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Questa volta non parliamo di stadi ma è doveroso registrare un nuovo, preoccupante ritardo nei cantieri mondiali in Brasile. 

A far parlare di sé questa volta è Belo Horizonte. Se lo stadio non sembra presentare problemi né ritardi il nuovo terminal dell'aeroporto internazionale 'Tancredo Neves' della capitale di Minas Gerais, ufficialmente non sarà pronto per l'inizio della Coppa del Mondo. 

Quella che sembrava una notizia priva di fondamento è stata confermata dalla presidente brasiliana Dilma Rousseff, che ha firmato la concessione dello scalo aereo per i prossimi 30 anni a un consorzio formato da Flughafen Munchen, Flughafen Zürich AG e Empresa Brasileira de Infraestrutura Aeroportuaria (Infraero).
Sfortunatamente anche in questo caso nessuno sembra essere responsabile per questo ritardo che causerà qualche disagio ai "turisti mondiali" e sicuramente non contribuisce a migliorare l'immagine che il Brasile sta dando di sé nell'organizzazione di un grande evento sportivo a carattere planetario.
®© Italiano Brasileiro
(foto Thiago de Araújo)
Allianz Parque, Allianz Center o Allianz 360º. 
Uno di questi tre sarà il nuovo nome dello stadio del pameiras a partire dal primo trimestre del 2014 quando il lavori saranno ultimati.
La definizione del nome dello stadio sarà affidata ai tifosi che hanno tempo fino al 20 maggio per indicare quale opzione è di maggior gradimento.La decisione della compagnia assicuratrice tedesca sarà comunicata agli inizi di giugno di quest'anno.
Le tre alternative tra cui dovranno scegliere i tifosi sono state presentate da Edward Lang, Presidente dell'Allianz Seguros in America Latina, durante una cerimonia che si è tenuta nello Shopping JK Iguatemi, a São Paulo, questa mattina (29). 
In Brasile la sponsorizzazione attraverso il nome dello stadio è una novità ma visto il successo in altre parti del mondo il Presidente del colosso delle assicurazioni ha evidenziato come fine ultimo sia quello di associare il nome Allianz ad una delle più grandi passioni brasiliane.
La 
novità è la partecipazione della "Torciada Verde" alla votazione che potrà essere seguita in ogni momento sulla pagina Facebook di Allianz e sul sito del nuovo stadio.
Il presidente del Palmeiras, Paulo Nobre, ha dichiarato che il club non ha avuto nessuna influenza sulla scelta dei nomi, compito che è stato affidato ad una impresa specializzata in questo tipo di settore specifico
Lo stadio, secondo quanto annunciato da Walter Torre Jr., presidente del consiglio d'amministrazione della costruttrice WTorre, sarà consegnato nel primo trimestre del 2014. 
Non sono stati fatti riferimenti a cifre ufficiali ma voci di corridoio sostengono che l'assicuratrice Allianz pagherà 300 milioni di reais per un accordo della durata di 20 anni, prolungabili per altri 10, chiudendo così a 30 gli anni in cui la WTorre amministrerà lo stadio prima di restituire il controllo dello stadio al Palmeiras.
Come tutti i più moderni stadi anche la casa del Palestra Italia dovrà funzionare tutti i giorni dell'anno con eventi speciali e strutture non legate esclusivamente all'attività sportiva della compagine calcistica.
Dall'inizio dei lavori di preparazione ai mondiali di calcio e alle olimpiadi, rispettivamente nel 2014 e 2016 nella capitale carioca 8.000 cittadini hanno già perso la casa e probabilmente questo numero salirà prima del 2016 a 30.000.
Perchè tutto questo sta accadendo? Semplice per far posto alle strutture necessarie per ospitare i due eventi sportivi.
“ We Are the Legacy: the Story of Elisângela" è il primo di una serie di documentari prodotti dall'organizzazione per i diritti umani Witness, in collaborazione con il Comitato Olimpico e dei Mondiali di Rio 2014, che ha lo scopo di raccontare le storie dei cittadini colpiti dagli sgomberi forzati, direttamente o indirettamente collegati ai Mondiali di calcio e alle Olimpiadi. Priscila Neri di Witness sostiene che l'obiettivo è quello di presentare una alternativa alla versione ufficiale secondo cui ogni esproprio o sgombero sono stati e saranno fatti a norma di legge e attraverso un continuo dialogo e accordo con i membri della comunità.
