Salvador (Bahia)
Salvador è una città del Brasile, capitale dello Stato di Bahia, parte della mesoregione Metropolitana de Salvador e della microregione di Salvador è la terza città più popolosa del Brasile, dopo San Paolo e Rio de Janeiro, e la maggiore della regione del Nord-Est.
Rio de Janeiro (RJ)
Rio de Janeiro è una città del Brasile, capitale dell'omonimo stato confederato. Rio è la seconda città del Brasile dopo San Paolo e fu la capitale della nazione dal 1763 fino al 1960, dopo Salvador da Bahia e prima di Brasilia. La città è famosa per le sue attrattive turistiche e contiene anche la più grande foresta all'interno di un'area urbana, la floresta da Tijuca
São Paulo (SP)
San Paolo è situata alcuni chilometri a sud della linea immaginaria del Tropico del Capricorno dista 1 030 km dalla capitale federale Brasília ed è la più vasta e popolosa città dell'Emisfero australe.Gli abitanti di San Paolo sono chiamati paulistanos, mentre paulista è il termine per tutti gli abitanti dello Stato di San Paolo. Un soprannome famoso della città è "Sampa".
100 Spiagge Brasiliane
Il Brasile possiede migliaia di chilometri di costa e spiagge tra le più diverse da nord a sud del paese che sicuramente non vi deluderanno. Dalle famiglie, agli sportivi agli amanti della natura ognuno troverà la "sua spiaggia".
Le stazioni di Cinelândia e Vicente de Carvalho hanno già ricevuto il nuovo modello di informazioni e segnaletica.
La grande novità di questo rinnovamento è l'introduzione dei cartelli in portoghese e inglese e la piantina delle stazioni è stata affissa vicino alle biglietterie e nelle piattaforme.
Gli accessi indicati da lettere facilitano i movimenti all'interno delle stazioni e aiutano i portatori di handicap a localizzare facilmente gli ascensori che rendono gli spostamenti più agevoli.
(D.T.)
di Vera Lúcia de Oliveira
Nato il 31 ottobre 1902 a Itabira, piccola città dello Stato di Minas Gerais, regione conosciuta anche per i grossi giacimenti di ferro, Drummond è originario da una tradizionale famiglia di proprietari terrieri. Sulla sua infanzia, vissuta in una fazenda, egli afferma:
- Alguns anos vivi em Itabira.
Principalmente nasci em Itabira.
Por isso sou triste, orgulhoso: de ferro.
Noventa por cento de ferro nas calçadas.
Oitenta por cento de ferro nas almas.
E esse alheamento do que na vida é
[porosidade e comunicação.1
Per qualche anno ho vissuto a Itabira.
Soprattutto, sono nato a Itabira.
Perciò sono triste, orgoglioso: di ferro.
Novanta per cento di ferro nelle strade.
Ottanta per cento di ferro nelle anime.
E questo estraniamento a ciò che nella vita è
[porosità e comunicazione.
Si laurea nel 1925 in Farmacia e in questo stesso anno ritorna a Itabira: ma non eserciterà mai la professione di farmacista, né riuscirà a reinserirsi nella pacata vita della sua cittadina. Torna a Belo Horizonte, riprende il lavoro di giornalista e inizia anche la carriera di funzionario pubblico, che eserciterà, accanto a quelle di poeta e giornalista, per gran parte della sua vita.
A questo rinnovamento delle tecniche, ma anche dei contenuti, aderirà profondamente il giovane Drummond. Fonda nel 1925, con altri poeti e scrittori di Minas Gerais, "A Revista", che nonostante la sua breve vita, sarà il più importante organo di divulgazione del movimento modernista in quella regione.
- No meio do caminho tinha uma pedra
tinha uma pedra no meio do caminho
tinha uma pedra
no meio do caminho tinha uma pedra.2
In mezzo al cammino c'era una pietra
c'era una pietra in mezzo al cammino
c'era una pietra
in mezzo al cammino c'era una pietra.
