Visualizzazione post con etichetta ministero. Mostra tutti i post
Il Brasile investe 35 milioni a sostegno delle traduzioni letterarie
In questi tempi di crisi non è facile imbattersi in notizie come queste.
Siamo infatti così abituati a sentir parlare di tagli alla cultura che la decisione del governo del Brasile è senza dubbio da sottolineare.
Il Brasile, infatti – una delle poche economie emergenti ai giorni nostri – ha annunciato l’intenzione di voler investire ben trentacinque milioni di dollari (circa ventisei milioni di euro) fino al 2020 per diffondere in tutto il mondo la propria letteratura.
L’annuncio è stato fatto dalla Fondazione Biblioteca Nazionale, che dipende al Ministero della Cultura, che ha anche spiegato che i fondi saranno destinati a traduzioni, studi esteri su autori brasiliani, riedizione di opere esaurite, sia in formato cartaceo che digitale. Inoltre, sosterrà economicamente i lavori degli editori internazionali interessati a interviste, conferenze e simili. Altro aspetto interessante di questo piano è quello di stimolare in maniera significativa segmenti quali la letteratura infantile e giovanile come anche i libri tecnici.
Noi della Graphe.it edizioni possiamo testimoniare in prima persona la squisita cortesia e competenza degli organi brasiliani preposti alla sovvenzione delle traduzioni: è grazie anche al loro supporto, infatti, che abbiamo potuto pubblicare due opere di Mario Quintana (Per vivere con poesia L’apprendista stregone).
Inoltre anche quando alcune nostre proposte non sono state accettate, i funzionari si sono sempre dimostrati corretti e disponibili a illustrarci dettagliatamente le motivazioni del rifiuto.In un periodo di vacche magre per la cultura, l’iniziativa brasiliana è altamente significativa. Investire nella cultura vuol dire investire nel futuro: il governo brasiliano l’ha capito.
Altri – il nostro compreso! – no.
Fonte:http://blog.graphe.it/2012/10/09/il-brasile-investe-35-milioni-sostegno-delle-traduzioni-letterarie

São Paulo: padre gay ottiene il sussidio maternità.
Sentenza storica in Brasile: il Ministero della Sicurezza Sociale di San Paolo ha stabilito di concedere il sussidio di maternità a un padre omosessuale. 
Fino a ora godevano di questo beneficio solo le lavoratrici con figli a carico. 
L’uomo riceverà così per due mesi un salario di maternità che viene già concesso a tutte le madri che lavorano regolarmente. 
Il padre vive con il suo compagno e i due sono uniti civilmente e hanno un figlio adottivo. 
Ana Cristina Evangelista, presidente dell’ente preposto a elargire tali stipendi, così risponde a chi fa notare che la legge parla di “beneficiaria”: Qui si parla del fatto che la sicurezza sociale riconosce il sussidio di maternità a un uomo. Non possiamo certo negare un diritto sacrosanto solo in base e una motivazione semantica. 
La presidente sottolinea, inoltre, che tale sussidio è un diritto del bambino sancito dallo Statuto del Bambino e dell’Adolescente. Non si possono negare i diritti alle persone per mere questioni linguistiche: un principio che se fosse applicato qui da noi sarebbe rivoluzionario. Ma si sa, qui da noi i cavilli la fanno da padrone! Roberto Russo 
Fonte: www.queerblog.it 
Il Governo chiude il primo anno senza concludere la costruzione di un asilo per bambini.



Per realizzare la promessa fatta dalla Presidente Dilma Roussef il Ministero dell'Educazione dovrà inaugurare almeno 178 asili infantili al mese, o 5 al giorno fino alla fine del 2014.

Durante la campagna elettorale del 2010 Dilma affermò che avrebbe costruito 6427 asili fino alla fine del suo mandato, ma attualmente la promessa è lontano dall'essere realizzata.


Il Fondo Nazionale di Sviluppo dell'Educazione (FNDE) responsabile della ProInfanzia, che si occupa della costruzione degli asili, pagò fino ad oggi 383 milioni di Reais dei 2,3 miliardi promessi. Nel primo anno di governo l'opera della Pro Infanzia registra il 16% di realizzazione e nessun asilo è stato consegnato alla comuintà completo.

Principale scommessa del PT nelle elezioni 2012, l'ex ministro dell'Educazione Fernando Haddad ha lasciato l'incarico per candidarsi nel Provincia di São Paulo senza consegnare nessun asilo promesso dalla Presidente.

Il suo successore Aloizo Mercadante che ha assunto l'incarico martedì scorso ha promesso di realizzare l'impegno assunto da Dilma:"Realizzeremo più di 6000 asili per dare ai bambini brasiliani, nella fase prescolastica una accoglienza affettiva degna, alimentazione adeguata e materiale didattico che favorisca una buona alfabetizzazione."

