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Lula O filho do Brasil (Lula il Filho del Brasile)
La pellicola «Lula, figlio del Brasile»," Lula, O Filho Do Brasil " diretta da Fabio Barreto, con un budget di 10 milioni di dollari, «è una storia come quella di Rocky Balboa, funziona sempre», spiega Bruno Barreto, il fratello del regista e figlio del fondatore della casa di produzione. 
La sceneggiatura è basata sulla biografia autorizzata del presidente scritta da Denise Paranà e la storia racconta gli aspetti «meno conosciuti» del giovane Lula, dagli inizi nello stato di Pernambuco fino al 1980, quando da sindacalista metallurgico fu incarcerato dalla dittatura militare. 
«Stiamo parlando di un uomo che ha passato gli anni della gioventù nella miseria -dice la Paranà- mangiando a volte solo caffè mescolato alla farina. 
Non è solo la sua miseria -aggiunge- ma quella di molti brasiliani». 
Per Rui Ricardo, l'attore di 31 anni che interpreta Lula, «non si tratta semplicemente di un politico, è la storia di un uomo che ha superato la tragedia e ostacoli tremendi». 
La vita del presidente, aggiunge l'attore al quotidiano, «è come una fiction, e dimostra che qualsiasi brasiliano, senza istruzione, soldi o posizione sociale, può diventare un personaggio straordinario». (Ses/Pn/Adnkronos) 
Il film diretto da Fábio Barreto con 16 milioni di reais, è il più caro mai prodotto in Brasile. 
Lula o Filho do Brasil (sito ufficiale)
- Lula o Filho do Brasil (wikipedia)


Linha de Passe
Questo film racconta la dura realtà di una famiglia atipica, ma non troppo per la realtà brasiliana, che deve affrontare le difficoltà del quotidiano, è un filme che ho apprezzato molto da cui emerge un'immagine del Brasile molto diversa dall'immaginario collettivo.
Linha de passe è sicuramente uno dei titoli di punta del concorso ufficiale di Cannes 61. Il film, che segna il ritorno in coppia di Walter Salles e Daniela Thomas (che hanno firmato assieme Terra straniera e Midnight), è stato accolto in modo decisamente caloroso dalla stampa, e stasera vedremo invece come il pubblico lo accoglierà. Linha de passe si presenta come un omaggio al neorealismo, almeno nel modo di girare dei due registi. Il cinema infatti, come succedeva con Rossellini o De Sica, ritorna a scendere nelle strade per documentare in prima persona, per narrare una storia ma con un occhio attuale e verosimile. Per Salles quindi, dopo aver narrato le avventure del giovane Che ne I diari della motocicletta (in concorso a Cannes nel 2004) e dopo la trasferta americana con il remake Dark Water, un ritorno alle atmosfere del suo cinema alla Central do Brasil.

Regia: Walter Salles, Daniela Thomas
Sceneggiatura: George Moura, Daniela Thomas, Bráulio Mantovani
Attori: Sandra Corveloni, João Baldasserini, José Geraldo Rodrigues, Kaique de Jesus Santos, Vinicius de Oliveira
Fotografia: Mauro Pinheiro Jr.
Montaggio: Livía Serpa, Gustavo Giani
Musiche: Gustavo Santaolalla
Produzione: Double Helix Entertainment, Media Rights Capital, Pathe Pictures International, Videofilmes
Paese: Brasile 2008
Genere: Drammatico
Durata: 108 Min