Nel 1930 Drummond pubblica il primo libro, Alguma Poesia, e nel 1934 il secondo, Brejo das almas, libri in cui la ricerca tenace, intima, di nuove forme espressive si manifesta nella scelta di un linguaggio di rottura, di polemica contro ogni tipo di poesia aulica e preziosa.
Il decennio degli anni '40 viene inaugurato con la pubblicazione della sua raccolta Sentimento do Mundo, alla quale seguiranno altre che daranno il segno di una poesia sempre più inquieta e incisiva:
Non ritengo onesto che si consideri poeta chi fa versi perché soffre d'amore, mancanza di soldi, o momentanea presa di contatto con le forze liriche del mondo, senza darsi ai quotidiani e segreti lavori della tecnica, della lettura, della contemplazione e dell'azione. Anche i poeti si armano e un poeta disarmato è, davvero, un essere alla mercè di ispirazioni facili, docile alle mode e ai compromessi.3
Il suo verso è libero, sciolto, musicale, e i suoi ritmi, sorprendentemente vivi, incorporano nel discorso poetico il tono colloquiale e quello prosaico. Il risultato è una poesia che colpisce proprio per la freschezza, per la novità del linguaggio anti-retorico, anti-poetico, che opera il miracolo di poetizzare perfino la sintassi consunta dei discorsi ordinari.
- Ponho-me a escrever teu nome
com letras de macarrão.
No prato, a sopa esfria, cheia de escamas
e debruçadas na mesa todos contemplam
esse romântico trabalho.7
Mi metto a scrivere il tuo nome
con lettere di pasta.
Nel piatto, si raffredda la zuppa, piena di squame
e chinati sul tavolo tutti contemplano
questo romantico lavoro.
- Entretanto você caminha
melancólico e vertical.
Você é a palmeira, você é o grito
que ninguém ouviu no teatro
e as luzes todas se apagam.8
Intanto tu cammini
malinconico e verticale.
Tu sei la palma, tu sei il grido
che nessuno ha sentito al teatro
e le luci tutte si spengono.
Il pessimismo che caratterizza questo periodo gli deriva da una crisi di fede nell'uomo e nella sua capacità di sconfiggere dolore e male. Tutto questo lo porta ad una poetica di negazione che anziché offrire conforto invita a non gemere, a non piangere (Coisa Miserável), a non amare, a non dire nulla (Segredo), a non chiedere e neppure a uccidersi (Não se mate): non ne vale la pena. Il poeta non può aspettarsi nemmeno il conforto della fede nella trascendenza o di una vita che sia comunque riscatto e liberazione dal dolore di vivere:
- Mas de nada vale
gemer ou chorar,
de nada vale
erguer mãos e olhos
para um céu tão longe,
para um deus tão longe
ou, quem sabe?, para um céu vazio.10
Ma a nulla serve
gemere o piangere,
a nulla serve
alzare mani e occhi
a un cielo lontano,
a un dio lontano
o, chi sa?, a un cielo vuoto.
- Na noite lenta e morna, morta noite sem ruído,
[um menino chora.
O choro atrás da parede, a luz atrás da vidraça
perdem-se na sombra dos passos abafados, das vozes extenuadas.
E no entanto se ouve até o rumor da gota de remédio
[caindo na colher. Um menino chora na noite, atrás da parede, atrás da rua,
longe um menino chora, em outra cidade talvez,
talvez em outro mundo. E vejo a mão que levanta a colher, enquanto a outra
[sustenta a cabeça
e vejo o fio oleoso que escorre pelo queixo do menino,
escorre pela rua, escorre pela cidade (um fio apenas).
E não há ninguém mais no mundo a não ser esse
[menino chorando.11
Nella notte lenta e tepida, morta notte senza rumore,
[un bambino piange.
Il pianto dietro il muro, la luce dietro la vetrata
si perdono nell'ombra dei passi soffocati, delle voci estenuate.
