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Come nacque il Clube Regatas do Flamengo

La fondazione del Flamengo non è stata figlia del calcio ma bensì del canottaggio, sport molto popolare in Brasile alla fine del secolo XIX, tanto che i residenti di Rio si riunivano la domenica per assistere alle gare.
Naturalmente, in questo contesto, alle ragazze piaceva ammirare i rematori: gli atleti di solito facevano parte del Botafogo squadra già in funzione nella città di Rio de Janeiro.
Scontenti della situazione alcuni giovani della spiaggia di Flamengo decisero di fondare un nuovo yacht club.
Così, nel 1895, José Agostinho Pereira da Cunha, Mario Espindola, Augusto Figueira Nestor de Barros Lopes iniziarono l'opera di fondazione del club.
Il primo passo fu l'acquisto di una nave che aveva bisogno di essere riparata e attrezzata per poter essere utilizzata, ma alla prima uscita, a causa del maltempo, la barca presentò problemi e dovette essere rimorchiata.
Tuttavia, i giovani non si arresero e dopo aver raccolto più soldi comprarono un'altra barca.
Il 17 novembre 1895 nella casa di Nestor de Barros si tenne una riunione a cui parteciparono José Agostinho Pereira da Cunha, Mario Espinola, Napoleone Coelho de Oliveira, Maria José Leitão da Cunha, Eduardo Sardinha, Sardinha Carlos, Desiderio Guimarães Mauricio Rodrigues Pereira, George Leuzinger, Augusto Lopes da Silveira, José Augusto de Almeida e John Chaura Lustosa.
Frutto della riunione fu la distribuzione delle cariche: presidente venne nominato  Marques de Azevedo, vicepresidente Francesco Lucci Colas, Segretario Nestor de Barros e Tesoriere Felisberto Cardoso Laport.
Inoltre, venne deciso che la data ufficiale di fondazione sarebbe stata  il 15 novembre dopo la proclamazione della repubblica.
I primi colori che rappresentavano il club, furono il blu e l'oro.
Tuttavia, dal momento che i tessuti erano importati, a quel tempo era difficile trovare i colori per la produzione di divise, si decise quindi di cambiare la divisa introducendo una maglietta a righe orizzontali  bianco e nero, pantaloncini neri e cintura bianca.
Affinchè il calcio entri nel Club Flamengo bisogna aspettare il 1911.

Calcio
Dai primi del Novecento, il calcio ha cominciato a diventare popolare nella città di Rio de Janeiro affiancando il canottaggio.
In breve venne a crearsi una situazione particolare: dal momento che il Flamengo non aveva strutture per ospitare gli sport terrestri i suoi membri erano obbligati, per praticare calcio, a seguire il club Fluminense situado nel quartiere di  Laranjeiras.
Il più grande esempio di questa divisione è stato Alberto Borgerth: di mattina, vogatore del Flamengo e di pomeriggio calciatore nella Fluminense.
I fan che non potevano seguire le loro passioni in due club differenti fecero pressione affinchè anche il Flamengo aprisse agli sport terrestri e al calcio in particolare; fu così che, dopo intenso lavoro, il club iniziò a muovere i primi passi nel calcio.
Nella prima partita amichevole che si svolse il giorno 25 ottobre 1903 nello stadio Paisandú e perse contro l'Athletic Club per 5-1, con la seguente formazione: GV Castro, V. Fatam, H. Palm, Sampaio Ferraz, A. Gibbons (capitano), L. Neves, C. Pullen, M. Morand, A. Vasconcelos, D. Moutinho e A. Simonsen, con riserva M. Gudin e A. Furtado.
Una curiosità è che la squadra di calcio non entrò in campo con la divisa ufficiale del Flamengo: nel primo gioco, indossava camicia bianca e pantaloncini neri.
Per alcuni anni la squadra disputò soltanto partite amichevoli e la nascita vera e propria, ufficialmente riconosciuta, del Flamengo fu nel 1911 quando un gruppo di dissidenti della Fluminense lasciarono il club di Laranjeras che si era appena laureato campione.
Dieci giocatori lasciarono il tricolore Fluminense da campioni: Othon de Figueiredo Baena, Pindaro Rodrigues de Carvalho, Emmanuel Augusto Nery, Ernesto Amarante, Armando de Almeida, Orlando Sampaio Matos, Gustavo Adolfo de Carvalho, Lawrence Andrews e Arnaldo Guimarães Machado; il giorno 8 novembre, venne approvata l'ammissione dei nuovi membri.
Tuttavia i vogatori non erano molto favorevoli all'ammissione del calcio all'interno del club ma le resistenze vennero vinte in una riunione tenutasi il 24 dicembre 1911, giorno in cui il Flamengo fondò formalmente la sua squadra di calcio inquadrandola nel Dipartimento Sport di terra.
Il nuovo team era solito allenarsi sulla spiaggia di Russel, guadagnando gradualmente il supporto degli abitanti locali, che apprezzavano guardare gli allenamenti.
La prima partita ufficiale venne giocata il 3 maggio1912 ed è, a tutt'oggi, la vittoria più spettacolare della squadra, dato che il Flamengo batté il Mangueira 16 a 2.
Il primo Fla-Flu (che sarebbe successivamente diventato uno dei più famosi derby al mondo) venne anch'esso disputato in quell'anno, il 7 luglio, e vide la vittoria del Fluminense per 3 a 2.


