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Il governo paga la diaria a ministri, ufficiali e funzionari pubblici per assistere alla Coppa
La Coppa delle Confederazioni è iniziata lo scorso sabato ma venerdì il Palazzo del Planalto ha fatto un altro gol nelle tasche dei cittadini brasiliani lanciando discretamente ciò che popolarmente è stata ribattezzata "Bolsa Copa" un provvedimento che favorisce ministri, ufficiali militari e funzionari pubblici, tutto chiaramente addebitato alle casse pubbliche.
Venerdì 14, alla vigilia della Coppa delle Confederazioni, a Brasília, il governo a pubblicato il Decreto 8.028/13 in una edizione extra del Diario Ufficiale dell'Unione autorizzando il pagamento di una diaria per chiunque voglia assistere alle partite nelle sei capitali sede degli incontri di calcio.
Esistono tabelle di valori diversi a seconda della categoria di appartenenza.
Il governo pagherà il costo giornaliero di hotel fino a R$ 581 per i  ministri del primo gruppo che desiderano assistere alla partita allo stadio. Per i comandanti delle tre Forze Armate, il limite del rimborso è di R$ 406,70 al giorno. 
I gruppi potranno inoltre viaggiare gratis nei jet della Forza Armata Brasiliana (FAB), come privilegio delle cariche occupate.
Secondo il primo articolo del decreto il governo potrà coprire il doppio di questi valori raggiungendo un tetto massimo di R$ 1.162 al giorno. (Leggi il decreto
Nonostante esistano basi militari con la disponibilità di alloggi dell'Esercito e dell'Aeronautica in tutte le sei sedi capitali dove si svolgerà la Coppa delle Confederazioni (Fortaleza, Recife, Salvador, Brasília, Rio de Janeiro e Belo Horizonte), i benefici saranno estesi anche ai comandanti, ufficiali e funzionari militiari che saranno chiamati a svolgere la loro attività in queste città nel periodo della manifestazione organizzata dalla FIFA.
Il governo ha anche incluso Manaus in questo tour e prevede che i costi saranno coperti dalle disponibilità di ogni ministero.O governo ainda incluiu Manaus no roteiro. 
Le vacanze, il divertimento e gli "extra" con il denaro pubblico sarà autorizzata per ogni ministro che sceglierà i funzionari che dovranno accompagnarli o rappresentarli in questa "importante missione ufficiale".
(D.T.)
Brasile contro Twitter


Il Brasile dichiara guerra a chi segnala su Twitter autovelox e posti di blocco. Ma a passare i guai seri potrebbe essere il social network, che rischia una maxi multa.

Usare Twitter per segnalare le postazioni di autovelox e i posti di blocco. Una tendenza che si sta diffondendo fra i netizen brasiliani che sta mandando su tutte le furie le autorità.
Il Procuratore generale del Brasile ha presentato un'ingiunzione preliminare per bloccare questo tipo di cinguettii e per sospendere tutti gli account che utilizzano il servizioper avvertire e segnalare i controlli del traffico nello stato del Goias. Gli account che condividono pubblicamente i posti di blocco sono, ovviamente,popolarissimi.
Primo su tutti svetta @LeiSecaRJ che con la bellezza di 287.181 follower è riuscito a vincere anche il Shorty Award 2011.
Anche @RadarBlitzGo con 11.960 follower non se la passava poi così male, ma il suo account è stato disattivato nel pomeriggio stesso della presentazione dell'ingiunzione.
Fornendo questo tipo di informazioni, gli account impediscono alla polizia di fare il suo lavoro e violano contemporaneamente sia il codice penale che il codice della strada perché, di fatto, permetterebbero a chi guida ubriaco o sotto l'effetto di droghe o a chi supera i limiti di velocità di schivare i controlli e farla franca.
E pensare che proprio negli ultimi due anni il Brasile aveva intrapreso una vera e propria guerra per far rispettare le regole del codice della strada per far diminuire il numero, spaventoso, degli incidenti stradali nel paese.
A passare i guai seri potrebbe però essere Twitter perché il Brasile non si è limitato a bloccare o sospendere i singoli account che, di fatto, permettono di eludere la legge, ma ha direttamente citato in giudizio Twitter che ora rischia una multa di 290mila dollari al giorno se non dovesse rispettare l'ingiunzione.
Al momento, Twitter non ha ancora risposto, ma proprio la settimana scorsa il servizio di microblogging ha introdotto misure in grado di occultare i tweet in un paese specifico se questo lo richiede.

(Gabriella Tesoro)

http://punto-informatico.it/3431386/PI/News/brasile-stop-agli-autovelox-twittati.aspx

Tra scandali nei ministeri, accuse di corruzione, economia in frenata e tante promesse mancate si conclude tra le ombre il primo anno di mandato della prima donna presidente del Brasile.


