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Il Brasile occupa la settima posizione tra i maggiori consumatori di energia al mondo seguendo Cina, USA, Russia, India, Giappone e Germania.
Secondo la relazione divulgata dalla Banca Mondiale il 99% dei Brasiliani hanno accesso all'energia e i 20 paesi con maggior reddito, inclusi gli emergenti, consumano l'80% dell'energia globale presente nel pianeta.
Cina e Usa consumano da soli il 40% di questa energia e quasi 1,2 miliardi di persone al mondo (quasi la popolazione intera dell'India) non hanno accesso all'elettricità.
Altre 2,8 miliardi di persone devono affidarsi al legno o ad altri combustibili per poter cucinare e scaldare le proprie case.
Parlando di carenza l'India è in testa alla classifica in quanto 306 milioni di persone non hanno accesso alla rete elettrica.
Tra le nazioni con scarsità energetica troviamo diversi paesi della zona africana e asiatica  (incluso la Nigeria che per ironia della sorte è un grande produttore di petrolio) come Bangladesh, Etiopia, Congo, Mozambico, Afganistan, Filippine e Indonesia, tra gli altri. 
Nonostante la situazione difficile l'India è un paese in grande sviluppo che negli ultimi hanno ha fatto notevoli progressi tanto che dal 1990, annualmente circa 24 milioni di indiani hanno accesso al servizio energetico.
In questa particolare classifica la Cina occupa la seconda posizione favorendo l'accesso all'energia a  circa 12,9 milioni di persone all'anno. 
Il Brasile occupa la sesta posizione permettendo l'accesso all'energia di 2.8 milioni di persone all'anno.
Secondo lo IEA per raggiungere nel 2030 l'accesso universale all'energia ci vuole un investimento annuale di 
45 miliardi di US$ (a confronto con i 9 previsti nel 2009). 
Più del 60% dell'investimento necessario dovrebbe essere fatto nell'Africa Sub-Sahariana e il 36% nei paesi asiatici in via di sviluppo. 
(D.T.)
Una scelta infelice per battezzare il Tatu brasiliano

La mascotte dei Mondiali brasiliani del 2014 è stata ufficialmente presentata ieri nel programma della TV Rede Globo (che detiene i diritti di trasmissione) Fantastico. 

La mascotte, un Tatu che è un animale tipico brasiliana ancore non ha un nome che sarà scelto attraverso votazione popolare da effettuarsi via internet; le tre opzioni sono Amijubi, una strana fusione delle parole “amizade” e “júbilo” (amicicizia e giubilo), Fuleco, derivante dall'unione di “futebol” e “ecologia”, e Zuzeco, che si riferisce a “azul” e “ecologia” (azzurro e ecologia) nonostante il Tatu sia di colore giallo.
Ritengo la scelta delle opzioni molto curiosa perché la prima è una parola che  dal punto di vista sonoro non ricorda la lingue portoghese e nemmeno l'idioma dei nativi dell'America, le altre due terminano entrambe con un suffisso "eco" che spesso in portoghese da alla parola una connotazione dispregiativa.
Dopo aver scelto di chiamare Brazuca (nome ortograficamente sbagliato e dotato anch'esso di suffisso dispregiativo) il pallone ufficiale gli organizzatori completano con la scelta del nome della mascotte che, qualunque sarà, ha un valore molto insipido che non richiama a nulla che possa essere immediatamente associato con il Brasile paese organizzatore.
Storia del Santos Futebol Clube



Il Santos F.C. fu fondato il 14 aprile 1912 per iniziativa di tre sportivi della città Raymundo Marques, Argemiro de Souza Júnior e Mário Ferraz de Campos che convocarono una Assemblea per promuovere la fondazione di una squadra di calcio nella Rua do Rosário, attuale Avenida João Pessoa, nella sede del Clube Concórdia. 

