Salvador è una città del Brasile, capitale dello Stato di Bahia, parte della mesoregione Metropolitana de Salvador e della microregione di Salvador è la terza città più popolosa del Brasile, dopo San Paolo e Rio de Janeiro, e la maggiore della regione del Nord-Est.
Rio de Janeiro è una città del Brasile, capitale dell'omonimo stato confederato. Rio è la seconda città del Brasile dopo San Paolo e fu la capitale della nazione dal 1763 fino al 1960, dopo Salvador da Bahia e prima di Brasilia.
La città è famosa per le sue attrattive turistiche e contiene anche la più grande foresta all'interno di un'area urbana, la floresta da Tijuca
San Paolo è situata alcuni chilometri a sud della linea immaginaria del Tropico del Capricorno dista 1 030 km dalla capitale federale Brasília ed è la più vasta e popolosa città dell'Emisfero australe.Gli abitanti di San Paolo sono chiamati paulistanos, mentre paulista è il termine per tutti gli abitanti dello Stato di San Paolo. Un soprannome famoso della città è "Sampa".
Il Brasile possiede migliaia di chilometri di costa e spiagge tra le più diverse da nord a sud del paese che sicuramente non vi deluderanno. Dalle famiglie, agli sportivi agli amanti della natura ognuno troverà la "sua spiaggia".
Situazione tesa nella capitale baiana a ridosso del carnevale.
Locali chiusi, viaggi annullati, centinai di morti, circa il doppio di quanto si pensava.
A 15 giorni dal più grande carnevale brasiliano, che debutta ufficialmente il 18 febbraio, lo sciopero messo in atto dalle forze dell’ordine fa piombare nel caos la città brasiliana di Salvador.
Il governo di Bahia, pressato di stabilire l’ordine nella città brasiliana, ha clamorosamente fallito nel tentativo di trovare un accordo con i poliziotti in sciopero che occupano da una settimana il parlamento locale.
Questa situazione ha creato almeno un centinaio di morti in sette giorni secondo le autorità, nella terza città del paese.
Di fronte alle violenze, l’ambasciata degli Stati Uniti in Brasile ha raccomandato lunedì agli americani di rinviare il loro viaggio per Salvador. Il volto della città coloniale al cuore della cultura afro-brasiliana è cambiata negli ultimi giorni. I locali chiudono prima, le spiagge di solito piene di vita sono rimaste deserte e i concerti a ripetizione del carnevale sono stati tutti annullati mentre il rientro scolastico è stato posticipato. Secondo le autorità un terzo dei 31.000 poliziotti di stato sono in sciopero. Reclamano un aumento salariale e l’amnistia per dodici leader contro i quali la giustizia ha emesso un mandato di arresto. Il governatore di questo stato ha attribuito il fallimento dei contatti a causa della divisione di coloro i quali scioperano.
Il poliziotto Alexandre Leite invece ha annunciato attraverso l’altoparlante ai manifestanti presenti che i “contatti hanno preso forma”. Il governo di Bahia si è detto pronto a concedere un aumento progressivo del salario del 17%.
Un appello per uno sciopero è stato annunciato anche a Rio.
Lotta alla criminalità: inizia domenica 13 l'occupazione della Rocinha
Con circa 2000 uomini l'occupazione della Favela della Rocinha nella zona sud di Rio mobiliterà un apparato bellico paragonabile a quello utilizzato lo scorso anno durante l'azione militare nel Complexo do Alemão. Oltre al recupero e ripristino della legalità nella favela l'azione è volta al potenziamento della sicurezza in tutta la zona sud carioca e le aree turistiche per evitare qualsiasi tipo di rappresaglia o attentato. Il segretario di Sicurezza José Mariano Beltrame, ha confermato che l'occupazione inizierà domenica 13 alle ore 05h00; lo spazio aereo resterà chiuso e solo gli elicotteri blindati di Polizia Militare e Civile potranno sorvolare il cielo della capitale. L'entrata nella favela seguirà lo stesso schema delle precedenti operazioni: uomini del BOPE posizionati nella Estrada das Paineiras entreranno nella favela attraverso la ricca vegetazione della collina. Allo stesso tempo altri reparti del battaglione saliranno nella Rocinha attraverso la Estrada da Gávea con i carro armati blindati della Marina, modello Lagarta Anfibio; che possiedono un meccanismo di lancio automatico di granada M275 e mitragliatrici calibro 50. Nel caso in cui non venga incontrata nessuna resistenza gli uomini del Batalhão de Choque saliranno fino alla sommità della Rocinha attraverso varie vie di accesso. In queste ore con l'aiuto degli agenti della Coordenadoria de Recursos Especiais (Core) della Polizia Civile, la Polizia Militare sta iniziando una ricerca di armi e droga nascoste dai trafficanti del gruppo Amigos dos Amigos (ADA).