Nelle intenzioni doveva essere il governo del fare: meno politico rispetto a quello di Lula e più tecnico. Chiusa l´era del presidente-operaio, un anno fa si apriva la fase del post-lulismo e il mandato, per la prima volta nella storia del Brasile, veniva conferito ad una donna. E invece è stato il governo della propaganda, ostaggio degli scandali e dei partiti di governo.
Il primo gennaio 2011, Dilma Rousseff, la mulher di Lula come veniva chiamata in campagna elettorale (mulher significa donna, ma anche moglie), saliva al Palacio do Planalto con una storia personale totalmente diversa da quella del suo predecessore: di famiglia borghese, negli anni ´70 aveva fatto parte dei gruppi di guerriglia che lottavano contro il regime miltare, poi si era laureata in economia e nel governo Lula si era guadagnata la fama di lady di ferro.
Eppure il suo governo si è dimostrato finora debole, continuamente al centro di scandali di corruzione e irregolarità che ne hanno minato l´azione e costretto a galleggiare in una perenne condizione di emergenza. Dall´inizio dell´anno ben sei ministri hanno dovuto rassegnare le dimissioni dopo le denunce riportate dalla stampa; il settimo ha lasciato per divergenze con i colleghi e adesso un ottavo è al centro di nuove accuse di irregolarità.
Eppure Dilma ha sfruttato la situazione a suo vantaggio e ha annunciato “tolleranza zero contro la corruzione”.
Non importa che quei ministri li abbia scelti lei appena un anno fa, nel paese è passata l´immagine di una presidente in grado di fare la faxina, ovvero la pulizia nei dicasteri: i sondaggi di questa settimana le attribuiscono infatti il 72% di popolarità, un indice di gradimento superiore perfino a quello di Lula al termine del suo primo anno di governo. Ma al di lá dei numeri dei sondaggi, a preoccupare maggiormente sono quelli relativi all´economia.
Il Pil nel 2011 crescerà solamente del 3%, contro le previsioni iniziali ben più rosee. Solo in minima parte la contrazione è dovuta alla crisi internazionale, “l´80% del rallentamento del Brasile è fabbricato in casa, solo il 20% è dovuto alla crisi europea”, ha spiegato pochi giorni fa Octavio de Barros, direttore degli studi economici del Banco Bradesco.
Anche in campo sociale la politica di Dilma si è rivelata più che altro una campagna fatta di slogan e di annunci di programmi che dovranno essere realizzati per “sradicare la miseria dal paese”.
E mentre miliardi di euro se ne vanno per la costruzione degli stadi per i Mondiali di calcio del 2014 (tra ritardi e costi gonfiati), scuole e ospedali pubblici continuano a versare in una situazione drammatica in tutto il paese.
Sul fronte dei diritti civili, Dilma ha il merito di aver creato in questi mesi la Commissione della Verità, un organo che dovrà indagare e fare luce sui crimini commessi dalla dittatura militare tra gli anni ´60 e gli anni ´80.
Molte più perplessità invece sorgono in campo ambientale dove la maggioranza di governo sostiene in Parlamento la riforma del Codice forestale, che se non verrà modificato spianerà nuovamente la strada alle ruspe e agli incendi selvaggi.
Spedendo in archivio il 2011, le previsioni economiche per l´anno prossimo rimangono incerte e mentre i mercati si attendono una crescita del 3,5%, Dilma dispensa ottimismo e annuncia che il Pil salirà del 4,5%-5%.
E´ quello che servirebbe per rilanciare le opere pubbliche, la costruzione di infrastrutture e riprendere con vigore i programmi sociali che negli ultimi dieci anni hanno aiutato milioni di brasiliani ad uscire dalla povertà e che adesso sembrano essere stati un po´ accantonati.
L´impressione che si ha al termine del primo anno di mandato, è che il governo Rousseff non sia in realtà ancora cominciato. Nel 2012 scopriremo se inizierà finalmente l´era Dilma o se Lula dovrà prepararsi per scendere in campo nuovamente nel 2014.

(Andrea Torrente – corrispondente da San Paolo)

 Fonte:http://www.articolotre.com/2011/12/brasile-il-bilancio-negativo-del-primo-anno-di-governo-dilma/53617
Cresce il numero delle imprese italiane in Brasile nel 2011


