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Itapuã - Salvador
Itapuã significa “pietra appuntita” o "punta della pietra" e non "pietra che russa" come molti credono.
L'origine del nome deriva dall'unione di due parole dell'antica lingua indigena Tupi: ita e apuã.
All'inizio degli anni 50, Itapuã era appena una colonia di pescatori lontana dal centro di Salvador, la spiaggia divenne il punto di villeggiatura preferito dai Soteropolitani e oggi è uno dei quartieri più densamente abitati e popolari della capitale baiana.
La distanza di 21 chilometri che separa Itapuã dal centro di Salvador ormai non sono più percepibili dopo che la strada è stata asfaltata, il paesaggio del lungomare rende piacevole il percorso che porta nel cuore della città passando attraverso i quartieri costieri di Barra, Ondina, Rio Vermelho, Amaralina, Pituba, Chega Negro, Armação e Itapuã.
Localizzata in una insenatura di acqua chiara Itapuã è caratterizzata da spiagge piene di alberi di cocco e mare calmo, in alcuni punti l'ampiezza della spiaggia permette movimentate partite di calcio e una intensa attività sportiva. In inverno è frequente vedere la spiaggia popolata da surfisti in cerca di buone onde da domare.
Qui si trova anche la Cappela di San Francesco, una delle più antiche costruzieoni dello Stato di Bahia, fatta costruire per ordine di Francisco Dias D'Avila, Senhor da Torre, in modo tale da ospitare l'immagine diSanto Antônio Argoin.
La "Lavagem de Itapuã", l'ultima di un ciclo di feste Popolari prima di Carnevale è un omaggio a Nossa Senhora da Conceição, patrona del quartiere. La Piazza più famosa si chiama Dorival Caymmi, che è anche il nome di una delle principali strade del quartiere.
Un punto turistico famoso che si trova nel Largo de Itapuã è la barraca di Cira, famosa baiana dell'acarajé, che attrae molti turisti, artisti e politici.
Oltre alle belle spiagge la famosa Lagoa do Abaetè è un altro punto turistico molto frequentato soprattutto nel fine settimana.
Quartiere di Barra da Tijuca

Barra da Tijuca è la più lunga spiaggia di Rio de Janeiro con una lunghezza di 18 km, acqua verde e pulita e una una formazione molto particolare di onde che la rende una delle spiagge più frequentate dagli amanti di surf, windsurf, bodyboard e kytesurf.
Una delle spiagge più importanti del quartiere si chiama Praia do Pepe. Alla fine di Barra de Tijuca nel quartiere di Recreio dos Bandeirantes e oltre troverete le spiagge Prainha e Grumari accessibili solo con mezzi propri o taxi.
Le onde perfette di Prainha l'hanno resa famosa come la Spiaggia dei Surfisti, oltre a questo anche il paesaggio è incredibile tanto che l'area montagnosa che la circonda è protetta come riserva biologica.
L'anima sportiva delle spiagge di Barra da Tijuca ha aiutato molte scuole a crescere nel tempo e a formare vari atleti che partecipano ai campionati nazionali e internazionali delle varie discipline sportive che trovano terreno fertile in questa area della città.
Barra da Tijuca è un quartiere di medio alto livello socio-economico e questo aspetto ha fatto sì che negli ultimi anni questa parte della città di Rio de Janeiro sia in continua evoluzione e crescita.
Barra da Tijuca è considerata sia una regione amministrativa sia quartiere: all'interno della regione sono inclusi i quartieri di Joa, Itanhangá, Camorim, Piccola Vargem, Vargem Grande, Recreio, Bandeirantes Grumari e Barra da Tijuca.
Il quartiere di Barra da Tijuca occupa solo un quinta dell'area dell'omonima regione amministrativa ed è formato da "subquartieri quali: Barrinha, Oceanico, Jardim e Tijucamar.
A Barra barra si può arrivare in autobus, anche se gli autobus pubblici non arrivano in tutti i punti del quartiere oppure potete prender i trasporti privati alternativi (combi bianche, ossia piccoli furgoncini)che regolarmente passano nel lungomare delle spiagge di Copacabana, Ipanema e Leblon ed hanno lo stesso costo degli autobus.
Altra possibilità è affittare una macchina o un taxi che a Rio de Janeiro non è molto caro.
A Barra da Tijuca si trova il più grande centro di riunioni dell'America Latina: il "Rio Centro".
Naturalmente esiste anche un mega Shopping Center, il "Barra Shopping"che conta con oltre 650 locali.
Altra attrazione è il "Rio Water Planet" il più grande parco acquatico in America Latina.
Livello di inquinamento atmosferico a San Paolo


La Mooca, nella zona est, è la regione di São Paulo con la peggiore qualità di aria degli ultimi sei giorni.
E' stata l'unica classificata come "male" dalla Companhia de Saneamento Ambiental do Estado (Cetesb) nell'ultima settimana e il picco negativo è stato raggiunto domenica 22. GLi effetti dell'inquinamento sono peggiorati dalla scarsa umidità dell'aria, secondo gli specialisti
L'eccesso di ozono e la difficoltà nella dispersione delle particelle in un quartiere con poco presenza di alberi e localizzato al lato della tangenziale est, una delle arterie più movimentate della città, sono alcune delle spiegazioni che giustificano ciò che è accaduto nella Mooca.

