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Nello Stato di São Paulo, è stata istituita la Bolsa Crack, per le famiglie che hanno al proprio interno un viziato in questa terribile droga.
Indicata dal governo come 
Cartão Recomeço, ma conosciuta come Bolsa Crack, l'aiuto consisterà in un contributo mensile di R$ 1.350,00 che hanno lo scopo di sostenere le spese e il trattamento delle persone viziate nella droga. 
Questo programma chiamato Aliança pela Vida esiste già in Minas Gerais e contribuisce alle spese per le cure con un valore mensile di  R$ 900,00.
La somma destinata alle famiglie uscirà dalle casse della Segreteria dello Sviluppo (Secretaria do Desenvolvimento); il governatore di São Paulo Geraldo Alckmin ha sottolineato che non si tratta di un sussidio per ricoverare la persona drogata ma di un vero e proprio sussidio sociale.
Volete Batman o Wolverine come sindaco?
La legge brasiliana permette ai candidati che si presentano alle municipali di scegliersi i soprannomi purché siano popolarmente conosciuti. 
Il 14 ottobre in Brasile si presenteranno alle urne per le elezioni municipali anche Batman, James Bond, Wolverine e Barack Obama. 
In uno dei paesi che brilla per originalità e allegria, dopo l'epoca buia della dittatura militare i candidati possono presentarsi cittadini con il nome che desiderano, basta solo che i soprannomi scelti siano noti alla massa. 
Certamente questo aspetto non poteva passare inosservato nel "paese dei soprannomi" tanto che nei certificati elettorali troviamo ben cinque Batman che si sfidano al test delle urne così come numerosi sono  i personaggi televisivi americani. 
"E' una strategia di marketing, un programma politico, perché se mi presento come Geraldo Custódio, nessuno mi riconoscerebbe", dichiara al New York Times il candidato di 38 anni, di professione insegnante che si presenta per essere eletto per il consiglio comunale con il nome di Wolverine Geraldo a Piracicaba, una cittadina nello Stato di São Paulo. 
Queste liste potrebbero creare molte polemiche in altre latitudini ma in Brasile fa parte della normalità, un paese in cui, trattandosi di politica, sembra che nessuno si prenda sul serio.
Uno dei casi più emblematici è quello dell'ex presidente Lula  che si ribattezzò con il suo soprannome d'infanzia, rinnegando il nome completo, Luiz Inácio Lula da Silva. 
I Brasiliani votandolo gli hanno dato ragione e l'hanno reso una persona mondialmente riconosciuta.
In Italia simili iniziative sarebbero deplorate e non permesse ma conta maggiormente come ci si chiama o quello che si fa e le promesse mantenute?
(IB)


Il metropolita di Salvador de Bahia ricostruisce l'albero genealogico e scopre le origini veronesi della famiglia.
Geraldo Majella Agnelo è stato presidente della Conferenza episcopale brasiliana: a settembre verrà a celebrare la messa nella «sua» frazione

Il cardinale Geraldo Majella Agnelo, già presidente della Conferenza episcopale brasiliana, è originario di Gazzolo d'Arcole. Ha cercato le sue origini italiane per tutta la vita e, grazie all'aiuto di don Antonio Marangoni, direttore degli archivi della Diocesi di Vicenza - che è riuscito a ricostruire il suo albero genealogico - ha potuto conoscere e visitare da dove proviene la sua famiglia.
Cioè dalla parrocchia di Gazzolo, da dove suo nonno allora bambino, partì con il padre alla volta del Brasile. «Il bisnonno Celestino Spagnolo, con il nonno Silvio Spagnolo, nel 1891 lasciarono la comunità di Gazzolo ed emigrarono in Brasile», racconta don Marangoni, «da Silvio, nacque Silvia Spagnolo, la madre del cardinale. Egli sapeva che le sue origini erano italiane ed esattamente della provincia veronese, ma non conosceva il paese di provenienza dei nonni».
«Così ha incaricato la diocesi di Verona di rintracciare da dove provenisse la sua famiglia, ma questa non è riuscita a venirne a capo, finché è stato trovato un aggancio con Arcole», racconta il direttore degli archivi diocesani, «così la diocesi veronese ha cercato negli archivi della parrocchia di Arcole, senza trovare nulla. A questo punto ha scritto alla nostra diocesi».
«Sapendo che Gazzolo venne eretta a parrocchia nel corso dell'Ottocento e che prima dipendeva da Arcole e dunque i fedeli venivano battezzati ad Arcole e che il comune di Arcole è diviso in tre parrocchie (Arcole, Volpino e Gazzolo), in due giorni siamo riusciti a risalire da dove partirono i suoi progenitori», continua don Marangoni.
«La famiglia Spagnolo risulta presente a Gazzolo fin dal '500 e il bisnonno del cardinale, Celestino, abitava in via Marezzane», rivela l'archivista della diocesi. «Così abbiamo potuto trasmettere la notizia certa delle origini al cardinale, che è venuto in visita privata in Italia e ha voluto visitare per mezza giornata le parrocchie di Arcole e Gazzolo, il cimitero di Gazzolo e la casa del bisnonno e del nonno».
Geraldo Majella Agnelo è nato il 19 ottobre 1933 a San Paolo del Brasile, dove ha studiato ed è diventato sacerdote. Papa Paolo VI lo volle far studiare a Roma dove si è laureato e lo nominò vescovo di Lodrina, nella regione del Paranà. Papa Giovanni Paolo II lo ha chiamato nuovamente a Roma, dove è rimasto per dieci anni fino al 1999, come segretario della pontificia commissione per la liturgia. Sempre Karol Woitjla lo fece cardinale nel 2001, quando Majella Agnelo è diventato vescovo di Salvador de Bahia e poi presidente dei vescovi brasiliani.
La Conferenza episcopale brasiliana è una delle più grandi in assoluto e il cardinale Majella Agnelo l'ha retta fino al 2007. «È una delle personalità della Chiesa più eminenti e fu tra i papabili alla morte di Woitjla», fa sapere don Marangoni. «Adesso, con tutti i documenti in mano, ha chiesto di ottenere la cittadinanza italiana e ha espresso il desiderio di incontrare pubblicamente le comunità di Gazzolo ed Arcole».
Il cardinale Majella Agnelo celebrerà la sua prima messa nella chiesa parrocchiale di Gazzolo, il prossimo 12 settembre, in occasione della sagra paesana. «Sarà un'occasione di festa per tutta la comunità cristiana arcolese, non solo di Gazzolo», conclude don Marangoni, «e questo incontro servirà a far riflettere la gente di qui sul problema degli immigrati oggi, dato che il cardinale è un figlio dell'emigrazione di Gazzolo».
Avuta la comunicazione dalla diocesi, il sindaco ed onorevole, Giovanna Negro, anche lei di Gazzolo, ha incaricato l'assessore Alessandro Ceretta di occuparsi dei preparativi per accogliere il cardinale. «Organizzeremo una festa di benvenuto alla quale invitiamo fin da ora a partecipare tutta la popolazione, non solo di Gazzolo, ma anche di Arcole», annuncia il primo cittadino.

