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Catarina Migliorini vende la verginità all'asta via web per 780.000 dollari.
La brasiliana di Santa Catarina ma residente in Indonesia ha messo all'asta la propria verginità per pagare i suoi studi di medicina in Argentina, è quanto asserito dalla giovane. 
 Si è aggiudicato l'asta un uomo giapponese di nome Natsu di cui non si conoscono altri dettagli personali. 
La ragazza ha dichiarato alla stampa: "Voglio finanziarmi gli studi di medicina in Argentina. La vedo come un’impresa. Mi permette di viaggiare, di girare un film e di avere subito del denaro. Se fai questo una sola volta nella vita, non sei una prostituta, non è che facendo una sola foto diventi un fotografo". 
Allo stesso modo un ragazzo russo ha venduto la propria ottenendo 3000 dollari da una signora brasiliana che ha acquistato il diritto a questo "prodotto" fino a qualche tempo fa non così banalizzato da finire all'asta. Personalmente rispetto ma non concordo su questo tipo di "lavoro" perché ciò contribuisce a banalizzare un momento che dovrebbe essere importante per ogni essere umano. 
Sperando che non diventi una moda vi chiedo chi si ricorderà di Catarina e Alexander tra qualche anno? 
(I.B.)
La Banca centrale alza il tasso di interesse di mezzo punto.


Il paese amazzonico sempre più leader nella classifica mondiale dei tassi di interesse reale.

La presidente brasiliana Dilma Rousseff apre l'offensiva contro l'inflazione. La Banca Centrale ha aumentato mercoledì il tasso di interesse di mezzo punto percentuale, passando dal 10,75 all'11,25 per cento. Lo scatto, il primo da luglio scorso, è stato deciso all'unanimità dal comitato per la politica monetaria e firmato dal nuovo presidente dell'Istituto, Alexander Tombini, uomo di fiducia di Rousseff. Con questo aumento il Brasile consolida il primato nella classifica degli interessi reali, la quota che si ottiene scontando dal tasso di interesse la percentuale dell'inflazione: a seconda delle proiezioni sulla crescita dei prezzi, l'interesse reale in Brasile oscilla tra il 5,5 e il 6 per cento, rispetto all'1,9 per cento dell'Australia. Stando alle indiscrezioni filtrate sulla stampa locale la misura era attesa da giorni, e già in campagna elettorale Rousseff aveva promesso interventi per raffreddare la domanda e di conseguenza la corsa dei prezzi.

Nel 2010 l'inflazione in Brasile ha toccato quota 5,91 per cento, ben oltre il 4,5 per cento prefissato dalla Banca centrale. L'attenzione passa ora ai potenziali rischi: si alzano i costi della spesa pubblica e si attende un assalto del dollaro al real, la moneta locale, sempre più appetibile per il reddito che può offrire. Con la conseguenza che il biglietto verde potrebbe ulteriormente deprezzarsi punendo le esportazioni brasiliane e incoraggiando lo sbarco di merci statunitensi nel paese amazzonico.

Fonte:(Raffaele Bertini) www.ilvelino.it
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