Rua do Rosário

Durante la riunione furono scelti tre nomi Brasil Atlético, Euterpe e Concórdia ma Edmundo Jorge Araújo suggerì di battezzare la squadra con il nome della città, ossia Santos Foot-Ball Clube, nome che venne approvato all'unanimità.
I colori sociali scelti furono azzurro e bianco a strisce verticali divise da una linea color oro, colore del Concórdia. 
Solo un anno dopo il Santos assunse i colori attuali bianco e nero. La prima dirigenza era composta da Sizino Patusca (presidente), George Cox (vice-presidente), José G. Martins (1° segretario), Raul Dantas (2° segretario), Leonel Silva (1° tesoriere) e Dario Frota (2° tesoriere). 
I direttori erano Augusto Bulle, João Carlos de Mello, Henrique Cross, Raymundo Marques, Cícero F. da Silva e Jomas de C. Pacheco. 

La prima maglietta del club.

I colori della prima maglietta , bianco, azzurro e oro utilizzata durante il primo anno di vita ebbero durata breve in quanto risultava cara e difficile la produzione della stessa e dopo solo un anno nella terza riunione dellla dirigenza Paulo Pelúcio suggerì di cambiare i colori in bianco e nero dicendo che il bianco rappresenta la pace e il nero la noblità. L'idea fu approvata e il Presidente Raymundo Marques, presentò i modelli di bandiera del club che divenne bianca con una fascia diagonale nera e le iniziali del Club con lettere color bianco.

Le prime partite.

Gli storici del club danno due versioni del primo gioco: la prima secondo il Consigliere Guilherme Gomez Guarche vede il Santos esordire il 23 giugno 1912 contro il Thereza Team; la seconda a detta Francisco Mendes Fernandes (storico ufficiale del club) allegando che questa partita fu un allenamento, vede il Santos esordire ufficialmente contro il Santos Athletic Club. 
Nella partita contro il Thereza Team i bianconeri vinsero con il risultato di 2 a 1 con gol di Anacleto Ferramenta e Geraule Ribeiro, schierando la seguente formazione: Fauvel, Simon e Ari, Bandeira, Ambrósio e Oscar, Bulle, Geraule, Esteves, Fontes e Anacleto. 
Nella partita considerata ufficiale il giorno 15 settembre 1912 l'avversario fui il Santos Athletic Club,meglio conosciuto come Clube dos Ingleses,che oggi è uno dei club più conosciuti della città ma che non ha più il dipartimento calcistico. Il Santos Futebol Clube vinse per 3 a 0. 
Il primo gol ufficiale della storia del Club fu segnato da Arnaldo Silveira e il primo titolo arrivò già nel 1913, anno in cui fu giocato per la prima volta il Campionato Santista di Futebol a cui parteciparono Santos, América, Escolástica Rosa e Atlético. 
I bianconeri si laurearono campioni vincendo sei partite su sei segnando 35 gol e subendone solo uno. Il titolo fu vinto nuovamente nel 1915 ma in questo caso con il nome di União FC.

Esordio nel Campionato Paulista.

All'inizio del 1913 il Santos fu invitato dalla Lega Paulista per partecipare al campionato statale di quell'anno. La dirigenza accettò e questa fu la prima competizione ufficiale a cui partecipò il club santista.
L'esordio avvenne il 1° giugno contro il Germânia e il risultato non fu molto incoraggiante perchè il Santos perse per 8 a 1 schierando questa formazione: Durval Damasceno, Sebastião Arantes e Sydnei Simonsen, Geraule Ribeiro, Ambrósio Silva e José Pereira da Silva, Adolfo Millon, Nilo Arruda, Anacleto Ferramenta, Harold Cross e Arnaldo Silveira. 
Trentadue anni dopo, nel 1935 la squadra riuscì a vincere il primo titolo statale mentre per il secondo furono necessari altri venti anni di attesa, nel 1955 quando comincia quella che è ricordata come l'era Pelé che arrivò nel club portato da Waldemar de Brito nel 1956. 

