martedì 14 luglio 2009

Brasile: un net oil exporter alternativo all’OPEC

Brasile: un net oil exporter alternativo all’OPEC

Le basi per il rilancio, ai margini della crisi economica globale



l cauto rallentamento della crisi economica sembra aver spinto i progetti brasiliani per costruire concretamente le opportunità per diventare un leader petrolifero mondiale. Le immense risorse che prospettavano, in teoria, il Brasile come un protagonista del mercato globale, sono diventate concretamente l’oggetto di politiche precise per concretizzare l’obiettivo si diventare un Paese esportatore. Le attuali direzioni assunte dal Brasile, sembrano porlo come alternativa concreta ai Paesi dell’OPEC come parziale fornitore di petrolio, mentre la Cina sembra aver già iniziato a cogliere questa prospettiva.

Marco Pedrazzini

Le basi per il rilancio, ai margini della crisi economica globale

Il Brasile è, attualmente, uno dei principali leader mondiali; un Paese di spicco fra le potenze economiche emergenti, insieme a Russia, India e Cina (i Paesi del BRIC); un interlocutore emergente a livello regionale per le relazioni con gli Stati Uniti, a discapito del Messico. L’importanza del Brasile si sostiene principalmente sulla solidità dell’espansione economica dell’ultimo decennio, sulle immense risorse naturali di cui dispone e che ha saputo strutturalmente sfruttare con politiche di lunga visione. Un caso emblematico è lo sfruttamento dell’etanolo negli ultimi venticinque anni e le prospettive, di crescita e di espansione, che ad oggi si prospettano per i prossimi vent’anni.

Il Brasile è soprattutto una potenza energetica: posizione che mira a consolidare nei prossimi anni nonché ad espandere quantitativamente e qualitativamente. Oltre alla diversificazione delle fonti energetiche, il Paese sembra puntare ancora sugli idrocarburi per questa leadership. Riferendoci al ranking energetico, il Paese è la nona economia mondiale, il decimo consumatore di energia e il quindicesimo produttore in assoluto. Negli ultimi dieci anni le sue riserve di petrolio sono aumentate di oltre il 40%, rispetto alla media mondiale ferma al 14%, per attestarsi a circa 12,18 miliardi di barili, con una prospettiva concreta di raggiungere i 18 miliardi di barili nei prossimi anni, quando le stime degli ultimi giacimenti scoperti saranno più dettagliate. La compagnia a partecipazione pubblica Petrobras agisce nazionalmente e in Paesi esteri, con una posizione di netta rilevanza tecnologica in attività esplorative, ma anche estrattive, di raffinazione e commercializzazione. Il mercato interno è inoltre aperto agli investitori esteri e circa cinquanta aziende multinazionali operano sul suo territorio.

Se la crisi economica mondiale ha ristretto le stime di crescita del Paese, andando a colpire le esportazioni, in dettaglio delle commodities, che hanno sostenuto il boom del recente passato; è altrettanto vero che attualmente il Brasile sta rilanciando la propria posizione emergente come potenza energetica globale, perseguendo una strategia ben precisa a livello globale. Tre sono le chiavi fondamentali per capire le mosse sulla scacchiera globale: il Brasile si presenta come alternativo all’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC); si pone come interlocutore di “peso” degli Stati Uniti, cui ha chiesto di rinunciare a velleità protezionistiche ma di rilanciare il Doha Round e il ruolo del WTO; persegue precise politiche individualistiche.
La politica delle mani libere e gli obiettivi individuali
All’inizio del mese di maggio, il Presidente Inacio Lula da Silva ha chiaramente negato l’interesse per un’eventuale entrata nell’OPEC, sottolineando come gli obiettivi del Brasile siano differenti. Tale posizione è sostanziabile con la scelta di rimanere liberi da qualsiasi vincolo o accordo con gli altri maggiori produttori mondiali di petrolio, per ragioni di obiettivi particolari ma anche per ragioni prettamente politiche, soprattutto in seno all’OPEC.

