Salvador (Bahia)
Salvador è una città del Brasile, capitale dello Stato di Bahia, parte della mesoregione Metropolitana de Salvador e della microregione di Salvador è la terza città più popolosa del Brasile, dopo San Paolo e Rio de Janeiro, e la maggiore della regione del Nord-Est.
Rio de Janeiro (RJ)
Rio de Janeiro è una città del Brasile, capitale dell'omonimo stato confederato. Rio è la seconda città del Brasile dopo San Paolo e fu la capitale della nazione dal 1763 fino al 1960, dopo Salvador da Bahia e prima di Brasilia. La città è famosa per le sue attrattive turistiche e contiene anche la più grande foresta all'interno di un'area urbana, la floresta da Tijuca
São Paulo (SP)
San Paolo è situata alcuni chilometri a sud della linea immaginaria del Tropico del Capricorno dista 1 030 km dalla capitale federale Brasília ed è la più vasta e popolosa città dell'Emisfero australe.Gli abitanti di San Paolo sono chiamati paulistanos, mentre paulista è il termine per tutti gli abitanti dello Stato di San Paolo. Un soprannome famoso della città è "Sampa".
100 Spiagge Brasiliane
Il Brasile possiede migliaia di chilometri di costa e spiagge tra le più diverse da nord a sud del paese che sicuramente non vi deluderanno. Dalle famiglie, agli sportivi agli amanti della natura ognuno troverà la "sua spiaggia".


Tatiana Della Carità
La decisione spetta al Presidente delle Repubblica ma sraà che Lula ha interesse a prendere una decisione prima che il suo successore assuma i poteri?
Su questo ho qualche dubbio....
Dieci giorni di musica no-stop, un susseguirsi di spettacoli dalla mattina a tarda notte, moltissimi artisti jazz, soul, rthythm & blues, blues, gospel, pop song, salsa, riuniti in un'unica kermesse. Questo è ormai da trentotto anni Umbria Jazz, a Perugia, festival dalle molte anime, in corso dal 9 luglio, che quest’anno svela anche una vocazione per la solidarietà. Artisti famosi e serate brillanti, certamente, passando dell’Arena ai teatri storici, ma anche un approccio diverso allo spettacolo, eredità irrinunciabile delle prime edizioni, quando al jazz si aprirono le piazze e gli scenari naturali dell’Umbria.
La novità di quest’anno viene dal Brasile, dall’anima ferita del Brasile, quei meninos de rua a cui ogni possibilità di sviluppare i propri talenti artistici è preclusa dall’indigenza. La serata conclusiva verrà dedicata ai giovani del Progetto Axé, una onlus che da anni si occupa della protezione e della crescita di bambini e adolescenti in Brasile e che grazie al suo fondatore Cesare De Florio La Rocca è da anni impegnata per le strade di Salvador de Bahia.
La parola d’ordine dell’evento di chiusura che si terrà all’Arena Santa Giuliana domenica 18 luglio è già chiara nel nome Axé, che significa "Energia positiva creatrice". Con i talentuosi ragazzi del Progetto ci sarà sul palco anche un ospite speciale che ha aderito all’iniziativa con gioia e disponibilità: Fiorella Mannoia. Sarà un concerto di solidarietà, gratuito e dal titolo suggestivo "Suoni e movimenti del desiderio". La grande speranza che il Progetto Axé offre ai sui ragazzi è l’opportunità di non smettere mai di sognare e di desiderare un futuro diverso e migliore. Attraverso un percorso pedagogico molto vario che spazia dalla musica alle arti figurative, dalla danza al canto o al sostegno della frequenza scolastica più di 18.000 ragazzini sono stati salvati dalla strada e reinseriti nella vita sociale.
L’opportunità offerta da Umbria Jazz oltre a essere importantissima per gli artisti coinvolti è occasione di riflettere su un problema forse a noi lontano ma che con un piccolo gesto possiamo aiutare a risolvere. Fino al 25 luglio 2010 infatti, inviando un sms al numero 45593 da tutti i cellulari personali Tim, Vodafone, Wind e 3 sarà possibile donare 1 euro, oppure donare 2 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa Telecom Italia, aiutando così l'associazione a realizzare il progetto "Musica e pace" a Salvador. Cesare de Florio La Rocca ha voluto sottolineare "La grande apertura e generosità da parte di chi, da Umbria Jazz a Conad, ha voluto scommettere su questi giovani artisti che prima vivevano in strada e ora saliranno sul palco per il concerto finale del festival".
(Marcello Gamberale)
fonte:ilgiornale.it
Battisti aspetta il giudizio del Supremo Tribunale Federale (STF) attuando uno sciopero della fame
L´ex attivista italiano, Cesare Battisti, sta facendo lo sciopero della fame secondo quanto dice il movimento Critica Radicale.
Diretto dalla ex prefetto di Fortaleza Maria Luiza Fontenele, e dalla professoressa Rosa da Fonseca, il gruppo richiede la liberazione di Battisti il cui giudizio nel Supremo Tribunale Federale (STF) é atteso per giovedì della prossima settimana
Battisti é stato condannato all´ergastolo in Italia, accusato di aver ucciso quattro persone.
Maria Luiza e un gruppo di persone contrarie all´estradizionelo visitarono ieri nel carcere di Papuda, a Brasília.