Emblematico il caso di Elisângela: lei non era in casa quando le autorità, senza preavviso, sono arrivate con i mezzi demolitori sulla collina Pavão-Pavãozinho a Rio de Janeiro. Alla figlia diciassettenne che ha aperto la porta è stato detto che erano venuti a demolire la casa. In evidente agitazione, la ragazza ha immediatamente chiamato la madre: «Ci sono tanti uomini qui davanti, dicono che stanno per buttare giù tutto!».
Elisângela è tornata a casa di corsa, ha cercato di conversare con i funzionari, chiedendo un po' di tempo per trovare un'altra sistemazione, ma senza esito positivo alcuno. In poche ore, della loro abitazione rimanevano solo detriti. 
Il fatto risale ai primi mesi del 2011. Ad oggi, Elisângela non ha ricevuto alcun risarcimento e ancora meno una nuova casa. 
La figlia è andata a vivere con la nonna, mentre Elisângela è ancora alla ricerca di un posto dove abitare.
Lo sgombero forzato in questo caso è stato giustificato con la scusa che la casa era in una zona a rischio di Pavão-Pavãozinho, ma nella realtà dei fatti solo una parte delle case è stata distrutta e, a detta del Comitato locale, i detriti non sono ancora stati rimossi. 
La collina si trova tra due dei quartieri più prestigiosi della capitale: Ipanema e Copacabana. 
Stando al dossier pubblicato dal Comitato, la città ha intenzione di utilizzare i rischi geotecnici o strutturali come motivazione ufficiale per procedere allo sfratto di più di 300 famiglie della comunità Pavão-Pavãozinho: «Finora non è stata presentato alcuna relazione tecnica che fornisca la prova di questi rischi né è stata discussa con la comunità la possibilità di effettuare interventi infrastrutturali che garantiscano la sicurezza dei residenti». 
Alcuni ingegneri responsabili per i lavori hanno evidenziato che effettuando lavori di costruzione per contenere o rafforzare la pendenza, eliminando così il rischio di slittamento, costerebbe meno che trasferire gli abitanti "espropriati". 
Altro è il caso di Francisca de Pinho Melo che descrive il tentativo disperato di fermare la demolizione: «Ho visto il bulldozer sfondare il cancello. Ho provato a bloccargli la strada, ma uno degli uomini mi ha fermata. Rimanevo aggrappata alla catena, sperando che si fermassero e venissero a parlare con me e con gli altri residenti. Ma mia sorella e mia figlia urlavano, scongiurandomi di uscire. Sono andata a casa, ho afferrato una borsa con i documenti e sono corsa da mio fratello. Ero sotto shock, non riuscivo a smettere di piangere. Ma perché? Perché' distruggono le case di così tanta gente bisognosa?». 
Queste azioni risalgono al 2010, e fanno parte di un progetto per l'istallazione della Transoeste, una corsia preferenziale veloce per gli autobus. 
I residenti che sono stati risarciti raccontano di aver ricevuto compensi simbolici di scarso valore, mentre ai commercianti che hanno perso l'attività, nonostante il decreto ministeriale del 2011 N.20.454 stabilisca che, nel caso di perdita di un esercizio commerciale, "ne dovrebbe essere offerto uno nuovo, o un rimborso per l'acquisto di un'altra struttura soggetta agli stessi criteri di quelli stabiliti per edifici residenziali, come da progetti SMH" non è ancora stato rimborsato nulla.   
Francisca, che ha perso l'atelier di falegnameria in cui lavorava assieme al marito, alla figlia e ad altri due parenti afferma: «Lavoravo in negozio da sei o sette anni. Guadagnavamo discretamente, abbastanza per tirare avanti. Dopo l'accaduto, siamo rimasti tre mesi senza guadagnare quasi nulla, solo il necessario per sopravvivere. Poi abbiamo dovuto iniziare a pagare l'affitto. Il problema più grosso sono i bambini, fa male vedere un bambino che chiede l'elemosina. Degli amici, i parenti e i vicini ci hanno regalato una porta, un bancone, e ora mi guadagno da vivere vendendo da mangiare, snack e bibite. Lavoro 18 ore al giorno». 
Francisca non desiste e continua la sua lotta per ottenere un rimborso equo per l'attività perduta. Per la casa ha dovuto "accontentarsi" di una somma simbolica pari a poco più di 1300 euro che le ha offerto il governo: «Ho perso tutto, la casa, il lavoro, la fonte di reddito della mia famiglia. È andata peggio per chi viveva e lavorava nello stesso posto e non ha ricevuto il rimborso».