Eppure si sente perfino il rumore della goccia del medicinale
[che cade sul cucchiaio.
Un bambino piange nella notte, dietro il muro, dietro la via,
lontano un bambino piange, in un'altra città forse,
forse in un altro mondo.
E vedo la mano che alza il cucchiaio, mentre l'altra
[sostiene il capo
e vedo il filo oleoso che scorre sul mento del bambino,
scorre sulla via, scorre sulla città (un filo solo).
E non c'è più nessuno al mondo se non questo
[bambino che piange.
La crisi dell'artigianato, nel secolo XIX, è la crisi dell'artista, che non trova più la propria funzione nella società utilitaristica. Interiorizza la crisi e l'esteriorizza nel proprio fare-la-sua-poesia. Nelle sabbie mobili desidera "conservare", come in un istinto di difesa "artigianale", e quanto più anela a conservare tanto più sembra accelerare la dissoluzione della propria opera. Si installano in lui la mauvaise conscience e l'attitudine riflessiva, critico-analitica, non soltanto davanti alla propria opera, quanto di fronte alla vita, nella ricerca di nuove forme-contenuti.15
In lui coesistono in modo sorprendente queste due linee, due forze centrifughe che il poeta riesce a coalizzare senza che nessuna delle due si sovrapponga o annulli completamente l'altra. Nulla ha senso, ripete innumerevoli volte nei versi, ma la sua opera è la negazione stessa di tutto ciò, è la ribellione al non senso di tutto. È poesia che lo spinge a creare e a negare la negazione.
È il momento della resistenza al nazi-fascismo e a tutti i sistemi politici che annientano l'uomo e il poeta viene travolto dall'urgenza storica di prendere posizione ideologicamente. La solidarietà, la lotta, la speranza che nasce fra la gente si fa lotta e speranza del poeta e diventa parola, ma parola che riesce a mantenere la sua forza e tensione estetica anche quando sembra voler concentrarsi sull'intenzionalità del linguaggio. Anzi, tanto più il conflitto si acuisce in lui, tanto più la poesia si fa struggente, dilaniata da questa collisione intima fra l'uomo che sente più che mai lo slancio di parlare agli uomini, di "aiutare a distruggere il mondo capitalista",17 e un codice linguistico che non è mai appiattito sul messaggio, ma ancora e sempre altamente estetico.
- A poesia fugiu dos livros, agora está nos jornais.
Os telegramas de Moscou repetem Homero.
Mas Homero é velho. Os telegramas cantam um mundo novo
que nós, na escuridão, ignorávamos.
Fomos encontrá-lo em ti, cidade destruída,
na paz de tuas ruas mortas mas não conformadas,
no teu arquejo de vida mais forte que o estouro das bombas,
na tua fria vontade de resistir.18
- La poesia è fuggita dai libri, adesso è sui giornali.
I telegrammi da Mosca ripetono Omero.
Ma Omero è vecchio. I telegrammi cantano un mondo nuovo
che noi, nell'oscurità, ignoravamo.
Siamo andati a trovarlo in te, città distrutta,
nella pace delle tue vie morte ma non rassegnate,
nel tuo affanno di vita più forte che lo scoppio delle bombe,
nella tua fredda volontà di resistere.
E lo vediamo, in questo anelito di sincerità che travolge i poeti, scavare in se stesso, sezionarsi ed esporsi senza pudore, essere senza amore, solidale in questa indigenza con tutti gli altri esseri: "Não amei bastante meu semelhante,/ não catei o verme nem curei a sarna. / Só proferi algumas palavras, / melodiosas, tarde, ao voltar da festa."21 ["Non ho amato abbastanza il mio simile, / non ho cercato il verme né curato la rogna. / Ho solo proferito qualche parola, / melodiosa, tardi, al ritorno della festa."]
