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Foto: Montagem/Alexandro Auler/Estadão

Il 15 ottobre in Brasile normalmente viene festeggiato il giorno del Professore ma la giornata di ieri tutto ha rappresentato meno che una festa. 
La protesta vibrante  ha portato nelle strade migliaia di professori in almeno 15 città brasiliane: Rio de Janeiro, Macaé, São Paulo, Brasília, Goiânia, Belo Horizonte, Juiz de Fora, Curitiba, Londrina, Cascavel, Salvador, Recife, Fortaleza, João Pessoa e São Luís. 
I professori con vari striscioni che richiedevano miglioramenti a favore dell'educazione pubblica si sono riuniti nelle varie città per promuovere manifestazioni pacifiche che a São Paulo, Rio de Janeiro e Belo Horizonte si sono ben presto trasformate in confronto violento tra i manifestanti e la polizia militare causando atti di vandalismo, aggressioni e numerosi stati di fermo. Secondo i dati della polizia di São Paulo e Rio de Janeiro sono state arrestate soltando nella giornata di ieri almeno 176 persone. 
(D.T.)
Dopo le proteste pubbliche che hanno movimentato le strade brasiliane mi sembra doveroso presentare l' opinioni di chi, a mente fredda, ha fatto una analisi dell'attuale situazione politica brasiliana.

Lezione del 22 luglio del Corso Online di Filosofia del 
Professor Olavo de Carvalho.
Parlamento di Brasilia (DF)
Negli ultimi giorni ci sono state manifestazioni di proteste che hanno invaso tutto il Brasile, sembra che molti Brasiliani si stiano stancando del malgoverno, dell'impunità e di tante promesse non mantenute.

Nel frattempo sperando che nulla si trasformi in azione violenta vediamo cosa succederà, ma la scarsa fiducia verso la classe politica non mi consola perché in questo caso quel vecchio proverbio "mal comune mezzo gaudio" viene clamorosamente smentito dai fatti.
E intanto i Brasiliani protestano e non soltanto per 20 centesimi...
(D.T.)
Salvador: oggi c’è … sciopero.


Gli scioperi bloccano i servizi per 227 giorni nel 2011.

Secondo quanto riportato dal quotidiano di Salvador Atarde dei 298 giorni trascorsi fino a ieri, martedì 25 ottobre, la capitale baiana ha registrato 227 giorni caratterizzati da almeno una forte protesta o uno sciopero realizzato da dipendenti comunali, statali e federali. Facendo un semplice conteggio in 3 giorni su 4 qualche servizio pubblico a Salvador non ha avuto un funzionamento regolare.
L’ultima grande paralisi si è avuta ieri quando 36 entità rappresentanti di diverse categorie dell’apparato pubblico dello Stato della Bahia, tra cui settori fondamentali come educazione, salute e sicurezza hanno incrociato le braccia rivendicando il pagamento di arretrati che traggono la loro origine nel 1994, anno in cui venne creata la “Unidade Real de Valor (URV).
La protesta è stata singolare e spettacolare; gli organizzatori si sono ritrovati di fronte allo Shopping Iguatemi dove su una torta di 10 metri c’era la seguente frase: “R$ 13 miliardi in più, bisogna dividere” riferito all’aumento stimato nei ricavi della riscossione delle imposte dello Stato baiano di quest’anno. Dopo fischi e parole di protesta la torta gigante è stata tagliata e divisa tra i passanti.
“Dal momento che l’economia baiana ha dimostrato un incremento, non capiamo perché il governo insiste nella tesi del contenimento” ha detto il presidente della Central dos Trabalhadores do Brasil (CTB) Adilson Araújo.
La Saeb (Segreteria di Amministrazione dello Stato) responsabile per le risposte sull’efficienza dell’apparato pubblico si è affrettata a chiarire che la protesta odierna non ha creato disagi nell’erogazione dei servizi e che qualche assenza si è avuta soltanto nel settore dell’istruzione.
Intanto, in attesa della prossima protesta o del prossimo sciopero la vita continua e gli unici che davvero vengono sempre penalizzati sono gli utenti che spesso pagano per servizi il cui livello non è adeguato al costo.

I.B.
Indiani brasiliani protestano contro furto della terra
Manifestazione dal 16 al 20 agosto a Mato Grosso do Sul

Centinaia di Indiani brasiliani provenienti da tutto il paese manifesteranno dal 16 al 20 agosto a Mato Grosso do Sul, a sud dell'Amazzonia, per chiedere di far luce sugli assassini dei loro leader, sul furto delle loro terre, sacrificate a progetti industriali, e su altre gravi minacce poste alla loro sopravvivenza. Stando a quanto si legge in un comunicato di Survival International, il movimento dei popoli indigeni, si stima che saranno circa 800 gli Indiani, rappresentanti di molte delle 233 tribù del Brasile, ad aderire alla protesta. La scelta di Mato Grosso do Sul vuole anche richiamare l'attenzione sulla criticità della situazione dei popoli indigeni di questo stato, in particolar modo gli Indiani Guarani. Survival denuncia come la terra dei Guarani sia stata derubata per far posto agli allevamenti di bestiame e alle piantagioni di canna da zucchero, ricordando come i Guarani soffrano del tasso di suicidi più alto del mondo. La protesta vuole anche mettrere in luce la rabbia crescente di molte tribù, contrarie a una serie di imponenti dighe e strade che il governo progetta di costruire in Amazzonia. Il raduno è stato organizzato dall'Associazione dei Popoli Indigeni del Brasile e dal Forum per la Difesa dei Diritti degli Indigeni. Gli Indiani hanno invitato al raduno tutti i candidati alle prossime elezioni presidenziali. "Il governo attuale ha drammaticamente trascurato gli Indiani brasiliani - ha dichiarato il direttore generale di Survival International, Stephen Corry - e ora loro chiedono ai candidati alle presidenziali di ascoltare i loro bisogni. Dal futuro presidente si aspettano azioni concrete a salvaguardia delle loro terre".
fonte:virgilio.it
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