La metropoli brasiliana sta prendendo la rincorsa.In attesa di Mondiali e prossime Olimpiadi, Rio punta su natura ed enogastronomia.Intervista a Flavio Dino, Presidente di Embratur.


Recentemente inserita nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità Unesco come Paesaggio Culturale Urbano, Rio de Janeiro sta vivendo un periodo di “seconda giovinezza”. In arrivo Mondiali nel 2014 e Olimpiadi nel 2016. Diamo uno sguardo su questa metropoli che sta cambiando insieme a Flavio Dino, Presidente di Embratur (www.braziltour.com)

Secondo Lei, che incidenza può rivestire sulla città il recente riconoscimento dell'Unesco?
É innegabile che stiamo vivendo un periodo florido a livello turistico in Brasile, in particolare a Rio de Janeiro. La città sarà una delle sedi del Mondiale 2014, fungerà da anfitrione delle Olimpiadi del 2016 e ha appena organizzato e ospitato la conferenza Onu Rio+20. Il riconoscimento come Patrimonio Mondiale dell'Umanità dell'Unesco, per la categoria "Paesaggio Culturale Urbano", è un premio meritato che riempie di orgoglio tutti noi brasiliani. La decisione dell’Unesco conferma Rio de Janeiro come città unica al mondo per la bellezza della sua natura e per la capacità del popolo brasiliano di convivere con i suoi spazi. Ci aspettiamo che sempre più persone si lascino affascinare da Rio.

Quali sono i principali cambiamenti che la città sta affrontando alla luce dei prossimi eventi sportivi (Coppa del Mondo 2014 e Olimpiadi 2016)?
La Coppa del Mondo del 2014 e i Giochi Olimpici e Paraolimpici di Rio del 2016 rappresentano un'opportunità unica per la promozione del turismo nel Paese, non solo per la città di Rio de Janeiro ma per tutto il Brasile. Inoltre, questi eventi si tramutano in un'occasione eccezionale di crescita e sviluppo, grazie al programma di lavori pubblici che avrà un impatto positivo non solo sulla rete di trasporti, telecomunicazioni e servizi, ma anche sulle strutture ricettive e, naturalmente, sugli impianti sportivi. In occasione della Coppa del Mondo sono previsti investimenti per un totale di 27,1 miliardi di reais (13,5 miliardi di dollari), che saranno destinati alla ristrutturazione e all'ampliamento delle infrastrutture nelle 12 città che ospiteranno le partite della Coppa del Mondo. 

I motivi per visitare Rio tutto l'anno, a prescindere dai periodi di maggiore attrazione come il Carnevale e l'estate.
Possiamo affermare che il Brasile sta vivendo un periodo florido nel campo turistico, specialmente a Rio de Janeiro, città cosmopolita, dalle mille sfaccettature e innumerevoli attrazioni, sia architettoniche che naturali. Una destinazione capace di trasmettere la sua magia e la vivacità dei suoi abitanti in ogni periodo dell'anno e di soddisfare le esigenze di ogni turista. Ospitalità, tradizioni e gioia di vivere fanno da cornice a un paesaggio incantevole, che conquista il cuore di chiunque visiti questa splendida città.
Rio de Janeiro è inserita al primo posto tra le mete brasiliane di chi viaggia per piacere, ma è anche un luogo perfetto per il turismo d’affari che, già oggi, colloca la città al secondo posto tra le destinazioni brasiliane preferite, preceduta soltanto da San Paolo.
Uno degli appuntamenti che ha avuto maggior richiamo a Rio de Janeiro nel 2012 è stata la Fashion Week.

È una città che Lei consiglierebbe per vivere? Perché?
Rio de Janeiro è una città che vive un'intensa espansione economica. Ciò la rende una meta molto appetibile anche dal punto di vista professionale. Inoltre, le opere inerenti alle infrastrutture e ai servizi, in corso di esecuzione per gli eventi sportivi, stanno creando migliaia di posti di lavoro e, di conseguenza, porteranno benefici, migliorando la qualità della vita generale. Rio de Janeiro è una città particolarmente attraente, nella quale è facile sentirsi a casa.

Ipanema, Copacabana e il Cristo Redentore: se dovesse descrivere la nuova città di Rio in tre parole e con attrazioni diverse da quelle citate, quali sceglierebbe?
Natura, sport, gastronomia. Rio de Janeiro ha appena ospitato il summit delle Nazioni Unite Rio+20, dedicato allo sviluppo sostenibile e all'economia verde. Un'ulteriore dimostrazione dell'attenzione che Rio e i suoi abitanti conferiscono alla natura, un vero e proprio patrimonio da proteggere per il benessere del pianeta. Lo sport, nelle sue accezioni più svariate, oltre alla naturale passione dei brasiliani per il calcio, è un fattore fondamentale da considerare a Rio de Janeiro proprio in virtù della varietà di scenari offerti dalla città. Infine, la gastronomia, per scoprire i sapori autentici del Brasile, grazie all'immensa varietà di cucine e tipologie di locali, per tutti i gusti e tutte le tasche.