Alla crisi che sta colpendo l'Italia settecentocinquanta imprese italiane rispondono andando in Brasile, attualmente uno tra i Paesi più promettenti del panorama economico mondiale.
Questo non è un punto d'arrivo, sottolinea Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, intervenendo al Forum economico tra Italia e Brasile. «Si può fare ancora molto di più» dice Marcegaglia che sottolinea il rapido sviluppo tumultuoso del gigante sudamericano e mette in evidenza i numeri sempre più significativi dell'interscambio tra i due paesi altresì rimarcando come «appena lo 0,1% delle imprese straniere presenti in Italia provenga dal Brasile»: esistono ampi margini per migliorare la situazione.
Il Forum svoltosi nella sede di Confindustria in occasione di una missione di imprenditori in Italia guidata dalla Lide (associazione di imprenditori leader brasiliani) a visto la presenza dei Ceo arrivati dal Brasile (tra le imprese presenti Brasil Foods, Tam, Banco Itaù, Fiat Brasile). Per l’Italia erano presenti Assicurazioni Generali, Ferrero, Telecom, Pirelli, Todini, Almaviva, Enel, Finmeccanica, Fs, Luxottica, Prysmian, Mapei, Salini Costruttori, Fincantieri, Tenaris Dalmine.
Gli imprenditori italiani hanno prestato attenzione alle opportunità di investimento illustrate dal ministro dell'Industria e del commercio estero del Brasile, Fernando Pimentel e dal ministro della Scienza e Tecnologia, Aloizio Mercadante, che non ha mancato di sottolineare il possibile interesse delle aziende brasiliane in eventuali privatizzazioni italiane. I governatori degli Stati di Pernambuco, Goias, Bahia e Sergipe hanno illustrato ai presenti i diversi programmi sul territorio.
Nel corso del Forum bilaterale sono stati resi noti i risultati di uno studio nato dalla collaborazione tra Confindustria, Ambasciata d'Italia in Brasile e le società di consulenza Kpmg e Value Team.
A partire da dicembre 2007 fino a settembre 2011 le società italiane e le filiali locali censite in Brasile sono aumentante di 335 unità passando da 250 a 585. Anche la presenza del sistema bancario in Italia è in evoluzione (con la presenza di Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Popolare di Vicenza, Ubi Banca) e c'è sul campo un mix di linee di credito e garanzie offerte da Simest, Sace, Iadb e Banca di sviluppo brasiliana Bndes.
Emma Marcegaglia sottolineato come il flusso degli investimenti negli ultimi quattro anni è stato «di 1,2 miliardi di euro», «l'interscambio dal 2006 è salito del 30% e le esportazioni del 70%».
Oggi, ha aggiunto, la sfida è sostenere anche la presenza delle Pmi nel Paese brasiliano già presidiato da grandi realtà industriali italiane. «Da tempo – commenta Paolo Zegna, vicepresidente Confindustria per l'internazionalizzazione – abbiamo scelto poche ma chiare priorità per i mercati esteri, tra queste spicca il Brasile la cui economia si basa su un sistema industriale moderno, con grandi opportunità di crescita nella meccanica, nell'automotive, nell'agroindustria, nella cantieristica navale, nelle costruzioni, nelle energie rinnovabili». Anche la politica è attenta, garantisce il sottosegretario agli Esteri Vincenzo Scotti, in quanto «pone l'America Latina e quindi il Brasile al centro delle strategie internazionali».
Bolsa Verde: aiuto economico per famiglie povere che preservano l'ambiente.


Una delle strategie del Piano Brasile senza povertà, ha creato un programma di trasferimento di reddito, Bolsa Verde (Borsa Verde), per le famiglie in condizioni di estrema povertà che promuovono la conservazione ambientale in aree in cui vivono e lavorano.
Dei 16,2 milioni di persone vivono in estrema povertà, il 47% si trovano in zone rurali.
La Borsa Verde verserà ogni trimestre, 300 R$ (100 al mese) per famiglia per preservare foreste nazionali, riserve estrattive e sviluppo sostenibile; l'importo sarà trasferito attraverso il contributo di Bolsa Familia (equivalente agli assegni famigliari).
Il provvedimento è inidirzzato a persone in condizioni di estrema povertà che vivono nelle campagne; il Ministro dello Sviluppo Sociale, Tereza Campello, ha detto che l'intenzione è di garantire un reddito più elevato e la produzione di questa parte della popolazione.
"Siamo convinti che con azioni come l'assistenza tecnica, l'accesso all'acqua, la distribuzione di energia e di semi, saremo in grado di garantire che a queste famiglie estremamente povere un aumento della loro produzione e del loro reddito", ha detto il ministro.
Il piano è uno degli obiettivi principali per togliere 16,2 milioni di persone dalla situazione di estrema povertà entro il 2014.
Sono considerati estremamente povere le famiglie il cui reddito pro capite non supera i  70 R$.
Il Brasile taglia il costo del denaro


