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Quarto titolo per il tricolore di Laranjeras
Complimenti alla squadra carioca che ha vinto con merito e con tre giornate di anticipo il campionato brasiliano.
Il calcio brasiliano è in lutto: 
muore il 17enne Arjuna Luiz Venutto Ramos, del São Bernardo.
Il ragazzo si accascia al suolo in preda alle convlusioni: a nulla servono i soccorsi dei medici.
Il mondo del calcio piange Arjuna Luiz Venutto Ramos, il ragazzo brasiliano morto in campo a soli 17 anni. Il calciatore, da molti già additato quale nuovo Pelé (più per le caratteristiche fisiche per quelle tecnico-tattiche) sabato è deceduto durante una partita valida per Campionato Paulista under 17 del Brasile, durante la sfida tra il São Bernardo e la Portoguesa . 
Il ragazzo, a metà primo tempo del match disputato allo stadio Baetão, si è accasciato al suolo, in preda a convulsioni: i soccorsi sono stati immediati, gli addetti hanno trasportato Ramos urgentemente all'ospedale più vicino, ma durante il tragitto il suo cuore si è fermato. 
Lo sfortunato calciatore si è spento ancor prima di raggiungere l'ospedale. 
Un nuovo caso-Morosini, dunque solamente l'ultimo di una lunga serie. E anche qui il comunicato del medico del São Bernardo non fa altro che suscitare dubbi e incertezze: "Tutti gli esami medici ai quali era stato sottoposto il ragazzo non avevano mai fatto emergere nessuna patologia", recita la nota di Rui de Oliveira. 
La squadra poi dice di essere "profondamente" addolorata per la morte del ragazzo, offrendo alla famiglia "tutto il proprio appoggio e sostegno". 
fonte:http://it.eurosport.yahoo.com/notizie/brasile-shock-17enne-muore-in-campo-125422116.html
Il Corinthians vince il suo quinto titolo


Grazie al pareggio (0-0) a San Paolo contro il Palmeiras, il Corinthians ha vinto il suo quinto titolo di campione del Brasile.
La partita è stata segnata dalla commozione per la morte, oggi, di Socrates, per anni simbolo del Corinthians.
Prima dell'inizio dell'incontro, c'è stato un minuto di silenzio in memoria dell'ex capitano della 'Selecão', mentre il pubblico 'corinthiano' ha alzato il braccio con il pugno chiuso, e lo stesso hanno fatto i giocatori in campo.
Il gesto era quello fatto dal 'Dottore', che gli attribuiva un preciso significato politico.

Quello di oggi è il quinto campionato nazionale conquistato dalla squadra di San Paolo.
Il Corinthians aveva già vinto lo scudetto nel 1990, 1998, 1999, 2005.
Il titolo è arrivato grazie allo 0-0 ottenuto contro il Palmeiras.
In classifica la squadra di San Paolo chiude con 71 punti in 38 partite, due in più del Vasco da Gama che ha pareggiato 1-1 con il Flamengo nel derby di Rio.

Fluminense Campione del Brasile 2010


Dopo ventisei, lunghissimi anni di attesa il Fluminense torna a vincere il campionato brasiliano. E’ questo il terzo titolo nazionale della sua storia, il secondo da quando esiste il Brasileirão, che per la gioia dei tifosi arriva immediatamente dopo quello conquistato dei rivali del Flamengo che a sua volta aveva vinto la passata stagione dopo quasi vent’anni di astinenza. Vengono così cancellate tutte in una volta le recenti e brucianti delusioni rappresentate dalle sconfitte in Finale di Coppa Libertadores nel 2008 e in Coppa Sudamericana nel 2009, sempre per mano della LDU di Quito. Di fronte a tali disdette, infatti, a poco era valso alzare la Copa do Brasil del 2007.

Ma torniamo all’attualità. Nell’ultimo mese e mezzo si era definito uno sprint a tre con protagonisti Fluminense, Corinthians e Cruzeiro. I primi risollevatisi dopo un inizio a singhiozzo, i secondi reduci da un’ottima prima parte di stagione a cui aveva fatto seguito un rallentamento coinciso col cambio di allenatore, gli ultimi improvvisamente rivitalizzatisi dopo la pausa per i Mondiali. E così prima degli ultimi, decisivi novanta minuti la classifica vedeva il Fluminense a 68 punti, il Corinthians a 67 e il Cruzeiro a 66, tutti potenzialmente in grado di affermarsi ma col Tricolor carioca in grado di decidere il proprio destino bastandogli battere il già retrocesso Guaranì per laurearsi campione. Com’è poi stato. A parte quest’ultima affermazione, la squadra guidata da Muricy Ramalho ha certamente fatto tesoro di quattro successi e altrettanti pareggi nelle precedenti otto partite, mentre i rivali paulisti avevano vinto sei volte e pareggiato appena due senza però riuscire a recuperare il ritardo in classifica, mentre il Club del Minas Gerais che pure aveva avuto la meglio sui neocampioni nello scontro diretto era incappato in ben quatto sconfitte, le più brucianti delle quali nella pirotecnica stracittadina con l’Atletico e sul campo proprio del Corinthians. Giocatosi anche l’ultimo turno, il Brasileirão 2010 si è chiuso con la seguente classifica: Fluminense 71, Cruzeiro 69, Corinthians 68 e Gremio 63.

