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La Força Nacional de Segurança Pública ha addestrato lo scorso mese di settembre 163 uomini della Polizia Militare che lavoreranno nelle aree di frontiera di 11 Stati combattendo principalmente il traffico di armi e droga provenienti dai paesi confinanti.
La segrtearai nazionale di Segurança Pública, Regina Miki, ha dichiarato che attualmente ci sono 43 missioni in corso nel paese con obiettivi diversi, dal prestare soccorso in catastrofi naturali in appoggio al Corpo dei Vigili del Fuoco, ad investigazioni fatte dalla Polizia Civile fino ad arrivare a controllare e mantenere la sicurezza in alcune aree urbane ad alto rischio di criminalità.
Creata nel 2004, la Força Nacional de Segurança ha come peculiarità, secondo la segretaria, quella di svolgere azioni integrate ad altre forze nei diversi settori che garantiscono la sicurezza in Brasile.
Il direttore del Departamento da Força Nacional, tenente-colonnello Alexandre Aragon, ha fatto sapere che i nuovi poliziotti addestrati lavoreranno nelle zone di confine come primo baluardo difensivo del paese. 
Normalmente, la Força Nacional aiuta la Polizia statale quando i governi locali fanno richiesta al Ministério da Justiça
Regina Miki ha ricordato che la Força Nacional tsarà prontprona ad operare per qualsiasi situazione di emergenza anche durante la prossima Coppa del Mondo in qualunque delle 12 capitali brasiliane che ospiteranno l'evento. 
(D.T.)
Canudos (Bahia)


Canudos è una cittadina storica situata nella parte orientale dello stato baiano scenario della Guerra de Canudos in cui si confrontarono l'Esercito Brasiliano e un movimento popolare con base socio religiosa liderato da Antônio Conselheiro. 

La disputa duró due anni  e tre spedizioni militari contro Canudos produssero altrettante sconfitte, il che spaventò l'opinione pubblica che pretese la distruzione della città che provocò il massacro di olte ventimila contadini; si pensa che morirono in battaglia oltre 5000 militari. La guerra terminò con la totale distruzione della città e lo sgozzamento di molti prigionieri di guerra.

Punto turistico interessante é il Parque Estadual de Canudos che conserva alcuni punti in cui ebbe luogo la battaglia della "Guerra di Canudos", da segnalare l'Alto do Mário, l'Alto da Favela e la sede della Fazenda Velha dove incontrò la morte il Colonnello Moreira César, conosciuto come tagliateste, nel tentativo maldestro di conquistare Canudos.

Rio de Janeiro:
il governo vince la battaglia contro i narcos


A Rio de Janeiro le forze dell'ordine hanno messo in piedi una vera e propria guerra ai narcotrafficanti.
Dalla scorsa domenica la polizia ha organizzato un intervento straordinario per costringere i narcos nascosti nelle favelas alla resa.
Finalmente questa mattina, secondo quanto riporta l'Ansa, la battaglia sembra conclusa e la bandiera brasiliana sventola da oggi sul "Complexo do Alemao", un quartiere di Rio composto da favelas, covo dei più potenti gruppi di narcotrafficanti del paese.
 
La vittoria della polizia

In città oggi la soddisfazione è grande: la vittoria alla fine della più imponente operazione di polizia contro i narcos rappresenta una svolta per il Brasile.
Il dispiegamento di forze è stato imponente (800 uomini dei corpi speciali della polizia, con l'appoggio di elicotteri e mezzi dell'esercito) ma non inedito: questa volta però quello che è sembrato nuovo è stata la volontà esibita dalle autorità di raccogliere la sfida del potere dei narcos e di farla finita, almeno in quella zona.

Qualche boss in fuga

Vila Cruzeiro e Morro do Alemao da decenni erano ''terra di nessuno'', o meglio proprietà privata dei vari boss che si sono succeduti nel controllo del territorio, a seconda di quale fazione prendeva il sopravvento nelle dispute a colpi di feroci scontri a fuoco, con la polizia che stava a guardare.
Alcuni boss sono riusciti a sfuggire all'accerchiamento (sembra attraverso le fogne), pesci piccoli che si sono dileguati in vari modi, restano molte altre baraccopoli da ripulire: ma i risultati ottenuti in questi cinque giorni di ''guerra ad oltranza al traffico'', come l'ha definita il governatore di Rio Sergio Cabral, rimarranno come punto di riferimento a dimostrazione che quando lo Stato e i suoi rappresentanti fanno sul serio, i narcos non reggono all'impatto.
 