Storia del Santos Futebol Clube



Il Santos F.C. fu fondato il 14 aprile 1912 per iniziativa di tre sportivi della città Raymundo Marques, Argemiro de Souza Júnior e Mário Ferraz de Campos che convocarono una Assemblea per promuovere la fondazione di una squadra di calcio nella Rua do Rosário, attuale Avenida João Pessoa, nella sede del Clube Concórdia. 

Rua do Rosário

Durante la riunione furono scelti tre nomi Brasil Atlético, Euterpe e Concórdia ma Edmundo Jorge Araújo suggerì di battezzare la squadra con il nome della città, ossia Santos Foot-Ball Clube, nome che venne approvato all'unanimità.
I colori sociali scelti furono azzurro e bianco a strisce verticali divise da una linea color oro, colore del Concórdia. 
Solo un anno dopo il Santos assunse i colori attuali bianco e nero. La prima dirigenza era composta da Sizino Patusca (presidente), George Cox (vice-presidente), José G. Martins (1° segretario), Raul Dantas (2° segretario), Leonel Silva (1° tesoriere) e Dario Frota (2° tesoriere). 
I direttori erano Augusto Bulle, João Carlos de Mello, Henrique Cross, Raymundo Marques, Cícero F. da Silva e Jomas de C. Pacheco. 

La prima maglietta del club.

I colori della prima maglietta , bianco, azzurro e oro utilizzata durante il primo anno di vita ebbero durata breve in quanto risultava cara e difficile la produzione della stessa e dopo solo un anno nella terza riunione dellla dirigenza Paulo Pelúcio suggerì di cambiare i colori in bianco e nero dicendo che il bianco rappresenta la pace e il nero la noblità. L'idea fu approvata e il Presidente Raymundo Marques, presentò i modelli di bandiera del club che divenne bianca con una fascia diagonale nera e le iniziali del Club con lettere color bianco.

Le prime partite.

Gli storici del club danno due versioni del primo gioco: la prima secondo il Consigliere Guilherme Gomez Guarche vede il Santos esordire il 23 giugno 1912 contro il Thereza Team; la seconda a detta Francisco Mendes Fernandes (storico ufficiale del club) allegando che questa partita fu un allenamento, vede il Santos esordire ufficialmente contro il Santos Athletic Club. 
Nella partita contro il Thereza Team i bianconeri vinsero con il risultato di 2 a 1 con gol di Anacleto Ferramenta e Geraule Ribeiro, schierando la seguente formazione: Fauvel, Simon e Ari, Bandeira, Ambrósio e Oscar, Bulle, Geraule, Esteves, Fontes e Anacleto. 
Nella partita considerata ufficiale il giorno 15 settembre 1912 l'avversario fui il Santos Athletic Club,meglio conosciuto come Clube dos Ingleses,che oggi è uno dei club più conosciuti della città ma che non ha più il dipartimento calcistico. Il Santos Futebol Clube vinse per 3 a 0. 
Il primo gol ufficiale della storia del Club fu segnato da Arnaldo Silveira e il primo titolo arrivò già nel 1913, anno in cui fu giocato per la prima volta il Campionato Santista di Futebol a cui parteciparono Santos, América, Escolástica Rosa e Atlético. 
I bianconeri si laurearono campioni vincendo sei partite su sei segnando 35 gol e subendone solo uno. Il titolo fu vinto nuovamente nel 1915 ma in questo caso con il nome di União FC.

Esordio nel Campionato Paulista.

