntare tutto sul dendezeiro. 
PetroBio (una branca del gigante petrolifero statale PetroBras) si impegna ad acquistare a prezzo garantito tutta la sua produzione. 
Lui si è indebitato per 60 mila reals (circa 24 mila euro) attraverso una banca con il ProNaF, un fondo governativo che avrebbe l’obiettivo di sostenere l’agricoltura familiare. 
I soldi sono andati materialmente a PetroBio, che gli fornirà sementi e le attrezzature necessarie (comprese grandi quantità di diserbanti chimici) per coltivare la palma da biodiesel. 
La produzione verrà tutta acquistata da PetroBio, ma Edilson sulla sua terra non potrà coltivare nient’altro che il dendé, e per 25 anni. «Che potevo fare - ammette - per la nostra famiglia non c’erano alternative, vivevamo al limite. Con il dendé potremo contare su un reddito sicuro». «Il guaio - dice Didì, ovvero Raimundo Barreto de Moraes, capo del sindacato dei lavoratori rurali e sostenitore della battaglia del movimento “estrattivista” - è che questa coltivazione minaccia le tradizionali produzioni agricole destinate all’alimentazione. 
Dopo il ciclo del pepe, della gomma, del cacao, della canna da zucchero, dei pascoli, questa è l’ennesima monocoltura destinata all’esportazione che noi gente che vive della terra dobbiamo subire». 
Un’operazione «iper-capitalista» che secondo gli estrattivisti oltretutto mette a rischio la foresta amazzonica, polmone del pianeta e immenso (e unico) serbatoio di biodiversità del pianeta. «Noi siamo per l’agroecologia», aggiunge Leubaldo, il giovane presidente della cooperativa Caepim cui aderiscono 159 capifamiglia. 
Che vuol dire un’economia agroforestale avanzata, centrata sulla raccolta di piante ed essenze tipiche dell’ambiente amazzonico. Un’economia solidaria , dicono qui in Brasile, basata sul lavoro familiare, e costruita sulla collaborazione solidale e la partecipazione nelle decisioni. 
Siamo a Igarapé-Mirì, un municipio nello stato amazzonico del Pará, nell’area dominata dal corso del gigantesco fiume Tocantins. 
Sparsi in un’area sterminata, tra fiumi, isole, zone semi-sommerse, tratti di terreno irrimediabilmente deforestati e residue macchie di foresta «primaria» - vivono neanche 70 mila persone. 
Un paese poverissimo. Tanta miseria, dignitosa, ma anche tanta violenza: girare dopo il tramonto è da suicidi, ma sono pericolose anche le ore della siesta post-prandiale, in questa cittadina governata da un sindaco del Pt, il partito fondato da Lula. 
Qui, nella modesta sede del sindacato rurale, incontriamo i «nemici» della bacca rossa da petrolio. 
Più che altro, «amici» della bacca nera da mangiare, l’açaí. 
Questo frutto di un’altra palma, che cresce spontaneamente in grande quantità nelle aree semisommerse dall’onda di marea che risale i fiumi, da sempre è un prodotto base della dieta delle popolazioni locali. 
Che mangiano l’açaí con un cucchiaio accompagnando i pasti: ha un alto contenuto di grassi, vitamine e proteine. 
Loro lo adorano; diciamo che come sapore è un po’ lontano dal gusto di noi italiani. 
Proprio l’açai è al centro di un progetto realizzato nella regione del Baixo Tocantins da Oxfam Italia con il finanziamento dell’Unione Europea: gli operatori di Oxfam, coordinati da Alessandro Ugolini, lavorano con successo da qualche anno per far crescere le capacità produttive, organizzative, di trasformazione, di commercializzazione delle cooperative di raccoglitori e produttori di açai, e di tanti altri frutti tropicali ed essenze vegetali diffusissime nella zona. Presto nascerà anche una piccola fabbrica. 
Insomma, da isolati raccoglitori, a imprese «solidarie» organizzate e ben funzionanti su tutta la filiera e non su un’unica coltura, in grado di aiutare a preservare la biodiversità del Baixo Tocantins e di tutta l’Amazzonia. 
Loro, i diretti interessati, sono molto soddisfatti. Leubaldo della coop Caepim e Mailson della Codemi ricordano le radici politiche del movimento, che si è battuto per anni contro una realtà in cui pochi ricchi e potenti fazenderos costringevano contadini semi-schiavi a sopravvivere miseramente in un’economia senza moneta, dove il frutto di un lavoro durissimo veniva obbligatoriamente consumato a prezzi elevati negli spacci controllati dagli stessi padroni della terra. 
«Adesso le famiglie dei nostri soci - spiega Mailson - riescono a guadagnare 600-900 reals al mese (240-360 euro, ndr ) con questa attività». 
Quanto basta per trasformare la vita di una famiglia: una casa di mattoni, l’elettricità, un frigo, una barca per pescare. 
A sostenere il reddito di molti miriensi ci ha pensato anche il governo del Pt. Prima di Lula e oggi della nuova presidente Dilma Rousseff. 
Didi il sindacalista e Raimundo «o Velho» (il vecchio), assessore municipale, da smaliziati militanti, spiegano: «Nessun governo ha mai fatto nemmeno un terzo di quello che ha fatto per la gente Lula - dice orgogliosamente Didi-. Prima si moriva di fame e l'80 per cento della gente era in miseria. Ora è cambiato tutto». 
Dietro l’angolo, però, si profila una doppia minaccia: la diffusione del dendé, la palma da petrolio, e l’onnipresente tentativo della proprietà terriera e delle imprese interessate allo sfruttamento capitalistico classico di mettere le mani sulla terra. Il Brasile non ha un catasto. 
E così, conclude Didi, «spesso e volentieri dal nulla sbuca qualcuno con un pezzo di carta strano in mano, e dice che la terra dove vivono da anni le famiglie è di loro proprietà, e che se ne devono andare». 
Due minacce che non scompariranno purtroppo tanto presto. 
(Articolo di Roberto Giovannini)
Fonte: http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/news/articolo/lstp/458749/