Tutti i battaglioni della Polizia Militare della zona sud de Rio, e particolarmente il 23.ºBPM di Leblon, saranno allertati. Il comandante dell' Estado Maior Operacional da PM, colonnello Alberto Pinheiro Neto,
ha chiesto un "voto di fiducia agli abitanti" invitando a denunciare nascondigli di armi e droga. Per evitare qualche possibilità di corruzione la Defensoria Pública invierà ufficiali che accompagneranno da vicino l'operazione militare.
Turisti italiani potranno rimanere in Brasile solo 90 giorni all'anno
I turisti italiani potranno restare in Brasile fino ad un massimo di 90 giorni all'anno senza possibilità di prolungare la permanenza fino a 180 come era possibile fino a qualche settimana fa.
L'informazione ufficiale la potete trovare nel Quadro Geral de Regime de Vistos, del Ministero delle Relazioni con l'Estero, attualizzato il 20/7/2011
Secondo la Polizia Federale il risultado sarebbe frutto dell'applicazione dei rapporti di reciprocità di trattamento tra Brasile e Italia.
Anticamente , il turista entrando in Brasile poteva restare in Brasile fino a 90 giorni, salvo qualche giorno prima della scadenza del termine era possibile prolungare la permanenza di ulteriori 90 giorni, portandoli a 180 all'anno.
Oggi questa possibilità per il turista italiano non esiste più.
Secondo molti opoeratori turistici questa decisione procurarà perdite economiche per il settore turistico , soprattutto dove molto forte è la presenza de turisti italiani che sempre passavano i mesi invernali nel territorio brasiliano.
0Come ottenere il visto attraverso la convivenza
(Uniao Estavel)
Dal momento che molti mi hanno chiesto informazioni e chiarimenti sulla possibilità di ottenere un visto in Brasile senza la necessità di sposarsi ho deciso di pubblicare il documento che rilascia la polizia federale a tutti coloro che intendono regolarizzare la loro posizione nel paese attraverso la convivenza.
Alcuni appunti aggiunti a penna sono miei ma mi limiterò a tradurre il documento ufficiale della polizia federale sperando di chiarire alcuni aspetti ancora oscuri.
CONVIVENZA
Art.2 - La prova della convivenza può essere fatta con uno dei seguenti documenti:I - Attestato di convivenza emesso da autorità competente nel paese del Richiedente.II-Attestato di convivenza emesso da autorità competente in Brasile o autorità equivalente all'estero.
Art.3 - In assenza dei documenti art. 2 la prova della convivenza potrà essere fatta con la presentazione dei seguenti documenti:
I - Certificato di convivenza o equivalente emesso da una autorità pubblica competente in materia in Brasile (forum o Tabellionato) o una equivalente all'estero.
II-Dichiarazione di due testimoni che confermano l'esistenza della convivenza firmando e autenticando la dichiarazione con la loro firma
III-Almeno 2 dei seguenti documenti
a) Dichiarazione dei redditi del chiamato
b)Certificato di matrimonio religioso
c)Testamento che comprova la convivenza
d)Assicurazione vita in cui uno sia il titolare e l'altro il beneficiario
e)Scrittura di acquisto di un immobile in cui gli interessati risultino come proprietari o affitto di locazione in cui entrambi risultino essere locatari
f)Conto bancario intestato agli interessati
Per i punti b e f è richiesto un tempo minimo di un anno
Art.4 - Il richiedente dovrà presentare inoltre i seguenti documenti:
I- Relazione della convivenza (in carta semplice)
II-Scrittura pubblica di mantenimento e assistenza riconosciuta nell'ufficio pubblico competente (lo stesso dove si richiede la convivenza)
III-Dichiarazione dei Redditi effettuata in Brasile o nel proprio paese che dimostri mezzi tali da poter mantenere entrambi. Nel caso il documento provenga dall'Estero deve essere tradotto da un traduttore giurato riconosciuto dalla Polizia Federale. (gli elenchi si trovano su internet)
IV-Copia autenticata del documento del richiedente
V -Copia autenticata del documento del chiamatoVI-Certificato Penale emesso dall'autorità competente del paese di residenza (dovrà essere timbrata dal consolato brasiliano e poi tradotta da un traduttore giurato qui in Brasile)
VII-Ricevuta di pagamento della tassa di immigrazione
VIII-Dichiarazione sotto la propria responsabilità del proprio stato civile(single) nel paese di origine
L'autorità competente potrà richiedere, a propria discrezione, la presentazione di altri documenti.