Il Santos di Pelé fu conosciuto in tutto il mondo emozionando il pubblico e dando spettacolo in ogni terreno di gioco, una squadra formidabile formata da moltissimi fuoriclasse che portò nella bacheca del club numerosi titoli nazionali e internazionali quali la Coppa Intercontinentale (2 volte) e la Coppa Libertadores (2 volte), senza dimenticare la Coppa Brasile (oggi equiparata al campionato brasiliano) che vide i Santisti vincitori per 5 volte.

L'attacco di quella squadra contava su nomi formidabili quali: Dorval, Mengávio, Coutinho, Pelé e Pepe. 


I 10 maggiori goleador del Santos

- Pelé (1956 - 1974) 1091 gol; 
- Pepe (1954 -1969) 405 gol; 
- Coutinho (1958 - 1970) 370 gol; 
- Toninho Guerreiro (1963 - 1969) 283 gol; 
- Feitiço (1927 - 1936) 216 gol; 
- Dorval (1956 - 1967) 198 gol; 
- Edu (1966 - 1976) 183 gol; 
- Araken Patusca (1923 - 1929) 177 gol; 
- Pagão (1955 - 1963) 159 gol; 
- Tite (1951 - 1963) 151 gol.

Il Brasile verso una gestione efficiente delle risorse idriche


Grazie a un progetto finanziato dalla Banca Mondiale, il Paese intende porre fine ai problemi legati al settore idrico e garantire a tutti i cittadini un accesso sicuro e sostenibile alla risorsa

Rivoluzione nel settore idrico e nei servizi igienico-sanitari del Brasile.
Grazie al finanziamento di oltre 107 milioni di dollari, approvato dalla Banca Mondiale, il Paese sarà in grado di garantire un accesso sicuro e sostenibile alle risorse idriche, attraverso un progetto coordinato dal Ministero dell’Ambiente brasiliano, dal National Integration and Cities e dalla National Water Agency: Interaguas. Nonostante il 20% dell’acqua dolce del mondo si trovi proprio in Brasile, l’approvvigionamento idrico del Paese è stato fino a oggi piuttosto disomogeneo, aggravato oltretutto da condizioni climatiche estreme, come inondazioni o siccità, che hanno a loro volta provocato crescenti impatti sociali ed economici.
Il progetto Interaguas intende creare un’efficace pianificazione integrata del settore idrico brasiliano, ottimizzando gli investimenti pubblici, massimizzando i ritorni e garantendo la sostenibilità economica e sociale.
Il progetto sarà articolato in cinque aree: gestione delle risorse idriche; acqua, irrigazione e gestione del rischio, approvvigionamento idrico e servizi igienico-sanitari; coordinamento intersettoriale e pianificazione integrata; monitoraggio.
Per il rappresentante del Ministero dell’Ambiente brasiliano, Nabil Bonduki, si tratta di un progetto pionieristico che, oltre a rendere efficiente la gestione delle risorse idriche del Paese, potrà aumentare e migliorare la capacità e la pianificazione istituzionale. La Banca Mondiale è un partner di vecchia data del Brasile in questo settore specifico: dal 1971 a oggi, infatti, essa ha investito quasi 5 miliardi di dollari per migliorare l’approvvigionamento idrico del Paese.

fonte: repubblica.it
Brasile: grandi eventi sportivi nuova opportunità di investimento


I Mondiali di calcio del 2014, i Giochi olimpici del 2016, i giochi militari internazionali di quest'anno.
Il business dei grandi eventi sportivi arriva in Brasile, portando con sé immense opportunità di investimento.
Alla competizione globale partecipa anche il mondo imprenditoriale italiano, assistito dalle istituzioni.
Una nutrita delegazione composta da più di una settantina di imprese è in questi giorni in Brasile per partecipare ad una missione organizzata dall'Ice, dalla Farnesina e dal ministero dello Sviluppo economico, in collaborazione con Confindustria e Fiesp e Firjan, le associazioni di industriali degli stati di San Paolo e Rio de Janiero. Particolarmente attiva l'ambasciata a Brasilia, che ha contribuito all'iniziativa, facilitando i contatti con le istituzioni brasiliane. Obiettivo delle nostre imprese "non è accreditarsi come prime contractor, ma puntare sulle subforniture e i subappalti nella realizzazione dei grandi impianti sportivi", sottolineano dalla nostra sede diplomatica.
A fronte di un'economia in crescita esponenziale, il Brasile presenta ancora criticità da un punto di vista infrastrutturale, a cominciare dall'intero sistema aeroportuale fino al trasporto urbano.
La scommessa per le imprese italiane è puntare su settori cruciali come le infrastrutture e l'impiantistica, i macchinari per l'edilizia e le attrezzature sportive e alberghiere, la sicurezza e i trasporti.
La missione si concluderà domani.