L'economia mondiale rallenta e la Banca centrale brasiliana taglia di mezzo punto i tassi d'interesse, portandoli al 12 per cento, comunque sempre tra i più alti al mondo.
Una mossa non del tutto scontata, anche se già all'inizio della settimana erano arrivate avvisaglie di un'inversione di rotta, dopo i cinque rialzi consecutivi del costo del denaro da gennaio.
La frenata negli Stati Uniti e nell'Eurozona ha convinto il Brasile a spostare l'attenzione dalla lotta all'inflazione alla crescita e la Borsa ha subito festeggiato, seguita dai sindacati e dagli industriali, mentre il real perde quota sul dollaro.
Il Brasile diventa così il secondo Paese del G-20, dopo la Turchia, a tagliare i tassi per proteggere l'economia. In un meeting straordinario, il 4 agosto, la Banca centrale di Ankara aveva abbassato il costo del denaro al minimo record del 5,75 per cento.
E l'esempio potrebbe essere presto seguito dal Messico: anche qui l'economia (e inflazione) dovrebbe crescere meno del previsto quest'anno.
La decisione presa dal board della Banca centrale brasiliana nella notte tra mercoledì e ieri non è stata tuttavia unanime, due consiglieri su sette hanno votato contro, preoccupati dal costo della vita, ormai al 7,1%, ben oltre il tetto del 6,5% fissato per il 2011 e ai massimi da sei anni.
Nel suo comunicato, la Banca centrale ha sottolineato che il «sostanziale deterioramento» dell'economia globale potrebbe «durare a lungo» e potrebbe frenare il commercio e i flussi d'investimento nel Paese.
Una «correzione moderata» dei tassi, continua la nota, non impedirà di raggiungere il target d'inflazione del 4,5% l'anno prossimo.
Quello che i membri del board non scrivono nella nota, ma che devono aver considerato, è che la frenata dell'economia mondiale raffredderà le quotazioni delle commodities, uno dei principali fattori dietro la corsa dei prezzi nel Paese.
La discesa dei prezzi delle materie prime, se sarà consistente, sarà allora un freno all'inflazione molto più efficace di qualsiasi rialzo dei tassi d'interesse.
Inoltre, in una fase di potenziale riflusso degli scambi commerciali, di sicuro non aiuta avere un real pesante e dalla fine del 2008, la moneta brasiliana è stata quella che più si è apprezzata tra le divise dei Paesi emergenti.
Insomma, il Brasile si è reso conto in fretta che la priorità non è più quella di raffreddare l'economia, quanto piuttosto di preservarne la spinta, ora che i fattori inflattivi esogeni potrebbero esaurirsi.
Del resto, i segnali sul fronte interno sono chiari: il Pil del Brasile rallenterà quest'anno al 3,9%, dopo il 7,5% messo a segno nel 2010; la produzione industriale a luglio è scesa dello 0,3% e l'attività economica, misurata ogni mese dalla Banca centrale, si è contratta a giugno per la prima volta dal 2008.
Il taglio dei tassi sembra addirittura coordinato con il Governo, che ha appena corretto al rialzo l'obiettivo di avanzo primario dello Stato. In un'intervista rilasciata alla Reuters mercoledì, poche ore prima della decisione della Banca centrale, il ministro delle Finanze Guido Mantega aveva ribadito la volontà di arrestare la corsa del real, assicurando che l'inflazione è sotto controllo.
Il giorno prima, il presidente Dilma Rousseff aveva commentato in un'intervista alla radio le politiche di riduzione della spesa pubblica, affermando che questo «apre la strada alla discesa dei tassi», necessaria per dare sostegno alla crescita.
La Rousseff aveva subito puntualizzato che la Banca centrale decide in piena autonomia, ma il taglio è arrivato puntualissimo, come le critiche dell'opposizione a quelle che sembrano ingerenze sull'indipendenza della politica monetaria.
E ora in molti sono pronti a scommettere che sia cominciato un ciclo di ribassi del costo del denaro.

(Gianluca Di Donfrancesco)

fonte:www.ilsole24ore.com
Frattini richiama ambasciatore in Brasile, Battisti chiede visto

La richiesta dell'ex Pac sarà discussa dalle autorità entro la fine del mese

Dopo la scarcerazione dell'ex terrorista Cesare Battisti decisa dal Brasile, il ministro degli Esteri Franco Frattini ha deciso il richiamo temporaneo a Roma, per consultazioni, dell'ambasciatore a Brasilia Gherardo La Francesca.
Battisti, intanto, dopo una prima notte trascorsa in albergo, ha chiesto il visto permanente al Paese sudamericano.

L'iniziativa del capo della diplomazia, spiega la Farnesina in una nota è "in relazione alla decisione del Tribunale Supremo Federale brasiliano che ha negato l'estradizione in Italia di Cesare Battisti, consentendone la scarcerazione".
Il richiamo - si legge nella nota - è stato deciso per approfondire, insieme alle altre istanze competenti, gli aspetti tecnico-giuridici relativi all'applicazione degli accordi bilaterali esistenti, in vista delle iniziative e dei ricorsi da esperire in merito nelle sedi giurisdizionali internazionali".

Cesare Battisti, intanto, ha richiesto alle autorità brasiliane un visto di soggiorno permanente in Brasile, e il suo caso sarà esaminato dai consiglieri del Consiglio nazionale dell'immigrazione il prossimo 22 giugno.
Lo riporta il sito web del quotidiano Folha di San Paolo.
L'ex terrorista dei Pac (Proletari armati per il comunismo) è ritornato in libertà dopo che l'altro ieri il Supremo tribunale federale del Brasile ha confermato la decisione presa dall'ex presidente Lula nell'ultimo giorno del suo mandato di non concedere l'estradizione in Italia di Battisti, condannato all'ergastolo in contumacia dalla giustizia italiana per quattro omicidi commessi negli anni Settanta.

Il Supremo tribunale federale ha respinto la richiesta di estradizione presentata dal governo italiano per sei voti a tre, ma il ministro del Tribunale superiore di giustizia brasiliano, Luiz Fux, ha detto che l'Italia avrebbe dovuto appellarsi direttamente a una corte internazionale e non al Supremo tribunale federale.
"La Repubblica italiana ha un contenzioso con la Repubblica federale del Brasile. Questo non è di competenza del Supremo tribunale federale ma della Corte internazionale dell'Aia".

fonte:tmnews.it

Mi sono espresso più volte su questo argomento e continuo a non capire l'interesse del Brasile a mantenere libero tale soggetto garantendo adesso anche, stipendio, casa e probabilmente visto permanente.
E dopo persone oneste faticano anche solo ad aver un visto temporaneo...