Art.5 - I documenti emessi all'estero dovranno essere legalizzati dal conolato brasiliano all'estero e tradotti da un traduttore giurato in Brasile
Art.6 - Caso necessario il Consiglio Nazionale solleciterà al Ministero della Giustizia la realizzazione delle pratiche.
Rio de Janeiro:
il governo vince la battaglia contro i narcos
A Rio de Janeiro le forze dell'ordine hanno messo in piedi una vera e propria guerra ai narcotrafficanti.
Dalla scorsa domenica la polizia ha organizzato un intervento straordinario per costringere i narcos nascosti nelle favelas alla resa.
Finalmente questa mattina, secondo quanto riporta l'Ansa, la battaglia sembra conclusa e la bandiera brasiliana sventola da oggi sul "Complexo do Alemao", un quartiere di Rio composto da favelas, covo dei più potenti gruppi di narcotrafficanti del paese.
La vittoria della polizia
In città oggi la soddisfazione è grande: la vittoria alla fine della più imponente operazione di polizia contro i narcos rappresenta una svolta per il Brasile.
Il dispiegamento di forze è stato imponente (800 uomini dei corpi speciali della polizia, con l'appoggio di elicotteri e mezzi dell'esercito) ma non inedito: questa volta però quello che è sembrato nuovo è stata la volontà esibita dalle autorità di raccogliere la sfida del potere dei narcos e di farla finita, almeno in quella zona.
Qualche boss in fuga
Vila Cruzeiro e Morro do Alemao da decenni erano ''terra di nessuno'', o meglio proprietà privata dei vari boss che si sono succeduti nel controllo del territorio, a seconda di quale fazione prendeva il sopravvento nelle dispute a colpi di feroci scontri a fuoco, con la polizia che stava a guardare.
Alcuni boss sono riusciti a sfuggire all'accerchiamento (sembra attraverso le fogne), pesci piccoli che si sono dileguati in vari modi, restano molte altre baraccopoli da ripulire: ma i risultati ottenuti in questi cinque giorni di ''guerra ad oltranza al traffico'', come l'ha definita il governatore di Rio Sergio Cabral, rimarranno come punto di riferimento a dimostrazione che quando lo Stato e i suoi rappresentanti fanno sul serio, i narcos non reggono all'impatto.
La gente acclama
La gente, negli scontri di questi giorni, ha applaudito e inneggiato alla polizia: e anche questa è una novità, perchè a Rio la polizia era vista da decenni come una forma diversa di malavita, quella che può taglieggiare, estorcere, sequestrare e soprattutto ammazzare (anche a pagamento) come quelli delle cosche, ma impunemente.
E invece adesso piano piano passa ad essere vista come ''esercito di liberazione'': non a caso il comandante della polizia Mario Sergio Duarte ha celebrato in televisione la ''liberazione'' del Morro do Alemao.
Rio de Janeiro: Guerra contro i Trafficanti delle Favelas
Brasile, è ancora caccia ai narcos
Rio de Janeiro, numero morti sale a 34
E' salito a 34 il numero dei morti nelle operazioni di polizia ed esercito contro le bande di narcotrafficanti in corso da sei giorni nelle favelas di Rio de Janeiro. I militari hanno circondato il complesso edilizio di Morro do Alemao, dove si trovavano almeno 200 narcos. Durante la notte è rimasto ferito in modo lieve un fotografo della Reuters, colpito da un proiettile vagante.
All'operazione partecipano 600 poliziotti e 800 militari, la maggior parte dei quali ha partecipato alle operazioni di peacekeeping ad Haiti ed è esperta di guerriglia urbana, secondo fonti dell'esercito. Non è previsto un attacco in forze ma solo un assedio che impedisca ai narcos di fuggire.
