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Nel prossimo autunno in Brasile ci saranno le elezioni presidenziali e il rinnovo di parlamento e senato.
Candidati, partiti e gruppi politici devono rispettare precise norme in modo tale che tutto il processo democratico delle elezioni si svolga in modo corretto.
Secondo il procuratore regionale elettorale del Ceará, Márcio Torres, ognuna di queste regole ha obiettivi ben definiti: “In primo luogo esiste l'obiettivo di proibire l'abuso del potere economico garantendo uguaglianza di condizioni tra i candidati. Il secondo aspetto preso in considerazione è quello di ridurre al minimo gli effetti dell'inquinamento ambientale e acustico".

Queste sono le regole imposte dal TSE(Tribunal Superior Eleitoral).

Non è possibile 
- Incollare striscioni, manifesti, scrivere, dipingere pali, incollare adesivi nelle fermate degli autobus e in qualsiasi luogo considerato bene pubblico.
È importante ricordare che stadi, cinema e centri commerciali sono beni comuni quindi non possono ospitare propaganda elettorale..
- Magliette, portachiavi, cappellini, oggetti regalo con il nome e il numero del candidato non possono essere distribuiti o prodotti perché rappresentano una pubblicità che può portare evidenti vantaggi.
- Non è permessa pubblicità a pagamento né alla radio né in televisione. In questi mezzi di comunicazione la pubblicità è permessa soltanto nell'orario elettorale gratuito.
- Il candidato non può fare propaganda elettorale utilizzando outdoor, secondo il TSE, manifesti delle dimensioni de 4 metri quadrati affissi in spazi privati non sono considerati outdoor.
- Sugli alberi e sui muri sono proibite scritte e striscioni relazionati con qualsiasi propaganda politica.

È possibile
- Propaganda attraverso volantini a patto che vi sia scritto il  CPF o il  CNPJ del responsabile della stampa.
- Il materiale può essere soltanto editato dal partito.
- I comizi elettorali sono permessi soltanto dalle 8h00 alle 24h00, nel rispetto di questa norma il partito o il gruppo politico dovranno comunicarlo alle forze dell'ordine con almeno un giorno di anticipo sulla data prevista.
- È permesso l'utilizzo di megafoni e amplificatori su vetture che possono effettuare propaganda dalle 8h00 alle 24h00 a patto che non circolino vicino a ospedali, caserme e edifici pubblici. 
- È possibile fare propagando utilizzando cavalletti, pupazzi, striscioni, tavole per favorire la distribuzione di materiale elettorale e bandiere nelle strade pubbliche a patto che non rendano difficile la circolazione di veicoli e il passaggio di pedoni.
- Il candidato può fare propaganda utilizzando automobili private per mezzo di bandiere, adesivi e display.
- È permessa la propaganda nei balconi dei comitati e nelle altre proprietà del partito politico essendo garantito il diritto di divulgare il nome del partito e del candidato appoggiato.

Se qualche candidato trasgredisce alcune di queste norme il cittadino può denunciarlo utilizzando le seguenti e-mails: ouvidoria@tre-ce.gov.br, eleicoes2014@prce.mpf.gov.br e caopel@mp.ce.gov.br o telefonando al TSE del proprio stato.

®© Italiano Brasileiro
Elezioni Amministrative 2012 
Dopo mesi di campagna elettorale, spesso rumorosa e invadente, siamo giunti al giorno in cui i Brasiliani sono chiamati a scegliere i propri governanti locali che amministreranno le città durante i prossimi quattro anni.

Il voto, diritto e dovere dei cittadini è qui "molto più dovere" rispetto all'Italia infatti chi non vota è costretto poi a pagare una multa per regolarizzare la propria posizione di elettore ed avere accesso a documenti fondamentali quali la carta d'identità (RG) o il passaporto.
E' il famoso Titolo di Elettore in cui viene tenuto conto della "vita elettorale" di ogni cittadino che ha diritto di votare un Brasile. 
A differenza del nostro paese anche i ragazzi di 16 anni possono votare e questo fa sì che anche all'interno delle scuole la movimentazione durante la campagna elettorale sia massiccia. 
Il voto di domani eleggerà i sindaci che avranno ottenuto il 50%+1 delle preferenze e rimanderà gli altri al ballottaggio previsto per il giorno 28. Ricordando che il sistema elettorale elettronico è uno dei più evoluti e sicuri del mondo non mi resta che augurare un ottimo voto a tutti gli amici brasiliani sperando che le loro aspettative non vengano deluse.
Potrete seguire in tempo reale l'evoluzione della giornata odierna attraverso questi canali