fonte:agi.it
Il turismo rappresenterà il 3,3% del Pil brasiliano nel 2011
Circa 55,7 miliardi di euro


L'impatto diretto delle attività turistiche (alberghi, agenzie di viaggi, compagnie aeree e dei servizi di trasporto terrestre) rappresenterà il 3,3% del prodotto interno lordo brasiliano nel 2011 (circa 55,7 miliardi di euro). Le informazioni sono contenute nel rapporto consegnato a Mario Moysés, presidente dell’Ente brasiliano per il Turismo (Embratur), da David Scowsill, direttore generale del World Travel & Tourism Council, durante l'Itb di Berlino. Secondo Moysés i dati dello studio riflettono il momento particolare che sta vivendo il turismo brasiliano. "Oltre alla Coppa del Mondo e alle Olimpiadi, i prossimi eventi sportivi di rilevanza internazionale che attireranno molti visitatori, la stabilità economica e la nuova realtà sociale del Brasile ci offrono uno scenario favorevole per progettare l’evoluzione del turismo brasiliano nel prossimo decennio". In questo senso, la strategia di Embratur è quella di dimostrare che il Brasile è una destinazione molto interessante per la sua varietà di bellezze naturali e cultura e la modernità delle città e dei servizi. Il rapporto "Impatto Economico di Viaggi e Turismo 2011", realizzato dal Wttc, in collaborazione con l'Università di Oxford, dimostra che l'industria del turismo crescerà annualmente circa del 4,8% fino al 2021, quando arriverà a rappresentare il 3,6% del Pil (206,9 miliardi di Reais, pari a 88,9 miliardi di euro). Lo studio esamina l'impatto delle attività del settore sul Pil dei Paesi e il loro sviluppo nel mondo.

fonte:guidaviaggi.it
In Brasile per affari Mondiali

«Nel 2010 gli investimenti in Brasile sono cresciuti dell'80%».

Ad affermarlo è Pietro Celi, Direttore Generale del Ministero dello Sviluppo Economico, nel corso della presentazione del progetto dell'Istituto nazionale per il Commercio con l'Estero (ICE), Italy for Sport, avviato nell'autunno 2007. Il piano coinvolge circa 270 imprenditori ed è finalizzato a stimolare la partecipazione delle aziende italiane alle grandi opere infrastrutturali, legate a eventi sportivi di alto livello. Celi, dopo aver affermato che quella brasiliana è «una delle economie più solide dal punto di vista macroeconomico», ha puntualizzato come «i Mondiali del 2014 e le Olimpiadi del 2016 in Brasile rappresentano una grande opportunità per le imprese italiane». Nel complesso, per i Mondiali di calcio, l'impegno finanziario è stimato intorno ai 20 miliardi di euro, mentre per le Olimpiadi del 2016 di Rio de Janeiro sono stati stanziati 13 miliardi di euro. Anche il Presidente dell'Ice, Umberto Vattani, ha sottolineato l'interesse crescente delle nostre imprese per il Brasile. In quella realtà, infatti, «le esportazioni italiane sono tornate a crescere a ritmi sostenuti: circa il 50% in più nei primi mesi del 2010 rispetto allo stesso periodo del 2009». Sulla stessa falsariga di Vattani si è espresso il vicepresidente di Confindustria, Cesare Trevisani, che ha evidenziato come «in Brasile i maggiori investimenti devono essere compiuti nei settori delle infrastrutture e delle costruzioni».

fonte:www.iltempo.it
Lo stadio di Rio ospiterà la finale dei Mondiali 2014


Un Maracanà finalmente modernizzato e attuale, in grado di accogliere la finale dei Mondiali del 2014: è stato presentato a Rio.
La capacità del nuovo stadio carioca scendera' a 76 mila spettatori, dagli 86 mila attuali e dai 100 mila della finale dei Mondiali 1950.

