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La Força Nacional de Segurança Pública ha addestrato lo scorso mese di settembre 163 uomini della Polizia Militare che lavoreranno nelle aree di frontiera di 11 Stati combattendo principalmente il traffico di armi e droga provenienti dai paesi confinanti.
La segrtearai nazionale di Segurança Pública, Regina Miki, ha dichiarato che attualmente ci sono 43 missioni in corso nel paese con obiettivi diversi, dal prestare soccorso in catastrofi naturali in appoggio al Corpo dei Vigili del Fuoco, ad investigazioni fatte dalla Polizia Civile fino ad arrivare a controllare e mantenere la sicurezza in alcune aree urbane ad alto rischio di criminalità.
Creata nel 2004, la Força Nacional de Segurança ha come peculiarità, secondo la segretaria, quella di svolgere azioni integrate ad altre forze nei diversi settori che garantiscono la sicurezza in Brasile.
Il direttore del Departamento da Força Nacional, tenente-colonnello Alexandre Aragon, ha fatto sapere che i nuovi poliziotti addestrati lavoreranno nelle zone di confine come primo baluardo difensivo del paese. 
Normalmente, la Força Nacional aiuta la Polizia statale quando i governi locali fanno richiesta al Ministério da Justiça. 
Regina Miki ha ricordato che la Força Nacional tsarà prontprona ad operare per qualsiasi situazione di emergenza anche durante la prossima Coppa del Mondo in qualunque delle 12 capitali brasiliane che ospiteranno l'evento. 
(D.T.)
A Liga - Crack
27/03/2012
Lotta alla criminalità: inizia domenica 13 l'occupazione della Rocinha



Con circa 2000 uomini l'occupazione della Favela della Rocinha nella zona sud di Rio mobiliterà un apparato bellico paragonabile a quello utilizzato lo scorso anno durante l'azione militare nel  Complexo do Alemão.
Oltre al recupero e ripristino della legalità nella favela l'azione è volta al potenziamento della sicurezza in tutta la zona sud carioca e le aree turistiche per evitare qualsiasi tipo di rappresaglia o attentato. Il segretario di Sicurezza José Mariano Beltrame, ha confermato che l'occupazione inizierà domenica 13 alle ore 05h00; lo spazio aereo resterà chiuso e solo gli elicotteri blindati di Polizia Militare e Civile potranno sorvolare il cielo della capitale.
L'entrata nella favela seguirà lo stesso schema delle precedenti operazioni: uomini del BOPE posizionati nella Estrada das Paineiras entreranno nella favela attraverso la ricca vegetazione della collina. Allo stesso tempo altri reparti del battaglione saliranno nella Rocinha attraverso la Estrada da Gávea con i carro armati blindati della Marina, modello Lagarta Anfibio; che possiedono un meccanismo di lancio automatico di granada M275 e mitragliatrici calibro 50.
Nel caso in cui non venga incontrata nessuna resistenza gli uomini del Batalhão de Choque saliranno fino alla sommità della Rocinha attraverso varie vie di accesso. In queste ore con l'aiuto degli agenti della Coordenadoria de Recursos Especiais (Core) della Polizia Civile, la Polizia Militare sta iniziando una ricerca di armi e droga nascoste dai trafficanti del  gruppo Amigos dos Amigos (ADA).

Tutti i battaglioni della Polizia Militare della zona sud de Rio, e particolarmente il 23.ºBPM di Leblon, saranno allertati. Il comandante dell' Estado Maior Operacional da PM, colonnello Alberto Pinheiro Neto,
ha chiesto un "voto di fiducia agli abitanti" invitando a denunciare nascondigli di armi e droga.
Per evitare qualche possibilità di corruzione la Defensoria Pública invierà ufficiali che accompagneranno da vicino l'operazione militare.
Rio de Janeiro:
il governo vince la battaglia contro i narcos


A Rio de Janeiro le forze dell'ordine hanno messo in piedi una vera e propria guerra ai narcotrafficanti.
Dalla scorsa domenica la polizia ha organizzato un intervento straordinario per costringere i narcos nascosti nelle favelas alla resa.
Finalmente questa mattina, secondo quanto riporta l'Ansa, la battaglia sembra conclusa e la bandiera brasiliana sventola da oggi sul "Complexo do Alemao", un quartiere di Rio composto da favelas, covo dei più potenti gruppi di narcotrafficanti del paese.
 
La vittoria della polizia

In città oggi la soddisfazione è grande: la vittoria alla fine della più imponente operazione di polizia contro i narcos rappresenta una svolta per il Brasile.
Il dispiegamento di forze è stato imponente (800 uomini dei corpi speciali della polizia, con l'appoggio di elicotteri e mezzi dell'esercito) ma non inedito: questa volta però quello che è sembrato nuovo è stata la volontà esibita dalle autorità di raccogliere la sfida del potere dei narcos e di farla finita, almeno in quella zona.

Qualche boss in fuga

Vila Cruzeiro e Morro do Alemao da decenni erano ''terra di nessuno'', o meglio proprietà privata dei vari boss che si sono succeduti nel controllo del territorio, a seconda di quale fazione prendeva il sopravvento nelle dispute a colpi di feroci scontri a fuoco, con la polizia che stava a guardare.
Alcuni boss sono riusciti a sfuggire all'accerchiamento (sembra attraverso le fogne), pesci piccoli che si sono dileguati in vari modi, restano molte altre baraccopoli da ripulire: ma i risultati ottenuti in questi cinque giorni di ''guerra ad oltranza al traffico'', come l'ha definita il governatore di Rio Sergio Cabral, rimarranno come punto di riferimento a dimostrazione che quando lo Stato e i suoi rappresentanti fanno sul serio, i narcos non reggono all'impatto.
 
