In Brasile il miglior clima economico dell’America Latina

In Brasile il miglior clima economico dell’America Latina

Il Brasile oggi vive la miglior situazione economica tra i paesi dell’America Latina ed è in una fase di crescita accelerata da due trimestri – e non si tratta solamente di un periodo di recupero delle perdite generate dalla crisi, come succede nella maggior parte dei paesi della regione. A queste
conclusioni sono giunti economisti sudamericani interpellati dalla FGV (Fondazione Getulio Vargas) per il Sondaggio Economico dell’America Latina, realizzato sotto il coordinamento dell’istituto tedesco Ifo, dell’Università di Monaco.
Tra i Paesi BRIC, il Brasile ha anche il miglior “clima economico”. In questo gruppo, solo la Russia non è riuscita ancora a crescere in maniera consistente.
Secondo i dati della FGV, l’Indice del Clima Economico, che sintetizza gli indicatori della situazione economica attuale e delle aspettative future, è passato dal 7,4% a ottobre al 7,8% a gennaio. In media, quello dell’America Latina è passato dal 5,2% al 5,6%.
Secondo Aloisio Campelo, economista della FGV, il Brasile è uscito per primo dalla crisi, sostenuto dal consumo interno. Tra le grandi economie del mondo, il Paese ha il più alto indice di “clima economico”, come era già successo lo scorso ottobre. “Il Brasile, uscendo rapidamente dalla crisi e mantenendosi solido, dimostra di possedere lo slancio per crescere a livelli elevati per molti anni”, ha detto Campelo.
Nel caso del Brasile, è migliorata la percezione sulla situazione attuale dell’economia, il cui indice è salito da 6,4% al 7,7% tra ottobre e gennaio, anche se le prospettive per il futuro hanno subito una ritrazione, facendo passare l’indice dall’8,4% al 7,4%. “Questo avviene perché il paese sta meglio, già sta crescendo in maniera accelerata”, pondera Campelo.
Sempre secondo il sondaggio, sono in buona posizione anche il Perù, l’Uruguay, il Cile e, più recentemente, l’Argentina, che ha cominciato a recuperare da gennaio scorso. Tutti, secondo l’economista della FGV, stanno traendo vantaggio dal miglioramento dei prezzi delle commodities. Però, Colombia, Bolivia, Paraguay e Messico non sono ancora usciti del tutto dal pantano, secondo la valutazione degli economisti di questi stessi paesi.
In Messico, la grande dipendenza dall’economia ancora sonnolenta degli Stati Uniti, è un problema serio. In America Latina, solo il Venezuela convive con la recessione, aggravata dal razionamento e dalla difficoltà del paese nell’attrarre investimenti privati a causa dell’instabilità istituzionale, afferma Campelo.
Nella percezione degli specialisti locali, appena il 7,4%, su un totale di 94 paesi analizzati, si trova ancora in “contrazione economica”. Secondo i dati della ricerca, solo l’Asia e il Medio Oriente stanno meglio dell’America Latina: tra i paesi asiatici, il 73,3% ha già azzerato le perdite generate dalla crisi e sta crescendo – alcuni, sottolinea Campelo, non sono stati neppure sfiorati dalla turbolenza, come la Cina. In Medio Oriente, il 66,7% dei paesi si trovano in questa situazione, mentre nell’America Latina sono il 41,2%.
Nella situazione opposta è vista invece l’Europa, con appena il 10,5% dei paesi ritornato a crescere.


fonte:etribuna.com

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