I grandi eventi sportivi dei prossimi anni porteranno nella città un gran numero di visitatori: come si pensa di affrontare la spinosa questione del turismo sessuale?
Le autorità brasiliane stanno lavorando sodo contro lo sfruttamento sessuale, implementando misure rigorose e lanciando campagne pubblicitarie con immagini e messaggi senza alcuna connotazione sessuale. Le campagne sono state realizzate con associazioni competenti che da sempre offrono il proprio contributo affinché il turismo non sia macchiato da crimini di tale gravità, e continuano ad essere motivo di orgoglio per un Paese stupendo come il Brasile.  
Il Ministero del Turismo ha lanciato un programma per combattere lo sfruttamento sessuale, integrandolo in un progetto più ampio sui diritti umani, in aree di rischio per bambini e adolescenti. 
fonte:http://viaggi.lastampa.it/articolo/rio-de-janeiro-brasile-olimpiadi-2016-e-mondiali-2014

Tutti allo stesso ritmo 


Questo sarà lo slogan del Mondiale di calcio di Brasile 2014, reso noto a Rio de Janeiro dalla Fifa, dal comitato organizzatore e dal ministro brasiliano dello Sport, Aldo Rabelo. 

Lo slogan è stato presentato in un video di 30 secondi che include tutte le peculiarità che formano l'immagine del Brasile nel mondo - dalla foresta amazzonica fino alla statua del Cristo Redentore, dalla capoeira al carnevale, insieme a scene degli idoli del calcio mondiale in azione. 
Tra questi compaiono, tra gli altri, l'asso argentino Lionel Messi, il massimo bomber dei Mondiali, l'ex attaccante brasiliano Ronaldo, e la nuova rivelazione del calcio brasiliano, Neymar, che aspira a disputare nel suo paese nel 2014 il suo primo Mondiale. 
"Lo slogan è il filo conduttore del Mondiale, non solo per il Brasile, bensi' per il mondo. Per questo motivo è stato importante lavorare insieme, Brasile e Fifa, per mescolare la cultura mondiale e la cultura brasiliana e dimostrare al mondo cosa è il Brasile, che cosa è il ritmo del Brasile", ha spiegato il segretario generale della Fifa, Jerome Valcke che ha spiegato come il tema scelto nello slogan non si riferisce solo al ritmo del calcio: "parla anche della musica, di come sono i brasiliani e della maniera in cui il Brasile darà il benvenuto al mondo". 
A sua volta, il ministro brasiliano dello Sport, Aldo Rebelo, ha affermato che lo slogan sottolinea che "il ritmo del Brasile, il ritmo della Coppa del Mondo, il ritmo del calcio, il ritmo dell'unità, il ritmo della diversità, il ritmo della fantasia, il ritmo di un paese che riceve a braccia aperte la celebrazione del calcio del mondo". 
"Il Brasile è il paese che ha partecipato a tutti questi Mondiali, è il paese che ha vinto il titolo cinque volte, è il paese che ha il massimo cannoniere della Coppa del Mondo ed è il paese che ha il giocatore più importante", ha aggiunto il ministro facendo riferimento rispettivamente a Ronaldo e a 'O Rei' Pelé. 
La frase tema che sarà impressa sui prodotti del Mondiale che saranno commercializzati dalla Fifa e dai suoi sponsor, è stata registrata in cinque lingue all'organismo dei brevetti dell'Unione Europea. 
Oltre allo spagnolo, la frase è stata registrata in inglese (All in one rhythm), in francese (Tous au meme rythme), in tedesco (Alle im gleichen Rythmus) e un portoghese (Juntos num só ritmo). 
L'italiano non è stato contemplato. 


 Fonte: Adnkronos/Dpa
Il cantiere dello stadio della finale dei mondiale aperto alle visite degli appassionati

Foto:(Bia+Alves/AE)

I lavori di ristrutturazione dovrebbero terminare a febbraio 2013 ma lo stadio Maracanã, nella zona nord di Rio de Janeiro, sarà aperto una volta al mese alle visite pubbliche guidate a partire da 14 aprile.
Ia accordo con il governo dello Stato di Rio de Janeiro le visite avranno durata di una ora (dalle 08h00 alle 13h00) e saranno aperte a gruppi di massimo 50 persone e sempre alla presenza degli ingegneri del cantiere.
Lo stadio ospiterà la finale della Coppa del Mondo 2014 e il valore della ristrutturazione è valutato in 860 milioni di reais.
Secondo il governo statale il 39% dei lavori è stato ultimato e attualmente gli operai stanno lavorando alla costruzione della struttura della tribuna inferiore dell'impianto.
Per motivi di sicurezza è vietata la visita con bermuda, gonne, sandali, ciabatte, scarpe da tennis e scarpe con tacchi alti.
Per prenotare la visita potete entrare in contatto attraverso il sito visitaguiada@maracanario2014.com.br
Nuove critiche n.1 Fifa al comitato organizzatore in Brasile.