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Cuidar Mais de Mim

Cuidar Mais de Mim (Paula Fernandes)


Cuidar Mais de Mim
Paula Fernandes


Eu vim falar do que eu perdi
Que eu já chorei, do que eu vivi
Porque eu amei, me entreguei
E quantas vezes eu sorri
Eu vim contar pro seu coração
Que eu já provei da desilusão
De um amor
Eu vim falar que eu também sofri
E quantas vezes me desesperei
Foi grande a dor que eu senti
E desde então eu me toquei
Que sem amor, sem ilusão
A minha vida é em vão
Isso é morrer
Eu sei que parte do que eu passei
Foi culpa minha porque eu deixei
Que outro alguém me dominasse assim
Sei que preciso cuidar mais de mim
Tá complicado esquecer teu sorriso
O sentimento, a paixão que ficou
Serão pra sempre os mesmos encantos
Mas no momento eu desejo outro amor
Eu vim falar que eu também sofri
E muitas vezes me desesperei
Foi grande a dor que eu senti
E desde então eu me toquei
Que sem amor, sem ilusão
A minha vida é em vão
Isso é morrer
Eu sei que parte do que eu passei
Foi culpa minha porque eu deixei
Que outro alguém me dominasse assim
Sei que preciso cuidar mais de mim
Tá complicado esquecer teu sorriso
O sentimento, a paixão que ficou
Serão pra sempre os mesmos encantos
Mas no momento eu desejo outro amor
Tá complicado esquecer teu sorriso
O sentimento, a paixão que ficou
Serão pra sempre os mesmos encantos
Mas no momento eu desejo outro amor
Nesse momento eu desejo outro amor
Nesse momento eu desejo outro amor

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Paula Fernandes

Paula Fernandes

Paula Fernandes de Souza è una cantautrice mineira nata a Sete Lagoas il 28 agosto 1984.
Oltre alla capacità artistiche le sono state riconosciute altre doti che sicuramente ne hanno facilitato l'ascesa tanto che secondo un sondaggio promosso tra i lettori della rivista VIP è stata considerata la 16ª "donna più sexy del mondo".e una delle persone più "cliccate" nel motore di ricerca di Google Brasil.

Cominciò a cantare giovanissima ad 8 anni e con 12 si trasferì a São Paulo contrattata da una compagnia artistica che viaggiando per tutto il Brasile permise a Paula di imparare tantissime cose sul mondo dello spettacolo.

Nonostante la giovane età Paula ha già lanciato 7 album di cui una dal vivo e con "Meus Encantos" è da tempo in vetta alle classifiche musicali brasiliane.
- Sito Ufficiale di Paula Fernandes

Alcune Canzoni di Paula Fernandes 
- Sensações
Concerti

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Eu Sem Você

Eu Sem Você (Paula Fernandes)