L’OPEC vive una spaccatura al suo interno: Russia (non membro ma osservatore presente alle riunioni), Venezuela e Iran costituiscono l’asse per la riduzione ulteriore della produzione, in modo da sostenere gli ingenti investimenti interni, puntando sostanzialmente sulle speculazioni; il pragmatismo dell’equilibrio è invece sostenuto dalla leadership saudita. Se sembra fondante considerare l’opzione moderata anche per il futuro, in modo da conciliare interessi dei produttori e quelli dei consumatori, e anche se sono stati scongiurati ulteriori tagli alla produzione, il Brasile sembra tenersi persistentemente alla larga da un circolo vizioso che potrebbe innestarsi sulla crisi mondiale. Gli analisti internazionali prospettano per i prossimi mesi un aumento costante ma progressivo delle commodities, quindi e soprattutto anche del prezzo del petrolio, poiché, a sua volta si prospetta un concreto rallentamento della crisi economica mondiale. Quindi, nei fatti, sembra concretizzarsi un aumento della domanda di petrolio, con un conseguente moderato aumento del suo prezzo; ma altrettanto concretamente il rischio di speculazioni e shock ridurrebbero nuovamente la domanda, inficiando i primi passi in avanti della ripresa.

Il Brasile, che punta molto sulle esportazioni di commodities, sembra aver deciso di non vincolare la propria ripresa economica a nessun vincolo internazionale, perseguendo quindi obiettivi diversi, ma che lo porteranno a diventare nei prossimi anni un net oil exporter. È vero che il Brasile dichiara di non essere interessato a diventare direttamente un Paese esportatore di petrolio, ma al tempo stesso non cela gli investimenti per la leadership nella raffinazione del greggio, nonché nella commercializzazione dei prodotti derivati dal petrolio, risultato della grande industria chimica brasiliana. Di fatto Brasilia sta pianificando la costruzione di terminali per la liquefazione del gas naturale, in modo da ampliare le proprie possibilità sulla piazza globale, mentre è cominciato lo sfruttamento dei nuovi giacimenti off shore. Da un punto di vista legislativo, il Presidente Lula presenterà una nuova legge per regolamentare proprio le trivellazioni di questi giacimenti. Se da un lato questa legge aumenterà il controllo dello Stato, tramite la creazione di una nuova compagnia petrolifera ad hoc, dall’altro lato tutte le concessioni rilasciate in passato (i cui maggiori detentori sono: Petrobras, Repsol YPS SA ed Exxon Mobil Corp.) saranno rispettate. Sembra in tal modo sufficientemente garantita l’apertura del mercato interno e, al contempo, delineato l’obiettivo statale di diventare non un semplice esportatore ma un protagonista del mercato globale.

Gli investimenti per il prossimo quinquennio e i legami con Pechino
Petrobras sarà la chiave per il progetto di diventare un esportatore diretto di petrolio, infatti, per il quinquennio 2009/2013 sono stati pianificati investimenti per 174 miliardi di dollari per aumentare l’attività estrattiva e di raffinazione, in modo da giungere nel breve periodo ad una produzione di 3,5 milioni di barili al giorno (si stima che la Petrobras giungerà a produrre oltre 5,5 milioni di barili al giorno entro il 2020). Nel dettaglio, l’obiettivo è quello di ricavare almeno 1,8 milioni di barili dai giacimenti pre-salt, procedendo quindi con lo sfruttamento delle riserve off shore nonostante la non certezza delle quotazioni future del greggio. Attualmente Petrobras ritiene sufficiente un prezzo di 45 dollari, ma più concretamente, i margini di sostenibilità si avvicinano alla quota di 60 dollari, dato che il guadagno netto deve subire un forte taglio a causa dei costi dovuti alla tecnologia necessaria per raggiungere il petrolio, posto fra i 5.000 e i 7.000 metri sotto il livello del mare. Tuttavia questa forbice sembra essere sufficientemente ristretta per la compagnia brasiliana, poiché non solo la posizione di leader globale nell’implementazione di tale tecnologia e le piattaforme in tutte le aree rilevanti del mondo possono garantire una buona assicurazione, ma anche i recenti accordi con la Cina, nonché le concrete prospettive future, sembrano poter dare sostegno a tale progetto.