Elezioni Amministrative: campagna o attacco elettorale?
Non vivo a Rio de Janeiro e non conosco le promesse e i programmi dei candidati alla poltrona di sindaco della metropoli carioca.
Ho deciso di pubblicare questo video per mostrare la differente maniera di fare campagna elettorale qui in Brasile dove, per quello che vedo a Salvador, la maggior preoccupazione sembra essere quella di gettare fango sugli altri candidati più che cercare di convincere gli elettori con proposte serie che appoggiano su numeri, fatti e soluzioni utili a risolvere problemi sociali e amministrativi.
So che questo video susciterà polemiche ma a 5 giorni dalle votazioni amministrative si sono ascoltate più polemiche che proposte, quindi amici brasiliani vi invito a pensare e votare sapendo a chi state dando il voto perchè il vostro voto abbia l'importanza e il peso che merita.
(IB)
Volete Batman o Wolverine come sindaco?
La legge brasiliana permette ai candidati che si presentano alle municipali di scegliersi i soprannomi purché siano popolarmente conosciuti. 
Il 14 ottobre in Brasile si presenteranno alle urne per le elezioni municipali anche Batman, James Bond, Wolverine e Barack Obama. 
In uno dei paesi che brilla per originalità e allegria, dopo l'epoca buia della dittatura militare i candidati possono presentarsi cittadini con il nome che desiderano, basta solo che i soprannomi scelti siano noti alla massa. 
Certamente questo aspetto non poteva passare inosservato nel "paese dei soprannomi" tanto che nei certificati elettorali troviamo ben cinque Batman che si sfidano al test delle urne così come numerosi sono  i personaggi televisivi americani. 
"E' una strategia di marketing, un programma politico, perché se mi presento come Geraldo Custódio, nessuno mi riconoscerebbe", dichiara al New York Times il candidato di 38 anni, di professione insegnante che si presenta per essere eletto per il consiglio comunale con il nome di Wolverine Geraldo a Piracicaba, una cittadina nello Stato di São Paulo. 
Queste liste potrebbero creare molte polemiche in altre latitudini ma in Brasile fa parte della normalità, un paese in cui, trattandosi di politica, sembra che nessuno si prenda sul serio.
Uno dei casi più emblematici è quello dell'ex presidente Lula  che si ribattezzò con il suo soprannome d'infanzia, rinnegando il nome completo, Luiz Inácio Lula da Silva. 
I Brasiliani votandolo gli hanno dato ragione e l'hanno reso una persona mondialmente riconosciuta.
In Italia simili iniziative sarebbero deplorate e non permesse ma conta maggiormente come ci si chiama o quello che si fa e le promesse mantenute?
(IB)

A pochi giorni dalle elezioni in Italia...
... esiste una legge elettorale esemplare in Brasile


In Brasile, grazie a una legge approvata nel giugno 2010, i candidati condannati in qualsiasi grado di giudizio non possono presentarsi alle elezioni. ''Ficha Limpa'' (''Foglio bianco''), questo il nome della legge, è stata approvata dopo una grande mobilitazione popolare durata due anni che ha portato alla raccolta di 1,6 milioni di firme per combattere il dilagare della corruzione e promuovere la ''onorabilita''' dei candidati.
E' il frutto di una campagna promossa dalla Conferenza episcopale brasiliana e che anche il Vaticano vede di buon occhio: non a caso, ''Ficha Limpa'' sarà una delle ''buone pratiche'' di applicazione della Dottrina Sociale della Chiesa che verranno presentati durante il convegno per i 50 anni dell'enciclica "Mater et Magistra" organizzato la prossima settimana a Roma dal Pontificio Consiglio "Giustizia e Pace".

''La Chiesa - ha detto oggi il segretario del Pontificio Consiglio, mons. Mario Toso, presentando il congresso e l'iniziativa brasiliana - ha un compito di formazione, esprime desideri e orientamenti. Questa, - ha aggiunto con riferimento a "Ficha Limpa" - è una "buona pratica" che ha avuto esito positivo anche dal punto di vista politico''.