Sarà mantenuta la forma a coppa allungata, ma l'impianto sarà tutto coperto. Il progetto richiederà investimenti per 320 milioni di euro. I lavori, iniziati a fine agosto, dovranno essere ultimati entro dicembre 2012.

fonte:ansa.it

Video del progetto

Demolito il Fonte Nova di Salvador


In 19 secondi e con 700 chili di esplosivo domenica scorsa lo stadio Fonte Nova è stato demolito. Il famoso impianto sportivo a San Salvador di Bahia, è stato protagonista non solo di rilevanti eventi sportivi come il titolo di campione brasiliano del Bahia ma anche di una tragedia. Tre anni fa(26/11/2007), in occasione dell'ultima partita del campionato di serie C che sanciva la promozione in serie B del Bahia è crollata un'ala degli spalti, che ha provocato la morte di sette tifosi. In vista dei mondiali di calcio nel 2014 e delle Olimpiadi nel 2016 sarà ricostruito, al più presto, un nuovo stadio che verrà chiamato Arena Fonte Nova.


Implosione dello Stadio Fonte Nova



Progetto del Nuovo Stadio



Tragedia nel novembre 2007

Mondiali 2014:Brasile favorito


Si sono appena conclusi i mondiali in Sudafrica con la Spagna Campione del Mondo (complimenti agli amici spagnoli) che qui in Brasile dopo poco più di una settimana dall'eliminizione è tornato l'ottismismo che contraddistingue il popolo brasiliano; tutti parlano già del prossimo mondiale che si terrà nella patria del calcio "bailado" e vedono il Brasile favorito per raggiungere il sesto titolo mondiale.
Questo ottimismo deve aver influenzato anche i bookmakers tanto che per il prossimo Mondiale i padroni di casa, agguerritissimi dopo l'eliminazione agli ottavi di quest'anno, partono da favoriti e si giocano cinque volte la scommessa. La rivale principale dei verdeoro è l'Argentina, bancata a 6,00. Per la Spagna "solo" la terza piazza in tabellone, a 7 contro 1, seguita dalla Germania a 13,00, a pari merito con l'Olanda. Si sale a 15,00 per l'Inghilterra, l'Italia è nelle retrovie a 21,00.

Personalmente crdo che il Brasile abbia ottime possibilità di vincere in quanto la tradizione, i nuovi talenti emergenti e il fatto di essere Paese Organizzatore parlano in suo favore ma credo che la rivale più consistente potrà essere la Germania; per quanto riguarda l'Italia è difficile pronunciarsi in questo momento perchè la nostra nazionale ha bisogno di un sostanziale cambiamento ma comportarsi peggio che in Sudafrica sarà difficile .


Dunga e Felipe Melo gli unici colpevoli dell'eliminazione del Brasile?

Assolutamente no! Questa molto sinteticamente è la mia opinione.
Ho visto tutte le partite della nazionale brasiliana e ascoltato molti commenti, in un paese che vive il calcio con molta passione come da noi subito dopo una sconfitta si cercano i colpevoli, uno, due al massimo tre mentre glia altri ventuno, poveretti erano lì per caso e non hanno inciso nulla sull'eliminazione.
Mi sembra un atteggiamento ingiusto soprattutto da parte della carta stampata e dei giornalisti e commmentaristi televisivi che ancora oggi non fanno che parlare male, anzi malissimo di Dunga e Felipe Melo che tra l'altro è stato accolto tra gli insulti al suo arrivo all'aeroporto di Rio de Janeiro.
Dunga è stato definito come l'unico allenatore al mondo allenato dalla nazionale brasiliana per essere un allenatore, se questo fosse vero la colpa non è di Dunga ma di Texeira che lo ha scelto, Felipe Melo è stato definito un giocatore alla nitroglicerina per causa del suo carattere ma è anche quello che recuperava più palloni in mezzo al campo.