Petrobras ha attualmente un accordo di fornitura, per un ammontare di 160.000 barili di petrolio al giorno, con la Sinopec (China Petroleum and Chemical Corporation) che è una delle maggiori compagnie petrolifere statali cinesi, ma tale accordo è stato ulteriormente rivisto alla fine del mese di maggio, durante la visita del presidente brasiliano. Tramite la China Development Bank, Pechino finanzierà Perobras con dieci miliardi di dollari, in cambio di un aumento delle forniture a 200.000 barili di petrolio al giorno per i prossimi dieci anni. In aggiunta, le due compagnie hanno siglato un memorandum of understanding per le future attività di esplorazione, raffinazione e di sviluppo dell’industria petrolchimica. Sebbene nessun accordo formale sia ancora stato firmato, sembra che Brasile e Cina possano suddividersi i rischi e le concessioni per alcuni giacimenti off shore brasiliani. Tali giacimenti in questione, secondo parziali conferme da parte dell’Amministratore Delegato di Petrobras, Almir Barbassa, sono di proprietà completa della Petrobras e si troverebbero nell’area settentrionale del Brasile, al largo degli Stati di Para e Maranhao; si tratterebbe quindi di giacimenti posti a circa 2.000 metri sotto il livello del mare. Indipendentemente dal fatto che non si tratta dei giacimenti richiedenti maggiori investimenti (a 6.000/7.000 metri sotto il livello del mare), tale accordo sembra far compiere un passo in avanti a Pechino, rispetto al generico interesse per le commodities sudamericane: sembra confermata la reputazione di affidabilità che la Cina ha rivolto in particolare al Brasile e concretamente pronta a giungere ad un punto d’incontro fra i reciproci interessi.


fonte:equilibri.net

venerdì 10 luglio 2009

Lula: il Brasile farà grande la Juve...

...Con Pato il Milan ha esagerato



ROMA (9 luglio) - La semplicità, l’eleganza e la passione di Lula, il presidente del Brasile. Un ex sindacalista innamorato di pallone, della nazionale brasiliana e, soprattutto, del suo Corinthians. Difficile pensare o quanto meno immaginare a un Capo di Stato che si mette lì, in camicia e attorno a un tavolo, a parlare di calcio, di Olimpiadi e di sport in generale come se niente fosse.

E con una incredibile conoscenza. «Non vedo l’ora che arrivino i prossimi mondiali di calcio. Se tutto va come deve andare, la finale è scritta: Brasile-Italia», dice sorridente Lula. Mancava solo una matita e un taccuino, magari per mettere su una squadra e spiegare i movimenti tattici del suo Brasile o addirittura della sua squadra del cuore, ad esempio. Probabilmente, se ci fosse stata la possibilità, l’avrebbe fatto senza alcun problema o remora di alcun tipo. D’altronde, Luiz Inácio da Silva, conosciuto da tutti come Lula, è fatto così. E’ arrivato in Italia per partecipare al G8 all’Aquila, ma ieri, poco prima di partire per l’Abruzzo, all’interno dell’Ambasciata brasiliana a piazza Navona, ha voluto incontrare alcuni giornalisti italiani con lo scopo principale di promuovere la candidatura di Rio de Janeiro alle Olimpiadi del 2016. «Nel 2014 avremmo i mondiali di calcio, ma chi l’ha detto che non possiamo avere pure le Olimpiadi. E’ già successo in Europa e poi noi non le abbiamo mai avute. E’ un paese intero che le vuole e sono molto ottimista. Obama sponsorizza Chicago? Naturale, ma con tutto il rispetto Rio è molto più bella di Chicago, Madrid e Tokyo (le altre candidate, ndr)».

E fin qui la spinta di Lula per le Olimpiadi, ma l’occasione di poter parlare di calcio è troppo ghiotta.
Si parte dalla nuova Juve targata Brasile con Felipe Melo e Diego: «Ha fatto due grandi acquisti è sicuramente più forte rispetto a prima. Devo essere sincero, prima che arrivasse in nazionale non conoscevo bene Felipe Melo, ma è un grande centrocampista, proprio quello che serviva alla nostra nazionale e al nostro allenatore Dunga, un grande Ct. Su Diego, poi, non lo scopro certo io, d’altronde dava già spettacolo quando giocava nel Santos». Lula si esprime anche su un altro brasiliano della Juve, Amauri, spingendolo verso la nazionale di Lippi: «E’ bravo, ma se sceglierà di giocare con l’Italia non la vedo una cosa negativa o sbagliata. Poi noi, abbiamo Luis Fabiano. E poi sapete che vi dico? Ho parlato con Ronaldo e gli ho consigliato di darci dentro perché, se fa le cose fatte bene, in Sudafrica potrebbe esserci anche lui». Pensare che in Brasile, proprio per una frase di Ronaldo su Lula («Lui ci aiuta») sta scoppiando il finimondo.