Tensione tra Italia e Brasile per il caso Battisti


“La decisione del Presidente Lula, assunta allo scadere del proprio mandato, di negare l'estradizione di Battisti appare certamente per l'Italia un atto inaccettabile che ha offeso le vittime del terrorismo ed i loro familiari, contraddetto i principi basilari del diritto e mancato di rispetto all'intero sistema comunitario di garanzia delle libertà fondamentali" - lo ha affermato in Commissione Esteri della Camera il Sottosegretario agli Affari Esteri, Stefania Craxi, rispondendo ad un’interrogazione parlamentare presentata dal deputato del PD, Francesco Tempestini, in merito agli sviluppo del caso Battisti nel quadro dei rapporti tra Italia e Brasile.

"In piena sintonia con la Presidenza della Repubblica - ha proseguito il Sottosegretario - la strategia del Governo per ristabilire giustizia nella vicenda, si articola su due cardini fondamentali: la via giudiziaria ed il dialogo politico”.

“In primo luogo, si è, infatti, deciso di percorrere tutte le strade di soluzione giudiziaria previste dall'ordinamento giuridico brasiliano per far valere le nostre ragioni. Abbiamo pertanto presentato ricorso al Supremo Tribunale Federale per dimostrare l'infondatezza delle motivazioni contenute nel parere dell'avvocato generale poste a fondamento del diniego di Lula, nonché l'incompetenza presidenziale di decidere nel merito dell'estradizione, alla luce dell'articolo 3 del Trattato bilaterale di estradizione del 1989. Secondo alcune anticipazioni, il caso potrebbe essere inserito nell'agenda del Supremo Tribunale il primo di giugno”.

“Se tale ricorso – ha spiegato Craxi - dovesse essere respinto dai giudici brasiliani, il Governo è pronto ad adire le istanze previste dal diritto internazionale, ed in particolare la Corte internazionale di Giustizia. Lo stesso accordo Italia Brasile di conciliazione e regolamento giudiziario del 1954 prevede la possibilità di istituire una Commissione di conciliazione e, nel caso questo strumento non risolvesse la controversia, di ricorrere proprio alla Corte dell'Aja”.

“Sul fronte giudiziario la Farnesina, in stretta sinergia con il nostro Ministero della Giustizia, vigila attentamente per prevenire eventuali «colpi di mano». In questo senso, il tempestivo intervento della nostra ambasciata a Brasilia ha impedito che andasse in porto la recente «manovra» della difesa di Battisti tesa ad ottenere la scarcerazione del detenuto approfittando dell'assenza del presidente del Tribunale Supremo Federale e di altri giudici. Attivati dalla nostra rappresentanza, i legali hanno informato il giudice relatore il quale, dopo aver avocato l'esame della richiesta, l'ha respinta il 17 maggio, sottolineando l'assenza di fatti nuovi che potessero giustificare la revoca della detenzione.
Allo stesso tempo, il Governo ha ritenuto opportuno mantenere gli aspetti legali del caso nitidamente distinti dal complessivo andamento dei nostri rapporti politici ed economici con il Brasile. Tradizionalmente intensi, essi hanno avuto negli ultimi anni un ulteriore sviluppo, sancito nel Piano di azione per il Partenariato Strategico firmato dai Presidenti Berlusconi e Lula nell'aprile 2010. Si tratta di un'intesa importante che mira ad aprire fruttuose prospettive nel dialogo bilaterale, in particolare nel settore economico ed industriale”.

“Appare coerente – ha spiegato il Sottosegretario - con tale impostazione l'autorizzazione del nostro Parlamento, con ampia partecipazione dei gruppi, alla ratifica dell'accordo bilaterale di cooperazione nel campo della difesa, che conferma il carattere privilegiato del rapporto Roma-Brasilia in un settore altamente strategico, suscettibile di ricadute positive sul piano della cooperazione industriale. Nel quadro delle ottime relazioni bilaterali, in sede di dialogo politico l'Italia ha mantenuto una costante pressione diplomatica sulle autorità brasiliane per richiamare l'attenzione di Brasilia sul fatto che il diniego di estradizione è stato percepito dall'intero arco politico e dall'opinione pubblica italiani come un provvedimento profondamente ingiusto ed infondato che offende le nostre tradizioni democratiche e giuridiche”.

“L'azione di sensibilizzazione verso l'esecutivo della Presidente Dilma Rousseff è proseguito ai massimi livelli per ribadire le nostre forti aspettative ad una corretta interpretazione del Trattato bilaterale di estradizione e quindi all'accoglimento della nostra istanza. Il Ministro Frattini ha evocato la questione anche in occasione dei colloqui con l'omologo brasiliano Antonio Patriota qui a Roma la scorsa settimana”.