Sono queste appena citate le squadre qualificatesi direttamente alla prossima edizione della Coppa Libertadores. All’estremo opposto della graduatoria, invece, si trovano le retrocesse: il Gremio Prudente, il Goias che è contemporaneamente quanto sorprendentemente a un passo dalla conquista della Coppa Sudamericana, il Guarani e il Vitoria, col Flamengo campione uscente salvo per appena 2 punti.

Una citazione particolare la merita il tecnico del Fluminense, Muricy Ramalho, alla sua prima esperienza con una squadra di Rio de Janeiro. L’allenatore ed ex calciatore originario di San Paolo, che all’omonimo Club ha legato gran parte della propria carriera sia sul campo che in panchina, conquista con questo il quarto campionato nazionale dopo i tre consecutivi alla guida proprio del Tricolor paulista, l’ultimo dei quali risalente al 2008. E’ bastato appena un anno, quindi, perché si riprendesse lo scettro del Brasile dopo averlo inopinatamente gettato alle ortiche la stagione scorsa quando guidava il Palmeiras. La dirigenza del Fluminense ha certemente fatto bene a non cederlo alla Federazione Brasiliana, che avrebbe voluto lui c.t. dopo aver chiuso il rapporto con Dunga al termine degli ultimi Mondiali. Oltre a trattenere un grande allenatore, ha infatti agevolato l’investitura di Mano Menezes, allora tecnico del lanciatissimo Corinthians; è un fatto che i risultati ottenuti della squadra di Ronaldo e Roberto Carlos dopo la sua partenza siano stati deludenti dato che i bianconeri sono stati raggiunti e superati nel corso dei mesi in cui a gestirli è stato Tite.

Protagonisti della cavalcata trionfale del Club di Laranjeiras sono stati certamente gli attaccanti Fred, Emerson e Rodriguihno e i centrocampisti Marquinho e Conca (argentino, fra l’altro miglior realizzatore della squadra). A dover essere elogiata è però soprattutto la difesa, la meno battuta del torneo; costituita per lo più da elementi già affermati, vi sta trovando spazio anche il giovane Digão, ennesimo prodotto di un vivaio da cui sono usciti Marcelo del Real Madrid, Thiago Silva del Milan e i gemelli Fabio e Rafael Da Silva del Mancheter United. Importante, infine, è stato anche il contributo offerto da giocatori di esperienza arrivati in estate: Deco e Belletti, provenienti entrambi dal Chelsea, e Washington rientrato alla base dal San Paolo.

Adesso non resta che guardare al futuro. Prima di tutto, però, il meritato riposo. Perché poi, tempo poco più di un mese, si riparte col Campionato Carioca, la competizione più tradizionale fra tutte e quella a cui a Rio de Janeiro si tiene di più, da riconquistare dopo cinque anni di dominio dei cugini del Botafogo, l’ultimo campione, e del Flamengo. Ci riuscisse, il Fluminense eguaglierebbe il record di affermazioni che appartiene proprio ai rossoneri.

fonte:andreaciprandi.worldpress.com

Demolito il Fonte Nova di Salvador


In 19 secondi e con 700 chili di esplosivo domenica scorsa lo stadio Fonte Nova è stato demolito. Il famoso impianto sportivo a San Salvador di Bahia, è stato protagonista non solo di rilevanti eventi sportivi come il titolo di campione brasiliano del Bahia ma anche di una tragedia. Tre anni fa(26/11/2007), in occasione dell'ultima partita del campionato di serie C che sanciva la promozione in serie B del Bahia è crollata un'ala degli spalti, che ha provocato la morte di sette tifosi. In vista dei mondiali di calcio nel 2014 e delle Olimpiadi nel 2016 sarà ricostruito, al più presto, un nuovo stadio che verrà chiamato Arena Fonte Nova.


Implosione dello Stadio Fonte Nova



Progetto del Nuovo Stadio



Tragedia nel novembre 2007



RIO DE JANEIRO (Bra), 6 dicembre 2009 - Il Brasile è di nuovo rubro-negro: il Flamengo è per la sesta volta campione nazionale. Diciassette anni di attesa per riconquistare il Brasilerao più 72 minuti di sofferenza nell'ultima partita per avere la meglio di un arrendevole Gremio, il cui risultato positivo avrebbe consegnato il titolo agli odiatissimi rivali cittadini (di Porto Alegre) dell'Internacional.

Voglia di perdere — Il Tricolor Gaucho era salito a Rio de Janeiro con tre soli titolari (tra questi Mario Fernades, cercato in queste settimane dall'Inter) e un gruppuscolo di riserve e giovani prospetti interessanti tipo Maylson e Douglas Costa, entrambi vicecampioni mondiali col Brasile nel recente Mondiale under 20. Perdere e perderemo, era più o meno il monito di ogni tifoso gremista.