Partendo dal presupposto che solo una nazionale vince il mondiale vi dico dove secondo me Dunga ha sbagliato:

- Si è fidato totalmente del suo gruppo storico di "bravi" soldatini preferendo giocatori disciplinati a talenti esuberanti (personalmente per il vice Kakà non avrei portato Batista ma Paulo Enrique Ganso del Santos, non avrei dimenticato il vecchio Roberto Carlos que con la sua esperienza avrebbe fatto una migliore figura di Bastos contro l'Olanda e qualche altro piccolo cambiamento ci sarebbe stato bene)

- Ha litigato contro la stampa ma in verità questo rapporto con i mezzi di comunicazione non si è mai creato.

- Non ha mai saputo cambiare in corsa la "faccia" della squadra che si affidava alle sole invenzioni di Kakà(poche) e Robinho.

Il merito che va dato a Dunga è di

- Aver davvero creato uno spirito di gruppo con i suoi giocatori tanto che nessuno , anche ad eliminazione avvenuta ha mai detto qualcosa contro il Professore.

- E' una persona grintosa e seria che ha saputo trasmettere alla sua squadra un carattere che a volte in passato, nelle difficoltà veniva a mancare alla nazionale brasiliana

Felipe Melo ha sbagliato ha farsi espellere in quella maniera, ma tutti si sono dimenticati che ha fatto un ottimo passaggio per il gol di Robinho.
E' il giocatore che insieme a Gilberto ha recuperato più palloni, certo questo è il suo ruolo potrete dirmi e quindi vi rispondo che quello che doveva fare per cui è stato convocato l'ha fatto più che discretamente.
Nel primo gol dell'Olanda non è assolutamente colpevoli perchè dentro l'area piccola i palloni devono essere tutti del portiere tanto che lo stesso Julio Cesar ha chiesto perdono e si è emozionato in diretta nazionale assumendosi totalmente la responsabilità del gol subito.
Che sia totalmente un giocatore "senza controllo emotivo" lo sappiamo tutti, Felipe Melo è così: prendere o lasciare. Il fatto di essere convocato e titolare non è stata una colpa che possiamo attribuirgli.

Altri colpevoli
Mi viene in mente Kakà, doveva essere la luce, il protagonista ma i guai fisici lo hanno limitato e reso molto nervoso (espulso e ammonito in tre partite totali), il Kakà che abbiamo conosciuto a Milano avrebbe trascinato il Brasile in finale.

Julio Cesar è probabilmente il miglior portiere del mondo ma il suo grave errore ha contribuito pesantemente all'eliminazione dalla Coppa del Mondo.
Bastos forte contro i deboli e debole contro i forti ha ancora mal di testa quando gli ricordano di Robben.

Il giocatore della Costa d'Avorio che ha messo fuori combattimento Elano, giocatore fondamentale nello schema di Dunga.
Mick Jagger che tutte le volte che ha dichiarato la sua simpatia per una nazionale questa puntualmente è stata eliminata...

Come vedete, esattamente come succede in Italia la vittoria è di tutti ma la sconfitta di pochi e ben identificati .... è facile attaccare due, tre persone per mascherare gli errori di tutti ma questo è uno sport che non mi appartiene pur sapendo che Dunga e Felipe Melo hanno una grande responsabilità sull'eliminazione del Brasile.


Energia Elettrica per garantire le partite del Brasile



BRASÍLIA - Il ministro de Minas e Energia, Márcio Zimmermann, anunció oggi che il paese adotterá misure speciali per prevenire il black out energetico durante le partite del Brasile nella prossima Coppa del Mondo. Secondo il ministro esiste una forte oscillazione nella domanda di energia nel periodo in cui la popolazione sta guardando la partita.

