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L'offerta di posti di lavoro formali ha avuto una flessione nel mese di aprile paragonata ai dati di dodici mesi fa. 
Secondo i dati del Cadastro Geral de Empregados e Desempregados (CAGED) 
divulgati oggi in aprile sono stati creati 196.913 posti di lavoro, il peggiore risultato dal 2009 quando ne furono creati 106.205. 
Paragonata allo scorso anno l'offerta che nello stesso mese aveva creato 216.974  il numero di nuovi posti di lavoro è diminuito del 9,25%, 
In rapporto al mese di marzo quando le offerte sono state 112.450 si è registrato un aumento del 75% e calcolando i dati generali riferiti al 2013 il numero di nnuovi posti di lavoro raggiunge le 549.064 unità, compresi quelli che sono stati dichiarati oltre il tempo limite e rimasero fuori dalle precedenti statistiche.
In dodici mesi sono stati creati 1,087 milioni di posti di lavoro una tendenza negativa rispetto al passato nonostante il presidente Dilma Roussef abbia celebrato la creazione di 4,139 milioni di posti di lavoro formalmente riconosciuti durante il suo governo. 
(D.T.)
I presidenti di Brasile e Bolivia avranno il privilegio di inaugurare il prossimo 5 aprile una strada   interoceanica che collegherà l’Atlantico al Pacifico.  
Evo Morales, presidente boliviano ha fatto ieri l'atteso annuncio a Palacio Quemado (sede del governo) ricordando che il progetto risale al 2007, quando Brasile, Bolivia e Cile avevano firmato un accordo per la sua attuazione. 
Alla cerimonia parteciperà anche il presidente del Perù Ollanta Humala e comoe sottolinea Morales ”la sua presenza rafforzerà la cooperazione regionale”.
San José de Chiquitos, nel dipartimento di Santa Cruz, nel sud-est della Bolivia sarà sede della cerimonia a cui parteciperà anche la presidente brasiliana Dilma Roussef ma probabilmente non sarà invitato Sebastián Piñera, presidente del Cile in quanto La Paz e Santiago hanno sospeso le relazioni diplomatiche nel 1978 in seguito a una disputa per l’accesso al mare della Bolivia. 
La strada che ha una lunghezza di 2.700 chilometri dei quali 1.561 attraversano il territorio boliviano, 947 quello brasiliano e i restanti 192 quello cileno, ha avuto un costo totale di 573,5 milioni di euro.
12 ottobre giornata dei Bambini in Brasile
Oggi è festa nazionale in Brasile, giornata di Nossa Senhora da Conceição Aparecida, protettrice del paese, ma è anche "Dia das Crianças", diciamo un Natale anticipato per molti Bambini brasiliani ma non per tutti.
Le famiglie che avranno le possibilità festeggeranno con i propri figli in luoghi pubblici e privati, sarà una splendida giornata che regalerà sorrisi ai piccoli e, di conseguenza, allegria anche ai più grandi.
Tanti regali e pacchetti verranno aperti, migliaia di dolci e piatti prelibati saranno consumati ma in questo mercoledì di allegria io ho una richiesta per coloro che occupano ambite poltrone a Brasilia e soprattutto per colei che, giustamente con orgoglio, sostiene che il suo governo sta facendo grandi cose per aumentare il livello di istruzione in Brasile.
"Gentilissima Presidente è senza dubbio ammirevole il potenziamento delle strutture universitarie brasiliane ma sarebbe altrettanto lodevole se Lei e i suoi colleghi potessero fare un grande regalo a tutti i Bambini del Brasile, dal più ricco al più povero, un regalo che preparerà futuri grandi Brasiliani, un regalo che in verità è un dovere di uno stato democratico e moderno come il Brasile giustamente pretende essere.
Presidente e illustri Rappresentanti del Parlamento brasiliano perché non provate a regalare a tutti i bambini quel diritto all'istruzione garantito dalla Costituzione?
Io so bene che esistono scuole in tutto il paese ma voi sapete meglio ancora che solo una minoranza sono realmente valide e che oggi, nascere a São Paulo o a Manaus può fare una grande differenza in termini di istruzione; il Brasile è grande ma non per questo ci devono essere studenti di serie A e di serie B, tutti dovrebbero ricevere un'istruzione di qualità, uniforme in tutto il territorio nazionale che possa permettere ad ogni bambino brasiliano di sognare un futuro ricco di soddisfazioni personali e professionali.
Carissimi Senatori e Deputati, in mezzo ai vostri molteplici impegni cercate il tempo per uniformare, migliorare e rendere moderno il sistema scolastico brasiliano perché così sarete ricordati per molti anni come coloro che fecero il più bel regalo nel "Dia da Crianças" a milioni di bambini pronti a ricambiare con un sorriso per avere ricevuto ciò che a loro è dovuto: una buona istruzione per coltivare il sogno di un futuro migliore."
Buon 12 ottobre a tutti, grandi e piccoli perchè chi è capace di sognare non smette mai di essere bambino!
(I.B.)