All'inizio del 1913 il Santos fu invitato dalla Lega Paulista per partecipare al campionato statale di quell'anno. La dirigenza accettò e questa fu la prima competizione ufficiale a cui partecipò il club santista.
L'esordio avvenne il 1° giugno contro il Germânia e il risultato non fu molto incoraggiante perchè il Santos perse per 8 a 1 schierando questa formazione: Durval Damasceno, Sebastião Arantes e Sydnei Simonsen, Geraule Ribeiro, Ambrósio Silva e José Pereira da Silva, Adolfo Millon, Nilo Arruda, Anacleto Ferramenta, Harold Cross e Arnaldo Silveira. 
Trentadue anni dopo, nel 1935 la squadra riuscì a vincere il primo titolo statale mentre per il secondo furono necessari altri venti anni di attesa, nel 1955 quando comincia quella che è ricordata come l'era Pelé che arrivò nel club portato da Waldemar de Brito nel 1956. 

Il Santos di Pelé fu conosciuto in tutto il mondo emozionando il pubblico e dando spettacolo in ogni terreno di gioco, una squadra formidabile formata da moltissimi fuoriclasse che portò nella bacheca del club numerosi titoli nazionali e internazionali quali la Coppa Intercontinentale (2 volte) e la Coppa Libertadores (2 volte), senza dimenticare la Coppa Brasile (oggi equiparata al campionato brasiliano) che vide i Santisti vincitori per 5 volte.

L'attacco di quella squadra contava su nomi formidabili quali: Dorval, Mengávio, Coutinho, Pelé e Pepe. 


I 10 maggiori goleador del Santos

- Pelé (1956 - 1974) 1091 gol; 
- Pepe (1954 -1969) 405 gol; 
- Coutinho (1958 - 1970) 370 gol; 
- Toninho Guerreiro (1963 - 1969) 283 gol; 
- Feitiço (1927 - 1936) 216 gol; 
- Dorval (1956 - 1967) 198 gol; 
- Edu (1966 - 1976) 183 gol; 
- Araken Patusca (1923 - 1929) 177 gol; 
- Pagão (1955 - 1963) 159 gol; 
- Tite (1951 - 1963) 151 gol.

Il Calcio è una passione, Bahia e Vitoria una “fede”.

Lo sport più amato, praticato e conosciuto in Brasile è senza nessun dubbio il calcio, Salvador, capitale dello stato baiano non fugge a questa passione che si traduce in due parole, due squadre, due mondi diversi: Bahia e Vitoria.
Il popolo soteropolitano è molto appassionato, partecipa attivamente riempiendo gli stadi della città (Pituaçu e Barradao) e vive il calcio intensamente sette giorni su sette tanto che una delle domande frequenti che ho ricevuto parlando di “futebol” è la seguente:” Sei Bahia o Vitoria?”
Già la domanda spiega molte cose, qui non si tifa il club a Salvador o sei Bahia o sei Vitoria, un po’ come fosse una caratteristica fisica della persona; l’appartenenza è molto forte e quando rispondo che non sono tifoso di nessuna delle due squadre mi sento dire che non è possibile che bisogna essere l’una o l’altra.
In realtà la mia squadra brasiliana preferita non è dello stato di Bahia ma in questi anni ho notato una cosa molto particolare: è comune essere tifoso di due o più squadre, molte persone qui sono tifose di una delle due squadre con più sostenitori in Brasile (Flamengo e Corinthians) e di una delle due della capitale baiana.
Essere Bahia o Vitoria è molto differente: il tifoso tricolore (Bahia) è molto “estremista” e umorale, se la squadra vince sono dei campioni assoluti e nessuna può fermarli, se la squadra perde i giocatori e lo staff non valgono quasi nulla e il rischio retrocessione è immediato. Già il tifoso rossonero (Vitoria) riesce a somatizzare meglio vittorie e sconfitte, più che trascinare la squadra si fa trascinare dalla squadra.
L’intensità dell’amore per la propria squadra è un fatto soggettivo ma il tifoso del Bahia ama far sapere agli altri che è tricolore: in città è comune vedere molte più magliette e gadgets bianco-rosso-blu che rossoneri. Anche il cinema ha aperto all' Esporte Clube Bahia: attualmente è in scena un film dedicato alla passione per una squadra che coinvolge una “nazione tricolore”.
L’impressione da tifoso neutrale è che Bahia sia più la squadra della passione, dell’esagerazione nel bene e nel male mentre Vitoria è “passione razionale”. Se dovessi fare un paragone con due squadre italiane direi in termini matematici che Bahia sta a Roma come Vitoria sta a Lazio.
La cosa importante è che, nonostante la rivalità accesa visibile nelle reti sociale e tangibile nella quotidianità, al di fuori del giorno della partita mai si sono sentiti episodi di intolleranza dovuti al calcio e questo è indice di maturità di un popolo per il quale Bahia e Vitoria sono “cose molto serie”. Alla fine dei conti “tricolor o rubronegro” l’importante è divertirsi, arrabbiarsi, emozionarsi ma sempre dentro limiti accettabili per dare allo sport il giusto valore sociale che gli viene riconosciuto.
Augurando successi al futebol baiano una domanda mi sorge spontanea: “Você è Bahia o Vitoria?” (Sei Bahia o Vitoria?).
I.B.
Storia del São Paulo Futebol Clube