E’ rimasto sorpreso dalla cessione di Kakà da parte del Milan, tanto da avvertire il Real Madrid: «Sono felice per la formazione spagnola che può spendere cifre da capogiro e sicuramente sta facendo una squadra fortissima, ma devono stare attenti alle vanità. Riguardo a Ricardo (Kakà, ndr) sono sicuro che farà molto bene anche al Real, lui non è solo un grande calciatore, ma un ragazzo speciale».

Sorride Lula e sembra proprio essere a suo agio, tanto che frenarlo è davvero complicato. Fa i complimenti a Berlusconi per la scelta di Leonardo che, secondo il Capo di Stato, è «un personaggio incredibile ed ha uno spessore davvero importante». Oltre che sulla Juve, Lula è pronto a scommettere anche sul Milan dell’ex stella della nazionale brasiliana: «Farà bene sulla panchina rossonera, ha carisma ed è molto bravo. Di sicuro non può fare tutto lui, ma la squadra deve seguirlo e fare la sua parte. Mi dispiace solo che abbia smesso uno come Maldini, un simbolo del calcio e un grandissimo campione».

Ma non sono tutte rose e fiori. Il presidente del Brasile se la prende un po’ con l’ambiente per l’involuzione che ha avuto un giovane talento come Pato: «Forse in quel caso i rossoneri hanno esagerato, bisogna stare attenti a portare ragazzi così giovani in un club di così alto livello: aveva solo 17 anni quando lo hanno preso, spero si riprenda al più presto». Riguardo ai giovani, Lula ne consiglia qualcuna, soprattutto ai club italiani: «Date retta a me seguite bene Dentinho, attaccante del Corinthians, Taison e Nilmar dell’Internacional di Porto Alegre e Ramirez del Getafe. Loro hanno futuro da grandi».

Non poteva mancare un accenno al suo Corinthians, fresco vincitore della coppa del Brasile e alla possibilità che un giocatore della sua squadra del cuore arrivi proprio a nella capitale, sponda biancoceleste: Elias. «Beh, è uno dei guerrieri della nostra formazione, un gran giocatore che è bravo sia tecnicamente e sia a recuperare palloni. Se la Lazio, alla fine, lo dovesse veramente acquistare, mi piangerà un po’ il cuore, ma farebbe davvero un gran colpo».


fonte:ilmessaggero.it

Beh non mi sembra che visto i consigli degli acquisti Lula sia un grande intenditore di calcio, d'altra parte è corinthiano( peço desculpa aos amigos corinthianos kkkk) , ma spero vivamente che la sua idea sul campionato italiano possa tramutarsi in realtà.

Da G8 a G14?

G8, Francia e Brasile appoggiano proposta Italia per G14



L'AQUILA (Reuters) - Francia e Brasile sposano la proposta italiana di allargare il G8 ai grandi paesi emergenti del G5 e all'Egitto.

Al G8 partecipano Francia, Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Germania, Italia, Russia, Giappone mentre il G5 è composto da Brasile, India, Cina, Messico, SudAfrica.

Per volontà della presidenza italiana del G8 quest'anno il al G5 è stato invitato anche l'Egitto e per la prima volta si è tenuta una dichiarazione congiunta del G8+G5 ed Egitto.

"Con il presidente Lula abbiamo espresso la volontà di fare evolvere il G8", ha detto ieri notte Nicolas Sarkozy nella conferenza stampa al termine dell'incontro con il presidente brasiliano Luis Inacio Lula da Silva a margine del G8 a L'Aquila.

"Abbiamo proposto che il prima possibile si possano unire i due gruppi per fare un G14 con l'Egitto. Non ci sembra ragionevole discutere le grandi questioni internazionali senza l'Africa, l'America Latina,la Cina, l'India", ha aggiunto.

Il presidente francese ha detto che altri paesi condividono questa prospettiva.

Spero che dal prossimo summit in Canada (nel 2010) le cose cambino", ha deto Sarkozy. "Nel 2011, quando la Francia presiederà il G8 noi metteremo in campo il G14".

fonte:it.reuters.com

domenica 5 luglio 2009

Brasile "religioso" La Fifa non ci sta

Brasile "religioso" La Fifa non ci sta
Dopo la preghiera collettiva della Seleçao per celebrare la vittoria nella Confederations Cup, monito della federazione mondiale a quella brasiliana. Proteste dalla Danimarca



ROMA - Non è piaciuta alla Fifa la preghiera collettiva realizzata in campo da Brasile dopo la vittoria nella Confederations Cup. La federazione mondiale ha infatti inviato a quella brasiliana (Cbf) un "avvertimento", su protesta della federcalcio danese. Secondo quanto riporta il quotidiano brasiliano Estado de S. Paulo, la Fifa ha chiesto alla Cbf "moderazione" nell'atteggiamento dei giocatori più religiosi, pur chiarendo di non volere per ora adottare misure più severe, visto che la preghiera collettiva e l'esibizione delle magliette con le scritte inneggianti a Gesù (come quella di Kakà) si sono svolte tutte dopo il fischio finale dell'arbitro, mentre le regole della federazione internazionale proibiscono espressamente solo le manifestazioni religiose nel corso dell'incontro.