“Il Governo si è attivato anche sul piano europeo, ritenendo il diniego brasiliano unvulnus per l'intero sistema comunitario di garanzia dei diritti e delle libertà fondamentali. Il nostro Ministro degli esteri ha pertanto sensibilizzato, con una lettera indirizzata ai suoi omologhi, i nostri partner comunitari, affinché sostengano le iniziative messe in campo dall'Italia. Sono queste, onorevoli colleghi, le linee d'azione che il Governo, anche sulla base del mandato parlamentare ricevuto con gli atti di indirizzo approvati a gennaio, sta conducendo a 360 gradi per ottenere il riconoscimento di un sentito principio di giustizia e fare in modo che Battisti possa essere affidato all'Italia nel quadro delle garanzie previste dal nostro ordinamento” ha concluso Craxi.

fonte:www.italiannetwork.it
FMI: il successore di Strauss-Khan non deve essere Europeo


La successione di Dominique Strauss-Kahn alla guida del Fondo monetario internazionale (Fmi) non deve essere "decisa in modo precipitoso" e non deve essere riservata a un europeo.
In una lettera inviata ai membri del G20, il ministro delle Finanze brasiliano Guido Mantega ha infatti sottolineato come sia ormai "finito il tempo in cui questo importante incarico era riservato a un cittadino europeo".

"Nessuna nazionalità deve essere esclusa e nessuna preferenza regionale può limitare la scelta del migliore candidato possibile", ha aggiunto Mantega.
Arrestato sabato scorso a New York con l'accusa di tentato stupro, Strauss-Kahn si è dimesso oggi dal Fmi. "Se il Fmi vuole avere legittimità, il suo Direttore generale non deve essere scelto prima di un'ampia consultazione con gli stati membri - ha proseguito il ministro brasiliano - è comprensibile che alcuni Paesi europei vogliano trovare una soluzione rapida ai loro problemi.
Tuttavia, non dobbiamo decidere in modo precipitoso sulla successione della direzione di un'istituzione di tanta importanza".

Riguardo alla vicenda giudiziaria di Strauss-Kahn, in un'intervista all'emittente GloboNews, Mantega ha auspicato che "la situazione si chiarisca positivamente per Dominique, perchè secondo me è stato uno dei migliori Direttori generali che questa istituzione abbia conosciuto".

fonte:www.tmnews.it
Rio 2016: la maratona finirà al sambodromo



Scelta degli organizzatori annunciata dal ministro dello Sport

Niente lungomare di Copacabana o Ipanema: Rio de Janeiro nel mondo viene identificata soprattutto con il suo Carnevale.
Ecco allora che il comitato organizzatore delle Olimpiadi del 2016, che si svolgeranno proprio nella "città meravigliosa", ha deciso che la gara principe dei Giochi, la maratona, terminerà nel sambodromo. Lo ha confermato il ministro dello Sport, Orlando Silva.

fonte:ansa.it
Distribuito 85 milioni di preservativi


Ministro sanità, obiettivo principale gli adolescenti

Il ministero brasiliano della Sanità distribuirà gratis durante il Carnevale 85 milioni di preservativi come forma di prevenzione dell'Aids.
"Il nostro obiettivo principale sono gli adolescenti, e in particolare le ragazze tra i 13 e i 19 anni", ha dichiarato il ministro della Sanità di Brasilia.
Nel Paese negli ultimi due anni c'è stata un'inversione di tendenza, e sono le donne a rappresentare il maggior numero di sieropositivi.

fonte:ansa.it

Amici il carnevale è divertimento e vita, pensate al futuro e alla vostra salute, se fate sesso usate il preservativo ;)
Buon Carnevale a tutti!
Brasile 7° Potenza Economica Mondiale


Dati preliminari indicano che il Brasile ha superato Francia e Gran Bretagna

In otto anni il Brasile è passato dalla 12° alla 8° posizione del ranking mondiale economico secondo quanto dichiarato lo scorso anno dal FMI.

Questa straordinaria crescita non è una bolla economica, il paese ha vissuto una reale evoluzione che ha portato ad esempio un incremento del salario minimo da 200 a 545 R$, e alla creazione di 15 milioni di nuovi posti di lavoro (di cui 2.5 milioni solo nel 2010).

La qualità della vita è notevolmente migliorata, pur non in misura direttamente proporzionale alla crescita economica, e si sono registrati progressi sui temi della povertà, mortalità infantile e dell’alfabetizzazione.

Ai dati ufficiali incoraggianti del 2010 fa seguito l'odierna previsione del FMI secondo cui dati preliminari di un equipe di studio di economia indicano che il Brasile ha superato Francia e Gran Bretagna con una crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) del 5% nel 2010.
L'informazione è stata divulgata dal Ministro del Tesoro Guido Mantega secondo cui questo progresso ha fatto raggiungere al brasile la settima posizione nel ranking mondiale.
Frattini frena accordo con Brasile


"Senza Battisti niente intesa militare"
Proprio mentre il presidente del consiglio rassicurava che il caso Battisti non avrebbe messo in discussione i rapporti col Brasile, in un'intervista alla rete tv Globo il ministro degli Esteri Frattini frenava un accordo militare tra i due Paesi. "Finché non sarà risolto il caso Battisti, l'accordo militare tra Italia e Brasile non potrà essere ratificato dal Parlamento italiano", ha detto Frattini nell'intervista.

Frattini ai microfoni di Rede Globo si è detto "indignato che un criminale possa presto circolare liberamente per le belle spiagge brasiliane", e ha aggiunto: "Quando un terrorista è condannato in un Paese, questo ha il diritto di vederlo chiuso in galera ovunque si rifugi".

