Visualizzazione post con etichetta presidente. Mostra tutti i post

Il presidente brasiliano che per più tempo rimase in carica fu Getúlio Vargas con 18 anni e 7 mesi mentre quello che occupò la poltrona presidenziale per meno tempo fu Jânio Quadros con soli 7 mesi.

Lula O filho do Brasil (Lula il Filho del Brasile)
La pellicola «Lula, figlio del Brasile»," Lula, O Filho Do Brasil " diretta da Fabio Barreto, con un budget di 10 milioni di dollari, «è una storia come quella di Rocky Balboa, funziona sempre», spiega Bruno Barreto, il fratello del regista e figlio del fondatore della casa di produzione. 
La sceneggiatura è basata sulla biografia autorizzata del presidente scritta da Denise Paranà e la storia racconta gli aspetti «meno conosciuti» del giovane Lula, dagli inizi nello stato di Pernambuco fino al 1980, quando da sindacalista metallurgico fu incarcerato dalla dittatura militare. 
«Stiamo parlando di un uomo che ha passato gli anni della gioventù nella miseria -dice la Paranà- mangiando a volte solo caffè mescolato alla farina. 
Non è solo la sua miseria -aggiunge- ma quella di molti brasiliani». 
Per Rui Ricardo, l'attore di 31 anni che interpreta Lula, «non si tratta semplicemente di un politico, è la storia di un uomo che ha superato la tragedia e ostacoli tremendi». 
La vita del presidente, aggiunge l'attore al quotidiano, «è come una fiction, e dimostra che qualsiasi brasiliano, senza istruzione, soldi o posizione sociale, può diventare un personaggio straordinario». (Ses/Pn/Adnkronos) 
Il film diretto da Fábio Barreto con 16 milioni di reais, è il più caro mai prodotto in Brasile. 
Lula o Filho do Brasil (sito ufficiale)
- Lula o Filho do Brasil (wikipedia)


Annuncio shock: 'Lula ha il cancro'


Un tumore maligno alla laringe é stato diagnosticato oggi all'ex presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva.
La brutta notizia, diffusa dai medici dell'ospedale Sirio Libanes di San Paolo, ha preso di sorpresa tutti i brasiliani che hanno dato al "presidente operaio", durante i suoi otto anni di mandato (2003-2010), una popolarità superiore all'80%.
Il vizio del fumo e le sue grandi doti di oratore, con la sua caratteristica voce roca, sono imputati come cause principali del cancro che tuttavia è stato diagnosticato molto presto e che non ha ramificazioni né metastasi.
"Il paziente sta bene, il tumore non è molto grande. Lula dovrà realizzare a partire da lunedì un trattamento di chemioterapia ambulatoriale: le chance di cura sono eccellenti", hanno detto i medici dell'equipe del prof. Roberto Kalil. Le dimensioni del tumore sono superiori di poco ai 2 centimetri ed è stato localizzato nella parte superiore della glottide.
In una nota, l'attuale presidente brasiliana Dilma Rousseff ha dichiarato che "Lula è un leader, un simbolo, un esempio per tutti noi: sono certa che, con la sua forza, determinazione e capacità di superamento delle avversità di ogni tipo vincerà anche questa sfida".
La "presidenta", che ha superato un cancro linfatico nel 2009, ha aggiunto che grazie agli esami preventivi il tumore è stato scoperto in uno stadio che permette di essere curato. Lula aveva sofferto di abbassamento di voce giovedì, nel festeggiare in famiglia il suo 66mo compleanno. Per questo ieri si era recato a fare degli esami medici nell'ospedale di San Paolo che è annoverato tra i migliori policlinici del mondo.
"Lula è un fanatico dei sigaretti baiani - ha detto Kennedy Alencar, un reporter che era presente alla festa di compleanno - L'ex sindacalista è già conosciuto per la sua voce roca, ma quella sera l'aveva ancora più roca del solito".
Lula aveva registrato in quell'occasione un breve video del Pertido dos Trabalhadores nel quale afferma di avere "molto orgoglio nel compiere 66 anni, più della metà dei quali li ho dedicati alla lotta per la democrazia e per il miglioramento della vita del popolo".
L'ex presidente aveva viaggiato molto in questi ultimi tempi, in Amazzonia con la Rousseff, in Messico, in Spagna.
Lula è stimato da molti collaboratori come iperattivo: ha realizzato più di 50 viaggi in Brasile e all'estero da quando alla fine del 2010 ha concluso il suo mandato. "Anticamente il tumore di laringe era trattato togliendo la laringe intera - ha detto all'ANSA l'oncologo del Sirio Libanes, Drauzio Varella - L'indice di cura è alto, sull'80 per cento, dipendendo dal momento in cui il tumore è scoperto e dalla sua grandezza. Un tumore piccolo si cura facilmente. Ma quasi certamente Lula non sarà più l'oratore che era".

di Oliviero Pluviano
fonte:http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/10/29/visualizza_new.html_646499736.html
Buon lavoro Presidente Roussef


Ieri 31 ottobre 2010 è stata una giornata storica non solo per il Brasile: Dilma Vana Roussef vincendo le elezioni presidenziali è la prima Presidente della Repubblica donna, Presidente non di un piccolo stato dell'America Latina ma del "gigante", di quello che trascina tutto il continente sudamericano, di una delle cosiddette "economie emergenti".