Trama:San Paolo del Brasile. Una città con 20 milioni di abitanti, 200 chilometri di ingorghi e 300.000 pony express in moto. Quattro fratelli (non figli dello stesso padre) cercano di affrontare la vita assieme alla loro non più giovanissima madre nuovamente incinta. Reginaldo, un bambino, cerca con ostinazione di incontrare suo padre. Dario sogna di diventare un calciatore avendo le qualità ma ha ormai 18 anni e i club vogliono coltivare atleti più giovani. Dinho ha cercato rifugio in un gruppo religioso che frequenta con assiduità dopo il lavoro a una pompa di benzina. Dénis, già padre di un bambino, lavora come pony ma si lascia attrarre dalla malavita. Walter Salles torna a lavorare a fianco di Daniela Thomas e ritrova il proprio slancio di denuncia che sembra quasi documentaristica per quanto è capace di scavare a fondo nella realtà. Salles ha sempre avuto un'attenzione particolare per i diseredati (chi segue il suo cinema ben ricorda i suoi esordi e il successo internazionale di Central do Brasil). Quello che ci propone oggi è uno sguardo di partecipazione sofferente nei confronti del mondo dei giovani apparentemente privo di speranza ma di fatto carico di un desiderio di denuncia che diviene esso stesso stimolo affinché qualcosa cambi. Coadiuvato da giovani attori alla prima esperienza cinematografica (e forse proprio per questo assolutamente credibili) Salles ci conduce attraverso una megalopoli dai volti molteplici che riconducono però sempre a una sofferenza del vivere della quale gli 'ultimi' sperimentano quotidianamente le ferite. Il regista con il suo cinema è lì a ricordarci quanto le personalità in formazione possano essere travolte da un mondo che non ha alcun interesse, se non quello dello sfruttamento (sportivo o malavitoso poco importa) nei loro confronti. È un grido di allarme quello che proviene da questo film. Un grido che non vale, purtroppo, solo per il Brasile.
Deus é Brasileiro
TRAMA
Deus é brasileiro è una commedia del 2003, di Cacá Diegues.
Stanco dell’incessante lavoro e delle poche soddisfazioni che l’umanità gli da, Dio decide di prendersi una vacanza. Si materializza, con zaino in spalla e camicia azzurra, e cerca un suo sostituto in Brasile. Data la religiosità del popolo brasiliano, Dio pensa che li potra trovare più facilmente un nuovo santo, che posso brevemente sostituirlo. Si attacca come una piattola a Dio, il pescatore Taoca (un Wagner Moura in buona vena comica), che lo guida sperando di liberarsi dei suoi problemi economici e di essere designato come nuovo santo.
Insieme ad una ragazza dalle belle fattezze, gireranno il Brasile alla ricerca del sostituto ideale, in un road movie dove situazioni, paesaggi e personaggi si alterneranno a vicenda.E’ un film che consiglio per quelle occasioni di cinema in famiglia, per passare due ore in tranquillità. Ma al suo interno ha anche qualche spunto per pensare. Non solo quindi cinema per puro intrattenimento.La frase da ricordare: “La morte è la mia migliore invenzione. Immagina che mondo noioso sarebbe altrimenti.”I colori sono stati ritoccati digitalmente, gli sfondi specialmente all’inizio del film appaiono da cartolina, secondo me a volte un pò falsi, come nella foto a destra. Ma lasciato da parte il limite degli “effetti”, la storia prende più corpo, le locations sono più vere.
CAST
Antônio Fagundes è Dio
Wagner Moura è Taoca
Paloma Duarte è Madá
Hugo Carvana è Quincas Batalha
Stepan Nercessian è Baudelé
Bruce Gomlevsky è Quinca das Mulas
Castrinho è Goró
Chico de Assis è Cezão
Thiago Farias è Messias
Susana Werner è Senhorita Agá
Toni Garrido è San Pietro
CIDADE DE DEUS (CITTA' DI DIO)
CAST TECNICO ARTISTICO
Regia: Fernando Meirelles