Brivido iniziale — Eppure esistono sempre i “5 maggio” e per poco più di un'ora il Gremio gioca una partita ordinata e passa addirittura in vantaggio con Roberson, al 20': un gol che ammutolisce la muraglia umana colorata di rosso-nero che ha coperto interamente l'immenso Maracana e che a inizio match ha accolto gli avversari con gridi di incoraggiamento (”Gremio, Gremio!”) prima di far partire il “Mengao do meu coraçao” che ha abbracciato i propri beniamini. L'uno a zero gremista è immediatamente doppiato dal gol dell'Internacional, che gioca in casa col già spacciato Santo André, e il timore di un nuovo Maracanaço riempie di brividi ogni tifoso del Flamengo.
La squadra di casa ha le gambe durissime, enfatizza i problemi di tutta la stagione: il tecnico Andrade (sì, l'ex romanista), che ha raccolto l'eredità da Cuca ad agosto, ha dato continuità di risultati organizzando una squadra tosta con tre mediani difficili da superare ma che ha poca creatività a difesa schierata e ritmi bassi, i due terzini di spinta, Rafael Moura e Juan, elementi chiave nella campagna per il titolo sono fuori fase, l'idolo di casa Petkovic è pieno di acciacchi e non ha più lo spunto di un tempo (carta d'identità dice 1976, con un passaggio anche nel Venezia di Zamparini in gioventù), e davanti Adriano (19 gol e capocannoniere del torneo) è tradito dall'emozione, sbaglia appoggi in serie, si muove discretamente bene ma non trova mai la conclusione adeguata.

Rimonta — Eppure è proprio l'Imperatore con un mezzo fallo furbetto su un difensore del Gremio, al 29', ad agevolare la battuta a rete del centrale difensivo David, al su primo gol in campionato. Il compagno di reparto Ronaldo Angelim, dieci minuti dopo l'ora di gioco, di testa, col Gremio sempre meno presente sul campo, segna il gol del 2-1 che regala la vittoria e il titolo al Flamengo, facendo esplodere il Maracana, Rio de Janeiro e un tifoso brasiliano su tre, dato che certamente il Mengo è la squadra con più sostenitori nel Paese.

Polemiche — Ai rivali, in primis l'Internacional (4-1 facile alla fine col Santo André), non resteranno che le lamentele, certificate anche da una serie di dialoghi (mani sulla bocca, ormai moda a tutte le latitudini) tra Adriano e diversi giocatori del Gremio che quantomeno insospettiscono. Poco da fare, il calcio è anche questo e il match ball lo hanno avuto sia il Palmeiras (la squadra con la migliore rosa, a nostro parere), dominatore di tre quarti di stagione e poi afflosciatosi sul finale (fuori anche dalla Libertadores) e il San Paolo che aveva raggiunto la vetta del Brasilerao prima di perdere settimana scorsa col Goias e lasciare il primo posto proprio al Flamengo.

Botafogo salvo — San Paolo piange e ride Rio, per una volta, e non solo quello rosso-nero: il Botafogo, la gloriosa squadra di Garrincha e Nilton Santos grazie alla vittoria (2-1) proprio sul Palmeiras e il contemporaneo 1-1 del Coritiba (col Fluminense) resta in serie A, dove l'anno prossimo giocare anche il Vasco da Gama, l'altro team carioca sprofondato nella serie cadetta nella scorsa stagione e prontamente tornato nel calcio che conta.

Cuore di mamma — Piange lacrime di gioia Rio de Janeiro: proprio come Douglas da Silva Oliveira, un ragazzino tifoso del Flemngo immortalato in lacrime dalla tv per non essere riuscito ad ottenere un biglietto d'entrata al Maracana e vedere i suoi beniamini contro il Gremio. Colpita, commossa la signora Rosilda, mamma di Adriano, ha prontamente inviato al ragazzino il proprio tagliando, lei che invece pare abbia recuperato un figlio, che ora piange di gioia: sotto il Cristo Redentore del Corcovado oggi han vinto un po' tutti.


fonte:gazzetta.it
Questo é stato il campionato piú strano che abbia visto, sembrava che nessuno volesse vincere e se si pensa che 13 partite fa il Flamengo era 14º l´allenatore sull´orlo del licenziamento si possono capire tante cose sulla stranezza di un Brasileiro in cui il Palmeiras sembrava o vincitore designato (ha avuto a 9 partite dalla fine un vantaggio sulla seconda di 8 punti e ben 15 piú del Flamengo) e la lotta sembrava una cosa in famiglia tra i due club di São Paulo, i verdi e i tricolori bianco-rosso-neri del São Paulo. Ma alla fine le storie incredibile qualche volta si avverano e cosí dopo 17 anni il glorioso Flamengo torna a guardare tutti dall´alto in basso, almeno fino al prossimo maggio quando una nuova storia verrá scritta.


Ultima partita prima del trionfo

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