Fascicolo riaperto
Intanto Cezar Peluso, presidente del Supremo Tribunale Federale (Stf) brasiliano ha disposto la riapertura del fascicolo sull'estradizione di Cesare Battisti. Peluso ha assunto la decisione dopo il ricorso presentato dal governo italiano avverso la richiesta dei legali dell'ex terrorista rosso di ottenere l'immediata scarcerazione dopo il no all'estradizone dell'ex presidente Lula. Lo riferisce il sito di 'O Globo'.

Berlusconi: "I rapporti con il Brasile non cambieranno"
"Questa vicenda non riguarda i buoni rapporti che abbiamo con il Brasile, ma un caso di giustizia per cui i nostri rapporti con quel Paese non cambieranno". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al termine dell'incontro con Alberto Torregiani, figlio del gioielliere ucciso nel 1979 da Battisti.

fonte:tgcom.it

L'indignazione è la reazione minima per un fatto di questo genere e a giorni di distanza ancora non capisco quale sia il vantaggio per il Brasile di dare "asilo politico" ad un individuo come Battisti...






Il Brasile inaugura otto nuovi impianti termoelettrici a biomassa


Il Presidente Lula ha presieduto all’inaugurazione di otto nuovi impianti per la generazione di energia rinnovabile situati nello stato del San Paolo. Sono 543 i nuovi MW istallati

Continua l’impegno brasiliano a favore della diffusione di impianti per la generazione di energia a basso impatto ambientale. Per l’occasione il Presidente Luiz Inácio Lula da Silva assieme al Ministro dell’Energia Márcio Zimmermann ha presieduto all’inaugurazione di otto stabilimenti termoelettrici alimentati con biomassa derivata dalla canna da zucchero nel San Paolo, stato situato nell'area sud occidentale del paese.
Per la realizzazione dei progetti è stato necessario l’impiego diretto di circa 6000 lavoratori, grazie ai quali il sistema elettrico nazionale potrà usufruire della potenza generata dai 543 MW istallati con un investimento che nel totale è ammontato a circa 430 milioni di euro.
Con la conclusione di questi lavori il paese, durante tutto l'arco dell’anno, ha segnato la crescita di ulteriori 4051 MW di potenza istallata arrivando ad un totale di 110.000 MW su tutto il territorio, di cui 1261 (+31%) realizzati nel comparto biomasse, di cui circa la metà localizzati all’interno dello Stato di San Paolo.
Attualmente, secondo i dati diffusi dal Ministero dell’Energia, le centrali termiche alimentate a biomassa in Brasile rappresentano il 6,6% dell’energia elettrica generata nel paese grazie al lavoro di 337 impianti per un totale di 7272 MW istallati.

Fonte:rinnovabili.it
Caso Battisti? Basta applicare il trattato


Il ministro: dopo no a status rifugiato,unica via è estradizione

Un trattato si applica, o lo si disapplica. Il ministro Frattini ha così commentato il caso Battisti, l'ex terrorista dei "Proletari armati per il comunismo" (Pac) condannato in contumacia all'ergastolo e arrestato nel 2007 in Brasile, il cui destino non è ancora stato deciso dal presidente Luiz Inácio Lula da Silva. L'argomento è stato trattato dal ministro degli Esteri con l'omologo brasiliano, Celso Amorim, nel bilaterale avvenuto a margine degli eventi legati alla 65esima sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, a New York.

"Ho ribadito l'auspicio che il presidente Lula decida, e che lo faccia conformemente a quanto il tribunale supremo brasiliano ha detto, con una decisione che lascia spazio a un'alternativa molto precisa: rifiutato lo status di rifugiato - ha dichiarato Frattini alla stampa, durante una conferenza tenuta nella sede della missione permanente d'Italia all'Onu - ne deriva che il trattato bilaterale d'estradizione o lo si applica, o lo si disapplica. Ci auguriamo che il Brasile lo applichi, non ci sono terze opzioni".

fonte:affaritaliani.it

Sottoscrivo ciò che ha dichiarato il Ministro Frattini in quanto dopo che il Tribunale di Brasilia ha  negato lo status di rifugiato politico a Battisti ora la questione è semplice: applicare o non applicare il trattato.
La decisione spetta al Presidente delle Repubblica ma sraà che Lula ha interesse a prendere una decisione prima che il suo successore assuma i poteri?
Su questo ho qualche dubbio....
Turismo: iniziative congiunte Italia-Brasile


L'Italia e il Brasile intensificheranno le loro relazioni turistiche, attraverso la reciproca collaborazione fra ENIT ed Embratur (Istituto Italiano del Turismo), per favorire una migliore integrazione delle politiche di settore.

Per esaminare tali questioni, una delegazione brasiliana, guidata dal Ministro del Turismo, Luiz Eduardo Pereira Barretto Filho, si è incontrata con il Presidente dell' ENIT-Agenzia, Matteo Marzotto, nella sede dell' Agenzia.

Nel corso della riunione sono state gettate le basi per la definizione di un'Agenda comune che punta ad un raccordo tra i due Enti su una serie di temi il primo dei quali riguarda il coordinamento dell'attivita' per favorire il brand turistico di entrambi i Paesi e migliorare le opportunita' di scambio.

