Visualizzazione post con etichetta borsa. Mostra tutti i post
Brasile:
 listino e valuta scivolano su possibile raffreddamento real




Giornata da dimenticare per la finanza brasiliana, che ha visto Borsa e valuta domestica scivolare ai minimi di tre mesi in scia a timori per un possibile raffreddamento del real.

Il ministro delle Finanze Guido Mantega ha fatto sapere durante una testimonianza al Congresso che il governo potrebbe utilizzare qualunque strumento a propria disposizione per fermare o rallentare la crescita del real, e che continuerà a lavorare per mantenere l'inflazione entro i target.
Un lavoro che si preannuncia ostico, quest'ultimo.
Mantega ha infatti precisato che la salita a livello internazionale dei prezzi delle materie prime sta causando un aumento dei prezzi di cibi e gas sul mercato interno.

In effetti la situazione brasiliana non è al momento "tranquilla": l'inflazione IPCA staziona al 6,44%, a fronte del limite imposto dalla banca centrale al 6,5% e il target governativo del 4,5%, mentre il real si è apprezzato nei confronti del dollaro del 46% dal 2008 e del 4% da inizio anno.

Il governo ha già iniziato ad adottare misure di raffreddamento, come per esempio l'aumento della tassazione su alcune transazioni finanziarie e sui requisiti di riserva delle banche.

Il cross dollaro/real si è portato a 1,5878, mentre l'indice Bovespa ha lasciato sul terreno l'1,75%. Da rilevare la pioggia di vendite sul colosso telefonico America Movil.
Secondo alcuni analisti la compagnia, che pure ha annunciato una trimestrale impeccabile, avrebbe potuto fare di più a livello di Ebitda.

fonte:finanza.repubblica.it

Corre inflazione, in arrivo aumento tassi



In arrivo un aumento dei tassi di interesse in Brasile. Dai verbali del Copom, il Comitato di politica monetaria brasiliano, relativi alla riunione dello scorso 18 marzo in cui la Banca Centrale decise di lasciare i tassi invariati, è infatti emerso che l'inflazione annuale del Brasile salirà nel 2010 al 5,1% per poi assentarsi al 4,7% l'anno successivo. Si tratta di un livello più alto del target del 4,5% precedentemente fissato dalle autorità di politica monetaria.
Per questo motivo, nella prossima riunione del 28 aprile il Copom aumenterà i tassi di interesse




fonte:repubblica.it
Cina e Brasile, addio al dollaro


Cina e Brasile infliggono un colpo al ruolo del dollaro come moneta universale. Le due banche centrali di Brasilia e Pechino hanno annunciato di avere raggiunto un accordo per eliminare il dollaro come moneta di pagamento del commercio bilaterale tra i due paesi, un interscambio che quest'anno raggiungerà 40 miliardi di dollari.

Il presidente dell'autorità monetaria brasiliana Henrique Meirelles ha dato l'annuncio dopo un incontro con il suo omologo cinese, Zhou Xiaochuan, ai margini del meeting tra governatori presso la Banca dei regolamenti internazionali, con sede a Berna. L'import-export fra i due giganti emergenti sarà dunque pagato in yuan e real anziché in dollari com'era antica consuetudine. Lo stesso Meirelles ha aggiunto che un accordo analogo sta per essere raggiunto con l'India, per usare direttamente il real e la rupia nell'interscambio bilaterale, eliminando i pagamenti in dollari. Anche la Russia è intenzionata a siglare rapidamente lo stesso tipo di intesa, che è stato discusso in seno al club dei Bric (Brasile, Russia, India, Cina).

Naturalmente questo non scalfisce ancora il ruolo del dollaro come moneta di riserva delle banche centrali. I dirigenti cinesi, anzi, hanno ribadito di recente che la politica di investimenti in dollari delle loro riserve valutarie non subirà mutamenti significativi (in effetti sono preoccupati che un segnale di "disaffezione" da parte loro possa far crollare il dollaro, svalutando i loro investimenti ed anche riducendo la competitività del made in China). Tuttavia l'abbandono del dollaro nel commercio fra i Bric è un passo verso il ridimensionamento del suo ruolo come moneta "universale". I bric rappresentano le economie a più forte tasso di crescita. La Cina da quest'anno ha scalzato gli Stati Uniti come primo partner commerciale del Brasile. Le esportazioni brasiliane nella Repubblica Popolare (soprattutto soya e minerale ferroso) sono aumentate del 64% nel primo trimestre 2009 rispetto allo stesso periodo del 2008.

Intanto un nuovo segnale di ripresa dell'economia cinese viene dall'indice dell'attività manifatturiera, che a giugno è aumentato per il quarto mese consecutivo. L'indice aveva segnato un minimo storico nel novembre scorso, quando la recessione globale aveva avuto un impatto tremendo sulle esportazioni cinesi.
L'ottimismo sulle grandi economie asiatiche (Cina e India in testa) traspare nel comportamento degli investitori nternazionali: il gruppo di private equity Carlyle ha appena annunciato di avere facilmente raccolto un miliardo di dollari di capitali per il suo nuovo fondo specializzato in piccole e medie imprese asiatiche.

E c'è chi comincia a temere che attorno alla Cina si stia formando una nuova bolla speculativa. Il collocamento iniziale dei titoli di un produttore di shampoo alle erbe, Bawang, in dieci minuti dall'apertura delle sottoscrizioni ha raccolto domende per 9 miliardi di dollari, a fronte di un'offerta di azioni di soli 215 milioni. La Bawang ha un rapporto prezzi-utili a quota 20, decisamente elevata.
Un altra società cinese, la Duoyuan Global Water specializzata nel trattamento delle acque, ha avuto un rialzo del 34% nel suo primo giorno di quotazione al New York Stock Exchange. A Hong Konh il primo collocamento in Borsa del gruppo China Metal Recycling è stato salutato da un rialzo immediato del 22%. Secondo Ernst&Young ci sono 108 nuovi collocamenti azionari di matricole cinesi che stanno per arrivare alle Borse di Shanghai e Hong Kong.
Copyright © 2008 ITALIANO ... BRASILEIRO | Editato da D.T.