Alla domanda se si tratti di un modello replicabile anche altrove, come in Italia, il presule ha risposto che ''quanto è stato fatto, proprio perché presentato (durante il convegno, ndr), è ritenuto esemplare, un punto di riferimento valido, una cosa buona, utile a contrastare il fenomeno dell'illegalità e ad aiutare nella selezione della classe politica, e considerato realizzabile anche altrove''.

La legge prevede l'ineleggibilità di candidati che hanno avuto condanne precedenti, non solo dopo la candidatura o l'inizio della carriera politica, e sarà applicata la prima volta alle elezioni comunali del 2012.

Allargando il discorso, mons. Toso ha osservato che ''la classe politica dovrebbe salire di livello morale, di esemplarità, di 'decoro', come è stato detto qua in Italia''.

''La Chiesa - ha aggiunto - può offrire orientamenti.
Non siede in Parlamento.
Ci vuole qualcuno che recepisca tali orientamenti e non so - ha concluso - se in altri Paesi siano altrettanto pronti a recepire''.

fonte:asca.it

Siamo vicini al nostro fine settimana elettorale, credo che bisognerebbe copiare in questo caso una legge di un paese che molti ancora pensano sia di Terzo Mondo....
Buon lavoro Presidente Roussef


Ieri 31 ottobre 2010 è stata una giornata storica non solo per il Brasile: Dilma Vana Roussef vincendo le elezioni presidenziali è la prima Presidente della Repubblica donna, Presidente non di un piccolo stato dell'America Latina ma del "gigante", di quello che trascina tutto il continente sudamericano, di una delle cosiddette "economie emergenti".

Ha vinto Dilma ... onore a Dilma.

Ma lasciatemi fare qualche osservazione da spettatore esterno e neutrale.

Non mi è piaciuta la campagna elettorale perchè i candidati più che presentare un programma con soluzioni ai problemi veri ( la cosa è stata solo accennata) hanno passato quattro settimane ad attaccarsi anche personalmente, cercare difetti personali e scandali nella vita dell'avversario.
Per un certo verso è consolante vedere che non succede solo in Italia.

Non mi è piaciuto vedere sempre il Presidente Lula fare campagna elettorale in modo tanto intenso che sembrava lu il candidato e non mi sono piaciute le dichiarazioni dell'ultimo venerdì di Dilma che ha ammesso che Lula sarà parte fondamentale per idee appoggio e consigli durante il suo governo.
Ora la domanda che rivolgerei alla Signora Presidente è la seguente: ci troviamo di fronte al primo mandato presidenziale Dilma Roussef o al terzo mandato Lula?

Non mi è piaciuto ascoltare che durante la campagna elettorale siano state dette delle cose alla popolazione più carente del tipo se non voti Dilma non avrai la casa ( progetto Mi casa Mi vida) e ti toglieranno la "Bolsa Familia" (un aiuto tipo il nostro aiutino per fare la spesa al supermercato...ma lasciamo perdere perchè è un altro discorso) ... questo è far leva sulla scarsa informazione e la paura di chi ha meno accesso all'informazione.

Direte non ti è piaciuto nulla?
Effettivamente dei giochi politici mi piace poco perchè da una parte o dall'altra quasi tutti fanno prima i loro (e degli amici di partito) interessi particolari e dopo pensano al bene del paese e della popolazione.

Una cosa mi è piaciuta l'importanza che viene data al voto qui in Brasile, persone che non ne hanno l'obbligo ( per età o altri problemi) desideravano votare per contribuire attivamente al futuro del paese, ritengo ciò una ottima cosa.

Ora non mi resta che fare un grande in bocca al lupo al nuovo Presidente Signora Dilma sperando che le promesse fatte (politica sociale, economica, ecologica, situazione Petrobras, sistema di salute e dell'educazione, ecc) vengano mantenute; le condizioni per fare bene esistono perché il PT ( partito di Dilma Roussef) dispone de numeri sufficienti per governare bene e prendere decisioni a Brasilia e può contare anche su un alto numero di governatori statuali.

Presidente Dilma,
il suo è un ruolo di estrema importanza, ora festeggi pure, ne ha diritto ma da gennaio trasformi le parole in fatti perchè il Brasile e i Brasiliani meritano una grande Presidente, di promesse si sono riempiti le orecchie ed ora gradirebbero vederne la realizzazione concreta.
Confidando in un Suo successo totale le auguro molta salute, pace, brillantezza mentale e di spirito per poter guidare questo paese nel migliore dei modi durante i prossimi quattro anni.