- Um minuto, um minuto de esperança,
e depois tudo acaba. E toda crença
em ossos já se esvai. Só resta a mansa
decisão entre morte e indiferença.23
Un minuto, un minuto di speranza,
e poi tutto finisce. E ogni fede
in ossi si sfa. Resta solo la calma
decisione fra l'indifferenza e la morte.
Il poeta cammina verso la depurazione formale sempre più radicale. Dal primo libro risalta il rigore, l'oggettivismo della forma precisa, la ricerca di tutte le potenzialità del segno linguistico. Da qui in poi tale rigore si intensificherà, prosciugando ancora di più il verso:
Nella misura in cui invecchio, mi libero degli aggettivi. Vedo perfino che tutto si può dire senza di loro, meglio che con loro. Perchè "notte gelida", "notte solitaria", "profonda notte"? Basta "la notte". Il freddo, la solitudine, la profondità della notte sono latenti nel lettore, pronte ad avvolgerlo alla semplice provocazione di questa parola: "notte".24
E se all'inizio della sua opera Drummond si presentava come cantore di questo tempo, con le sue ansie, le sue angosce ("O tempo é a minha matéria, o tempo presente, os homens presentes, / a vida presente"26), adesso egli rinnega anche questa materia:
- Não cantarei amores que não tenho,
e, quando tive, nunca celebrei.
Não cantarei o riso que não rira
e que, se risse, ofertaria a pobres.
Minha matéria é o nada.27
- Non canterò gli amori che non ho
e, quando ne ho avuti, mai ho celebrato.
Non canterò il riso che non rise
e che, se avessi riso, lo avrei offerto ai poveri.
La mia materia è il nulla.
- Tua memória, pasto de poesia,
tua poesia, pasto dos vulgares,
vão se engastando numa coisa fria
a que tu chamas: vida, e seus pesares.
(...)
E nada resta, mesmo, do que escreves
e te forçou ao exílio das palavras,
senão contentamento de escrever.29
- La tua memoria, pasto di poesia,
la tua poesia, pasto dei volgari,
si vanno incastrando in una cosa rigida
che tu chiami: vita, e i suoi travagli.
(...)
E nulla resta, certo, di ciò che scrivi
e ti ha forzato all'esilio delle parole,
se non il piacere di scrivere.
- Tudo é teu, que enuncias. Toda forma
nasce uma segunda vez e torna
infinitamente a nascer. O pó das coisas
ainda é um nascer em que bailam mésons.
E a palavra, um ser
esquecido de quem o criou; flutua,
reparte-se em signos - Pedro, Minas Gerais, beneditino
para incluir-se no semblante do mundo.
O nome é bem mais do que nome: o além-da-coisa,
coisa livre de coisa, circulando.
E a terra, palavra espacial, tatuada de sonhos,
cálculos.31
- Tutto è tuo, che enunci. Ogni forma
nasce una seconda volta e torna
infinitamente a nascere. La polvere delle cose
è ancora un nascere in cui mesoni ballano.
E la parola, un essere
scordato da chi lo creò; fluttua,
si divide in segni - Pedro, Minas Gerais, benedettino -
per inserirsi nel volto del mondo.
Il nome è ben più del nome: l'al di là della cosa,
cosa libera da cosa, circolante.
E la terra, parola spaziale, tatuata di sogni,
calcoli.
In questo anti-lirismo comunque la sua poesia è ancora espressione matura di un tempo e di un uomo sempre più in crisi: crisi di senso e di valori della nostra società, crisi di un'umanità che sembra perdere la capacità di sentire e di amare, la capacità di uscire da se stessa, di comunicare. Umanità frammentata e canto spezzato; non-canto, parole messe insieme, spesso senza che ci sia fra di loro un nesso, un legame che non sia, apparentemente, quello dello stare insieme senza legami o nesso.
- o átomo o átono
a medusa o pégaso
a erisipela a elipse
a ama o sistema
o quimono o amoníaco
a nênia o nylon
o cimento o ciumento
a juba a jacuba
o mendigo a mandrágola
o boné a boa-fé.32
- l'atomo l'atono
la medusa il pegaso
l'erisipela l'ellisse
la serva il sistema
il chimono l'ammoniaco
la nenia il nylon
il cemento il geloso
la chioma il caffé
il mendicante la mandragola
il copricapo la credulità.