Sceneggiatura: Braulio Mantovani
Fotografia: Cesar Charlone
Scenografia: Tulé Peak
Costumi: Bia Salgano, Ines Salgado
Musica: Ed Cortes, Antonio Pinto
Montaggio: Daniel Rezende
Prodotto da: Andrea Brata Ribeiro, Mauricio Andrade Ramos
(Brasile/Francia/USA, 2003)
Durata: 130'
Distribuzione cinematografica: Mikado
PERSONAGGI E INTERPRETI
Buscapé: Alexandre Rodrigues
Ze Pequeno: Leandro Firmino da Hora
Sandro Cenoura: Matheus Nachtergaele
Mane Galinha: Seu Jorge
Dadinho: Douglas Silva
Tratto dal romanzo del brasiliano Paulo Lins, il film racconta la vita di una favela – Cidade de Deus – ai margini di Rio de Janeiro, partendo dagli anni ’60 per contrapporre al suo disfacimento l’ascesa di alcune potenti gang di quartiere. Buscapé, undicenne locale con un speciale talento per la fotografia, insegue i suoi sogni per sfuggire ad un esistenza segnata dal crimine e dalla corruzione. Tra episodi di violenza e il patimento di una povertà devastante, il timido studente descrive così il suo mondo e quello delle feroci bande giovanili, rischiando di frequente la propria incolumità.
Attraverso trent'anni di vita (dai 60’ agli 80’) e la prospettiva di due generazioni, “City of God” racconta la discesa agli inferi di un’intera classe sociale condannata ad implodere entro i confini della propria miseria, il cui esilio, culturale ed economico, ha irrimediabilmente contribuito all'inasprimento di una cornice esistenziale avvelenata dalla violenza e dalla criminalità. La morte – più che in altri gangster-movies di stampo tarantiniano a cui vien facile paragonarlo – si perde per il regista Fernando Meirelles nei dettagli del quotidiano, come parte dello spazio scenico a cui lo sguardo finisce, suo malgrado, con l’abituarsi. È l’impulso indotto da una ricerca estetica e narrativa che ostenta toni documentaristici, per giustificare il senso di una realtà volutamente non spettacolarizzata, ma piuttosto rifinita da Meirelles con una peculiare interdipendenza tra i cromatismi della scena e la graduale metamorfosi dell’ambiente (ricordando, in questo, un certo uso sintattico del technicolor).
I tre decenni divengono così altrettante tappe stilistiche, mediate dalla voce fuoricampo del giovane protagonista ed influenzate dal soggettivismo di un resoconto empirico solo nella descrizione del presente, ma pervaso di risonanze leggendarie quando si trova a riferire un passato di cui non ha esperienza. Il degrado dello scenario suburbano, semmai, viene espresso nella sua integrità dalle scelte di pre-produzione: ricorrendo, cioè, a circa 200 attori non professionisti scelti tra le favelas – molti chiamati ad interpretare la loro stessa vita – per consentire una verosimiglianza scandita dalla fisionomia, dal linguaggio e dalla gestualità di coloro che non tracciano linee di demarcazione tra l’artificio cinematografico e la dolorosa incidenza della propria routine.
Montato con cura geometrica, “City of God” è il promettente esempio di un cinema cosmopolita la cui vivacità risiede nel riscatto da un neorealismo usurato, che evita di rifugiarsi in un ritratto di maniera per anteporvi, al contrario, l’alternativa di una forma dinamica e personale.
Tropa de Elite 2

Trama
Il Capitano Nascimento (Wagner Moura), questa volta dovrà confrontarsi con i problemi familgliari del figlio adolescente e con il nuovo incarico affrontare nemici molto pericolosi.
Nel film si vedrà una ribellione a Bangu guidata dal lider "O Beirada" (Seu Jorge).
Dopo 13 anni dal primo episodio il film Tropa de Elite 2 è stato uno dei film brasiliani più attesi di tutti i tempi.
Produzione
Direttore: José Padilha
Produttore: Marcos Prado
Produttore Esecutivo: Leonardo Edde
Cast
Wagner Moura
Irandhir Santos
André Ramiro
Milhem Cortaz
André Mattos
Maria Ribeiro
Tainá Müller
Genere: azione
Música: Pedro Bromfman
Diretore Artistico: Tiago Marques
Cinematografia Lula Carvalho
Distribuzione: Zazen Produções
Data: 8 ottobre 2010
Paese: Brasile
- Sito Ufficiale di Tropa de Elite 2
- Informazioni su Tropa de Elite

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