Il livello di ozono nella regione è arrivato a 203, il livello massimo raccomandato è 101, la cosa ha fatto sì che il livello di inquinamento del quartiere sia stato considerato il peggiore di tutte le regioni dello stato sottoposte alla misurazione da parte del Cetesb.

La qualità dell'aria ieri è stata considerata inadeguata in altre tre aree della città: Parque d. Pedro II, Freguesia do Ó e Ibirapuera. La Mooca
è uscita dalla classificazione "male" ed è entrata in quella "inadeguata"

All'interno dello stato la qualità era al di sotto del livello raccomandato in São José dos Campos e in Paulínia, dove si trova il polo petrolchimico della Petrobras.

A causa del tempo secco in tutto lo stato di São Paulo, le cascate seccarono in Altinópolis e in Araçatuba dove alcuni incendi si sono sviluppati in aree verdi.
Terreiro Ilê Axé Opô Afonjá:
100 anni di affermazione dell’identità negra.

Venerdì 30 luglio, uno dei più antichi e tradizionali terreiros di Candomblé di Bahia, o Ilê Axé Opô Afonjá, comandato dalla ialorixá Mãe Stella, ha completato 100 anni dalla fondazione con feste e discussioni sulla tradizione religiosa di matrice africana.
La cerimonia realizzata nello spazio principale del terreiro, nel quartiere di Cabula, contò sulla presenza del segretario Especial para Promoção da Igualdade Racial da Presidência da República, Elói Ferreira, della moglie del Governatore di Stato, Fátima Mendonça, e dei segretari statali della Cultura (Secult), Márcio Meirelles, e della Promoção da Igualdade (Sepromi), Luiza Bairros.
La festa è stata aperta con i saluti dgli Alabés del terreiro alla Casa. In seguito gli inviatai hanno assistito ad una rappresentazione di danza diretta dal coreografo Clyde Morgan.
Anche le poste hanno lanciato un francobollo in omaggio ai 100 anni del terreiro che ritrae l’immagine di Xangô, o orixá da Casa, e della Bandiera del Brasile. Una rappresentazione dei Filhos di Ghandy ha chiuso la cerimonia.
I festeggiamenti sono continuati tutto il fine settimana con riunioni, tavole rotonde, dibattiti e l’inaugurazione del busto di Mãe Aninha, lancio del libro, presentazioe e show del blocco Cortejo Afro, oltre a show di vari grupoi di capoeira, danza e della Banda Aiyê.

“E’ un momento per ricordare l’esempio di queste donne che durante 100 anni lottarono per l’affermazione dell’identità negra e il mantenimento delle sue radici” disse Luiza Bairros.
Il segretario della Cultura ricordò che festeggiare i 100 anni dell’Afonjá é è come ricordare la vittoria del popolo negro a Bahia. “Sono riusciti a vincere contro le avversità e la persecuzione per mantener vivo lo spirito del Candomblé”.

Storia

Fondato nel 1910 da un gruppo dissidente del Terreiro da Casa Branca, comandato da Mãe Aninha, Ilê Axé Opô Afonjá è stato marcato dalla lotta per il mantenimento delle tradizioni religiose. Durante questi 100 anni cinque “mães di santo” hanno comandato questo spazio sempre con protagonismo nella società baian.
Nel 1936, per esempio, Mãe Aninha andò dal presidente Getúlio Vargas per ottenere la liberazione dei culti che erano osteggiati dalla politica di quel tempo. Con la morte di Aninha, nel 1938, la Casa venne comandata dalla iyalorixá Bada, conosciuta come Olufan Deiyi, suo nome sacerdotale, che governò il Ilê Axé dal 1939 al 1941, quando morì. Per sostituirla assunse il matriarcayo del tempio, Maria Bibiana do Espírito Santo, la veneranda Mãe Senhora de Oxum.
Comandò il Ilê Axé Opô Afonjá, che significa “La Casa della Forza Sostenuta da Xangô”, per 26 anni. Ristrutturò e ampliò il terreiro e attrasse al culto nomi importanti della società baiana come Jorge Amado e Pierre Verger.
Dopo Mãe Senhora, l’Afonjá fu comandata da Mães Stella de Oxossi, che attualmente occupa il trono della Casa. Considerata la più politicizzata e intellettuale delle ialorixás che hanno diretto il terreiro, ha combattuto il sincretismo religioso, scritto libri, stimulato la ricerca e valorizzato le tradizioni come forma utili a mantenere la memoria.
Oggi l’Opô Afonjá ha una scuola modello nell’insegnamento della cultura negra in Brasile, un museo con oggetti e documenti relativi al culto del Candomblé, oltre che una biblioteca.
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