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Una ricerca fatta dalla Assert (Associação das Empresas de Refeição e Alimentação Convênio para o Trabalhador), durante tutto il 2013 e resa pubblica nel 2014 ha analizzato il valore richiesto per un pranzo completo (piatto completo, bibita, dolce e caffè) nei ristoranti che accettano i buoni pasto.
A sorpresa ecco le città che sono risultate più care in tutto il Brasile.
I valori in Reais sono naturalmente frutto di una media.

1) Belo Horizonte (Minas Gerais): R$ 37,71
2) Rio de Janeiro (Rio de Janeiro): R$ 37,16
3) Brasília (Distrito Federal): R$ 36,44
4) Florianópolis (Santa Catarina): R$ 36,41
5) Cuiabá (Mato Grosso): R$ 36,29
6) Santos (São Paulo): R$ 35,89
7) Ribeirão Preto (São Paulo): R$ 35,80
8) Campinas (São Paulo): R$ 35,33
9) Macaé (Rio de Janeiro): R$ 34,98
10) Porto Alegre (Rio Grande do Sul): R$ 34,86

I dati completi potete trovarli nella nel sito della Assert Brasil

Una ricerca conferma ciò che tutti pensavano: il servizio internet in Brasile è tra i più cari del mondo.
Il dubbio è stato confermato grazie ad una ricerca fatta dalla "Fundação Getúlio Vargas" (FGV) che ha confrontato i prezzi del servizio internet banda larga in relazione al reddito pro capite in quindici paesi diversi.
Secondo questa classifica il Brasile occupa la seconda posizione, internet costa ai Brasiliani 5,01 ore di lavoro al mese per potersi garantire una connessione con velocità di 1 Mbps.
Considerando che molte persone scelgono una velocità superiore è sufficiente fare un rapido calcolo per sapere quanto internet pesa sull'economia domestica.
L'Argentina precede in questa particolare classifica il paese verdeoro con il primato non invidiabile di internet più cara del mondo con un costo di 5,15 ore di lavoro mensili per garantirsi l'accesso alla banda larga.
Secondo la FGV, il prezzo medio di connessione a 1 Mbps in Brasile è di US$ 25,06 (circa R$ 50 secondo il valor di cambio attuale), di cui oltre il 40% è costituito dalle tasse.
Un dato imbarazzante se paragonato alla percentuale di tasse imposte in Giappone che arriva a coprire il 5% del valore, anche così che spiega l'ultima posizione in questa classifica dei nipponici che, per garantirsi un servizio internet con le stesse caratteristiche, spendono appena l'equivalente a 0,015 ore di lavoro al mese.
(D.T.)
Informazioni ufficiali sugli stipendi dei lavoratori in Brasile
Negli ultimi mesi sempre più persone entrano in contatto per chiedere informazioni su questo paese sul costo di vita e soprattutto sugli stipendi in quanto stanno pensando di lasciare l'Italia per provare nuove esperienze e garantirsi un futuro migliore.
Prima di affrontare il tema mi preme sottolineare come trovare lavoro in alcuni stati del Brasile (nord e nordest) non sia impresa facile tanto che a coloro che mi chiedono informazioni sempre consiglio di pensare ad una attività in proprio, anche di piccole dimensioni e a gestione famigliare.
Tornando in tema è doveroso precisare che in Brasile per molte categorie di lavoratori esiste uno "stipendio minimo" (piso salarial) per il servizio offerto e garantito per legge. 
Il risultato di questo stipendio è frutto della  libera contrattazione tra i sindacati dei lavoratori e quelli dei datori di lavoro, che stabiliscono che il professionista assunto regolarmente deve possedere i requisiti minimi (titoli di studio) per svolgere la mansione e il datore di lavoro deve retribuire nei termini minimi stabiliti la prestazione di cui si beneficia. 
Un altro tipo di stipendio conosciuto è quello chiamato "salario minimo nazionale" stabilito per legge dal governo federale; nel 2012 il valore è di R$ 622,73. E' evidente come questo stipendio non sia assolutamente sufficiente a mantenersi dovendo affrontare altre spese durante il mese.
Altra variabile molto importante è la zona del Brasile in cui sceglierete di andare a vivere perché generalmente gli stipendi sono ben più alti nelle "regioni" sud e sudest del paese che offrono maggiori opportunità professionali e ricercano personale qualificato. Normalmente a stipendi più elevati corrisponde però anche un costo della vista più alto con rare eccezioni come per esempio Salvador (Bahia) che, paragonato a Belo Horizonte (Minas Gerais), gode di stipendi più bassi ma un costo di vita più alto.
La cosa che consiglio sempre è identificare le proprie necessità, stabilire il luogo in cui si desidera vivere e, solo in quel momento valutare le possibilità di lavoro e il costo di vita.
Ricordatevi che se ancora pensate al Brasile come un paese economico, estremamente arretrato e dove con pochi euro potete ricostruirvi una vita di lusso e benessere probabilmente rimarrete molto delusi e non riuscirete a raggiungere gli obiettivi che vi siete prefissati.
I dati degli stipendi (considerati al 2010) sono dell'Istituto Nazionale Datafolha in cui sono indicati il salario minimo (menor valor), il massimo (maior valor) e una media (média) per le varie professioni.
Eccovi alcuni esempi di stipendio medio:
- Cuoco R$ 1193 
- Meccanico R$ 1481
- Elettricista R$ 1792
- Sarta R$ 1073
- Architetto R$ 4135
- Avvocato R$ 5696
- Ingegnere Meccanico R$ 4615 
(IB)
Sorpasso Brasile, costo della vita più alto che negli Usa