Secondo quanto riporta la ex prefetto di Fortaleza Battisti é molto nervoso per il protrarsi del giudizio e per questo motivo starebbe attuando uno sciopero della fame.
La ex prefetto, che é testimone della difesa nel processo, ha saputo che Battisti rifiuta di mangiare durante una riunione con José Antonio Toffoli, ministro del STF. Secondo lei, il senatore Eduardo Suplicy (PT-SP) disse che Battisti non si stava alimentando giá da qualche giorno.
A gennaio di quest´anno Battisti ha ricevuto dal ministro di Giustizia, Tarso Genro, la condizione di rifugiato politico in Brasile. ino a quando il STF deciderá se lo status di rifugiato impedisce o meno la sua estradizione richiesta dal Governo Italiano.
Il processo inizió a settembre ma fu interrotto per il veto del ministro Marco Aurélio Mello.
Ex integrante dell´organizzazione Proletariati Armati per il Comunismo, Battisti fu condannato all´ergastolo in Italia. Trascorse 28 anni di esilio tra Francia, Messico e in ultimo Brasile dove fu catturato a Rio de Janeiro, nel 2007.
Il mio commento sul caso l´ho giá fatto in passato .... e confermo la mia posizione totalmente a favore dell´estradizione.
Sì della procura brasiliana
all’asilo politico per Battisti
Dopo mesi di stallo, il caso è ancora in bilico: libertà o estradizione in Italia? Il Brasile, complice l’estate, va per le lunghe e Cesare Battisti è ancora nel carcere di Papuda. Ora da Brasilia arriva una notizia che segna un punto a favore dell’ex terrorista dei Pac: il Procuratore generale del Brasile ha dato ragione al ministro della Giustizia Tarso Genro, che a suo tempo aveva concesso a Battisti l’asilo politico. Per Antonio Fernando De Souza la decisione è politica ed è espressione della sovranità dello Stato brasiliano. Dunque, il caso, a giudizio dell’alto magistrato, è chiuso e il processo deve finire ancora prima di cominciare.
Naturalmente, quello di De Souza è solo un parere, consultivo e non vincolante e la Procura generale appare storicamente schiacciata sulle posizioni dell’esecutivo. La partita è ancora tutta da giocare e la decisione finale spetta al Supremo Tribunal Federal, assai più indipendente, che dalle indiscrezioni dei mesi scorsi, appare spaccato al suo interno: il presidente Gilmar Mendes, per esempio, ha sempre detto di essere favorevole al «rimpatrio» di Battisti.
In ogni caso, le parole del Procuratore generale hanno un loro peso specifico e contribuiranno a formare una decisione che appare difficile: sul piano tecnico la magistratura si è sentita scavalcata dal potere politico e molti esperti ritengono che la richiesta dell’Italia sia ineccepibile; incredibile, invece, quasi surreale, la concessione dell’asilo politico a un assassino. L’Italia, anche quella della prima Repubblica, non è un Paese che violava i diritti umani e i processi si svolgevano e si svolgono regolarmente. Battisti è solo un ergastolano sfuggito in modo rocambolesco alla sua pena.
Dall’altra parte però pesa, come un macigno, la scelta di Genro. Il Supremo Tribunal Federal dovrebbe sconfessarlo creando un incidente istituzionale non di poco conto. Il tempo trascorso non ha raffreddato gli animi e la quadratura del cerchio non è stata trovata: i rapporti fra Roma e Brasilia sono andati in crisi, persino l’amichevole fra le due squadre di calcio è stata messa a repentaglio da un caso che appare sempre molto spinoso.
Battisti apparteneva a un gruppuscolo eversivo nato nella periferia milanese, i Proletari armati per il comunismo. Una meteora, ma anche un concentrato di ferocia: i Pac firmarono alla fine degli anni Settanta quattro imprese sanguinose fra Milano e il Nordest. Spararono a un macellaio, a un agente della Digos, al comandante delle guardie carcerarie del penitenziario di Udine. Ma l’episodio più clamoroso avvenne a Milano il 16 febbraio 1979: un gruppo di fuoco uccise l’orefice Pierluigi Torregiani, colpevole di aver reagito a una rapina e ammazzato un bandito. I Pac, dunque, vendicarono quel criminale e ferirono gravemente anche il figlio Alberto, da allora su una sedia a rotelle.
Battisti attende nel carcere di Papuda. Qui, secondo Luciano Pessina, un militante di Autonomia scappato a quelle latitudini nel 1984, sarebbe stato picchiato dalle guardie. Il fatto che sia ancora in cella fa però ben sperare le autorità italiane: di fatto il braccio di ferro fra la magistratura e il potere politico brasiliano è ancora in corso. E dall’Italia partono altre bordate: «Se il Supremo Tribunale e il governo dovessero assecondare il parere del Procuratore - afferma il presidente dei senatori dell’Udc, Gianpiero D’Alia - all’Italia non resterebbe altro che interrompere le relazioni diplomatiche con il Brasile». La decisione finale arriverà nelle prossime settimane.
fonte:ilgiornale.it
Questa è una situazione delicata, qui in Brasile le opinioni sono molto divergenti ma in realtà pochi conoscono bene la storia di Battisti ... e opinare senza sapere spesso porta a giudizi affrettati.
Io ho la mia opinione ma preferisco dare un commento quando verrà presa una decisione definitiva anche se credo di condividere l'opinione del 95% degli Italiani e del 60% dei Brasiliani.