La gente acclama

La gente, negli scontri di questi giorni, ha applaudito e inneggiato alla polizia: e anche questa è una novità, perchè a Rio la polizia era vista da decenni come una forma diversa di malavita, quella che può taglieggiare, estorcere, sequestrare e soprattutto ammazzare (anche a pagamento) come quelli delle cosche, ma impunemente.
E invece adesso piano piano passa ad essere vista come ''esercito di liberazione'': non a caso il comandante della polizia Mario Sergio Duarte ha celebrato in televisione la ''liberazione'' del Morro do Alemao.

fonte:ilsalvagente.it
Rio de Janeiro: Guerra contro i Trafficanti delle Favelas


Brasile, è ancora caccia ai narcos
Rio de Janeiro, numero morti sale a 34

E' salito a 34 il numero dei morti nelle operazioni di polizia ed esercito contro le bande di narcotrafficanti in corso da sei giorni nelle favelas di Rio de Janeiro. I militari hanno circondato il complesso edilizio di Morro do Alemao, dove si trovavano almeno 200 narcos. Durante la notte è rimasto ferito in modo lieve un fotografo della Reuters, colpito da un proiettile vagante.

All'operazione partecipano 600 poliziotti e 800 militari, la maggior parte dei quali ha partecipato alle operazioni di peacekeeping ad Haiti ed è esperta di guerriglia urbana, secondo fonti dell'esercito. Non è previsto un attacco in forze ma solo un assedio che impedisca ai narcos di fuggire.

Le forze dell'ordine hanno reagito ad una situazione inedita, in cui i principali cartelli, invece di combattersi l'un l'altro, si sono uniti per cercare di mettere in ginocchio la città.

In vista dei Mondiali e delle Olimpiadi che il Brasile ospiterà nel 2014 e 2016 le autorità avevano fatto ricorso alle cosiddette "unità di pacificazione" (Upp) che erano riuscite a ripulire dai narcotrafficanti una decina di favelas nel centro della città, mantenendovi in permanenza un distaccamento di polizia: nel timore che l'iniziativa potesse prendere piede anche in altre zone della metropoli, i narcos sono passati al contrattacco.

fonte:tgcom.mediaset.it

“E’ necessaria la pace per vivere a Rio di Janeiro”


L'Arcivescovo di Rio de Janeiro, Mons. Orani João Tempesta, dinanzi ai recenti scontri verificatisi nella città, ha chiesto di "vincere il male con il bene" e questo significa "promuovere la pace". Questa è "la via d'uscita dal circolo vizioso del male, della violenza" ha detto. I violenti scontri tra polizia e trafficanti di droga hanno avuto inizio domenica scorsa, quando la polizia è entrata nelle favelas di Rio de Janeiro, cercando di ripristinare la presenza dello Stato nelle zone considerate "libere" dalle mafie della droga. Finora i combattimenti seguiti hanno provocato 34 morti, 3 poliziotti feriti, 196 arrestati e 96 veicoli incendiati.
Mons. Tempesta ha detto in un comunicato che l'Arcidiocesi è solidale con tutti coloro che "attraversano la tribolazione e la sofferenza per le attuali incertezze e difficoltà" che vive Rio de Janeiro in questi giorni. Per raggiungere il desiderato sviluppo sociale e l'equilibrio culturale di Rio de Janeiro "è necessario parlare di pace", ha osservato Mons. Tempesta. Egli ha anche indicato come fondamentale il tornare di nuovo "a cercare l'ispirazione nei valori della vita e della dignità umana".

fonte:fides.org


Polizia Federale:
il crimine più combattuto é la corruzione



Uno studio presentato nel 7° Incontro dell'Associazione Brasiliana di Scienze Politiche, in agosto, segnale che la corruzione è il crimine più combattuto dalla Polizia Federale (PF).
L'autore dello studio è Rogério Arantes, professore di Scienze Politiche dell'USP, il quale analizzò 600 operazioni della PF dal 2003 al 2008.

Il lavoro mostra come la corruzione pubblica sia oggetto del 22,7% delle operazioni.Secondo il ricercatore, buona parte dei crimini sono commessi nei punti di attendimento più vicini al cittadino."Il mio estudio evidenzia come questa corruzione sia più periferica, decentralizzata", afferma lo studioso.

In secondo luogo nel ranking delle operazioni della PF appare il traffico di droga (15,2%) e, in terzo, il crimine di contrabbando (9,8%).
Lo studio mostra che le operazioni terminano principalmente con la cattura di funzionari pubblici di alto rango.
I funzionari federali, come i funzionari della Receita Federal e dell'INSS (sistema di previdenza brasiliano)erano coinvolti nel 34% delle operazioni che terminarono con la prgione del funzionario pubblico(su un totale di 238 operazioni in cui è stato possibile identificare il funzionario arrestato).
In seguito sono coinvolti poliziotti civili e militari (22,3%) e in terzo luogo,funzionari pubblici di stato(12,6%).
La prima categoria di politici appare in sesta posizione:sono i sindaci con il 3,8% delle operazioni.
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