(Zeno Martini)
fonte:larena.it
Appello del cardinale Majella Agnelo per una riforma morale in Brasile


Le preoccupazione per un Brasile che vive il paradosso di uno sviluppo economico senza precedenti che non riesce a ridistribuire i benefici in tutte le fasce della popolazione e la necessità di una riforma morale della classe dirigente del Paese, sono espresse nella lucida analisi contenuta nell’articolo inviato alla Zenit dal cardinale Geraldo Majella Agnelo, arcivescovo di San Salvador di Bahia. Il porporato prende atto che “in questi ultimi anni, si sono accese nuove speranze sul fatto che il futuro fosse più vicino”. “La scoperta di nuovi giacimenti petroliferi lungo le coste del Paese, la prospettiva di realizzare le Olimpiadi a Rio de Janeiro, la simpatia internazionale per il Brasile, tra le altre cose, simboleggiano questo avvicinamento al futuro”, ha spiega nel articolo il cardinale, invitando subito dopo a guardare alla “dura realtà” che, tuttavia, “sembra interrompere questo sogno tanto accarezzato”. L’arcivescovo di San Salvador di Bahia denuncia le problematiche del crimine organizzato, della violenza, del sistema di istruzione pubblica che “non è capace di dare agli adolescenti poveri la speranza di una vita degna e dell'accesso al mercato del lavoro, lasciandoli allo stadio di una semianalfabetizzazione”. Questi problemi, ricorda il Cardinal Agnelo, “sarebbero sfide facilmente superabili se la classe dirigente avesse una coscienza all'altezza della situazione”. I parametri che orientano la condotta di coloro che hanno le maggiori responsabilità sociali sembrano, invece, essere solo “il denaro, la lussuria e il potere”. Si nota dunque “un grave sfasamento tra le sfide e la maturità della coscienza degli uomini e delle donne che devono affrontarle. Emerge un deficit di responsabilità, l'incapacità di rispondere alla Nazione”. Secondo il porporato, si tratta di un contesto che “costringe il Brasile a rimandare al futuro la realizzazione del sogno di uno sviluppo integrale, sostenibile, capace di includere le fasce povere della popolazione nella vita degna attraverso il lavoro”. Per questo, “è necessaria una riforma morale che interessi ogni persona, a tutti i livelli di responsabilità sociale”. Per questo, “le devozioni moderne devono essere messe da parte, perché ciascuno possa ritrovare la fonte del bene, la sorgente della dignità, l'origine dell'ideale in Gesù Cristo e nel suo Vangelo”. La “vera responsabilità”, sostiene infine il Cardinale, “inizia quando la persona, riconoscendo questa fonte di dignità e di pace, di giustizia e di bene, dice: Tu. Tu, Signore. Io Ti rispondo. Con le mie azioni, con i miei piani e i miei progetti, io Ti rispondo”. (M.G.)

fonte:radiovaticana.org

Condivido in pieno l'appello dell'arcivescovo, soprattutto per quanto riguarda Slavador e lo stado di Bahia, dove uno sviluppo non omogeneo e controllato, unito ad un carente sistema educazionale non potranno mai portare ad uno sviluppo adeguato e degno di un paese in via di sviluppo come il Brasile che presto diventerà una potenza mondiale a livello economico.


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