Il São Paulo FC nasce nel 1930 o nel 1935?
Ancora oggi c'è polemica sulla data della fondazione del club.
Era il 1930 o 1935?
Il São Paulo FC è nato il 26 gennaio 1930 con la fusione tra il Clube Athlético Paulistano e l'Associação Athletica das Palmeiras; per la divisa furono scelti il bianco e rosso del Clube Athlético e il bianco e nero dell' AA das Palmeiras.

Nel 1935 il São Paulo si fondò con il Club de Regatas Tietê, adottando il nome di quest'ultimo ma alcuni dirigenti non piacque l'idea di perdere il nome São Paulo e decisero di lasciare il Tietê  per ricreare il São Paulo FC il 16 dicembre 1935.
La Federcalcio Paulista riconosce i titoli dell'antico São Paulo da Floresta al il club attuale nonostante ciò non faccia piacere agli avversari.
La prima partita della squadra si è tenuta nel 1930 (come São Paulo da Floresta), contro il CA Ypiranga: risultato finale 1-0 con gol dell'attaccante Formiga.
Nel 1933, São Paulo da Floresta battè per 5-1 il Santos nel primo gioco ufficiale di calcio professionistico in Brasile.
La vittoria più ampia del Tricolore Paulista nei classici statuali, si registrò il 18 giugno 1944, giorno in cui il São Paulo vinse contro il Santos con il punteggio di  9-1.
Serginho Chulapa è il capocannoniere nella storia del club con 242 reti segnate.

Storia del Simbolo.
Santo São Paulo, è stato creato negli anni '40 da un vignettista del giornale A Gazeta Esportiva, l'immagine del santo piacque molto ai tifosi tanto che dopo molti decenni e rimane oggi mascotte ufficiale del club.
Il vero santo morì giovane, ma nel simbolo è rappresentato come un anziano.

Periodo d'oro.
Tra il 1985 e il 1994, il San Paolo ha raccolto più di trenta trofei, tra i più importanti i doppi successi nel Mondiale per Club e nella Coppa Libertadores del 1992 e 1993.
Il  primo Mondiale portò la firma di Raí: il fantasista segnò entrambi i gol nella vittoria contro il Barcellona. L'anno successivo, Müller fu l'uomo della partita che consentì al club di vincere per 3-2 contro il  Milan la coppa grazie ad un gol segnato con il fondoschiena.
Tele Santana fu l'allenatore artefice del maggior numero di vittorie della squadra in questo decennio indimenticabile.

Giocatori indimenticabili.
Tanti sono i campioni che hanno vestido la casacca del São Paulo Futebol Clube che fare una lista non renderebbe onore a tutti ma meritano di essere ricordati calciatori come Artur Friendereich, Leonidas da Silva, Valdir Perez (che giocò oltre 600 partite con il tricolore paulista), Rogerio Ceni (record assoluto con più di 1000 partite e ancora in attività) Falcon, Cafu, Dario Pereyra, Teixeirinha (giocatore che ha difeso per oltre 16 anni i colori del club tra il 1939 e 1956), il Professore Tele Santana (allenatore mitizzato dai tifosi), Adhemar Ferreira da Silva (due volte campione olimpico di atletica) e Eder Jofre (campione mondiale di boxe).

Museo.
 Nel 1994, il presidente José Eduardo Mesquita Pimenta, dopo dieci mesi di progetazione, aprì il Museo del São Paulo Futebol Clube, un luogo dove ogni tifoso può sentirsi in casa ammirando i trofei e conoscendo la storia del club. 
Nel 1998 il Museo aprì le porte non solo ai tifosi sãopaolini ma a tutti gli appassionati di calcio che abbiano interesse a conoscere alcuni miti dello sport; furono ospitate delle mostre come "85 anni di Leonidas da Silva", "Um Traço Tricolor" e "Adhemar Ferreira da Silva, l'Atleta d'Oro".
Al primo piano del Museo sono esposti i trofei che il club ha vinto nella sua storia.
Il Museo si trova nell'Avenida Giovanni Gronchi, entrata 17, e resta aperto da Lunedi a Venerdì esclusi i giorni in cui c'è una partita.


- Sito ufficiale del São Paulo Futebol Clube
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