(D.T.)
Salvador (Bahia)
Salvador è una città del Brasile, capitale dello Stato di Bahia, parte della mesoregione Metropolitana de Salvador e della microregione di Salvador è la terza città più popolosa del Brasile, dopo San Paolo e Rio de Janeiro, e la maggiore della regione del Nord-Est.
Rio de Janeiro (RJ)
Rio de Janeiro è una città del Brasile, capitale dell'omonimo stato confederato. Rio è la seconda città del Brasile dopo San Paolo e fu la capitale della nazione dal 1763 fino al 1960, dopo Salvador da Bahia e prima di Brasilia. La città è famosa per le sue attrattive turistiche e contiene anche la più grande foresta all'interno di un'area urbana, la floresta da Tijuca
São Paulo (SP)
San Paolo è situata alcuni chilometri a sud della linea immaginaria del Tropico del Capricorno dista 1 030 km dalla capitale federale Brasília ed è la più vasta e popolosa città dell'Emisfero australe.Gli abitanti di San Paolo sono chiamati paulistanos, mentre paulista è il termine per tutti gli abitanti dello Stato di San Paolo. Un soprannome famoso della città è "Sampa".
100 Spiagge Brasiliane
Il Brasile possiede migliaia di chilometri di costa e spiagge tra le più diverse da nord a sud del paese che sicuramente non vi deluderanno. Dalle famiglie, agli sportivi agli amanti della natura ognuno troverà la "sua spiaggia".
(D.T.)
I colori della prima maglietta , bianco, azzurro e oro utilizzata durante il primo anno di vita ebbero durata breve in quanto risultava cara e difficile la produzione della stessa e dopo solo un anno nella terza riunione dellla dirigenza Paulo Pelúcio suggerì di cambiare i colori in bianco e nero dicendo che il bianco rappresenta la pace e il nero la noblità. L'idea fu approvata e il Presidente Raymundo Marques, presentò i modelli di bandiera del club che divenne bianca con una fascia diagonale nera e le iniziali del Club con lettere color bianco.PORTO ALEGRE - Parla brasiliano la 51. ma edizione della Coppa Libertadores. L'Internacional di Porto Alegre si è infatti aggiudicato per la seconda volta nella sua storia la più prestigiosa competizione sudamericana per club (la prima nel 2006, quando in squadra c'era anche l'attuale milanista Pato), battendo 3-2 in casa, nel ritorno della finale, i messicani del Chivas Guadalajara.
MESSICANI IN VANTAGGIO - Non è stata però una passeggiata per la compagine carioca che, forte del 2-1 in rimonta conquistato sette giorni prima a Zapopan (periferia di Guadalajara) e priva tra l'altro dell'infortunato Alecsandro, ha avuto un approccio alla partita anche troppo remissivo, rinunciando al gioco fantasia che la squadra allenata da Celso Roth sa offrire. Così al 42' era la formazione azteca a passare in vantaggio, con una bella girata di Fabian de la Mora su un cross da destra, concretizzando la supremazia mostrata nel primo tempo dal Chivas, vicino al gol anche in altre occasioni.
L'INTER CAMBIA MARCIA NELLA RIPRESA - Ma al rientro dagli spogliatoi si rivede l'Internacional abituale, che al quarto d'ora perviene al pareggio: traversone di Kleber, rifinitura perfetta di Tinga e conclusione vincente di Rafael Sobis, 25enne prematuramente andato tra gli emiri a guadagnare dollari pesanti e rientrato in Brasile in tempo per contribuire al trionfo. Da qui in poi è monologo brasiliano, mentre gli avversari si innervosiscono. Leandro Damião, un ragazzino praticamente all'esordio, entrato da pochi minuti al posto di Sobis, trova al 76' la zampata del 2-1 su un preciso cross di Kleber e nel finale (89') arriva anche il terzo gol di Giuliano. Una rete da applausi: finta, doppio dribbling e pallonetto vincente. I messicani restano in dieci per l'espulsione di Arellano, ma trovano comunque il secondo gol con Araujo quando ormai la partita è finita.
RISSA A BORDO CAMPO E NEL TUNNEL - Al fischio che consegna il trofeo all'Internacional però succede poi di tutto: una violenta zuffa a bordo campo, un'altra nel tunnel degli spogliatoi con un dirigente dell'Internacional colpito da un pugno e costretto alle cure dei medici, mentre la Policia Militar cerca di rimettere ordine per consentire la cerimonia di premiazione (è Pelè a consegnare il trofeo al capitano Bolivar). Ci vogliono almeno venti minuti prima che nel Beira Rio torni la calma e che 50mila tifosi in rosso possano cominciare una festa che proseguirà per tutta la notte, per il trofeo più ambito del continente, a distanza di quattro anni ritornato nella bacheca del 'Colorado'.
ORA SONO 14 I TITOLI BRASILIANI - Un trionfo che arricchisce il palmares brasiliano della competizione: 14 ora i titoli vinti dai club brasiliani contro i 22 totali conquistati dai club argentini. Grazia a questa affermazione la squadra di Porto Alegre si è anche qualificata per la Coppa del Mondo per club Fifa, che si svolgerà a dicembre negli Emirati Arabi. La speranza dei fans è di ripetere la straordinaria doppietta del 2006, quando l'Internacional dopo la Libertadores alzò al cielo anche la Coppa Intercontinentale, riaprendo un ciclo vincente all'insegna di campioni ormai affermati, come Kleber, Guinazu, Rafael Sobis e l'argentino D'Alessandro, riparato in Brasile dopo la deludente esperienza europea con il Wolfsburg, ma anche di giocatori interessantissimi in prospettiva, a cominciare dal 20enne Giuliano, grande protagonista anche della sfida contro il Chivas Guadalajara.
Al Vitoria di Bahia non e' bastato batterlo per 2-1 nella finale di ritorno a Salvador di Bahia.
L'equipe paulista si era infatti imposta all'andata per 2-0 vince per la prima volta nella sua storia la Coppa del Brasile. Il Santos disputera' l'anno prossimo la Coppa Libertadores. Il match ha segnato anche la fine del prestito di sei mesi di Robinho dal Manchester City al Santos. A questo punto il nazionale brasiliano dovrebbe rientrare in Inghilterra anche se preferirebbe prolungare la sua permanenza in Brasile.
Partita di andata a Santos
Partita di ritorno a Salvador de Bahia