Continua la tensione Brasile- Fifa sull'organizzazione dei Mondiali 2014.
Il n.1 della Federazione internazionale Joseph Blatter torna a criticare la lentezza dei preparativi chiedendo "più fatti e meno parole". 
Il ministro per la Pianificazione Miriam Belchior replica dicendo di preferire il metodo di lavoro del Cio. Vanno a rilento i lavori negli stadi come il nuovo Maracaná di Rio e l'Arena Pernambuco di Recife: i due impianti non dovrebbero ospitare la Confederations Cup 2013.

fonte:http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/calcio/2012/03/31/visualizza_new.html_159638770.html
L'Italia in un girone abbordabile


È andata bene, poteva andare decisamente peggio.
L'Italia di Prandelli si giocherà l'accesso alla fase finale dei Mondiali brasiliani del 2014 in un girone eliminatorio del quale faranno parte Danimarca, Repubblica Ceca, Bulgaria, Armenia e Malta.
Sono queste le squadre estratte ieri dall'urna di Rio De Janeiro in occasione dei sorteggi per definire le partite di avvicinamento all'evento che ogni quattro anni mette a dura prova le coronarie degli appassionati di calcio di tutto il mondo.

L'Italia era tra le nove teste di serie europee.
Vale a dire, le solite note più alcune, diciamo così, "sorprese" (Croazia, Norvegia e Grecia), che poi tanto sorprese non erano perché se sono finite nell'urna numero 1, quella delle big, avevano il pedigree necessario per meritare il privilegio (ranking Fifa).
All'appello delle migliori, mancavano però Francia, Russia e Svezia. Colpa di una serie di risultati non favorevoli che ne hanno ridimensionato, almeno sulla carta, possibilità e ambizioni.

E proprio Francia, Russia e Svezia, le mine vaganti dell'urna numero 2, potevano finire nel girone degli azzurri.
Per carità, si tratta pur sempre di gironi eliminatori continentali che premiano le prime classificate e le quattro migliori seconde.
Epperò, la tradizione insegna che l'anno storto può capitare a tutti e rimanere a casa mentre gli altri si giocano il Mondiale non è così impossibile, nemmeno per le cosidette "grandi".
L'esempio della Francia è illuminante.
Nel 1990 e nel 1994 non riuscì a superare le qualificazioni e guardò i Mondiali in tv.
A Parigi e dintorni si arrabbiarono così tanto che i giocatori quattro anni più tardi, nel 1998, non poterono fare a meno di vincere addirittura la Coppa.

Si diceva, Italia fortunata perché poteva andare peggio.
In effetti, difficile pensare che Danimarca, Repubblica Ceca, Bulgaria, Armenia e Malta possano rappresentare un ostacolo troppo importante per la Nazionale dei vari Buffon, Giuseppe Rossi, De Rossi, Chiellini e via dicendo.
Tuttavia, basta scorrere il roster delle squadre in questione per capire che non sarà proprio una passeggiata.

Prendiamo la Danimarca, ad esempio.
In difesa può contare sul talento dell'ex rosanero Simon Kjaer, che non sarà un asso, ma se fa gola ad alcuni dei più importanti club in Europa, un motivo ci sarà. A centrocampo, a parte il veterano Christian Poulsen (ex Juve, ora al Liverpool), i danesi daranno sicuramente spazio al giovanissimo (19 anni) Christian Eriksen, gioiellino dell'Ajax.
In attacco, due nomi su tutti, Nicklas Bendtner dell'Arsenal e Nicolai Jorgensen del Bayer Leverkusen. Entrambi poco più che ventenni, ma già capaci di fare male. La Danimarca non è il Brasile, intendiamoci, ma è il caso di non darsi alla pazza gioia prima della fine della gara.

Cech, Kadlec, Hubschman, Necid, Fenin, Baros e il 22enne laziale Kozak. Questi gli uomini forti della Repubblica Ceca, attualmente seconda nel gruppo 1 di qualificazione agli Europei del 2012 dietro alla Spagna.
Per certi versi, considerando le forze in campo, si può dire che la squadra allenata dall'ex leggenda dello Sparta Praga, Michal Bilek, nasconda più insidie della Danimarca. È solida e compatta, ha un portiere tra i migliori al mondo (Cech) e un centrocampo da prima pagina. Va tenuta d'occhio, potrebbe essere la vera insidia per l'Italia nelle partite che valgono il Mondiale.

Per la Bulgaria, parlano i numeri. Gli ultimi, quelli che si riferiscono alle qualificazioni per il prossimo Europeo, dicono che non va troppo bene. In cinque gare disputate, soltanto una vittoria, con due pareggi e due sconfitte.
Non ci saranno in Polonia per la fase finale, superati anche dal Montenegro, che non dà l'idea di essere una big, Vucinic a parte.
L'unica stella della squadra, se di stelle si può parlare, è una vecchia conoscenza del calcio italiano, Valeri Bojinov, eterna promessa non ancora mantenuta. Il resto, è poca roba.