Le forze dell'ordine hanno reagito ad una situazione inedita, in cui i principali cartelli, invece di combattersi l'un l'altro, si sono uniti per cercare di mettere in ginocchio la città.
In vista dei Mondiali e delle Olimpiadi che il Brasile ospiterà nel 2014 e 2016 le autorità avevano fatto ricorso alle cosiddette "unità di pacificazione" (Upp) che erano riuscite a ripulire dai narcotrafficanti una decina di favelas nel centro della città, mantenendovi in permanenza un distaccamento di polizia: nel timore che l'iniziativa potesse prendere piede anche in altre zone della metropoli, i narcos sono passati al contrattacco.
fonte:tgcom.mediaset.it
“E’ necessaria la pace per vivere a Rio di Janeiro”
L'Arcivescovo di Rio de Janeiro, Mons. Orani João Tempesta, dinanzi ai recenti scontri verificatisi nella città, ha chiesto di "vincere il male con il bene" e questo significa "promuovere la pace". Questa è "la via d'uscita dal circolo vizioso del male, della violenza" ha detto. I violenti scontri tra polizia e trafficanti di droga hanno avuto inizio domenica scorsa, quando la polizia è entrata nelle favelas di Rio de Janeiro, cercando di ripristinare la presenza dello Stato nelle zone considerate "libere" dalle mafie della droga. Finora i combattimenti seguiti hanno provocato 34 morti, 3 poliziotti feriti, 196 arrestati e 96 veicoli incendiati.
Mons. Tempesta ha detto in un comunicato che l'Arcidiocesi è solidale con tutti coloro che "attraversano la tribolazione e la sofferenza per le attuali incertezze e difficoltà" che vive Rio de Janeiro in questi giorni. Per raggiungere il desiderato sviluppo sociale e l'equilibrio culturale di Rio de Janeiro "è necessario parlare di pace", ha osservato Mons. Tempesta. Egli ha anche indicato come fondamentale il tornare di nuovo "a cercare l'ispirazione nei valori della vita e della dignità umana".
Il Capitano Nascimento (Wagner Moura), questa volta dovrà confrontarsi con i problemi familgliari del figlio adolescente e con il nuovo incarico affrontare nemici molto pericolosi.
Nel film si vedrà una ribellione a Bangu guidata dal lider "O Beirada" (Seu Jorge).
Dopo 13 anni dal primo episodio il film Tropa de Elite 2 è stato uno dei film brasiliani più attesi di tutti i tempi.
Produzione Direttore: José Padilha Produttore: Marcos Prado Produttore Esecutivo: Leonardo Edde Cast Wagner Moura Irandhir Santos André Ramiro Milhem Cortaz André Mattos Maria Ribeiro Tainá Müller Genere: azione Música: Pedro Bromfman Diretore Artistico: Tiago Marques Cinematografia Lula Carvalho Distribuzione: Zazen Produções Data: 8 ottobre 2010 Paese: Brasile - Sito Ufficiale di Tropa de Elite 2 - Informazioni su Tropa de Elite
Ministro alla Presidenza lascia per accuse di corruzione
Il ministro brasiliano per la Presidenza, Erenice Guerra, si è dimesso giovedì, a poco più di due settimane dalle elezioni presidenziali, dopo essere stata coinvolta in un'inchiesta su alcuni casi di corruzione che avrebbero come protagonista il figlio Israel. Un duro colpo per Dilma Rousseff, candidata del presidente Luiz Inacio Lula da Silva, di cui Guerra è stata la vice prima di sostituirla nell'incarico di capo di gabinetto quando Rousseff ha deciso di presentare la sua candidatura. Da giorni sulla stampa brasiliana stava montando una vicenda che coinvolge il figlio del ministro, accusato di aver agito da intermediario, con l'aiuto della madre, per favorire la concessione di finanziamenti pubblici e appalti. Guerra ha definito le accuse una “implacabile campagna di diffamazione” ma ha voluto evitare alla Rousseff un possibile contraccolpo negativo a pochi giorni dal voto, nel momento in cui la candidata del Partito dei lavoratori ha accumulato un vantaggio superiore ai 20 punti e potrebe vincere direttamente al primo turno.