Forse quello che oggi sembra arte senza senso, senza vita, arte senza realtà, non è che il grido di rivolta, grido al rovescio poiché l'unico consentito, non è che l'amara consapevolezza dell'esclusione. Non fabbrica macchine, in fin dei conti, il poeta. Solo poesia.
2Ivi, p. 12.
3Carlos Drummond de Andrade, Confissões de Minas, Rio de Janeiro, Americana, 1944, p. 72.
4Carlos Drummond de Andrade, Reunião - 10 livros de poesia, op. cit., p. 3.
5Antônio Hoaiss, "Introdução", in Carlos Drummond de Andrade, Reunião - 10 livros de poesia, op. cit., pp. XV-XXXIX (XV).
6Carlos Drummond de Andrade, Reunião - 10 livros de poesia, op. cit., p. 55.
7Ivi, pp. 11-12.
8Ivi, p. 40.
9Ivi, pp. 57-58.
10Ivi, p. 39.
11Ivi, p. 39.
12Ivi, p. 41.
13Ivi, p. 78.
14Décio Pignatari, "Áporo, Um inseto semiótico", in Contracomunicação, São Paulo, Perspectiva, 1971, p. 93. Trad. mia.
15Ibidem.
16Carlos Drummond de Andrade, Reunião - 10 livros de poesia, op. cit., p. 88.
17Ivi, p. 86-87.
18Ivi, p. 130.
19Ivi, p. 15.
20Ivi, pp. 169-170.
21Ivi, pp. 165-166.
22Ivi, p. 183.
23Ivi, p. 204.
24Carlos Drummond de Andrade, Confissões de Minas, op. cit., p. 218.
25Carlos Drummond de Andrade, Reunião - 10 livros de poesia, op. cit., pp. 226-229.
26Ivi, p. 55.
27Ivi, p. 219.
28Sulle funzioni basilari della comunicazione, cfr. Roman Yakobson, Linguística e Comunicação, São Paulo, Cultrix, 1977.
29Carlos Drummond de Andrade, Reunião - 10 livros de poesia, op. cit., p. 164.
30Cfr. Alfredo Bosi, História Concisa da Literatura Brasileira, São Paulo, Cultrix, 1975, 2ª ed., pp. 490-497.
31Carlos Drummond de Andrade, Reunião - 10 livros de poesia, op. cit., pp. 246-248.
32Ivi, pp. 277-278.
33Alfredo Bosi, op. cit., p. 496.
- ANDRADE, Carlos Drummond de, Reunião - 10 livros de poesia, Rio de Janeiro, José Olympio, 1974, 6ª ed.
- - Passeios na Ilha. Divagações sobre a vida literária e outras matérias, Rio de Janeiro, José Olympio, 1975, 2ª ed.
- - Antologia Poética, Rio de Janeiro, José Olympio, 1976, 9ª ed.
- - Discurso de primavera e algumas sombras, Rio de Janeiro, José Olympio, 1978.
- - Esquecer para lembrar - Boitempo III, Rio de Janeiro, José Olympio, 1979.
- - A paixão medida, Rio de Janeiro, José Olympio, 1980.
- - Sentimento del mondo, trentasette poesie scelte e tradotte da Antonio Tabucchi, Torino, Einaudi, 1987.
- - Un chiaro enigma: da Alguma poesia a Fazendeiro do ar, a cura di Fernanda Toriello, Bari, Lusitania Libri, 1987.
- - Un chiaro enigma: da A vida passada a limpo a Poesia errante, a cura di Fernanda Toriello, Bari, Lusitania Libri, 1990.
- ANDRADE, Mário de, A lição do amigo: Cartas de Mário de Andrade a Carlos Drummond de Andrade, Rio de Janeiro, Record, 1988, 2ª ed.