Dilma Vana Roussef


Dilma Vana Rousseff nasce a Belo Horizonte 62 anni fa da una famiglia della classe media brasiliana, con il padre di origine bulgara e la madre brasiliana insegnante. Separata per due volte, ha una figlia ed un nipote di due mesi. Dilma è una donna che ha conosciuto due fasi della sua vita. Nella sua gioventù militò nei gruppi di resistenza alla dittatura militare quali, Polop, Colina e VAR-Palmares, in cui era conosciuta come la “Giovanna d’Arco della sovversione”. Finì incarcerata per tre anni nei quali subì ininterrottamente per ventidue giorni le torture dei suoi carcerieri.

Dopo il carcere Dilma si stabilì a Porto Alegre e lì presso l’ Universidad Federal de Rio Grande do Sul, si laureò in economia. Nel 1979 inizia la seconda fase di vita di Dilma, quella più propriamente politica. Decide infatti di aderire al Partido Democratico Laborista, nelle cui file ottenne il ruolo di segretaria dell’industria nel governo cittadino di Porto Alegre e poi quello di delegata per l’energia nel governo statale di Rio Grande do Sul. Durante gli anni della presidenza di Cardoso, passa al Partido dos Trabalhadores e nel 2002 la sua conoscenza con Lula le cambia la vita. Prima diventa il ministro dell’energia nel primo governo Lula (2002-2006), poi il presidente-operaio, valutandone l’esperienza tecnica ed il carattere molto forte e poco teso al compromesso, la nomina nel suo secondo governo, ministro della Casa Civil, una sorta di consulente speciale alla presidenza e ministero dell’interno al tempo stesso e le affida l’incarico di coordinare il programma delle grandi opere per lo sviluppo del paese (Programa de Aceleración del Crecimiento). Accusata dai settori più oltranzisti del partito di essere favorevole alla privatizzazione di alcune aziende, tra cui la stessa Petrobras che però è diventata proprio negli ultimi anni una delle 10 compagnie petrolifere al mondo, entra in rotta con Marina Silva, ministro dell’Ambiente per l’estensione del PAC e la difesa dei produttori di soia in Amazzonia, costringendola alle dimissioni. La donna di ferro supera anche un tumore linfatico in pochi mesi nel 2009 e nel 2010 viene lanciata alla presidenza dopo il suo ultimo programma “Mi casa, mi vida”, con cui ha distribuito un milione di case popolari a famiglie indigenti. La sua linea politica rispecchierà quella di Lula, ma con molta più attenzione ai rapporti con gli altri paesi (su tutti Iran e Venezuela sul piano energetico e Cile e Colombia su quello diplomatico interamericano), in particolare nel Mercosur e nella gestione meno statalizzata dell’economia. E’ tifosa dell’Internacional Porto Alegre e la prima donna storicamente eletta al vertice del Brasile.


fonte:legnostorto.com
Dilma Rousseff vs José Serra 0-1


Il titolo di questo post potrà sembrare polemico ma, da spettatore neutrale, visto le premesse e la grande fiducia che Lula ripone sulla candidata del PT mi sembra che questa vittoria di Dilma abbia il sapore della sconfitta.

Infatti già si percepiva un clima di festa attorno a colei doveva essere (e probabilmente sarà) il presidente del Brasile ma già dalle prime dichiarazioni ufficiali appariva evidente una certa delusione della "petista" e un nuovo vigore e energia in Serra, l'altro ... l'ospite indesiderato del ballottaggio.
Chi ha sorpreso è stata Marina Silva ora davvero la donnna più corteggiata del Brasile nelle prossime 4 settimane: sarà lei con i suoi elettori che decideranno chi vincerà questa sfida tra una Dilma che ha l'obbligo di vincere e Serra che di vincere ha la speranza, differenza non di poco conto.
Pronostici non ne faccio, credo che Dilma rimanga in vantaggio ma in 4 settimane e in un uno contro uno non saranno più concessi errori.
Il tempo ci dirà chi governerà il paese durante i prossimi 4 anni.

 Dilma Rousseff o José Serra?