Le accuse rivolte a Guerra sono state infatti cavalcate dal principale avversario di Rousseff verso la presidenza, il socialdemocratico José Serra, secondo il quale le indagini non potevano essere svolte mentre il ministro occupava ancora il suo incarico, sostenendo: “non si tratta di un problema di voti persi o guadagnati, ma di un caso di cui si occupa la polizia”. Sulla vicenda il Partito socialemocratico ha subito fatto uno spot in cui si sottolinea il legame tra la candidata e il ministro dimissionario: “Dilma ed Erenice sono insieme dal 2003. Erenice era il bracico destro di Dilma: una ordinava e l'altra obbediva. È ancora così”.
fonte:ilvelino.it
Che dire di questo nuovo caso di corruzione?
Effettivamente se e quando verrà provato non c'è molto da dire se non che "tutto il mondo è paese" ma questa è una magra e triste consolazione.
Uno studio presentato nel 7° Incontro dell'Associazione Brasiliana di Scienze Politiche, in agosto, segnale che la corruzione è il crimine più combattuto dalla Polizia Federale (PF).
L'autore dello studio è Rogério Arantes, professore di Scienze Politiche dell'USP, il quale analizzò 600 operazioni della PF dal 2003 al 2008.
Il lavoro mostra come la corruzione pubblica sia oggetto del 22,7% delle operazioni.Secondo il ricercatore, buona parte dei crimini sono commessi nei punti di attendimento più vicini al cittadino."Il mio estudio evidenzia come questa corruzione sia più periferica, decentralizzata", afferma lo studioso.
In secondo luogo nel ranking delle operazioni della PF appare il traffico di droga (15,2%) e, in terzo, il crimine di contrabbando (9,8%). Lo studio mostra che le operazioni terminano principalmente con la cattura di funzionari pubblici di alto rango. I funzionari federali, come i funzionari della Receita Federal e dell'INSS (sistema di previdenza brasiliano)erano coinvolti nel 34% delle operazioni che terminarono con la prgione del funzionario pubblico(su un totale di 238 operazioni in cui è stato possibile identificare il funzionario arrestato). In seguito sono coinvolti poliziotti civili e militari (22,3%) e in terzo luogo,funzionari pubblici di stato(12,6%). La prima categoria di politici appare in sesta posizione:sono i sindaci con il 3,8% delle operazioni.
Un'associazione per i diritti umani contro gli agenti: «Restano impuniti» E un servizio della BBC svela scenari simili anche in una città della Nigeria
Undici mila persone uccise in sei anni. Non sono i numeri, drammatici, di una guerra, ma il bilancio delle operazioni di polizia condotte in Brasile. La denuncia arriva dall’associazione umanitaria Human Rights Watch, secondo cui la maggior parte degli omicidi è avvenuta in stile esecuzione. Questo documento di 122 pagine pubblicato ieri ne segue un altro diffuso lo scorso anno dalle Nazioni Unite, secondo cui la polizia brasiliana sarebbe stata responsabile di una «significativa porzione» dei 48mila omicidi commessi nel Paese l’anno precedente.
«L’uccisione di sospettati non ancora processati non è la risposta al crimine e alla violenza» ha detto Jose Miguel Vivanco, numero uno dell’associazione. «Gli abitanti di Rio de Janeiro e San Paolo hanno bisogno di più controlli, non di più violenza». Isabel Figueiredo, coordinatrice per il rispetto dei diritti umani e la pubblica sicurezza ha detto che il problema è noto, e che le autorità hanno già preparato un piano che prevede l’addestramento delle forze di polizia e l’utilizzo di armi meno letali. In una intervista al Los Angeles Times Vivanco ha rincarato la dose spiegando che l’utilizzo della violenza è il tallone d’Achille della sicurezza e che il clima omertoso impedisce di svolgere indagini sugli agenti. La maggior parte degli omicidi, secondo Human Rights Watch, viene archiviata come legittima difesa contro soggetti che hanno opposto resistenza al fermo, ma nei due anni di inchiesta il quadro emerso rappresenta una quotidianità in cui gli abusi sono all’ordine del giorno. I dipartimenti alla pubblica sicurezza di Rio e San Paolo e il segretariato nazionale per i diritti umani non hanno voluto commentare, ma la polizia ha fatto sapere che l’uso delle armi è una risposta all’esplosione del narcotraffico e alla violenza urbana delle favelas, rivendicando l’importanza delle operazioni svolte nell’ultimo anno.