- BARBOSA, Rita de Cássia, "Carlos Drummond de Andrade: Seleção de textos, notas, estudo biográfico, histórico e crítico e exercícios", in Literatura Comentada, São Paulo, Abril Educação, 1980.
- BOSI, Alfredo, História Concisa da Literatura Brasileira, São Paulo, Cultrix, 1977, 2ª ed.
- - O ser e o tempo da poesia, São Paulo, Cultrix / Editora da USP, 1977.
- CAMPOS, Haroldo de, Metalinguagem, São Paulo, Cultrix, 1976, 3ª ed.
- HOUAISS, Antônio, "Introdução", in Reunião - 10 livros de poesia, José Olympio, Rio de Janeiro 1974, pp. XV- XXXIX.
- JACOBBI, Ruggero, Lirici Brasiliani, Milano, Silva Editore, 1960.
- - Poesia Brasiliana del Novecento, Ravenna, Longo Editore, 1973.
- JAKOBSON, Roman, Linguística e Comunicação, trad. di Izidoro Blikstein e José Paulo Paes, São Paulo, Cultrix, 1977.
- SETAGNO PICCHIO, Luciana, La Letteratura Brasiliana, Firenze / Milano, Sansoni / Accademia, 1972.
- SANCHEZ, Amauri M. Tonucci, Panorama da Literatura no Brasil, São Paulo, Abril Educação, 1982.
- SANT'ANNA, Affonso Romano de, Carlos Drummond de Andrade: Análise da obra, Rio de Janeiro, Nova Fronteira, 1980, 3ª ed.
- SIMON, Iumma Maria, Drummond: Uma Poética do Risco, São Paulo, Ática, 1978
- Informaçoes sobre Carlos Drummond de Andrade
- 10 Poesie di Carlos Drummond de Andrade
Tale evento conterà anche sull'appoggio di OAB, di ABI, dell'ONG Contas Abertas oltre a gruppi minori.
Per il presidente della ONG, Antonio Carlos Costa, il lavoro per combattere la corruzione deve iniziare nel Congresso.
"L'idea non è offendere l'istituzione che è molto importante per la democrazia; la verità è che oggi è difficile contare il numero di parlamentari lucidi e corretti, ma il Congresso deve dar il buon esempio." dichiarò Costa la cui ONG ha come obiettivo principale la lotta per la riduzione del numero di omicidi nel paese.
"E' importante che sia chiaro che il prodotto finale della corruzione è la morte. I soldi spesso sono tolti ad ospedali, scuole, opere infrastrutturali" disse il presidente della Rio de Paz.
Progetto TAMAR per salvare le tartarughe
Il "Progetto Tamar" ("Tamar" sta per tartaruga marina)la cui sede principale è a Praia do Forte (Bahia) ha l'obiettivo di preservare le tartarughe marine. Nelle coste brasiliane esistono cinque diverse specie studiate e protette e il "Tamar" è paladino della battaglia contro la minaccia di estinzione di questo animale.
Ormai da quarant'anni, i volontari del Tamar proteggono i luoghi dove da secoli o millenni le tartarughe marine si recano ogni anno per deporre la prole, raccogliendo le uova nei punti più pericolosi o esposti per incubarli nei 23 centri di ricerca e raccolta del progetto, e convincendo le popolazioni locali di pescatori dei luoghi più remoti dei 1.200 chilometri di coste brasiliane a proteggerne la nascita e la crescita fino al momento dell'entrata in mare. Tamar è diventato così il maggior progetto scientifico per lo studio e la salvezza delle tartarughe marine nel mondo, e ha vinto il premio Heroes of the Planet del 1998 e dell'Unesco nel 2003. Dieci milioni di tartarughe marine ringraziano.
