Salvador (Bahia)
Salvador è una città del Brasile, capitale dello Stato di Bahia, parte della mesoregione Metropolitana de Salvador e della microregione di Salvador è la terza città più popolosa del Brasile, dopo San Paolo e Rio de Janeiro, e la maggiore della regione del Nord-Est.
Rio de Janeiro (RJ)
Rio de Janeiro è una città del Brasile, capitale dell'omonimo stato confederato. Rio è la seconda città del Brasile dopo San Paolo e fu la capitale della nazione dal 1763 fino al 1960, dopo Salvador da Bahia e prima di Brasilia. La città è famosa per le sue attrattive turistiche e contiene anche la più grande foresta all'interno di un'area urbana, la floresta da Tijuca
São Paulo (SP)
San Paolo è situata alcuni chilometri a sud della linea immaginaria del Tropico del Capricorno dista 1 030 km dalla capitale federale Brasília ed è la più vasta e popolosa città dell'Emisfero australe.Gli abitanti di San Paolo sono chiamati paulistanos, mentre paulista è il termine per tutti gli abitanti dello Stato di San Paolo. Un soprannome famoso della città è "Sampa".
100 Spiagge Brasiliane
Il Brasile possiede migliaia di chilometri di costa e spiagge tra le più diverse da nord a sud del paese che sicuramente non vi deluderanno. Dalle famiglie, agli sportivi agli amanti della natura ognuno troverà la "sua spiaggia".
Rispettate le previsioni il tecnico Mano Menezes ha convocato i giovanissimi Neymar (Santos) e Lucas (SPFC) confermando una difesa molto esperta (forse anche troppo in quanto credo che solo Thiago Silva potrà degnamente partecipare ai mondiali del 2014) e un centrocampo leggermente sbilanciato in avanti fatto di esperienza e gioventù (non mi convince molto la convocazione di Lucas Leiva, ma fortunatamente per la selezione verdeoro non sono io il tecnico!).
In attacco c'è solo un intruso che con gli altri tre non ha nulla in comune...lascio a voi scoprire di chi si tratta....
Buona Copa America a tutti gli appassionati di calcio e, se mi permettete dico:"Forza Brasile".
Ci sono anche realtà aziendali emiliano-romagnole nel gruppo di imprese impegnate fino a venerdì prossimo nella missione imprenditoriale multisettoriale in Brasile e Perù. L'iniziativa, promossa da Unioncamere italiana con l'organizzazione tecnica di Promofirenze e la collaborazione di Unioncamere Emilia-Romagna, prevede tappe a San Paolo e Lima dove sono in programma incontri con operatori locali sulla base di un'agenda prefissata.
conclusioni sono giunti economisti sudamericani interpellati dalla FGV (Fondazione Getulio Vargas) per il Sondaggio Economico dell’America Latina, realizzato sotto il coordinamento dell’istituto tedesco Ifo, dell’Università di Monaco.
Tra i Paesi BRIC, il Brasile ha anche il miglior “clima economico”. In questo gruppo, solo la Russia non è riuscita ancora a crescere in maniera consistente.
Secondo i dati della FGV, l’Indice del Clima Economico, che sintetizza gli indicatori della situazione economica attuale e delle aspettative future, è passato dal 7,4% a ottobre al 7,8% a gennaio. In media, quello dell’America Latina è passato dal 5,2% al 5,6%.
Secondo Aloisio Campelo, economista della FGV, il Brasile è uscito per primo dalla crisi, sostenuto dal consumo interno. Tra le grandi economie del mondo, il Paese ha il più alto indice di “clima economico”, come era già successo lo scorso ottobre. “Il Brasile, uscendo rapidamente dalla crisi e mantenendosi solido, dimostra di possedere lo slancio per crescere a livelli elevati per molti anni”, ha detto Campelo.
Nel caso del Brasile, è migliorata la percezione sulla situazione attuale dell’economia, il cui indice è salito da 6,4% al 7,7% tra ottobre e gennaio, anche se le prospettive per il futuro hanno subito una ritrazione, facendo passare l’indice dall’8,4% al 7,4%. “Questo avviene perché il paese sta meglio, già sta crescendo in maniera accelerata”, pondera Campelo.
Sempre secondo il sondaggio, sono in buona posizione anche il Perù, l’Uruguay, il Cile e, più recentemente, l’Argentina, che ha cominciato a recuperare da gennaio scorso. Tutti, secondo l’economista della FGV, stanno traendo vantaggio dal miglioramento dei prezzi delle commodities. Però, Colombia, Bolivia, Paraguay e Messico non sono ancora usciti del tutto dal pantano, secondo la valutazione degli economisti di questi stessi paesi.
In Messico, la grande dipendenza dall’economia ancora sonnolenta degli Stati Uniti, è un problema serio. In America Latina, solo il Venezuela convive con la recessione, aggravata dal razionamento e dalla difficoltà del paese nell’attrarre investimenti privati a causa dell’instabilità istituzionale, afferma Campelo.
Nella percezione degli specialisti locali, appena il 7,4%, su un totale di 94 paesi analizzati, si trova ancora in “contrazione economica”. Secondo i dati della ricerca, solo l’Asia e il Medio Oriente stanno meglio dell’America Latina: tra i paesi asiatici, il 73,3% ha già azzerato le perdite generate dalla crisi e sta crescendo – alcuni, sottolinea Campelo, non sono stati neppure sfiorati dalla turbolenza, come la Cina. In Medio Oriente, il 66,7% dei paesi si trovano in questa situazione, mentre nell’America Latina sono il 41,2%.
Nella situazione opposta è vista invece l’Europa, con appena il 10,5% dei paesi ritornato a crescere.