Il costo della vita in Brasile, influenzato anche dalla valorizzazione del real rispetto al dollaro, è diventato più alto di quello negli Stati Uniti. Lo rende noto oggi la stampa brasiliana, prendendo spunto dal metodo costituito dalla Parità del potere di acquisto (Ppa), che mette in relazione il consumo da parte di brasiliani e statunitensi di identici prodotti. 
Secondo il quotidiano Estado de Sao Paulo, il risultato è che i brasiliani, i cui stipendi medi sono molto inferiori a quelli Usa, pagano prezzi simili pensando che il loro costo della vita sia più alto in termini relativi, mentre non lo è in termini assoluti. 
«Il tasso di cambio in Brasile - allerta Armando Castelar, specialista dell'Istituto brasiliano di economia - è completamente fuori dagli standard storici, con una valorizzazione gigantesca». 
Altro punto evidenziato dallo studio è che la crescita del Pil nominale brasiliano, arrivato a 2,5 miliardi di dollari nel 2011, va «relativizzata» in termini di potere di acquisto reale, perchè inferiore rispetto ad altri Paesi emergenti.

fonte:http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=177179&sez=HOME_NOSTRISOLDI
Il Brasile taglia il costo del denaro


L'economia mondiale rallenta e la Banca centrale brasiliana taglia di mezzo punto i tassi d'interesse, portandoli al 12 per cento, comunque sempre tra i più alti al mondo.
Una mossa non del tutto scontata, anche se già all'inizio della settimana erano arrivate avvisaglie di un'inversione di rotta, dopo i cinque rialzi consecutivi del costo del denaro da gennaio.
La frenata negli Stati Uniti e nell'Eurozona ha convinto il Brasile a spostare l'attenzione dalla lotta all'inflazione alla crescita e la Borsa ha subito festeggiato, seguita dai sindacati e dagli industriali, mentre il real perde quota sul dollaro.
Il Brasile diventa così il secondo Paese del G-20, dopo la Turchia, a tagliare i tassi per proteggere l'economia. In un meeting straordinario, il 4 agosto, la Banca centrale di Ankara aveva abbassato il costo del denaro al minimo record del 5,75 per cento.
E l'esempio potrebbe essere presto seguito dal Messico: anche qui l'economia (e inflazione) dovrebbe crescere meno del previsto quest'anno.
La decisione presa dal board della Banca centrale brasiliana nella notte tra mercoledì e ieri non è stata tuttavia unanime, due consiglieri su sette hanno votato contro, preoccupati dal costo della vita, ormai al 7,1%, ben oltre il tetto del 6,5% fissato per il 2011 e ai massimi da sei anni.
Nel suo comunicato, la Banca centrale ha sottolineato che il «sostanziale deterioramento» dell'economia globale potrebbe «durare a lungo» e potrebbe frenare il commercio e i flussi d'investimento nel Paese.
Una «correzione moderata» dei tassi, continua la nota, non impedirà di raggiungere il target d'inflazione del 4,5% l'anno prossimo.
Quello che i membri del board non scrivono nella nota, ma che devono aver considerato, è che la frenata dell'economia mondiale raffredderà le quotazioni delle commodities, uno dei principali fattori dietro la corsa dei prezzi nel Paese.
