Battisti: resta o viene espulso?


Il Brasile è il paese della telenovela per eccellenza ma quella a cui da qualche anno stiamo assistendo, oltre ad essere noiosa e, per molti Italiani, di cattivo gusto si arricchisce di un nuovo capitolo: Cesare Battisti riuscirà anche stavolta a restare lontano dall'Italia?

Il dubbio è legittimo perché Battisti, reo confesso, ha falsificato i timbri sul passaporto di ingresso in Brasile cosa che automaticamente, secondo la legge brasiliana prevede oltre alla revoca del permesso, anche l'espulsione.
L'ex terrorista gode di asilo politico offerto dall'ex presidente Lula ma questo piccolo dettaglio potrebbe mettere in discussione questo beneficio di cui sta godendo sul suolo brasiliano.

Cesare Battisti ha ammesso di aver usato questo sistema per garantirsi la permanenza in Brasile durante il periodo di latitanza utilizzando oltretutto un passaporto falso per entrare in Brasile come cittadino francese. 
Secondo il Tribunale, «una copia della sentenza verrà inviata al ministero della Giustizia, per le eventuali decisioni in merito». 
Cosa può accadere adesso al "prode" Battisti?

In teoria, la legge prevede l'espulsione immediata dal Paese per gli stranieri che falsificano documenti per entrare o per restare in Brasile. 
Come in ogni telenovola che si rispetti c'è sempre un colpo di scena per catturare l'attenzione degli spettatori e anche il caso di Battisti è particolare: il governo brasiliano ha prima negato l'estradizione chiesta dall'Italia e poi gli ha concesso un visto di lavoro permanente. 

Il tutto sembrerebbe normale ma la decisione fu presa quando la vicenda del passaporto e dei timbri falsi era già venuta alla luce. perché dal carcere "l'onesto" Battisti aveva ammesso che i timbri che imitavano quelli dell'immigrazione all'aeroporto servivano nel caso fosse stato fermato per qualche motivo in Brasile dal memento che era entrato nel paese come latitante.
Quale sarà la prossima puntata?
(D.T.)
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