Sull'Armenia e su Malta non è il caso di infierire.
Se l'Italia non raccoglie 12 punti dalle 4 partite previste con loro, beh, sarà il caso di preoccuparsi seriamente. Va bene che una partita storta può capitare, ma qui si dovrebbe proprio schierare la squadra delle riserve per fare guai. Calcio d'inizio delle qualificazioni previsto per il 7 settembre del 2012. L'Italia si desti, il Mondiale chiama.

fonte:ilsole24ore.com
In Brasile per affari Mondiali

«Nel 2010 gli investimenti in Brasile sono cresciuti dell'80%».

Ad affermarlo è Pietro Celi, Direttore Generale del Ministero dello Sviluppo Economico, nel corso della presentazione del progetto dell'Istituto nazionale per il Commercio con l'Estero (ICE), Italy for Sport, avviato nell'autunno 2007. Il piano coinvolge circa 270 imprenditori ed è finalizzato a stimolare la partecipazione delle aziende italiane alle grandi opere infrastrutturali, legate a eventi sportivi di alto livello. Celi, dopo aver affermato che quella brasiliana è «una delle economie più solide dal punto di vista macroeconomico», ha puntualizzato come «i Mondiali del 2014 e le Olimpiadi del 2016 in Brasile rappresentano una grande opportunità per le imprese italiane». Nel complesso, per i Mondiali di calcio, l'impegno finanziario è stimato intorno ai 20 miliardi di euro, mentre per le Olimpiadi del 2016 di Rio de Janeiro sono stati stanziati 13 miliardi di euro. Anche il Presidente dell'Ice, Umberto Vattani, ha sottolineato l'interesse crescente delle nostre imprese per il Brasile. In quella realtà, infatti, «le esportazioni italiane sono tornate a crescere a ritmi sostenuti: circa il 50% in più nei primi mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009». Sulla stessa falsariga di Vattani si è espresso il vicepresidente di Confindustria, Cesare Trevisani, che ha evidenziato come «in Brasile i maggiori investimenti devono essere compiuti nei settori delle infrastrutture e delle costruzioni».

fonte:www.iltempo.it
Lo stadio di Rio ospiterà la finale dei Mondiali 2014


Un Maracanà finalmente modernizzato e attuale, in grado di accogliere la finale dei Mondiali del 2014: è stato presentato a Rio.
La capacità del nuovo stadio carioca scendera' a 76 mila spettatori, dagli 86 mila attuali e dai 100 mila della finale dei Mondiali 1950.

Sarà mantenuta la forma a coppa allungata, ma l'impianto sarà tutto coperto. Il progetto richiederà investimenti per 320 milioni di euro. I lavori, iniziati a fine agosto, dovranno essere ultimati entro dicembre 2012.

fonte:ansa.it

Video del progetto

Demolito il Fonte Nova di Salvador


In 19 secondi e con 700 chili di esplosivo domenica scorsa lo stadio Fonte Nova è stato demolito. Il famoso impianto sportivo a San Salvador di Bahia, è stato protagonista non solo di rilevanti eventi sportivi come il titolo di campione brasiliano del Bahia ma anche di una tragedia. Tre anni fa(26/11/2007), in occasione dell'ultima partita del campionato di serie C che sanciva la promozione in serie B del Bahia è crollata un'ala degli spalti, che ha provocato la morte di sette tifosi. In vista dei mondiali di calcio nel 2014 e delle Olimpiadi nel 2016 sarà ricostruito, al più presto, un nuovo stadio che verrà chiamato Arena Fonte Nova.


Implosione dello Stadio Fonte Nova



Progetto del Nuovo Stadio



Tragedia nel novembre 2007

Mondiali 2014:Brasile favorito


Si sono appena conclusi i mondiali in Sudafrica con la Spagna Campione del Mondo (complimenti agli amici spagnoli) che qui in Brasile dopo poco più di una settimana dall'eliminizione è tornato l'ottismismo che contraddistingue il popolo brasiliano; tutti parlano già del prossimo mondiale che si terrà nella patria del calcio "bailado" e vedono il Brasile favorito per raggiungere il sesto titolo mondiale.
Questo ottimismo deve aver influenzato anche i bookmakers tanto che per il prossimo Mondiale i padroni di casa, agguerritissimi dopo l'eliminazione agli ottavi di quest'anno, partono da favoriti e si giocano cinque volte la scommessa. La rivale principale dei verdeoro è l'Argentina, bancata a 6,00. Per la Spagna "solo" la terza piazza in tabellone, a 7 contro 1, seguita dalla Germania a 13,00, a pari merito con l'Olanda. Si sale a 15,00 per l'Inghilterra, l'Italia è nelle retrovie a 21,00.