Infatti il giorno 14 aprile 2010 la tartarughina numero 10.000.000 è stata lanciata in mare a Florianopolis, nel sud del Brasile, in occasione dei festeggiamenti del progetto Tamar, che da 40 anni lotta per salvare le tartarughe marine dell'Atlantico. La piccola testuggine con il numero simbolico lanciata in mare alla presenza di Carlos Minc, ministro dell'ambiente del governo Lula, è stata la prima a nascere della generazione di quest'anno, dopo essere stata deposta amorosamente dalla madre su una spiaggia in qualche punto della costa atlantica del Brasile.
Per aiutare il progetto è molto semplice, potrete visitare i centri sparsi nel territorio brasiliano e comprare i prodotti ufficiali dei negozi del progetto all'interno delle varie sedi. I prezzi di entrata nella sede principale di Praia do Forte variano da 6 Rs (prezzo ridotto per bambini inferiori a 150 cm e adulti over 60) a 12 Rs che vi assicuro sono una cifra ben spesa!
- Sito ufficiale del Progetto TAMAR
- Altre informazioni sul Progetto TAMAR (portugues)
... ma il G8 non si impegna
La proposta divide i ministri dell'Ambiente riuniti a Siracusa: versare il 50 per cento del ricavato del mercato delle emissioni di carbonio. Prestigiacomo: "Azioni urgenti"

SIRACUSA - Cento miliardi di dollari per frenare la crescita del caos climatico nei paesi in via di sviluppo: poco rispetto al bisogno reale, molto rispetto agli equilibri ingessati dell'era dei combustibili fossili. La proposta ha diviso il G8 di Siracusa. Anticipata dal ministro brasiliano dell'ambiente, Carlos Minc, che pochi minuti prima delle conferenza stampa di chiusura l'aveva data per certa, è stata ridotta al rango di una delle varie idee di cui si è discusso dal ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo nelle conclusioni.
"Noi avevamo un suggerimento più radicale: una tassa del 10 per cento sui proventi delle industrie del petrolio", spiega Minc. "In Brasile lo abbiamo già fatto e ricaviamo 800 milioni di dollari l'anno con cui aiuteremo la regione del Nord Est, che rischia di perdere un terzo del suo prodotto interno lordo per il disastro climatico. Ma l'idea non è passata. In alternativa si è pensato di destinare alle misure di lotta al riscaldamento globale il 50 per cento del ricavato del mercato delle emissioni di carbonio, una cifra che si aggira attorno ai 100 miliardi di dollari l'anno".
Il Brasile inoltre ha suggerito per i paesi industrializzati un taglio del 45 per cento delle emissioni di gas serra al 2022, facendo scattare verso l'alto l'asticella del salto necessario a mettere in sicurezza la Terra. E, dal canto suo, si è impegnato a ridurre del 70 per cento entro il 2017 la deforestazione dell'Amazzonia. "Nell'ultimo anno abbiamo già dimezzato la deforestazione della più importante area verde del mondo", continua Minc. "E abbiamo raggiunto l'obiettivo tagliando i crediti a chi attacca la foresta e punendo come crimine ambientale il commercio di prodotti derivante dalla devastazione dell'Amazzonia. Siamo convinti di arrivare a quota 70 per cento: significherà evitare l'emissione di 4,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica, un beneficio superiore a quello previsto dalla prima fase degli impegni di Kyoto".
Sul fronte della difesa della biodiversità, l'altro grande tema legato ai cambiamenti climatici, il vertice di Siracusa si è concluso con l'approvazione di una carta che rilancia i principi di fondo della tutela degli ecosistemi: anche in questo campo la parola decisiva verrà dalla riunione fissata per l'ottobre del 2010 in Giappone. Il G8 ambiente in Sicilia si è fermato alle generiche dichiarazioni di principio del ministro italiano sull'"urgenza dell'azione". In ogni caso non avrebbe potuto decidere l'erogazione di fondi, ma non è riuscito neppure a formulare una proposta concreta. La lotta al cambiamento climatico resta urgente in via di principio, rinviata di fatto.














