Visualizzazione post con etichetta Monsignor. Mostra tutti i post
Nuova diocesi di Camaçari


Il Santo Padre ha eretto la diocesi di Camaçari (Brasile), con territorio dismembrato dall’arcidiocesi di São Salvador da Bahia, rendendola suffraganea della medesima Chiesa Metropolitana.
Il Papa ha nominato primo vescovo della diocesi di Camaçari (Brasile) mons. João Carlos Petrini, finora vescovo titolare di Auguro ed ausiliare di São Salvador da Bahia.
Mons. João Carlos Petrini è nato il 18 novembre 1945 a Fermo (Italia).
Come appartenente al Movimento di Comunione e Liberazione è stato inviato, come missionario laico, in Brasile, nell’arcidiocesi di São Paulo. In Brasile ha frequentato la Facoltà di Teologia "Nossa Senhora da Assunção".
Dopo l’ordinazione si è laureato in Scienze Sociali presso la Pontificia Università Cattolica di São Paulo.
È stato ordinato sacerdote il 28 giugno 1975 per l’arcidiocesi di Fermo e designato "fidei donum" per l’arcidiocesi di São Paulo e, dal 1988, per l’arcidiocesi di São Salvador da Bahia.
Il 12 gennaio 2005 è stato nominato vescovo titolare di Auguro ed ausiliare di São Salvador da Bahia e ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 10 marzo successivo.
Attualmente è membro della Commissione Episcopale Nazionale della Pastorale per la Famiglia e per la Vita.

Sempre in Brasile, il Santo Padre ha nominato vescovo di Barreiras mons. Josafá Menezes da Silva, finora vescovo titolare di Gummi di Bizacena ed ausiliare di São Salvador da Bahia. Mons. Josafá Menezes da Silva è nato il 2 gennaio 1959, nella città di Salinas da Margarida, nell’arcidiocesi di São Salvador da Bahia. È stato ordinato sacerdote il 14 maggio 1989, incardinandosi nel clero arcidiocesano di São Salvador da Bahia. Il 12 gennaio 2005 è stato nominato vescovo titolare di Gummi ed ausiliare di São Salvador da Bahia e ha ricevuto l’ordinazione episcopale il 10 marzo successivo.

fonte:oucumene.radiovaticana.org
Rio de Janeiro: Guerra contro i Trafficanti delle Favelas


Brasile, è ancora caccia ai narcos
Rio de Janeiro, numero morti sale a 34

E' salito a 34 il numero dei morti nelle operazioni di polizia ed esercito contro le bande di narcotrafficanti in corso da sei giorni nelle favelas di Rio de Janeiro. I militari hanno circondato il complesso edilizio di Morro do Alemao, dove si trovavano almeno 200 narcos. Durante la notte è rimasto ferito in modo lieve un fotografo della Reuters, colpito da un proiettile vagante.

All'operazione partecipano 600 poliziotti e 800 militari, la maggior parte dei quali ha partecipato alle operazioni di peacekeeping ad Haiti ed è esperta di guerriglia urbana, secondo fonti dell'esercito. Non è previsto un attacco in forze ma solo un assedio che impedisca ai narcos di fuggire.

Le forze dell'ordine hanno reagito ad una situazione inedita, in cui i principali cartelli, invece di combattersi l'un l'altro, si sono uniti per cercare di mettere in ginocchio la città.

In vista dei Mondiali e delle Olimpiadi che il Brasile ospiterà nel 2014 e 2016 le autorità avevano fatto ricorso alle cosiddette "unità di pacificazione" (Upp) che erano riuscite a ripulire dai narcotrafficanti una decina di favelas nel centro della città, mantenendovi in permanenza un distaccamento di polizia: nel timore che l'iniziativa potesse prendere piede anche in altre zone della metropoli, i narcos sono passati al contrattacco.

fonte:tgcom.mediaset.it

“E’ necessaria la pace per vivere a Rio di Janeiro”


L'Arcivescovo di Rio de Janeiro, Mons. Orani João Tempesta, dinanzi ai recenti scontri verificatisi nella città, ha chiesto di "vincere il male con il bene" e questo significa "promuovere la pace". Questa è "la via d'uscita dal circolo vizioso del male, della violenza" ha detto. I violenti scontri tra polizia e trafficanti di droga hanno avuto inizio domenica scorsa, quando la polizia è entrata nelle favelas di Rio de Janeiro, cercando di ripristinare la presenza dello Stato nelle zone considerate "libere" dalle mafie della droga. Finora i combattimenti seguiti hanno provocato 34 morti, 3 poliziotti feriti, 196 arrestati e 96 veicoli incendiati.
Mons. Tempesta ha detto in un comunicato che l'Arcidiocesi è solidale con tutti coloro che "attraversano la tribolazione e la sofferenza per le attuali incertezze e difficoltà" che vive Rio de Janeiro in questi giorni. Per raggiungere il desiderato sviluppo sociale e l'equilibrio culturale di Rio de Janeiro "è necessario parlare di pace", ha osservato Mons. Tempesta. Egli ha anche indicato come fondamentale il tornare di nuovo "a cercare l'ispirazione nei valori della vita e della dignità umana".

fonte:fides.org


Copyright © 2008 ITALIANO ... BRASILEIRO | Editato da D.T.