''I punti di forza dell'ospitalita' italiana sono legati al grande fascino del patrimonio artistico e culturale del nostro Paese, all'enogastronomia ed ai legami storico-culturali che uniscono il Brasile all'Italia, (sono circa 30 milioni i brasiliani di origine italiana) - ha detto all'illustre esponente della politica turistica brasiliana, il Presidente dell'ENIT-Agenzia, Matteo Marzotto.-
La partecipazione alle manifestazioni costituisce un elemento qualificante dell'attività dell'ENIT sia in chiave promozionale, che sotto l'aspetto della commercializzazione. Garantiamo quotidianamente - ha assicurato Marzotto - il supporto all'immagine turistica dell'Italia all'estero, attraverso una pluralità di attività finalizzate a consolidare ed ampliare la visibilità del brand Italia e dei prodotti turistici nazionali, come testimonia il successo del workshop Italia Brasile, al quale hanno preso parte un cospicuo numero di operatori italiani e brasiliani, oltre a numerosi giornalisti''.

Dal canto suo il Ministro del Turismo Brasiliano, ricordando che il 2011 sarà l'anno dell' Italia in Brasile, ha reso noto ''che è in fase di definizione un articolato programma di iniziative e manifestazioni culturali, da cui si attende un significativo incremento dei flussi turistici. L'economia brasiliana è di nuovo in espansione e il PIL del primo trimestre 2010 è aumentato di circa il 9% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente''.

fonte.asca.it
Italia e Brasile, ministri alleati contro il turismo sessuale

 
I ministeri del turismo dell'Italia e del Brasile lavoreranno insieme per contrastare la piaga del turismo sessuale attraverso iniziative congiunte di comunicazione, prevenzione e controllo. Ne hanno discusso oggi a Milano il ministro del Turismo, Michela Vittoria Brambilla, e il suo omologo brasiliano Luiz Eduardo Pereira Barreto Filho. Al centro dei colloqui bilaterali anche il rafforzamento della cooperazione in campo turistico, a cominciare dal potenziamento dei collegamenti aerei diretti.

fonte:travelquotidiano.com

Due notizie che ci volevano, speriamo che alle parole seguano i fatti perchè da Italiano provo vergogna a vedere miei connazionali comportarsi nel modo in cui si comportano qui in Brasile, soprattutto nel nordest del paese.
Mi potrete dire che qui è più facile perchè c'è maggiore prostituzione ma se non ci fossero clienti queste ragazze, giovani e giovanissime, non potrebbero ricavare da questa attività la fonte del loro reddito.

Parlando di prezzi dei biglietti aerei della tratta Italia-Brasil A/R dico solo .... MAGARI!!!!
E mi limito a incrociare le dita!

Energia Elettrica per garantire le partite del Brasile



BRASÍLIA - Il ministro de Minas e Energia, Márcio Zimmermann, anunció oggi che il paese adotterá misure speciali per prevenire il black out energetico durante le partite del Brasile nella prossima Coppa del Mondo. Secondo il ministro esiste una forte oscillazione nella domanda di energia nel periodo in cui la popolazione sta guardando la partita.

Quando inizia la partita, é attesa una riduzione di 11,8 mil megawatts (MW) nel consumo, a fronte di un consumo abituale di 61 mil MW. Nell´ intervallo della partita si raggiunge la vetta di 4,8 mil MW di aumento di consumo. All´inizio del secondo tempo, esiste una nuova perdita di 3,8 mil MW. Alla fine della partita il consumo ritorna con un altro picco di 9,6 mil MW.

Le stime sono state fatte dal Operador Nacional do Sistema (ONS) per la partite tra Brasile e Corea de Nord, previsto alle 15h30 del 15 di giugno.
Brasile: ministro economia, Pil crescerà dell'1% nel 2009


Guido Mantega

BRASILIA (awp/ats/ansa) Il ministro dell'economia brasiliano Guido Mantega ha affermato oggi che il Pil brasiliano crescerà dell'1% quest'anno, del 4% nel 2010 e del 5% nel 2011 "Quest'anno ci sarà una crescita ma sarà debole - ha dichiarato -. Dovremo prendere nuove misure".

"Il mondo vedrà la crescita insabbiata per due o tre anni ma la crisi sarà più breve e più rapida in Brasile - ha aggiunto il ministro -. A guidare la crescita del mondo nei prossimi anni saranno i paesi del Bric (Brasile, Russia, India e Cina, ndr)". Molti esperti finanziari prevedevano per il Brasile quest'anno un Pil negativo del 2-3%, e poi di crescita del 2-3% nel 2010.


Effettivamente la crisi si è fatta sentire anche in Brasile seppur in maniera più lieve rispetto all'Europa ed inoltre devo sottolineare che sono stati attuati dei provvedimenti a sostegno dell'economia e dei consumatori più efficaci rispetto a quello che è avvenuto nel nostro paese, ma non vorrei addentrarmi in questioni politiche e di merito che non mi competono.
La speranza è che veramente il 2010 sia un anno di ripresa economica per tutti e credo che nel panorama economico mondiale questo gigante chiamato Brasile assumerà sempre maggiore frza e importanza.

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