Il Governo chiude il primo anno senza concludere la costruzione di un asilo per bambini.



Per realizzare la promessa fatta dalla Presidente Dilma Roussef il Ministero dell'Educazione dovrà inaugurare almeno 178 asili infantili al mese, o 5 al giorno fino alla fine del 2014.

Durante la campagna elettorale del 2010 Dilma affermò che avrebbe costruito 6427 asili fino alla fine del suo mandato, ma attualmente la promessa è lontano dall'essere realizzata.


Il Fondo Nazionale di Sviluppo dell'Educazione (FNDE) responsabile della ProInfanzia, che si occupa della costruzione degli asili, pagò fino ad oggi 383 milioni di Reais dei 2,3 miliardi promessi. Nel primo anno di governo l'opera della Pro Infanzia registra il 16% di realizzazione e nessun asilo è stato consegnato alla comuintà completo.

Principale scommessa del PT nelle elezioni 2012, l'ex ministro dell'Educazione Fernando Haddad ha lasciato l'incarico per candidarsi nel Provincia di São Paulo senza consegnare nessun asilo promesso dalla Presidente.

Il suo successore Aloizo Mercadante che ha assunto l'incarico martedì scorso ha promesso di realizzare l'impegno assunto da Dilma:"Realizzeremo più di 6000 asili per dare ai bambini brasiliani, nella fase prescolastica una accoglienza affettiva degna, alimentazione adeguata e materiale didattico che favorisca una buona alfabetizzazione."

Dilma disse lunedì scorso parlando in un programma radiofonico della Presidenza della Repubblica che l'obiettivo è costruire 1500 asili all'anno perché " L'asilo è molto importante anche per le madri che possono lavorare tranquillamente sapendo che i figli stanno ricevendo alimentazione ed educazione adeguate."


Il deficit nel paese è di 19700 asili. 

Le informazioni sono del giornale O Estado de São Paulo

Annuncio shock: 'Lula ha il cancro'


Un tumore maligno alla laringe é stato diagnosticato oggi all'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva.
La brutta notizia, diffusa dai medici dell'ospedale Sirio Libanes di San Paolo, ha preso di sorpresa tutti i brasiliani che hanno dato al "presidente operaio", durante i suoi otto anni di mandato (2003-2010), una popolarità superiore all'80%.
Il vizio del fumo e le sue grandi doti di oratore, con la sua caratteristica voce roca, sono imputati come cause principali del cancro che tuttavia è stato diagnosticato molto presto e che non ha ramificazioni né metastasi.
"Il paziente sta bene, il tumore non è molto grande. Lula dovrà realizzare a partire da lunedì un trattamento di chemioterapia ambulatoriale: le chance di cura sono eccellenti", hanno detto i medici dell'equipe del prof. Roberto Kalil. Le dimensioni del tumore sono superiori di poco ai 2 centimetri ed è stato localizzato nella parte superiore della glottide.
In una nota, l'attuale presidente brasiliana Dilma Rousseff ha dichiarato che "Lula è un leader, un simbolo, un esempio per tutti noi: sono certa che, con la sua forza, determinazione e capacità di superamento delle avversità di ogni tipo vincerà anche questa sfida".
La "presidenta", che ha superato un cancro linfatico nel 2009, ha aggiunto che grazie agli esami preventivi il tumore è stato scoperto in uno stadio che permette di essere curato. Lula aveva sofferto di abbassamento di voce giovedì, nel festeggiare in famiglia il suo 66mo compleanno. Per questo ieri si era recato a fare degli esami medici nell'ospedale di San Paolo che è annoverato tra i migliori policlinici del mondo.
"Lula è un fanatico dei sigaretti baiani - ha detto Kennedy Alencar, un reporter che era presente alla festa di compleanno - L'ex sindacalista è già conosciuto per la sua voce roca, ma quella sera l'aveva ancora più roca del solito".
Lula aveva registrato in quell'occasione un breve video del Pertido dos Trabalhadores nel quale afferma di avere "molto orgoglio nel compiere 66 anni, più della metà dei quali li ho dedicati alla lotta per la democrazia e per il miglioramento della vita del popolo".
L'ex presidente aveva viaggiato molto in questi ultimi tempi, in Amazzonia con la Rousseff, in Messico, in Spagna.
Lula è stimato da molti collaboratori come iperattivo: ha realizzato più di 50 viaggi in Brasile e all'estero da quando alla fine del 2010 ha concluso il suo mandato. "Anticamente il tumore di laringe era trattato togliendo la laringe intera - ha detto all'ANSA l'oncologo del Sirio Libanes, Drauzio Varella - L'indice di cura è alto, sull'80 per cento, dipendendo dal momento in cui il tumore è scoperto e dalla sua grandezza. Un tumore piccolo si cura facilmente. Ma quasi certamente Lula non sarà più l'oratore che era".