A oltre il 98 per cento dei voti scrutinati, Dilma Rousseff si è fermata al 47 per cento e non è quindi riuscita a raggiungere il 50 più uno necessario per diventare la prima presidente donna della storia del Brasile.
Il prossimo 31 ottobre la candidata del Partito dei Lavoratori, fortemente sostenuta dal popolare presidente uscente Lula, se la dovrà vedere al ballottaggio con il socialdemocratico Jose Serra, che ha guadagnato circa il 33 per cento dei voti. L’esponente del Partito Verde Marina Silva ha raggiunto il 19 per cento, un ottimo risultato per una candidata che i sondaggi davano intorno al 14 per cento.
Sembrerebbe proprio il risultato di Silva, scrive BBC, a giustificare la mancata vittoria di Rousseff, ampiamente favorita alla vigilia delle elezioni anche per il superamento del 50 per cento dei voti al primo turno. Nelle settimane scorse diversi esponenti del Partito dei Lavoratori, tra cui l’ex assistente di Rousseff, sono stati coinvolti in casi di corruzione, e questo potrebbe aver influito sul numero dei voti ottenuto da Rousseff, inferiore alle aspettative. Il Guardian fa poi notare come diversi elettori ancora non sapessero il suo nome a pochi giorni dalle elezioni, riferendosi a lei semplicemente come “la donna di Lula”.
Subito dopo l’annuncio dei risultati, Rousseff ha tenuto un discorso a Brasilia in cui ha cercato di non lasciar trasparire la delusione, mostrando sicurezza e tranquillità.

«Siamo guerrieri e siamo abituati alle sfide», ha detto Dilma Rousseff. «Vinceremo il ballottaggio».

Ora si attende di capire se Marina Silva voglia prendere le parti di uno dei candidati. Durante la campagna, Serra aveva cercato di convincerla a correre con lui come vice-presidente, proposta però rifiutata dalla candidata dei Verdi.

fonte: ilpost.it

Commento personale sul primo turno delle elezioni presidenziali
I Governatori degli stati brasiliani



Nelle elezioni di domenica 3 ottobre 17 stati hanno già scelto il loro Governatore. Solo in Acre il risultato è ancora sospeso nonostante il candidato del PT Tião Viana abbia già dichiarato vittoria, non ancora confermata dal TRE-AC (Tribunale Regionale Elettorale dell'Acre)

In altri 8 stati e nel Distretto Federale il nuovo Governatore sarà noto solo dopo il ballottaggio previsto il giorno 31 ottobre.

Eccovi la lista dei Governatori e i ballottaggi


Eletti al primo turno


Estado Eleito Partido


Amazonas Omar Aziz PMN
Pará Simão Jatene PSDB
Mato Grosso Silval Barbosa PMDB
Mato Grosso do Sul André Puccinelli PMDB
Tocantis Siqueira Campos PSDB
Maranhão Roseana Sarney PMDB
Ceará Cid Gomes PSB
Rio Grande do Norte Rosalba Ciarlini DEM
Pernambuco Eduardo Campos PSB
Sergipe Deda PT
Bahia Jaques Wagner PT
São Paulo Geraldo Alckmin PSDB
Minas Gerais Antonio Anastasia PSDB
Rio de Janeiro Sérgio Cabral PMDB
Espírito Santo Renato Casagrande PSB
Paraná Beto Richa PSDB
Santa Catarina Raimundo Colombo DEM
Rio Grande do Sul Tarso Genro PT

Disputas no segundo turno


Estado Candidatos


Roraima Neudo Campos (PP) x Anchieta (PSDB)
Amapá Lucas (PTB) x Camilo Capiberibe (PSB)
Rondônia Confúcio Moura (PMDB) x João Cahulla (PPS)
Goiás Marconi Perillo (PSDB) x Iris Rezende (PMDB)
Distrito Federal Agnelo (PT) x Weslian Roriz (PSC)
Piauí Wilson Martins (PSB) x Sílvio Mendes (PSDB)
Paraíba Ricardo Coutinho (PSB) x Zé Maranhão (PMDB)
Alagoas Teotonio Vilela (PSDB) x Ronaldo Lessa (PDT)
Pará Simão Jatene (PSDB) x Ana Julia (PT)

Elezioni presidenziali 2010:
si sfidano in nove per la Presidenza



Elezioni Brasile. Domani, 3 ottobre, si voterà in Brasile per eleggere il Presidente della Repubblica che sostituirà Lula. Oltre all'elezione del nuovo presidente, si svolgeranno le elezioni parlamentari e quelle relative ai nuovi governatori statali, gli elettori sono 136 milioni. Il presidente in carica, Luiz Inácio Lula da Silva, non si può ricandidare avendo già svolto due mandati.
Il nuovo presidente dovrà essere eletto direttamente dal popolo con il 50% dei voti validi in caso che nessun candidato lo ottenga al primo turno, i due più votati andranno al ballottaggio previsto per il 31 ottobre.