Dilma disse lunedì scorso parlando in un programma radiofonico della Presidenza della Repubblica che l'obiettivo è costruire 1500 asili all'anno perché " L'asilo è molto importante anche per le madri che possono lavorare tranquillamente sapendo che i figli stanno ricevendo alimentazione ed educazione adeguate."


Il deficit nel paese è di 19700 asili. 

Le informazioni sono del giornale O Estado de São Paulo

Il Brasile taglia il costo del denaro


L'economia mondiale rallenta e la Banca centrale brasiliana taglia di mezzo punto i tassi d'interesse, portandoli al 12 per cento, comunque sempre tra i più alti al mondo.
Una mossa non del tutto scontata, anche se già all'inizio della settimana erano arrivate avvisaglie di un'inversione di rotta, dopo i cinque rialzi consecutivi del costo del denaro da gennaio.
La frenata negli Stati Uniti e nell'Eurozona ha convinto il Brasile a spostare l'attenzione dalla lotta all'inflazione alla crescita e la Borsa ha subito festeggiato, seguita dai sindacati e dagli industriali, mentre il real perde quota sul dollaro.
Il Brasile diventa così il secondo Paese del G-20, dopo la Turchia, a tagliare i tassi per proteggere l'economia. In un meeting straordinario, il 4 agosto, la Banca centrale di Ankara aveva abbassato il costo del denaro al minimo record del 5,75 per cento.
E l'esempio potrebbe essere presto seguito dal Messico: anche qui l'economia (e inflazione) dovrebbe crescere meno del previsto quest'anno.
La decisione presa dal board della Banca centrale brasiliana nella notte tra mercoledì e ieri non è stata tuttavia unanime, due consiglieri su sette hanno votato contro, preoccupati dal costo della vita, ormai al 7,1%, ben oltre il tetto del 6,5% fissato per il 2011 e ai massimi da sei anni.
Nel suo comunicato, la Banca centrale ha sottolineato che il «sostanziale deterioramento» dell'economia globale potrebbe «durare a lungo» e potrebbe frenare il commercio e i flussi d'investimento nel Paese.
Una «correzione moderata» dei tassi, continua la nota, non impedirà di raggiungere il target d'inflazione del 4,5% l'anno prossimo.
Quello che i membri del board non scrivono nella nota, ma che devono aver considerato, è che la frenata dell'economia mondiale raffredderà le quotazioni delle commodities, uno dei principali fattori dietro la corsa dei prezzi nel Paese.
La discesa dei prezzi delle materie prime, se sarà consistente, sarà allora un freno all'inflazione molto più efficace di qualsiasi rialzo dei tassi d'interesse.
Inoltre, in una fase di potenziale riflusso degli scambi commerciali, di sicuro non aiuta avere un real pesante e dalla fine del 2008, la moneta brasiliana è stata quella che più si è apprezzata tra le divise dei Paesi emergenti.
Insomma, il Brasile si è reso conto in fretta che la priorità non è più quella di raffreddare l'economia, quanto piuttosto di preservarne la spinta, ora che i fattori inflattivi esogeni potrebbero esaurirsi.
Del resto, i segnali sul fronte interno sono chiari: il Pil del Brasile rallenterà quest'anno al 3,9%, dopo il 7,5% messo a segno nel 2010; la produzione industriale a luglio è scesa dello 0,3% e l'attività economica, misurata ogni mese dalla Banca centrale, si è contratta a giugno per la prima volta dal 2008.
Il taglio dei tassi sembra addirittura coordinato con il Governo, che ha appena corretto al rialzo l'obiettivo di avanzo primario dello Stato. In un'intervista rilasciata alla Reuters mercoledì, poche ore prima della decisione della Banca centrale, il ministro delle Finanze Guido Mantega aveva ribadito la volontà di arrestare la corsa del real, assicurando che l'inflazione è sotto controllo.
Il giorno prima, il presidente Dilma Rousseff aveva commentato in un'intervista alla radio le politiche di riduzione della spesa pubblica, affermando che questo «apre la strada alla discesa dei tassi», necessaria per dare sostegno alla crescita.
La Rousseff aveva subito puntualizzato che la Banca centrale decide in piena autonomia, ma il taglio è arrivato puntualissimo, come le critiche dell'opposizione a quelle che sembrano ingerenze sull'indipendenza della politica monetaria.
E ora in molti sono pronti a scommettere che sia cominciato un ciclo di ribassi del costo del denaro.

(Gianluca Di Donfrancesco)

fonte:www.ilsole24ore.com
Copyright © 2008 ITALIANO ... BRASILEIRO | Editato da D.T.