Ha vinto Dilma ... onore a Dilma.

Ma lasciatemi fare qualche osservazione da spettatore esterno e neutrale.

Non mi è piaciuta la campagna elettorale perchè i candidati più che presentare un programma con soluzioni ai problemi veri ( la cosa è stata solo accennata) hanno passato quattro settimane ad attaccarsi anche personalmente, cercare difetti personali e scandali nella vita dell'avversario.
Per un certo verso è consolante vedere che non succede solo in Italia.

Non mi è piaciuto vedere sempre il Presidente Lula fare campagna elettorale in modo tanto intenso che sembrava lu il candidato e non mi sono piaciute le dichiarazioni dell'ultimo venerdì di Dilma che ha ammesso che Lula sarà parte fondamentale per idee appoggio e consigli durante il suo governo.
Ora la domanda che rivolgerei alla Signora Presidente è la seguente: ci troviamo di fronte al primo mandato presidenziale Dilma Roussef o al terzo mandato Lula?

Non mi è piaciuto ascoltare che durante la campagna elettorale siano state dette delle cose alla popolazione più carente del tipo se non voti Dilma non avrai la casa ( progetto Mi casa Mi vida) e ti toglieranno la "Bolsa Familia" (un aiuto tipo il nostro aiutino per fare la spesa al supermercato...ma lasciamo perdere perchè è un altro discorso) ... questo è far leva sulla scarsa informazione e la paura di chi ha meno accesso all'informazione.

Direte non ti è piaciuto nulla?
Effettivamente dei giochi politici mi piace poco perchè da una parte o dall'altra quasi tutti fanno prima i loro (e degli amici di partito) interessi particolari e dopo pensano al bene del paese e della popolazione.

Una cosa mi è piaciuta l'importanza che viene data al voto qui in Brasile, persone che non ne hanno l'obbligo ( per età o altri problemi) desideravano votare per contribuire attivamente al futuro del paese, ritengo ciò una ottima cosa.

Ora non mi resta che fare un grande in bocca al lupo al nuovo Presidente Signora Dilma sperando che le promesse fatte (politica sociale, economica, ecologica, situazione Petrobras, sistema di salute e dell'educazione, ecc) vengano mantenute; le condizioni per fare bene esistono perché il PT ( partito di Dilma Roussef) dispone de numeri sufficienti per governare bene e prendere decisioni a Brasilia e può contare anche su un alto numero di governatori statuali.

Presidente Dilma,
il suo è un ruolo di estrema importanza, ora festeggi pure, ne ha diritto ma da gennaio trasformi le parole in fatti perchè il Brasile e i Brasiliani meritano una grande Presidente, di promesse si sono riempiti le orecchie ed ora gradirebbero vederne la realizzazione concreta.
Confidando in un Suo successo totale le auguro molta salute, pace, brillantezza mentale e di spirito per poter guidare questo paese nel migliore dei modi durante i prossimi quattro anni.

Dilma Vana Roussef


Dilma Vana Rousseff nasce a Belo Horizonte 62 anni fa da una famiglia della classe media brasiliana, con il padre di origine bulgara e la madre brasiliana insegnante. Separata per due volte, ha una figlia ed un nipote di due mesi. Dilma è una donna che ha conosciuto due fasi della sua vita. Nella sua gioventù militò nei gruppi di resistenza alla dittatura militare quali, Polop, Colina e VAR-Palmares, in cui era conosciuta come la “Giovanna d’Arco della sovversione”. Finì incarcerata per tre anni nei quali subì ininterrottamente per ventidue giorni le torture dei suoi carcerieri.

