Salvador (Bahia)
Salvador è una città del Brasile, capitale dello Stato di Bahia, parte della mesoregione Metropolitana de Salvador e della microregione di Salvador è la terza città più popolosa del Brasile, dopo San Paolo e Rio de Janeiro, e la maggiore della regione del Nord-Est.
Rio de Janeiro (RJ)
Rio de Janeiro è una città del Brasile, capitale dell'omonimo stato confederato. Rio è la seconda città del Brasile dopo San Paolo e fu la capitale della nazione dal 1763 fino al 1960, dopo Salvador da Bahia e prima di Brasilia. La città è famosa per le sue attrattive turistiche e contiene anche la più grande foresta all'interno di un'area urbana, la floresta da Tijuca
São Paulo (SP)
San Paolo è situata alcuni chilometri a sud della linea immaginaria del Tropico del Capricorno dista 1 030 km dalla capitale federale Brasília ed è la più vasta e popolosa città dell'Emisfero australe.Gli abitanti di San Paolo sono chiamati paulistanos, mentre paulista è il termine per tutti gli abitanti dello Stato di San Paolo. Un soprannome famoso della città è "Sampa".
100 Spiagge Brasiliane
Il Brasile possiede migliaia di chilometri di costa e spiagge tra le più diverse da nord a sud del paese che sicuramente non vi deluderanno. Dalle famiglie, agli sportivi agli amanti della natura ognuno troverà la "sua spiaggia".
L'azione coinvolgerà circa si milioni di Brasiliani che vivono nelle zone di confine con i dieci paesi limitrofi.
Questa sarà la più grande operazione in termini di dimensioni dal 2009 anno in cui è stato creato lo "Estado Maior Conjunto das Forças Armadas", organo che ha il compito di integrare e coordinare le azioni dell'Esercito , della Marina e dell'Aeronautica.
Intanto, in attesa della prossima protesta o del prossimo sciopero la vita continua e gli unici che davvero vengono sempre penalizzati sono gli utenti che spesso pagano per servizi il cui livello non è adeguato al costo.
I.B.
E un servizio della BBC svela scenari simili anche in una città della Nigeria
Undici mila persone uccise in sei anni. Non sono i numeri, drammatici, di una guerra, ma il bilancio delle operazioni di polizia condotte in Brasile. La denuncia arriva dall’associazione umanitaria Human Rights Watch, secondo cui la maggior parte degli omicidi è avvenuta in stile esecuzione. Questo documento di 122 pagine pubblicato ieri ne segue un altro diffuso lo scorso anno dalle Nazioni Unite, secondo cui la polizia brasiliana sarebbe stata responsabile di una «significativa porzione» dei 48mila omicidi commessi nel Paese l’anno precedente.
«L’uccisione di sospettati non ancora processati non è la risposta al crimine e alla violenza» ha detto Jose Miguel Vivanco, numero uno dell’associazione. «Gli abitanti di Rio de Janeiro e San Paolo hanno bisogno di più controlli, non di più violenza». Isabel Figueiredo, coordinatrice per il rispetto dei diritti umani e la pubblica sicurezza ha detto che il problema è noto, e che le autorità hanno già preparato un piano che prevede l’addestramento delle forze di polizia e l’utilizzo di armi meno letali. In una intervista al Los Angeles Times Vivanco ha rincarato la dose spiegando che l’utilizzo della violenza è il tallone d’Achille della sicurezza e che il clima omertoso impedisce di svolgere indagini sugli agenti. La maggior parte degli omicidi, secondo Human Rights Watch, viene archiviata come legittima difesa contro soggetti che hanno opposto resistenza al fermo, ma nei due anni di inchiesta il quadro emerso rappresenta una quotidianità in cui gli abusi sono all’ordine del giorno. I dipartimenti alla pubblica sicurezza di Rio e San Paolo e il segretariato nazionale per i diritti umani non hanno voluto commentare, ma la polizia ha fatto sapere che l’uso delle armi è una risposta all’esplosione del narcotraffico e alla violenza urbana delle favelas, rivendicando l’importanza delle operazioni svolte nell’ultimo anno.
Intanto un'inchiesta della BBC svela un'emergenza simile anche in Nigeria. Secondo quanto si apprende, negli ultimi mesi all'obitorio dell'ospedale di Enugu la polizia avrebbe portato molti cadaveri di giovani uomini, quasi un centinaio. La conferma arriva del direttore dell'Università medica della cità, Anthony Mbah, secondo il quale molti sarebbero già stati sepolti. L'inviato britanicco racconta di uno spettacolo raccapricciante con pile di cadaveri stipati su più piani, sui tavoli e anche per terra. Alcuni di questi - riporta il servizio - sono persone che si trovavano sotto custodia degli agenti per accuse legate al sequestro di persona. Il comandante della polizia locale ha detto di non conoscere il numero di corpi presenti nell'obitorio, ma ha aggiunto che i suoi agenti hanno «il dovere di combattere i criminali» e talvolta ci «rimettono anche la vita».
fonte:lastampa.it
Questo è un argomento molto delicato, ci sono buoni poliziotti, altri violenti, altri corrotti e altri pessimi quindi è difficile generalizzare ma è chiaro che il salario per il tipo di lavoro è inadeguato e facilità le tentazioni negative; quanto alla violenza dei poliziotti questa è strettamente collegata alle realtà in cui operano e molte volte alla scarsa preparazione ed esperienza accumulata. Molti vengono mandati "allo sbaraglio" e la loro inesperienza, unita ad altri fattori concomitanti, provocano tragedie.
Venti omicidi al giorno. E' il dato riguardante Rio de Janeiro, fornito dall'organizzazione non governativa brasiliana "Rio de Paz". L'organizzazione ha promosso una singolare manifestazione contro l'alto numero di omicidi nello stato di Rio: da gennaio 2007 a settembre 2009 sono stati 20 mila gli assassini nel stato fluminense. I partecipanti manifestano giacendo dentro un carrello da supermercato con addosso una maschera. Qualche giorno fa infatti il cadavere di un uomo è stato ritrovato dentro un carrello della spesa, durante una protesta repressa dalla polizia sulla spiaggia di Copacabana. Il numero degli omicidi è infatti aumentato da quando la polizia brasiliana realizza incursioni nelle favelas carioca, dopo che il comune di Rio è riuscito ad aggiudicarsi le celebrazioni delle Olimpiadi del 2016