La gente acclama

La gente, negli scontri di questi giorni, ha applaudito e inneggiato alla polizia: e anche questa è una novità, perchè a Rio la polizia era vista da decenni come una forma diversa di malavita, quella che può taglieggiare, estorcere, sequestrare e soprattutto ammazzare (anche a pagamento) come quelli delle cosche, ma impunemente.
E invece adesso piano piano passa ad essere vista come ''esercito di liberazione'': non a caso il comandante della polizia Mario Sergio Duarte ha celebrato in televisione la ''liberazione'' del Morro do Alemao.

fonte:ilsalvagente.it
Rio de Janeiro: Guerra contro i Trafficanti delle Favelas


Brasile, è ancora caccia ai narcos
Rio de Janeiro, numero morti sale a 34

E' salito a 34 il numero dei morti nelle operazioni di polizia ed esercito contro le bande di narcotrafficanti in corso da sei giorni nelle favelas di Rio de Janeiro. I militari hanno circondato il complesso edilizio di Morro do Alemao, dove si trovavano almeno 200 narcos. Durante la notte è rimasto ferito in modo lieve un fotografo della Reuters, colpito da un proiettile vagante.

All'operazione partecipano 600 poliziotti e 800 militari, la maggior parte dei quali ha partecipato alle operazioni di peacekeeping ad Haiti ed è esperta di guerriglia urbana, secondo fonti dell'esercito. Non è previsto un attacco in forze ma solo un assedio che impedisca ai narcos di fuggire.

Le forze dell'ordine hanno reagito ad una situazione inedita, in cui i principali cartelli, invece di combattersi l'un l'altro, si sono uniti per cercare di mettere in ginocchio la città.

In vista dei Mondiali e delle Olimpiadi che il Brasile ospiterà nel 2014 e 2016 le autorità avevano fatto ricorso alle cosiddette "unità di pacificazione" (Upp) che erano riuscite a ripulire dai narcotrafficanti una decina di favelas nel centro della città, mantenendovi in permanenza un distaccamento di polizia: nel timore che l'iniziativa potesse prendere piede anche in altre zone della metropoli, i narcos sono passati al contrattacco.

fonte:tgcom.mediaset.it

“E’ necessaria la pace per vivere a Rio di Janeiro”


L'Arcivescovo di Rio de Janeiro, Mons. Orani João Tempesta, dinanzi ai recenti scontri verificatisi nella città, ha chiesto di "vincere il male con il bene" e questo significa "promuovere la pace". Questa è "la via d'uscita dal circolo vizioso del male, della violenza" ha detto. I violenti scontri tra polizia e trafficanti di droga hanno avuto inizio domenica scorsa, quando la polizia è entrata nelle favelas di Rio de Janeiro, cercando di ripristinare la presenza dello Stato nelle zone considerate "libere" dalle mafie della droga. Finora i combattimenti seguiti hanno provocato 34 morti, 3 poliziotti feriti, 196 arrestati e 96 veicoli incendiati.
Mons. Tempesta ha detto in un comunicato che l'Arcidiocesi è solidale con tutti coloro che "attraversano la tribolazione e la sofferenza per le attuali incertezze e difficoltà" che vive Rio de Janeiro in questi giorni. Per raggiungere il desiderato sviluppo sociale e l'equilibrio culturale di Rio de Janeiro "è necessario parlare di pace", ha osservato Mons. Tempesta. Egli ha anche indicato come fondamentale il tornare di nuovo "a cercare l'ispirazione nei valori della vita e della dignità umana".

fonte:fides.org


Il Brasile si doterà di 6 sottomarini a propulsione nucleare



Il Brasile, potenza economica ormai emersa, intende entrare a pieno titolo anche nel club delle potenze militari. Per questo si doterà di una flotta di 6 sottomarini a propulsione nucleare e altri venti convenzionali entro il 2047.
L'obiettivo dichiarato dalla marina di Brasilia è proteggere i giganteschi giacimenti petroliferi scoperti negli ultimi anni in acque profonde. Il tutto con la più imponente flotta di tutto il Sud America. Questi i piani di governo uscente del presidente Luiz Inacio Lula da Silva e dall'erede Dilma Rousseff secondo quanto riferito dal quotidiano Estado de Sao Paulo.

Il costo stimato per ogni sottomarino nucleare è di 550 milioni di euro. Cinque sottomarini, di cui uno a propulsione nucleare (classe Scorpene), sono stati già acquistati dal Brasile nel quadro di un Programma di sviluppo dei sottomarini (ProSub) firmato con la Francia nel 2009. Il primo sottomarino costerà due miliardi di euro a causa dei costi per il trasferimento delle tecnologie del cantiere navale francese DCNS. Gli altri saranno fatturati al solo prezzo di costo perché saranno realizzati nel nuovo arsenale di Itaguai, sul litorale di Rio de Janeiro.

L'ammiraglio Julio Moura Neto ha dichiarato che questa forza che si vuole "dissuasiva" è necessaria per "assicurare la protezione delle riserve di petrolio": il Brasile conta 8.500 chilometri di coste e il 90% del petrolio brasiliano è estratto dai fondali marini.

fonte:agi.it
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