I candidati sono: Dilma Rousseff, Partito dei Lavoratori (Pt, lo stesso di Lula); Ivan Pinheiro, Partido Comunista Brasileiro(Pcb); José Maria Eymael, Partido Social Democrata Cristão(Psdc); José Serra, Partido da Social Democracia Brasileira (Psdb); Levy Fidélix, Partido Renovador Trabalhista Brasileiro (Prtb); Marina Silva, Partido Verde (Pv); Plínio Sampaio, Partido Socialismo e Liberdade (Psol); Rui Costa Pimenta, Partido da Causa Operßria (Pco); Zé Maria, Partido Socialista dos Trabalhadores Unificado (Pstu).

fonte sabatoseraonline.it
La scommessa del dopo-Lula: l’istruzione



La grande scommessa del Brasile dopo-Lula è l’istruzione. Concordano su questo punto le opinioni di giornalisti ed esperti riuniti al Festival di ‘Internazionale’ a Ferrara che ha dedicato all’imminente voto del gigante sudamericano il primo appuntamento della tre giorni di giornalismo internazionale, nella splendida cornice del teatro comunale della città.

“Il problema numero uno del Brasile è la scolarizzazione e le università” spiega Pepe Escobar, giornalista brasiliano. Se Dilma Rousseff, la candidata favorita e delfina di Lula, vincerà, “sicuramente punterà molto sull’istruzione e soprattutto per creare una migliore università pubblica”. Solo due università pubbliche in Brasile rientrano fra le 250 migliori al mondo.

“Il Brasile è tra i 10 paesi più disuguali al mondo e l’ottavo al mondo per numero di analfabeti” spiega Eliane Brum, giornalista brasiliana. Lula aveva promesso di stanziare il 7% del pil all’istruzione e non è riuscito a mantenere questo proposito, anche se adesso in Brasile vi sono 8 anni di scolarizzazione obbligatoria.

fonte:apcom.net
Romário e Tiririca tra i favoriti per il Congresso


Se le elezioni fossero state fatte ieri Romário e Tiririca sarebbero stati eletti come deputati nella Camera dei Deputati, secondo una ricerca fatta domenica 19 settembre dall'Istituto Datafolha.
Secondo la ricerca, l'ex giocatore può contare sul sostegno di 115.000 elettori, circa l'1% dello stato di Rio de Janeiro, quota sufficinte per ottenere un seggio.
Esordiente in politica come candidato del PSB, Romário affianca come potenziali numero di voti il presentatore della televiose cariocaa Wagner Montes, del PDT.


Tiririca, del PR, avrebbe il 3% dei 30 milioni di voti nello stato di São Paulo. con 900.000 voti sarebbe eletto deputato federale con il secondo maggior sostegno nell storia democratica del paese, restando solo dietro all'ormai scomparso deputato Enéas, che nelle elezioni del 2002 sommò 1,5 milioni di voti.

"Vota in Tiririca che peggio non può andare" è lo slogan del pagliaccio il quale dice di non sapere nemmeno cosa deve fare un deputato federale.
Il pagliaccio è diventato così il simbolo del voto di protesta, specialmente con l'appoggio dei giovani tra 16 e 18 anni che voteranno per la prima volta.
Il fenomeno Tiririca ha contagiato anche gli internauti, infatti dal 15 agosto il motore di ricerca di google il nome del pagliaccio è stato più ricercato dei candidati a Presidente della Repubblica Dilma Rousseff, José Serra e Marina Silva.

Dall'altro canto l'ex puglie Maguila, candidato del PTN, usa guantoni da box nella sua propaganda elettorale colpisce un sacco di sabbia con l'immagine di Tiririca dicendo:"Basta pagliacciate, la politica è una cosa seria".

Un altro ateleta con grandi possibilità di essere eletto al Congresso è l'ex portiere Danrlei, campione della Coppa Libertadores nel 995 con il Gremio.
Candidato a deputato federale per lo stato Rio Grande del Sud può contare sull'1% delle intenzioni di voto, equivalente a 80.000 voti.