di Oliviero Pluviano
fonte:http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/10/29/visualizza_new.html_646499736.html
La crisi economica sta arrivando anche in Brasile?


Premetto che non sono assolutamente un esperto di economia ma la situazione mondiale degli ultimi mesi mi ha portato a fare più attenzione a ciò che sta accadendo nel macrocosmo economico.
La domanda che mi sorge spontanea in questi giorni è se anche il Brasile e, in generale il Sud America, soffriranno della crisi economica che ha travolto Europa e Stati Uniti. Fino ad oggi tutti gli esperti di economia brasiliana sostenevano che non c’erano problemi, che l’economia era in crescita e il paese forte ma io, spinto dalla mia curiosità e ignoranza mi pongo alcune  domande che credo molti altri si stiano facendo.
Se le cose vanno così bene e le finanze sono così solide perché l’altro ieri c’è stata una riduzione di 50 punti base del tasso di riferimento (Selic) che è sceso all’11,5 quando analoga riduzione si ebbe già il 31 agosto?
Perché il presidente della Banca Centrale, Alexandre Tombini, dopo aver rassicurato in agosto che l’inflazione era sotto controllo ora giustifica l’ultima riduzione dei tassi proprio per controllare e limitare gli effetti di quest’ultima?
E ancora come mai il Fondo monetario internazionale ha ridotto le prospettive di crescita del Brasile di circa mezzo punto passando a 4,12% per il 2011 e 3% nel 2012 se il paese gode, secondo quanto ci viene detto dai governanti, di ottima salute?
Forse queste sono domande impertinenti e inopportune ma con questa scelta del presidente Tombini il poderoso sistema economico brasiliano può correre qualche rischio; primo fra tutti quello di un aumento dell’inflazione i cui effetti già si stanno vedendo sulla borsa dei cittadini. I prezzi sono in continua ascesa e l’aumento tendenziale dell’inflazione calcolato per quest’anno al 6,5% è superiore all’obiettivo prefissato dal Governo che è equivalente al 4,5%.
Alcune critiche sono state mosse a Tombini accusato di sentire troppo la pressione della Presidente Dilma Roussef e del PT (Partito dei Lavoratori) da Jankiel Santos capo economista di Bes Investimento do Brasil il quale ha giudicato eccessiva la decisone della Banca Centrale.
Tombini e il Comitato di politica monetaria fanno affidamento sul fatto che il rallentamento internazionale riesca a contenere le spinte sui prezzi ma queste scelte “non sono del tutto chiare” come dichiara Eduardo Crespo, economista dell’Università Federale di Rio de Janeiro (Ufrj). Il Governo ha già avanzato l’ipotesi di una manovra finanziaria restrittiva per il 2012 in modo da allontanare l’incubo inflazione e mantenere costante una ripresa che si basa principalmente sui settori agrario, edilizio e finanziario.
Resta da vedere chi avrà ragione ma una cosa emerge evidente, la sicurezza di un paese che fino a pochi mesi fa si sentiva immune dalla crisi oggi si poggia su basi meno solide e lascia il dubbio che non tutto sia “meraviglioso” come ci era stato raccontato.

I.B.
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