Personalmente crdo che il Brasile abbia ottime possibilità di vincere in quanto la tradizione, i nuovi talenti emergenti e il fatto di essere Paese Organizzatore parlano in suo favore ma credo che la rivale più consistente potrà essere la Germania; per quanto riguarda l'Italia è difficile pronunciarsi in questo momento perchè la nostra nazionale ha bisogno di un sostanziale cambiamento ma comportarsi peggio che in Sudafrica sarà difficile .



La coppa del mondo è un evento speciale, qui in Brasile è l'evento dell'anno, momento in cui il popolo brasiliano è davvero unito sotto una unica immensa bandiera giallo-verde e non come accade nella nostra Italia in cui molta gente tifa contro la Nazionale (vero Radio Padania?)
La cosa che più mi ha impressionato, a parte la pessima partita della Nazionale Brasiliana, è che il paese letteralmente si è fermato alle 15h30 del 15 giugno 2010, non sto esagerando!

Credo che ottimisticamente solo il 10% del popolo brasiliano durante la partita abbia lavorato perchè le imprese hanno lasciato liberi i propri dipendendenti in un orario che variava tra le 13h00 e le 15h00, le banche hanno chiuso alle 14h00 e il 90% dei negozi non ha aperto il pomeriggio; il paradosso è che lo stesso sindaco di Rio de Janeiro ha invitato le imprese a chiudere per permettere a tutti di vedere la partita.
Il paese da nord a sud è colorato di giallo e verde, la vendita di magliette del Brasile è aumentat del 50% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e a questo si aggiunge la vendita dei gadget più strani rigorosamente con i colori nazionali.

Il popolo brasiliano, allegro e ottimista per natura già si vede Campione del Mondo per la sesta volta, nessuna scaramanzia come quelle che contraddistinguono il tifoso tipico del nostro paese, qui anche nella televisione (a proposito ci sono due canali aperti , Band e Globo, che trasmettono tutte le partite in chiaro senza disccriminare chi può e non può pagare un abbonamento per assistere all'evento calcistico piùimportante del pianeta) già sono proiettati alla finale che obiettivamente, dopo la partita di ieri è un pochino meno scontata.

La Coppa del Mondo è paragonabile agli antichi Giochi del passato in cui i governanti per nascondere i problemi della quotidianità offrivano una distrazione al popolo, lo stesso accade qui dove il calcio è l'unico argomento in questo mese, motivo di allegria e riscatto sociale per chi deve lottare tutti i giorni con le difficoltà.
Da spettatore poco neutrale non posso che osservare come l'atmosfera di festa stia avvolgendo il paese e immaginare quello che accadrà qui nel 2014 quando la Coppa del Mondo sbarcherà in questo bellissimo lato del mondo chiamato Brasile.
Il mio sogno, che forse resterà tale è una finale Italia-Brasile con la speranza che vinca il peggiore e vedendo la rosa delle due squadre lascio a voi scoprire chi sia....

Buona Coppa del Mondo ovunque voi siate!

Energia Elettrica per garantire le partite del Brasile



BRASÍLIA - Il ministro de Minas e Energia, Márcio Zimmermann, anunció oggi che il paese adotterá misure speciali per prevenire il black out energetico durante le partite del Brasile nella prossima Coppa del Mondo. Secondo il ministro esiste una forte oscillazione nella domanda di energia nel periodo in cui la popolazione sta guardando la partita.

Quando inizia la partita, é attesa una riduzione di 11,8 mil megawatts (MW) nel consumo, a fronte di un consumo abituale di 61 mil MW. Nell´ intervallo della partita si raggiunge la vetta di 4,8 mil MW di aumento di consumo. All´inizio del secondo tempo, esiste una nuova perdita di 3,8 mil MW. Alla fine della partita il consumo ritorna con un altro picco di 9,6 mil MW.

Le stime sono state fatte dal Operador Nacional do Sistema (ONS) per la partite tra Brasile e Corea de Nord, previsto alle 15h30 del 15 di giugno.
Convegno ICE promuove opportunità di business