La discesa dei prezzi delle materie prime, se sarà consistente, sarà allora un freno all'inflazione molto più efficace di qualsiasi rialzo dei tassi d'interesse.
Inoltre, in una fase di potenziale riflusso degli scambi commerciali, di sicuro non aiuta avere un real pesante e dalla fine del 2008, la moneta brasiliana è stata quella che più si è apprezzata tra le divise dei Paesi emergenti.
Insomma, il Brasile si è reso conto in fretta che la priorità non è più quella di raffreddare l'economia, quanto piuttosto di preservarne la spinta, ora che i fattori inflattivi esogeni potrebbero esaurirsi.
Del resto, i segnali sul fronte interno sono chiari: il Pil del Brasile rallenterà quest'anno al 3,9%, dopo il 7,5% messo a segno nel 2010; la produzione industriale a luglio è scesa dello 0,3% e l'attività economica, misurata ogni mese dalla Banca centrale, si è contratta a giugno per la prima volta dal 2008.
Il taglio dei tassi sembra addirittura coordinato con il Governo, che ha appena corretto al rialzo l'obiettivo di avanzo primario dello Stato. In un'intervista rilasciata alla Reuters mercoledì, poche ore prima della decisione della Banca centrale, il ministro delle Finanze Guido Mantega aveva ribadito la volontà di arrestare la corsa del real, assicurando che l'inflazione è sotto controllo.
Il giorno prima, il presidente Dilma Rousseff aveva commentato in un'intervista alla radio le politiche di riduzione della spesa pubblica, affermando che questo «apre la strada alla discesa dei tassi», necessaria per dare sostegno alla crescita.
La Rousseff aveva subito puntualizzato che la Banca centrale decide in piena autonomia, ma il taglio è arrivato puntualissimo, come le critiche dell'opposizione a quelle che sembrano ingerenze sull'indipendenza della politica monetaria.
E ora in molti sono pronti a scommettere che sia cominciato un ciclo di ribassi del costo del denaro.

(Gianluca Di Donfrancesco)

fonte:www.ilsole24ore.com
Italia e Brasile, ministri alleati contro il turismo sessuale

 
I ministeri del turismo dell'Italia e del Brasile lavoreranno insieme per contrastare la piaga del turismo sessuale attraverso iniziative congiunte di comunicazione, prevenzione e controllo. Ne hanno discusso oggi a Milano il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e il suo omologo brasiliano Luiz Eduardo Pereira Barreto Filho. Al centro dei colloqui bilaterali anche il rafforzamento della cooperazione in campo turistico, a cominciare dal potenziamento dei collegamenti aerei diretti.

fonte:travelquotidiano.com

Due notizie che ci volevano, speriamo che alle parole seguano i fatti perchè da Italiano provo vergogna a vedere miei connazionali comportarsi nel modo in cui si comportano qui in Brasile, soprattutto nel nordest del paese.
Mi potrete dire che qui è più facile perchè c'è maggiore prostituzione ma se non ci fossero clienti queste ragazze, giovani e giovanissime, non potrebbero ricavare da questa attività la fonte del loro reddito.

Parlando di prezzi dei biglietti aerei della tratta Italia-Brasil A/R dico solo .... MAGARI!!!!
E mi limito a incrociare le dita!