LA DANIMARCA PROTESTA - Come detto, la richiesta le proteste più vibranti sono arrivate dalla Danimarca. Con le decine di giocatori extracomunitari in campo, numerose federazioni temono che la tolleranza della Fifa apra il precedente per manifestazioni sempre più estremiste, e in particolare che i molti musulmani possano seguire l'esempio brasiliano, con il semplice argomento di "perché per Gesù sì e per Maometto no?". Come confermano d'altronde le espressioni apertamente religiose di giocatori della squadra egiziana sempre in Confederations Cup.

fonte:repubblica.it


Cosa penso di questa presa di posizione della Fifa?
Forse offenderò qualcuno ma mi sembra una cosa assurda e degna di Blatter, non vedo cosa ci sia stato di tanto offensivo da parte dei giocatori Brasiliani pregare alla fine della Confederation Cup, forse proprio l'esempio e la fede di persone pubbliche conosciute mondialmente come i giocatori della nazionale potrebbe essere un esempio positivo e questo indipendentemente dalla religione di ciascuno di noi.


venerdì 3 luglio 2009

Legge d'Aministia Migratoria

Amnistia per gli Stranieri irregolari



Il Presidente Luiz Inácio 'Lula' da Silva ha ratificato oggi 2 luglio, il progetto di legge 1.664-D, del 2007, conosciuto come: "Legge d'Aministia Migratoria", che autorizza la residenza provvisoria dei cittadini stranieri in situazione irregolare in Brasile.

La nuova legge permette che tutti gli stranieri che si trovino in situazione di irregolare e siano entrati in Brasile prima del 1° febbraio del 2009 di regolarizzare la loro posizione e che godono della libertà di circolazione, diritto al lavoro, accesso al servizio sanitario, all'educazione e alla Giustizia.

La misura comprende le persone che siano entrate illegalmente in Brasile, quelle il cui visto si entrata sia scaduto o che non hanno beneficiato della precedente Legge di Amnistia 1998.

Secondo i calcoli del Ministero di Giustizia, circa 50 mila persone potranno essere beneficiate, anche se organismi internazionali stimano in 200 mila il numero degli stranieri in posizione irregolare in Brasile.

Gli interessati potranno presentare la domanda di regolarizzazione fino alla fine dell'anno (30 dicembre). Ma devono sttendere che il Diario Ufficiale dell'Unione pubblichi il decreto del Ministero della Giustizia che normalizza i procedimenti previsti dalla legge. La tassa di regolarizzazione è di 67 R$ e quella della spedizione del documentò di identità di 31 R$.

La misura, per il segretario nazionale della Giustizia, Romeu Tuma Júnior, “Umanizza la questione migratoria" e combatte il traffico di persone che entrano in Brasile e sono impiegate in lavori analoghi alla schiavitù. Come accade attualmente per i lavoratori boliviani, contrattati informalmente per imprese di confezioni dello stato di São Paulo. Il segretario precisa che oltre ai boliviani, i cinesi, paraguaiani, peruviani e russi sono tra i principali gruppi che la nuova legislazione potrà beneficiare.

Attualmente circa 880 mila stranieri vivono regolarmente in Brasile, per la maggioranza proveniente dal Portogallo, Giappone, Italia e Spagna. Il governo stima che oggi oltre 4 milioni di brasiliani vivono all'estero. Tuma Júnior spera che l'iniziativa brasiliana "sensibilizzi e generi reciprocità" in altri paesi, e continua dichiarando: "I paesi stanno criminalizzando, il Brasile umanizzando". Oltre alla ratifica della Legge sull'Amnistia, il Presidente 'Lula' oggi ha sottoscritto un messaggio al Congresso Nazionale, allegato al progetto per una nuova Legge per gli Stranieri.