Intanto un'inchiesta della BBC svela un'emergenza simile anche in Nigeria. Secondo quanto si apprende, negli ultimi mesi all'obitorio dell'ospedale di Enugu la polizia avrebbe portato molti cadaveri di giovani uomini, quasi un centinaio. La conferma arriva del direttore dell'Università medica della cità, Anthony Mbah, secondo il quale molti sarebbero già stati sepolti. L'inviato britanicco racconta di uno spettacolo raccapricciante con pile di cadaveri stipati su più piani, sui tavoli e anche per terra. Alcuni di questi - riporta il servizio - sono persone che si trovavano sotto custodia degli agenti per accuse legate al sequestro di persona. Il comandante della polizia locale ha detto di non conoscere il numero di corpi presenti nell'obitorio, ma ha aggiunto che i suoi agenti hanno «il dovere di combattere i criminali» e talvolta ci «rimettono anche la vita».
fonte:lastampa.it
Questo è un argomento molto delicato, ci sono buoni poliziotti, altri violenti, altri corrotti e altri pessimi quindi è difficile generalizzare ma è chiaro che il salario per il tipo di lavoro è inadeguato e facilità le tentazioni negative; quanto alla violenza dei poliziotti questa è strettamente collegata alle realtà in cui operano e molte volte alla scarsa preparazione ed esperienza accumulata. Molti vengono mandati "allo sbaraglio" e la loro inesperienza, unita ad altri fattori concomitanti, provocano tragedie.
Battisti aspetta il giudizio del Supremo Tribunale Federale (STF) attuando uno sciopero della fame
L´ex attivista italiano, Cesare Battisti, sta facendo lo sciopero della fame secondo quanto dice il movimento Critica Radicale. Diretto dalla ex prefetto di Fortaleza Maria Luiza Fontenele, e dalla professoressa Rosa da Fonseca, il gruppo richiede la liberazione di Battisti il cui giudizio nel Supremo Tribunale Federale (STF) é atteso per giovedì della prossima settimana
Battisti é stato condannato all´ergastolo in Italia, accusato di aver ucciso quattro persone. Maria Luiza e un gruppo di persone contrarie all´estradizionelo visitarono ieri nel carcere di Papuda, a Brasília.
Secondo quanto riporta la ex prefetto di Fortaleza Battisti é molto nervoso per il protrarsi del giudizio e per questo motivo starebbe attuando uno sciopero della fame. La ex prefetto, che é testimone della difesa nel processo, ha saputo che Battisti rifiuta di mangiare durante una riunione con José Antonio Toffoli, ministro del STF. Secondo lei, il senatore Eduardo Suplicy (PT-SP) disse che Battisti non si stava alimentando giá da qualche giorno.
A gennaio di quest´anno Battisti ha ricevuto dal ministro di Giustizia, Tarso Genro, la condizione di rifugiato politico in Brasile. ino a quando il STF deciderá se lo status di rifugiato impedisce o meno la sua estradizione richiesta dal Governo Italiano.
Il processo inizió a settembre ma fu interrotto per il veto del ministro Marco Aurélio Mello.
Ex integrante dell´organizzazione Proletariati Armati per il Comunismo, Battisti fu condannato all´ergastolo in Italia. Trascorse 28 anni di esilio tra Francia, Messico e in ultimo Brasile dove fu catturato a Rio de Janeiro, nel 2007.
Il mio commento sul caso l´ho giá fatto in passato .... e confermo la mia posizione totalmente a favore dell´estradizione.
Venti omicidi al giorno. E' il dato riguardante Rio de Janeiro, fornito dall'organizzazione non governativa brasiliana "Rio de Paz". L'organizzazione ha promosso una singolare manifestazione contro l'alto numero di omicidi nello stato di Rio: da gennaio 2007 a settembre 2009 sono stati 20 mila gli assassini nel stato fluminense. I partecipanti manifestano giacendo dentro un carrello da supermercato con addosso una maschera. Qualche giorno fa infatti il cadavere di un uomo è stato ritrovato dentro un carrello della spesa, durante una protesta repressa dalla polizia sulla spiaggia di Copacabana. Il numero degli omicidi è infatti aumentato da quando la polizia brasiliana realizza incursioni nelle favelas carioca, dopo che il comune di Rio è riuscito ad aggiudicarsi le celebrazioni delle Olimpiadi del 2016