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Lotta alla criminalità: inizia domenica 13 l'occupazione della Rocinha



Con circa 2000 uomini l'occupazione della Favela della Rocinha nella zona sud di Rio mobiliterà un apparato bellico paragonabile a quello utilizzato lo scorso anno durante l'azione militare nel  Complexo do Alemão.
Oltre al recupero e ripristino della legalità nella favela l'azione è volta al potenziamento della sicurezza in tutta la zona sud carioca e le aree turistiche per evitare qualsiasi tipo di rappresaglia o attentato. Il segretario di Sicurezza José Mariano Beltrame, ha confermato che l'occupazione inizierà domenica 13 alle ore 05h00; lo spazio aereo resterà chiuso e solo gli elicotteri blindati di Polizia Militare e Civile potranno sorvolare il cielo della capitale.
L'entrata nella favela seguirà lo stesso schema delle precedenti operazioni: uomini del BOPE posizionati nella Estrada das Paineiras entreranno nella favela attraverso la ricca vegetazione della collina. Allo stesso tempo altri reparti del battaglione saliranno nella Rocinha attraverso la Estrada da Gávea con i carro armati blindati della Marina, modello Lagarta Anfibio; che possiedono un meccanismo di lancio automatico di granada M275 e mitragliatrici calibro 50.
Nel caso in cui non venga incontrata nessuna resistenza gli uomini del Batalhão de Choque saliranno fino alla sommità della Rocinha attraverso varie vie di accesso. In queste ore con l'aiuto degli agenti della Coordenadoria de Recursos Especiais (Core) della Polizia Civile, la Polizia Militare sta iniziando una ricerca di armi e droga nascoste dai trafficanti del  gruppo Amigos dos Amigos (ADA).

Tutti i battaglioni della Polizia Militare della zona sud de Rio, e particolarmente il 23.ºBPM di Leblon, saranno allertati. Il comandante dell' Estado Maior Operacional da PM, colonnello Alberto Pinheiro Neto,
ha chiesto un "voto di fiducia agli abitanti" invitando a denunciare nascondigli di armi e droga.
Per evitare qualche possibilità di corruzione la Defensoria Pública invierà ufficiali che accompagneranno da vicino l'operazione militare.
Un concorso per modernizzare le baraccopoli in vista dei Mondiali del 2014


La «Cidade Maravilhosa» vuole diventare ancora più meravigliosa. Rio de Janeiro si prepara a cambiare look e a trasformare quello che ancora oggi è il suo lato oscuro, ovvero le «favelas», con tutti i problemi sociali che si portano dietro, nel fiore all'occhiello da mettere in bella mostra, come si conviene a un Paese che aspira al ruolo di grande potenza mondiale.

Da qui al 2020, infatti, il programma «Morar Carioca», alla lettera «abitare alla carioca», fortemente voluto dalla Segreteria comunale preposta ai problemi abitativi ridisegnerà 215 delle circa 600 favelas che dall'alto degli innumerevoli «morros» (le colline) dominano la città.
E così oltre alle operazioni di «pacificazione» compiute dalla polizia in questi mesi si interverrà adesso con la forza dell'architettura su 12,2 milioni di metri quadrati, un'area equivalente a 1500 campi da calcio.
Per questo è stato concesso uno stanziamento di 9 miliardi di reais, oltre 4 miliardi di euro, grazie anche all'intervento della Banca interamericana per lo sviluppo, e indetto nei mesi scorsi un concorso per i migliori 40 progetti cui hanno partecipato i più importanti studi di architettura del Brasile.

Merito della Coppa del Mondo di calcio del 2014 e delle Olimpiadi del 2016, un impulso in termini di tempistica e di finanziamenti.
Ma dietro questo «restyling della povertà» c'è, però, come ammettono i sociologi, un sentimento più profondo e antico.
Quello del riscatto sociale e dell'impellente bisogno di trasformazione a cui - dopo una lunga stagione si ineguaglianze - sta approdando lentamente anche la società carioca.

E così se nei musei di Rio ancora campeggiano quadri e disegni che raccontano della città colonizzata dai portoghesi, sporchissima e focolaio di malattie fino alla fine de XVIII secolo, degli schiavi, della loro successiva liberazione nel 1888 e dei primi slum da loro stessi costruiti in cima alle colline che dominano la splendida baia, fuori per strada davvero si ha la sensazione che le cose stiano cambiando.

E così si assiste a questo strano paradosso.
Mentre i lavori per la costruzione o la ristrutturazione delle strutture che accoglieranno gli eventi sportivi stanno andando spaventosamente a rilento, per ragioni varie tra cui non ultima la corruzione, nei quartieri dei poveri e dei dimenticati si respira invece questa insolita atmosfera di «lavori in corso», di un «work in progress» a cui tutti i cittadini sono chiamati a partecipare.

«Finalmente non ci sentiamo più invisibili» spiega Pedro Leal, fiero abitante del morro São João «possiamo far sentire la nostra voce per dare un aspetto più umano a questi luoghi in cui noi viviamo tutti i giorni, nel bene e nel male».