Certo non può essere una consolazione ma sapere che ballerine di funk, trans, ex calciatori con enormi problemi finanziari che non hanno saputo amministrare il loro patrimonio e addirittura "pagliacci" possano diventare deputati mi fa capire che dal mondo della politica e dai politici non possiamo aspettarci molto, sfortunatamente!
Ministro alla Presidenza lascia per accuse di corruzione


Il ministro brasiliano per la Presidenza, Erenice Guerra, si è dimesso giovedì, a poco più di due settimane dalle elezioni presidenziali, dopo essere stata coinvolta in un'inchiesta su alcuni casi di corruzione che avrebbero come protagonista il figlio Israel. Un duro colpo per Dilma Rousseff, candidata del presidente Luiz Inacio Lula da Silva, di cui Guerra è stata la vice prima di sostituirla nell'incarico di capo di gabinetto quando Rousseff ha deciso di presentare la sua candidatura. Da giorni sulla stampa brasiliana stava montando una vicenda che coinvolge il figlio del ministro, accusato di aver agito da intermediario, con l'aiuto della madre, per favorire la concessione di finanziamenti pubblici e appalti. Guerra ha definito le accuse una “implacabile campagna di diffamazione” ma ha voluto evitare alla Rousseff un possibile contraccolpo negativo a pochi giorni dal voto, nel momento in cui la candidata del Partito dei lavoratori ha accumulato un vantaggio superiore ai 20 punti e potrebe vincere direttamente al primo turno.

Le accuse rivolte a Guerra sono state infatti cavalcate dal principale avversario di Rousseff verso la presidenza, il socialdemocratico José Serra, secondo il quale le indagini non potevano essere svolte mentre il ministro occupava ancora il suo incarico, sostenendo: “non si tratta di un problema di voti persi o guadagnati, ma di un caso di cui si occupa la polizia”. Sulla vicenda il Partito socialemocratico ha subito fatto uno spot in cui si sottolinea il legame tra la candidata e il ministro dimissionario: “Dilma ed Erenice sono insieme dal 2003. Erenice era il bracico destro di Dilma: una ordinava e l'altra obbediva. È ancora così”.


fonte:ilvelino.it


Che dire di questo nuovo caso di corruzione?
Effettivamente se e quando verrà provato non c'è molto da dire se non che "tutto il mondo è paese" ma questa è una magra e triste consolazione.
L'ex guerrigliera straccia il presidente Lula


Brasile in fermento in vista delle elezioni presidenziali del prossimo 3 ottobre. Secondo gli ultimi sondaggi, Dilma Rousseff, candidata della coalizione al governo di centrosinistra, supererebbe come numero di voti il suo Pigmalione politico, il presidente Luiz Inacio Lula da Silva, che ha lanciato la sua candidatura perche' possa succedergli nel Planalto. Lo rende l'agenzia di sondaggi Ibope. Dilma, 63 anni, ex guerrigliera ed ex capo del gabinetto dei ministri, otterrebbe oltre 60 milioni di voti. Quasi due piu' di Lula nelle elezioni del 2006.

Ma non solo. Mentre Lula si e' aggiudicato il secondo mandato nel ballottaggio, Dilma, che secondo Ibope, ha ormai il 51% delle intenzioni di voto contro il 25% del suo piu' diretto avversario, l'ex governatore di San Paolo, Jose' Serra, s'imporrebbe gia' al primo turno. Trascinata dalla intatta popolarita' di Lula, che s'aggira da tempo attorno all'80%, la cavalcata dell'ex guerrigliera non ha avuto sosta. Agli inizi dell'anno, lei e Serra erano dati alla pari. Poi via via lo ha superato in modo impressionante: dal 17 agosto ad oggi i suoi consensi sono aumentati di ben cinque punti, mentre il rivale, in corsa per il centrodestra, ma deciso conservatore, ne ha persi quattro.