Quando inizia la partita, é attesa una riduzione di 11,8 mil megawatts (MW) nel consumo, a fronte di un consumo abituale di 61 mil MW. Nell´ intervallo della partita si raggiunge la vetta di 4,8 mil MW di aumento di consumo. All´inizio del secondo tempo, esiste una nuova perdita di 3,8 mil MW. Alla fine della partita il consumo ritorna con un altro picco di 9,6 mil MW.

Le stime sono state fatte dal Operador Nacional do Sistema (ONS) per la partite tra Brasile e Corea de Nord, previsto alle 15h30 del 15 di giugno.
IL BRASILE E LA CRISI
FINANZIARIA GLOBALE


Le riforme attuate dal governo brasiliano nel corso dell’ultimo decennio hanno permesso al Paese di fronteggiare la crisi economica globale e, secondo BNY Mellon ARX, la boutique di BNY Mellon Asset Management specializzata in investimenti sul mercato brasiliano, molti fattori suggeriscono che i mercati azionari stiano fornendo opportunità agli investitori.
“I benefici del Real Plan degli anni ‘90, il boom delle materie prime e la crescita del potere d’acquisto della classe media hanno contribuito a rafforzare l’economia del Paese”, afferma José Alberto Tovar, Managing Director di BNY Mellon ARX. “Il Real Plan ha tenuto a bada l’inflazione e ha migliorato in modo significativo l’esposizione finanziaria verso l’estero del Paese. La domanda crescente di materie prime ha permesso al Brasile di creare consistenti riserve di valuta estera e l’economia si è diversificata con la crescita del settore manifatturiero e dei servizi”.
Quanto alle valutazioni dei corsi azionari, Tovar commenta: “Sono al livello più basso di tutto il decennio e ci sono molte ragioni per concludere che i mercati offrono buone opportunità”.
Il team di BNY Mellon ARX evidenzia che il debito del Brasile ha ottenuto un rating di tipo investment grade da parte di Standard & Poor’s e di Fitch, che gli investimenti esteri diretti rimangono considerevoli e che la politica monetaria ha messo il Paese in condizione di avere ampio spazio di manovra per operare sui tassi di interesse. “Ci aspettiamo che l’economia del Brasile si riprenda più velocemente rispetto alla media mondiale; l’Istituto di Statistica del Brasile prevede una crescita del PIL del 4% nel 2010”, afferma Tovar.
L’inflazione mantenuta sotto controllo ha generato effetti positivi per tutta l’economia. “Oltre ai tassi d’interesse più bassi abbiamo visto un’espansione del credito. Le aziende e gli investitori privati stanno pianificando decisioni a lungo termine con maggiore serenità ed esistono già le basi per ulteriori crescite del reddito reale e della produttività”, conclude Tovar.

Vivendo in questi ultimi mesi in Brasile è impossibile negare che la crisi sia arrivata a toccare anche questo paese, ma qui è arrivata molto meno devastante e ha colpito meno intensamente rispetto a quanto accaduto negli Stati Uniti e in Europa.
I motivi sono molteplici e ben spiegati in questo articolo ma io vorrei anche aggiunger un ulteriore elemento suggeritomi da alcuni amici brasiliani: il popolo!

Mi spiego meglio. Il popolo brasiliano da sempre è stato abituato a fronteggiare varie emergenze e crisi e quindi è "più alenato" e reattivo nel fronteggiare situazioni economicamente complicate, loro non sonoabituati a fare drammi e una crisi economica diventa un piccolo ostacolo nel cammino verso lo sviluppo. L'abitudine a convivere con povertà è diseguaglianza è insita nel paese ma mentre una volta il Brasile nao aveva coscienza delle porprie potenzialità e della sua ricchezza ora la situazione è molto differente e questo pone il paese in na posizione di vantaggio e di forza rispetto a tante altre realtà travolte dalla crisi di questi ultimi anni.
Come molti analisti io resto fiducioso sperando che in breve ci sia la tanto attesa ripresa a livello globale perchè come si dice qui in Brasile "Ninguem merece"!
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