Già, bene e male.
Chi vive in favela a Rio è costantemente in balia di queste due categorie della morale, e il passaggio dall'una all'altra a volte è davvero insopportabilmente repentino.
Basta, infatti, una sparatoria con la polizia, una delle centinaia al mese imposte dal traffico della droga, che le minuscole stradine che salgono per i morros si svuotano e le casette arroccate le une sulle altre si trasformano in un'altra città ancora, segreta, dove i narcos si nascondono e i poveri disgraziati si riparano, quando possono, dal fuoco delle pallottole.
«Il luogo dove abiti non ti protegge» commenta amaro Pedro.

Con «Morar Carioca» bene e male potranno adesso diventare categorie meno instabili e il male stesso, così si spera, ripiegarsi su di sé fino all'annientamento.
Perché in molti dei 40 progetti vincitori, come quelli dell'architetto Jacira Farias e Gilson Santos ci sono le strade che si allargano, in virtù dell' equazione di Haussmann, il celebre ideatore della Parigi ottocentesca, secondo cui spazi aperti equivalgono a luoghi più salubri e sicuri.
Non solo.
C'è anche il verde, tanto verde, alberi, giardini, aiuole, sentieri decorati da piante, concetti paesaggistici scontati nelle città europee ma oro per Rio de Janeiro dove il verde è solo pane per i quartieri lussuosi come Copacabana e Ipanema mentre i poveri sono condannati quotidianamente a quella che gli urbanisti pomposamente chiamano la «densità abitazionale».

Senza alberi, con le casupole di mattoni ammassate le une sulle altre senza uno straccio di piano regolatore, il caldo aumenta in un disumano effetto serra, i virus e le malattie sguazzano - la favela della Rocinha ha uno dei focolai di tubercolosi più grandi dell'America Latina - la disperazione trova il suo habitat natrurale.

Per la favela della Rocinha l'urbanista Luiz Carlos Toledo insieme agli abitanti del posto ha progettato invece degli splendidi ecosentieri che indicano la via e provano a contenere la crescita immobiliaria a dismisura.
Niente a che vedere con gli orrendi muri, stile ghetto, costruiti in passato alcune favelas.

Si respira un'altra aria a Rio: al morro da Providencia, la favela più antica della città, si sta costruendo una teleferica per aiutare la popolazione a districarsi tra le salite ripide.
L'architetto João Calafate propone, invece, per chi preferisce andare a piedi, panchine e chioschi di bevande come punti di sosta per ripararsi dal sole.

E ci sono anche dei giovani architetti francesi, usciti dalla scuola di architettura Paris-La Seine che partecipano al progetto.
Il loro studio, il Triptyque da tempo avviato in Brasile, è tra i 40 che trasformeranno le favelas della città con strutture modulari al posto delle casette in muratura, abbarbicate una sopra l'altra.
I primi lavori saranno conclusi alla fine di quest'anno.

fonte.lastampa.it



Rio de Janeiro rassicura la comunità internazionale e il Comitato Olimpico dopo gli scontri di ieri tra polizia e narcos. 17 i morti e un elicottero della polizia abbattuto. Un episodio che ha destato preoccupazione, a pochi giorni dalla decisione del Cio di affidare alla città brasialiana le Olimpiadi del 2016.
Jose Mariano Beltrame, Direttore del Dipartimento di Sicurezza Pubblica della città di Rio, ha così commentato:
“Noi diciamo al Cio: sì, Rio ha un problema di sicurezza. Ne siamo del tutto coscienti, è uno dei più atavici problemi di questa città. Ma abbiamo dimostrato al Comitato Olimpico che abbiamo delle proposte, abbiamo dei piani per la città”.
Ieri nella favela Morro dos Macacos, a Nord di Rio, la polizia era intervenuta durante un regolamento di conti tra gruppi di narcotrafficanti. Il pilota di un elicottero della polizia che sorvolava la zona era stato colpito ad una gamba e aveva perso il controllo dell’apparecchio. Solo 2 agenti su 4 erano usciti dall’abitacolo prima dell’esplosione. 9 autobus erano stati incendiati.


Mi é capitato di assistere ad una azione del Bope durata due giorni quando vivevo a Rio de Janeiro e devo ammettere che si respirava un´aria di estrema tensione.

Personalmente non so se riusciranno a risolvere il problema della sicurezza per i Mondiali di calcio del 2014 e soprattutto le Olimpiadi del 2016 perché il problema di Rio de Janeiro é radicato e molto grave ma ritengo altresí che sia interesse di tutti, malviventi compresi, che questi eventi siano ricordati solo per l´aspetto sportivo ed per questo motivo suppongo che la polizia e l´apparato di sicurezza riusciranno a garantire la tranquillitá necessaria per permettere lo svolgimento di queste due manifestazioni in assoluta tranquillitá.

É chiaro che non mancheranno furti e rapine, soprattutto visto l´enorme afflusso di turisti, quindi resta valido il consiglio di fare molta attenzione ai quartieri che si frequenta e soprattutto non uscire di casa con con oggetti preziosi, carte di credito e molti contanti in tasca....insomma con un po´di attenzione potrete godervi questa bellissima cittá conservando piacevoli ricordi.

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