"'Vincere al primo turno rafforzerebbe la democrazia", ha assicurato sabato la Rousseff, che Lula ha paragonato a Nelson Mandela e gli avversari al venezuelano Hugo Chavez. Lei, nel suo primo spot elettorale ha parlato del suo passato di guerrigliera durante la dittatura (e' stata in carcere ed e' stata torturata). Lo stesso Serra, che ha appena ingaggiato l'esperto indiano Ravi Sing dell'ElectionMall di Washington per tentare di risalire la china, battera' proprio su questo tasto, per evitare una sconfitta che significherebbe la sua morte politica. Ma la Rousseff e Lula ('Se viene eletta, non saro' solo un suo aiutante', ha anticipato) sembrano sicuri della vittoria. Tanto che a Brasilia gia' sono cominciati i giochi per chi fara' parte del suo governo. 'Potrei continuare nell'incarico', ha detto il ministro degli esteri, Celso Amorim. L'opposizione, dato che il trionfo della Rousseff significherebbe 12 anni di potere per il Partito dei lavoratori (Pt) - che potrebbero diventare 16 perche' Lula ha gia' avvertito che si ricandidera' nel 2014 - gia' parla di 'minaccia per la democrazia' e di 'deriva messicana', in riferimento al Partito rivoluzionario istituzionale che resto' al potere oltre 70 anni.

Dilma Rousseff, da guerrigliera a presidente

Una donna, di origini tedesche ed ex guerrigliera durante la dittatura militare negli anni '60, detenuta in carcere per tre anni e torturata. Si chiama Dilma Rousseff e potrebbe essere lei a succedere Luiz Inácio Lula da Silva alla presidenza del Brasile. Diventerebbe la prima donna presidente del più popoloso paese del Sudamerica. Come già accade in Argentina e in Germania.

Si tratta di una candidatura che ha molte chance soprattutto dopo gli scandali di corruzione che nel 2005 hanno travolto i vertici del partito dei Lavoratori (Pt, partito de los Trabajadores), spazzando via i possibili candidati a succedere Lula.

Dilma Rousseff ha infatti preso il posto di José Dirceu, il primo ministro in ordine di tempo a finire nella bufera e costretto a dimettersi perché responsabile dello scandalo di corruzione. Dilma ha tutte le carte in regole per succedere all'ex sindacalista e soprattutto ha dalla sua parte lo stesso presidente. Lula ha infatti fatto sapere che non sarà neutrale alle prossime elezioni del 2010 e che farà campagna elettorale per il "suo" candidato.

Rouseff è considerata un bravo amministratore, austera, precisa. Che gode del rispetto e anche di un certo timore dei colleghi maschi. E' stata definita "un personaggio politico, calcolatamente politico" e con un gran umorismo, come ha scritto una giornalista di Folha de São Paulo, Eliane Cantanhéde. E' una sostenitrice dell'aborto e del matrimonio tra omosessuali, tematiche che però non hanno il beneplacito del suo partito, perché sono "questioni di salute pubblica", ha affermato. Ma è il suo passato a conferirle un'aurea speciale. Per la sua lotta contro la dittatura e a favore della democrazia.

fonte:affaritaliani.it

Vedremo ad ottobre come andrà a finire ma ciò che è certo è che l'ultimo mese ha visto Serra perdere molto terreno nei confronti della candidata del PT...
"Donna Pera" garantisce che non sarà "Donna Frutta" se eletta nel congresso


Fa campagna elettorale, divulga video, fa fotografie e sarà presente nelle urne elettroniche con un vistoso decote ma avverte:"Chi sta chiedendo voti è la Donna Pera. Quindi devo chieder voti come la Donna Pera solo che sempre dico che nel Congresso chi starà la è Suellem".

Suellem Aline Mendes Silva, più conosciuta come la Donna Pera, dice che le è sempre piaciuto aiutare le altre persone e il desiderio di iniziare la carriera politica iniziò durante uno dei suoi show dove la "gatinha do funk" scoprì che i suoi fans voterebbero per lei perchè come Suellem stessa dice:"Io parlo la loro lingua".

"Giovani votano giovani", dice la donna-frutta nella propaganda elettorale.
Per conquistare voti promette internet gratis in case e scuole:"Un modo per evitare che i giovani si droghino, si prostituiscano e studino fuori di casa" questa la sua analisi.

Lei stessa,, candidata del PTN, racconta che sta studiando molto non soltanto a casa sua ma anche in quella del Senator Paulista Eduardo Suplicy, del PT. "Inoltre oggi sono andata nella casa del Senatore Eduardo Suplicy e lui mi ha dato un suo libro per studiare ancora di più sulla sua vita e sulle leggi".

fonte:jornal do Brasil

Che dire....tutto il mondo è paese!! Ma scommettete che riceverà molti voti?
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