Fonte: http://www.agenciabrasil.gov.br

Mi sembra chiaro che questa che si presenta sia una ottima opportunità per regolarizzare la propria posizione per tutti coloro che non hanno i documenti in regola ma essendo "solo" 50000 le regolarizzazioni possibili è megliocercare di non perdere tempo, armarsi di pazienza, mettersi in coda e, conoscendo il Brasile cercare qualche "aiutino" che possa far correre più rapidamente di altri la vostra pratica personale.
Comunque ritengo questa notizia ottima, utile magari anche a alleggerire la pressione sui Brasiliani che cercano di entrare in altri paesi.

giovedì 2 luglio 2009

Acerola




L'acerola è una pianta arbustiva originaria dell'america centrale dalla lenta crescita e dalle medie dimensioni. Predilige i terreni argillosi ricchi di humus che contenendo molte sostanze organiche, è di grande importanza per la vita e la crescita delle piante.
Le giovani foglie hanno una colorazione rossastra che con il tempo si trasforma in verde scuro.
Produce frutti che per forma, dimensioni e colore sono simili alle ciliegie. Il sapore è leggermente dolciastro, aciducolo. All'interno viene contenuto un grosso seme.
Dai frutti maturi viene ricavato un succo che con varie lavorazioni viene trasformato in un estratto ad altissimo contenuto in complesso vitaminico C.

Sinonimo, ciliegia delle Indie occidentali, barbados cherry, Puerto rican, west indian cherry, huesito, e’ piu’ comunemente conosciuta come ciliegia dell’India del west o ciliegia delle Barbados., e’ una pianta che cresce fino a 3 metri, la CORTECCIA di Acerola si impiega nella manifattura del cuoio, per il suo contenuto in tannini.

E' una pianta comune in America centrale e Brasile, in Portorico.

Famiglia delle Malpighiacee

Parti usate: i frutti, delle drupe globose. Ovoidali, di colore rosso vivo ( che assomigliano vagamente alle ciliegie)

COMPONENTI
Ricca naturalmente di alte dosi di vitamina C, ( acido ascorbico e diidroascorbico), il valore di vitamina C è più alto nel frutto immaturo che in quello maturo, che rivitalizza le cellule della pelle, il frutto della acerola somiglia ad una piccola ciliegia, e in 5 grammi contiene 116 mg di VITAMINA C. 28 parti di piu’ di quante contenute in un limone, contiene anche CAROTENE, TIAMINA, RIBOFLAVINA, NIACINA, PROTEINE e SALI MINERALI, soprattutto FERRO, CALCIO e FOSFORO, acido l-malico, destrosio, fruttosio, saccarosio, fibre, lipidi

ATTIVITA'
antinfettiva, stimola il sistema immunitario,

USO
e’ soprattutto utile per il suo alto contenuto in vitamina C e perche’ riesce a contrastare i radicali liberi, per il RAFFREDDORE, l’INFLUENZA, problemi POLMONARI, raffreddore, bronchite, sinusite, e tutte le problematiche a carico dell'apparato respiratorio, utile nei problemi di FEGATO, e’ utile nelle infezioni VIRALI, nelle EPATITI VIRALI, nella VARICELLA, ed anche nella POLIOMELITE, ha una alta attivita ANTIOSSIDANTE, che probabilmente e’ dovuta al suo alto contenuto in vitamina C. L'uso dei frutti si impiega nella diarrea ( consultare sempre il proprio medico curante)

La vitamina C non è sintetizzata dal nostro organismo e pertanto va assunta come supplemento, e un'integrazione alimentare. La Vitamina C è essenziale per la formazione del collagene, la sintesi di ormoni, la rigenerazione dei tessuti, per la sua azione antiossidante è utile per il sistema immunitario. E' una pianta essenziale insieme alla Rosa canina per il suo alto contenuto in Vitamina C per i FUMATORI, in quanto ogni sigaretta brucia quantità notevoli di Vitamina C.La vitamina C stimola la sintesi dell'acido folico ad effetto antianemico, previene la formazione di nitrosammine ( cancerogene), migliora l'assorbimento del ferro

CONTROINDICAZIONI
nessuna, a meno che non ci sia accertata ipersensibilità verso uno o più dei suoi componenti

INTERAZIONE con i disinfettanti idrochinonici, ad esempio alte dosi di acerola interferiscono con l'assorbimento della vitamina C, dell'Uva Ursina, del Corbezzolo

fonte:erboristeriaedaltro.com

mercoledì 1 luglio 2009

Maradona nella nazionale brasiliana



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