Eu Sem Você
Autores:Zezé di Camargo e Paula Fernandes


Eu tô carente desse teu abraço 
Desse teu amor que me deixa leve 
Eu tô carente desses olhos negros 
Desse teu sorriso branco feito neve 
Eu tô carente desse olhar que mata 
Dessa boca quente revirando tudo 
Tô com saudade dessa cara linda 
Me pedindo fica só mais um segundo 
Tô feito mato desejando a chuva 
Madrugada fria esperando o sol 
Tô tão carente feito um prisioneiro 
Vivo um pesadelo, beijo sem paixão 
Tô com vontade de enfrentar o mundo 
Ser pra sempre o guia do seu coração 
Sou a metade de um amor que vibra 
Numa poesia em forma de canção 
Sem você sou caçador sem caça 
Sem você a solidão me abraça 
Sem você sou menos que a metade 
Sou incapacidade de viver por mim 
Sem você, eu sem você 
Eu tô carente desse teu abraço 
Desse teu amor que me deixa leve 
Eu tô carente desses olhos negros 
Desse teu sorriso branco feito neve 
Eu tô carente desse olhar que mata 
Dessa boca quente revirando tudo 
Tô com saudade dessa cara linda 
Me pedindo fica só mais um segundo 
Tô feito mato desejando a chuva 
Madrugada fria esperando o sol 
Tô tão carente feito um prisioneiro 
Vivo um pesadelo, beijo sem paixão 
Tô com vontade de enfrentar o mundo 
Ser pra sempre o guia do seu coração 
Sou a metade de um amor que vibra 
Numa poesia em forma de canção 
Sem você sou caçador sem caça 
Sem você a solidão me abraça 
Sem você sou menos que a metade 
Sou incapacidade de viver por mim 
Sem você sou caçador sem caça 
Sem você a solidão me abraça 
Sem você sou menos que a metade 
Sou incapacidade de viver por mim 
Sem você 
Sem você 
Sem você 
Eu sem você 
Sem você

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23° Premio della Musica Brasiliana: trionfano i Pernambucani

Pernambucano si aggiudica tre trofei nel o Premio della Musica Brasiliana 2012.


Herbert Lucena ha vinto nelle categorie cantante, album regionali e video. Anche Mundo Livre S/A e l'album di Dominguinhos furono premiati.


La notte della cerimonia del 23° Premio della Musica Brasiliana, svoltasi a Rio de Janeiro nel Teatro Municipale ha visto il trionfo degli artisti pernambucani.
Il cantante Herbert Lucena, la banda Mundo Livre S/A e l'album "Iluminado" de Dominguinhos sono stati premiati in una serata in cui è stato celebrato il compositore minero João Bosco, che ha commemorato 40 anni di carriera nel 2012.
Herbert Lucena, fu il grande vincitore insieme al rapper Criolo, vincendo tre delle quattro categorie in cui stava partecipando.
Il progetto "Não me peçam jamais que eu dê de graça tudo aquilo que eu tenho para vender" ha dato a  Lucena il titolo di miglior cantante regionale e il premio come miglior progetto visivo.
L'artista si dichiarò felice e sorpreso per un successo tanto desiderato quanto non previsto.
L'unico premio a cui partecipava e che non ha vinto è stato nelle categoria "Rivelazione" che è stato assegnato al rapper Criolo originario
Hanno ricevuto premi altri famosi artisti come Marisa Monte, Dori Caymmi, Chitãozinho & Xororó e Arlindo Cruz.
Nella serata il disco “Novas lendas da etnia Toshi Babaa” ha portato il premio alla banda Mundo Livre S/A nella categoria miglior gruppo de Pop/Rock/Reggae/Hip-hop/Funk. Il gruppo diretto da Fred 04 ha partecipato al movimento mangue beat, lanciando un CD nel 2011.
O album "Iluminado”, di Domiguinhos, ha dato a Gilson Peranzzetta il titolo di miglior regista.

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Che cosa è la Saudade...???


Che cosa è la Saudade ... ???


Spesso noi Italiani non riusciamo realmente a capire il significato della parola SAUDADE che effettivamente non ha un corrispettivo esattonella nostra lingua.

Noi traduciamo SAUDADE come nostalgia ma in realtà è qualcosa di ben più complesso, forse solo chi conosce il dialetto napoletano può capire queste termine che tradurrei come "APUCUNDRIA"
La Saudade è anche difficile da spiegare ma vi assicuro che non bisogna essere Brasiliani per sentirla, non è nostalgia che ha un connotato di tristezza molto elevato ma nemmeno malinconia che porta indietro a momenti e esperienze che vorremmo rivivere; la saudade è un misto di tutto questo ma con l'aspetto positivo di una forte speranza che da energia e forza per lottare in modo tale da rivedere certi posti, persone o rivivere certe sensazioni.

Grazie a Dio io sento Saudade, perchè chi non sente più Saudade vuol dire che ha smesso di vivere; la Saudade è maiuscola, non come la malinconia e la nostalgia, la Saudade è un regalo per il nostro cuore e la nostra anima...tocca a noi viverla nel miglior modo possibile conservando e alimentando il desiderio de "MATAR A SAUDADE"





- Saudade (testo di Miguel Falabella)

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