I Mondiali di calcio in programma in Brasile nel 2014 rappresentano un'opportunità unica per le imprese italiane. Anche per la Fiat, che nel torneo in programma tra cinque anni avrà a disposizione un vero e proprio trampolino di lancio verso i mercati extraeuropei. E' quanto segnalato stamani nel corso di 'Italy for Sport', convegno organizzato dall'Istituto Nazionale per il Commercio Estero proprio in vista dei Mondiali del 2014. Giovanni Sacchi, direttore dell'ICE a San Paolo, ha aperto i lavori ritraendo il Brasile come un Paese prossimo ad uscire dalla crisi economica internazionale grazie ad un "mercato bancario solido", al buono stato di salute nel settore delle esportazioni (la Cina è il primo cliente), all'autosufficienza energetica e alla ripresa generale dell'economia interna dovuta ad un "importante afflusso di credito". La prospettiva dei Mondiali è considerata il "volano" dell'ascesa del Brasile, che in vista del torneo iridato del 2014 punta ad un profondo lifting in ogni settore, in particolar modo in quelli legati alle infrastrutture, al trasporto pubblico e agli stadi, che si ispireranno al modello polifunzionale dell'impianto londinese di Wembley. Sacchi - intervenuto in sostituzione del presidente dell'ICE Umberto Vattani, bloccato da un imprevisto - in tema di stadi ha indicato che le autorità locali intendono massimizzare gli introiti del botteghino, che al contrario di quanto accade nel calcio europeo rappresentano una voce fondamentale nel bilancio dei club e delle istituzioni sportive brasiliane. Gli impianti polifunzionali, in base alle previsioni illustrate stamani, dovrebbero portare indirettamente il mercato dei calciatori ad avere un'incidenza minore sullo stato delle finanze dei club: i Mondiali, dunque, dovrebbero rendere più onerosa la ricerca di nuovi talenti in Brasile. La Coppa del Mondo del2014, secondo Josè Roberto Bernasconi, presidente del sindacato brasiliano dell'Architettura e dell'Ingegneria, rappresenterà una chance importante anche per la Fiat. Bernasconi, ricordando la presenza della casa di Torino nello Stato di Minas Gerais, ha di fatto invitato la Fiat a puntare sui Mondiali brasiliani seguendo l'esempio di Hyundai e Samsung, che grazie alla sponsorizzazione della Coppa del Mondo di calcio disputata nel 2002 in Giappone e Corea del Sud a suo dire riuscirono a compiere un vero e proprio salto di qualità affermandosi tra i marchi diffusi a livello globale come Nike, Visa e Mastercard. Il presidente del Sinaenco ha inoltre sottolineato più volte la possibilità di business nel campo delle infrastrutture, indicando in particolar modo la necessità di costruire collegamenti stradali moderni con i Paesi settentrionali dell'America del Sud ed il bisogno di ampliare drasticamente numerosi snodi aeroportuali, ferroviari e marittimi. "Tutte le città brasiliane hanno problemi in questo senso", ha affermato Bernasconi, "anche San Paolo. Servono pesanti investimenti anche all'aeroporto di Brasilia, che potrebbe fungere da snodo per le altre destinazioni". Brasilia è una delle dodici città scelte dalla Fifa per le partite dei Mondiali. Le altre sedi di gara sono Rio de Janeiro, San Paolo, Curitiba, Porto Alegre, Cuiaba, Manaus, Fortaleza, Natal, Recife, Salvador e Belo Horizonte. Nel corso del convegno - che ha registrato anche la presenza di Coni Servizi Spa, Trevi Spa (Geotermia), Italfer (armamenti ferroviari), Impregilo, Unicredit, Intesa San Paolo, Gep Spa (carte con microchip), Tecnimont, Elsag Datamat (di Finmeccanica), La Metaltecnica (produce seggiolini da stadio), Mont Ele (settore ferrometrotranviario) - Bernasconi ha poi indicato la necessità di una linea ferroviaria ad alta velocità tra Rio e San Paolo, evidenziando tra le possibilità di business anche le cosiddette 'fan zone', le piazze di ritrovo allestite dalla Fifa che hanno trasformato in un affare, e non più in una minaccia all'ordine pubblico, i moltissimi tifosi rimasti senza biglietto. Il presidente del Sinaenco le ha definite "vere e proprie Disneyland", macchine da soldi dove tutto - dal merchandising al ristoro - rientra in una 'bolla' commerciale approvata dalla federcalcio internazionale. Per sottolineare la portata del possibile affare Bernasconi ha ricordato come in Germania i Mondiali fecero registrare 3,3 milioni di tifosi negli stadi contro i 18 milioni nelle 'fan zone'. In Brasile le proporzioni dell'affare-calcio dovrebbero crescere sensibilmente. L'audience televisiva globale nel 2014 sarà di circa 40 miliardi di persone contro i 27 di Germania 2006, Mondiale trasmesso in 240 Paesi. Le altre possibilità di business aperte alle imprese italiane riguardano inoltre le strutture alberghiere (carenti soprattutto nello Stato di Minas Gerais), il settore energetico (la rete brasiliana secondo Bernasconi è talvolta carente ed esposta al rischio di blackout) e l'ampio spettro delle opportunità relative alle concessioni pubbliche per il rinnovamento dei centri urbani. I Mondiali del 2014 dovrebbero attirare in Brasile circa 600mila turisti, generando un traffico aereo supplementare pari a 6.000 voli internazionali nel solo mese del torneo. "Bisognerà ampliare i terminal e le piste di diversi aeroporti", ha infine segnalato il presidente del Sinaenco.
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