Dopo il carcere Dilma si stabilì a Porto Alegre e lì presso l’ Universidad Federal de Rio Grande do Sul, si laureò in economia. Nel 1979 inizia la seconda fase di vita di Dilma, quella più propriamente politica. Decide infatti di aderire al Partido Democratico Laborista, nelle cui file ottenne il ruolo di segretaria dell’industria nel governo cittadino di Porto Alegre e poi quello di delegata per l’energia nel governo statale di Rio Grande do Sul. Durante gli anni della presidenza di Cardoso, passa al Partido dos Trabalhadores e nel 2002 la sua conoscenza con Lula le cambia la vita. Prima diventa il ministro dell’energia nel primo governo Lula (2002-2006), poi il presidente-operaio, valutandone l’esperienza tecnica ed il carattere molto forte e poco teso al compromesso, la nomina nel suo secondo governo, ministro della Casa Civil, una sorta di consulente speciale alla presidenza e ministero dell’interno al tempo stesso e le affida l’incarico di coordinare il programma delle grandi opere per lo sviluppo del paese (Programa de Aceleración del Crecimiento). Accusata dai settori più oltranzisti del partito di essere favorevole alla privatizzazione di alcune aziende, tra cui la stessa Petrobras che però è diventata proprio negli ultimi anni una delle 10 compagnie petrolifere al mondo, entra in rotta con Marina Silva, ministro dell’Ambiente per l’estensione del PAC e la difesa dei produttori di soia in Amazzonia, costringendola alle dimissioni. La donna di ferro supera anche un tumore linfatico in pochi mesi nel 2009 e nel 2010 viene lanciata alla presidenza dopo il suo ultimo programma “Mi casa, mi vida”, con cui ha distribuito un milione di case popolari a famiglie indigenti. La sua linea politica rispecchierà quella di Lula, ma con molta più attenzione ai rapporti con gli altri paesi (su tutti Iran e Venezuela sul piano energetico e Cile e Colombia su quello diplomatico interamericano), in particolare nel Mercosur e nella gestione meno statalizzata dell’economia. E’ tifosa dell’Internacional Porto Alegre e la prima donna storicamente eletta al vertice del Brasile.


fonte:legnostorto.com
Dilma Rousseff vs José Serra 0-1


Il titolo di questo post potrà sembrare polemico ma, da spettatore neutrale, visto le premesse e la grande fiducia che Lula ripone sulla candidata del PT mi sembra che questa vittoria di Dilma abbia il sapore della sconfitta.

Infatti già si percepiva un clima di festa attorno a colei doveva essere (e probabilmente sarà) il presidente del Brasile ma già dalle prime dichiarazioni ufficiali appariva evidente una certa delusione della "petista" e un nuovo vigore e energia in Serra, l'altro ... l'ospite indesiderato del ballottaggio.
Chi ha sorpreso è stata Marina Silva ora davvero la donnna più corteggiata del Brasile nelle prossime 4 settimane: sarà lei con i suoi elettori che decideranno chi vincerà questa sfida tra una Dilma che ha l'obbligo di vincere e Serra che di vincere ha la speranza, differenza non di poco conto.
Pronostici non ne faccio, credo che Dilma rimanga in vantaggio ma in 4 settimane e in un uno contro uno non saranno più concessi errori.
Il tempo ci dirà chi governerà il paese durante i prossimi 4 anni.

 Dilma Rousseff o José Serra?


A oltre il 98 per cento dei voti scrutinati, Dilma Rousseff si è fermata al 47 per cento e non è quindi riuscita a raggiungere il 50 più uno necessario per diventare la prima presidente donna della storia del Brasile.
Il prossimo 31 ottobre la candidata del Partito dei Lavoratori, fortemente sostenuta dal popolare presidente uscente Lula, se la dovrà vedere al ballottaggio con il socialdemocratico Jose Serra, che ha guadagnato circa il 33 per cento dei voti. L’esponente del Partito Verde Marina Silva ha raggiunto il 19 per cento, un ottimo risultato per una candidata che i sondaggi davano intorno al 14 per cento.
Sembrerebbe proprio il risultato di Silva, scrive BBC, a giustificare la mancata vittoria di Rousseff, ampiamente favorita alla vigilia delle elezioni anche per il superamento del 50 per cento dei voti al primo turno. Nelle settimane scorse diversi esponenti del Partito dei Lavoratori, tra cui l’ex assistente di Rousseff, sono stati coinvolti in casi di corruzione, e questo potrebbe aver influito sul numero dei voti ottenuto da Rousseff, inferiore alle aspettative. Il Guardian fa poi notare come diversi elettori ancora non sapessero il suo nome a pochi giorni dalle elezioni, riferendosi a lei semplicemente come “la donna di Lula”.
Subito dopo l’annuncio dei risultati, Rousseff ha tenuto un discorso a Brasilia in cui ha cercato di non lasciar trasparire la delusione, mostrando sicurezza e tranquillità.

«Siamo guerrieri e siamo abituati alle sfide», ha detto Dilma Rousseff. «Vinceremo il ballottaggio».

Ora si attende di capire se Marina Silva voglia prendere le parti di uno dei candidati. Durante la campagna, Serra aveva cercato di convincerla a correre con lui come vice-presidente, proposta però rifiutata dalla candidata dei Verdi.

fonte: ilpost.it

Commento personale sul primo turno delle elezioni presidenziali
Copyright © 2008 ITALIANO ... BRASILEIRO | Editato da D.T.